Il Libro del Mago

Prefazione

Com’è nato tutto ciò

Il Libro dei Maghi è stato scritto per la prima volta il 2 Giugno 1899.

Allora il mondo era diverso da com’è oggi. Un’altra cosa. In quel periodo, all’età di ben diciotto anni, mi trovavo a vagare per la brughiera inglese senza sapere bene cosa fare della mia misera vita di uomo adulto. Mio padre mi voleva a lavorare con lui, ma l’idea di stare tutto il giorno in ufficio a timbrare buste gialle non mi rallegrava più di tanto. Poi c’era mia madre(che dio l’abbia in gloria! Donna dal carattere dolce ma pronta a tirarti una ciabatta con zoccolo duro al primo “sì come no”. Ah mi manchi mamma! ) la quale insisteva più di una volta al giorno che mi unissi a lei e al suo circolo di maestre d’asilo…e sinceramente non mi ci vedevo molto bene a cullare un neonato che strilla come un forsennato. No, grazie, le dissi. 

Infine c’era mio zio, Liam. 

Dovete sapere che mio zio Liam insegnava in una scuola per maghi ed era molto famoso. Solo perché cinque anni fa era riuscito a cavalcare un drago e d’allora tutti, mondo magico e non, lo volevano. Era convinto che io dovessi diventare come lui. E questo stava significare solo una cosa: diventare un pallone gonfiato. 

Ma! Ma dovevo fare qualcosa della mia vita o mio padre e mia madre mi avrebbero preparato le valigie e sbattuto in mezzo a una strada. Per cui mi ritrovai a vagare nella brughiera inglese senza una meta quando qualcosa dentro di me si accese, come una lampadina. Avrei viaggiato! Si come i protagonisti dei libri che leggevo. Sarei diventato un’esploratore! 

Oh che bello! Che meraviglia! Pensai. 

Ora era tutto più chiaro. Anche la nebbia si era diramata e ora vedevo molto bene la collina in fondo alla strada. 

Sarei diventato un’esploratore! Avrei viaggiato su navi, mongolfiere, macchine, treni, aerei. 

Dentro di me sentivo un fuoco che andava dalla testa ai piedi e dì colpo sentì il bisogno di ridere e correre. Così feci. Mi misi a correre e a ridere come un bambino che apre per la prima volta un regalo di Natale. Inizia anche a saltellare e girare su di me.

Avevo scoperto la mia vocazione!

Questa euforia durò fino a quando non dovetti tornare a casa. Allora la gioia lasciò il passo alla paura. Cosa avrei detto ai miei? Come avrebbero reagito? A mio padre non piaceva la vita da girovago, lo sapevo molto bene. 

E mia madre? Sappiamo tutte le mamme come sono fatte quando i loro pulcini iniziano a pensare di lasciare il nido. Diventano tragicomiche. Peggio delle tragedie greche. Sono lì che ci guardano e un momento dopo sono attaccate a noi e ci supplicano di non lasciarle, che non sono pronte etc.

Per cui capirete bene che non era facile la cosa.

Così, mentre la notte si avvicinava e con essa il freddo, cercai un modo per convincere che il lavoro come esploratore era il lavoro più redditizio del mondo. Mi feci forza ed entrai in casa.

Non vi starò a raccontare com’è andata quella sera ma sappiate che non è stato facile. I genitori hanno sempre quella paura che i figli possono fallire e vorrebbero, quasi sempre, tenerli in una campana di vetro, per il loro bene.

Sappiate solo che un mese dopo partii per l’avventura. E sono qui per narrarvi le cose che vidi. In questo libro troverete tutto ma proprio tutto dai draghi agli aquini. 

Spero che con le mie avventure possa io invogliare altri giovani a partire all’avventura. 

Sappiate che il mondo è un posto pieno di cose meravigliose, tocca a noi scoprirle. 

Per cui zaino in spalla, giovanotti e via, sì parte per l’isola che non c’è! (scherzo. Per andare sull’Isola che non c’è devi avere il passaporto e il permesso delle fate.)

Di cosa parliamo nel prossimo capitolo?

  • Cimpirilà! (0%)
    0
  • Aquini! (50%)
    50
  • Streghe! (50%)
    50
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20 Commenti

  • Voto anch’io Aquini!

    Trovo il tutto molto interessante e divertente. Il fatto che ogni tanto spunta fuori qualcosa che è successa al nostro viaggiatore, lo rende ancora più carino!

    >Ps: Tutte le streghe hanno la lingua biforcuta, come quella dei serpenti. Per questo in passato sì pensava che fossero figlie del demonio e portatrici di peccati. Nulla di più vero.

    E te pareva 😉

    Ciao 🙂

  • Rieccomi, Marta.
    Ho scelto “Aquini”, mi sembra giusto dar loro spazio, visto che avevano pareggiato nella votazione precedente.
    L’idea è molto carina e mi piace anche lo stile che stai dando al racconto: leggero e spiritoso quanto basta… lo zoccolo di mamma suscita in me ancestrali ricordi 😀
    In entrambi i capitoli, ma più nel primo, ci sono un po’ di refusetti certamente evitabili. Nel secondo disturba un po’ la differenza di aspetto (grassetto o no, tutte maiuscole o no) dei vittoria delle voci relative alle varie streghe. Io penso che tenda a scrivere molto di getto. E questo, se ci riesci, è dal mio punto di vista una grande dote (che a me purtroppo manca 😀 ). Considera però quanto guadagneresti da una rilettura attenta di ciò che scrivi: eviteresti errorini e ripetizioni, la lettura sarebbe più scorrevole e la narrazione più efficace. Per farti un esempio, nel primo capitolo scrivi due volte “mi trovai a vagare per la brughiera”. Non c’è niente di male, di per sé, ma la seconda volta mi è parso di capire che vagasse per la brughiera perché i genitori lo avevano cacciato di casa. Ci sarebbe stato, la seconda volta, qualcosa del tipo “Per questo motivo, vagavo per la brughiera”, avrebbe reso più chiaro il periodo e avrebbe rafforzato l’immagine iniziale (il lettore, che non sa nulla, si chiede “Ma perché ‘sto pellegrino vaga per la brughiera? … Aah! Ecco! Perché ha dei tormenti esistenziali!”.
    Naturalmente, questo prolisso commento esprime solo una mia opinione, quindi prendine, se lo trovi, ciò che ti può essere utile e butta via il resto.
    Brava, comunque.
    Ciao, ti auguro un’ottima giornata

    • ciao:D e grazie per il tuo commento.
      la questione vaga per la brughiera è 1) è inglese 2) lui vaga nella brughiera nel senso che sta facendo una passeggiata innocua. Non è cacciato dai suoi. Inoltre la brughiera è un paesaggio molto diffuso in inghilterra, la campagna inglese è caratterizzata dalla brughiera più delle volte. In poche parole, mi ripeto, stava facendo un giretto, come se avessi detto che Y stava facendo un giro nei boschi.

  • Ciao, Marta! Mi è piaciuto molto il secondo episodio de Il Libro Del Mago! Un consiglio: non pubblicare velocemente tutti gli episodi (è una cosa che hanno fatto notare pure a me, tempo fa, ahahaha!), perché così i lettori non hanno il tempo di “giocare” con la storia. Lascia passare almeno quattro giorni tra un capitolo e l’altro!
    Alla prossima!

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