La perdita di “Zura”, parte 1: Serpi o conigli

Dove eravamo rimasti?

A quale spirito affidare il ritorno all'accampamento? Liagio, custode dei mondi: il sogno, la mano del destino e dell'equilibrio (67%)

Opposti che viaggiano insieme

Vicino alle tende si era creato il viavai solito e in fondo, in avvicinamento su di un cavallo c’erano un paio di persone. Tula se ne stette ad aspettare che fossero alla giusta distanza per squadrarli meglio e decidere se presentarsi o meno. Nel frattempo Zura avrebbe forse carpito una parte dei grandi insegnamenti degli spiriti; là sul fondo del fiume era perfetto, l’ideale per arrivare ad un equilibrio, necessario per ogni spirito guerriero dall’alba dei tempi.

“Che Renia la accudisca.” Pensò sospirando, mantenendo gli occhi sui viandanti.

Dopo diverso tempo, notando bene di chi si trattasse decise di scendere, cercando di non mostrare nemmeno un accenno di felicità.

Zura dovette salire con la testa più volte per prendere fiato e poi ritrattenerlo con la nuca sul fondale, vedendo di non lasciarsi trasportare di un solo dito. Quell’acqua gelida non le consentiva di pensare ad altro che al freddo e al bisogno di un pasto caldo. Nell’alzarsi in piedi si tenne stretta le braccia e camminò dondolando, con respiri profondi. Quello era un esercizio che ancora non capiva del tutto. C’era stato un momento però, mentre si trovava giù stesa a riflettere sul proprio corpo, in cui le tornò in mente la donnola della paglia che aveva intravisto nel cercare la sua mentore. “Scherzi del fiume.”

La sua mentore doveva essersene tornata al loro accampamento, perciò fece lo stesso anche lei, anche se ebbe un paio di istanti di sconcerto quando vide un paio di cavalli presso la tenda di capo Gugh e un giovane a lei sconosciuto li stava legando. Zura decise di procedere di soppiatto, osservando, valutando, come avrebbe voluto la mentore.

Il ragazzo aveva abiti in parte logori, ma pur sempre dai colori vivaci: sotto un mantello color fango si nascondeva una giostra di azzurri, arancioni, rossi, verdi; non girava scalzo o con dei sandali ma teneva delle scarpe ben cucite, un paio di braghe dai toni dell’abito e sulla fronte una fascia di un materiale pregiato, la quale teneva all’indietro i suoi capelli bruni; alla cinta un coltello e un borsello; invece aveva sulle labbra non un sorriso, ma un ghigno e gli occhi non erano intenti a guardare, ma a studiare. Prese un oggetto che era stato lasciato appoggiato a un paletto: Zura ne aveva già visti ancora, si trattava di uno zufolo, solo che era doppio e le due estremità erano oblunghe.

“Un cantore qui da noi?” si chiese “Non siamo su una via principale!”

Dalla tenda uscì la figlia di capo Gugh: una fanciulla che purtroppo era stata condannata al possesso dell’ingombrante nasone del padre. Invitò il giovane ad entrare. Zura sentì un cenno di calore in corpo e volle provare ad ascoltare da fuori la conversazione. Si assicurò che nessuno girasse all’esterno e così sgattaiolò tra le tende, ma fu intercettata da un manone che la prese alla spalla: «Ancora non abbastanza, piccola Zura.»

«Mollami Deizma!» fece lei al vecchio: «Voglio ascoltare!»

Ricevette un piccolo colpo dietro la nuca per poi essere trascinata via, dentro la tenda dell’uomo, dove fu spinta a terra: «Non lo farai, invece.» le disse in modo autoritario, prendendo poi una ciotola e porgendogliela: «Ti darò il pasto, ma accetta il mio consiglio: non sei pronta e capo Gugh potrebbe non apprezzare di essere spiato quest’oggi.»

Zura prese un paio di respiri come le era stato insegnato: «Chi è il ragazzo che sta ricevendo?»

Deizma voltò la testa, ma non gli occhi, come suo solito alle domande poste troppo presto; non restava che assecondarlo e lasciarlo parlare quando avrebbe voluto. Anche lo stomaco di Zura concordò con quella decisione.

Il sole aveva cominciato a scaldare il mondo e le gambe della giovane ne godettero, come la gola e la pancia dei sapori della carne, delle verdure e del brodo che le era stato posto nella ciotola. Mentre mangiava Deizma le si sedette di fronte per risponderle: «Sono giunti due uomini: il giovane pare proprio un cantore e il più vecchio ha il corpo vigoroso e con diverse cicatrici. In questo momento parlano col capo e con la tua mentore e sono certo che avrai risposte dalle sue parole a tempo debito. Due opposti che viaggiano insieme, due entità dello stesso mondo. Io me ne sto lontano, ma quello grosso l’ho già visto diversi giorni fa: era con la tua mentore. Il giorno in cui siamo passati tra i mercanti e ti ha mandato tra i boschi a caccia per tutto il pomeriggio. Quel mattino lui si stava accampando proprio presso i mercanti. Non so cosa abbia voluto la tua mentore da un uomo del genere, forse racconti, forse un favore: adesso starà riscuotendo: agisce sempre per volere degli spiriti, come un giorno farai anche tu.»

Con queste parole quel mattino avrebbe preso il cuore di Zura a denti stretti: poteva essere la sua prima impresa, o forse soltanto un’altra raccolta di informazioni. “No…” si disse: “…non se è stato coinvolto capo Gugh.”

Mentre pensava tutto questo volse lo sguardo verso la foresta e scorse ancora una volta una donnola della paglia, con il muso teso, in piedi per scrutarli.

A quale spirito affidare il prossimo episodio?

  • Nomair, l'innalzarsi sul mondo: le montagne, il cielo e le tempeste, eterno giovane protettore di studiosi, strateghi ed esploratori. (25%)
    25
  • Renia, il fluire del tempo: l'acqua, placida protettrice dei saggi e dei guaritori. (0%)
    0
  • Rivris, il rigoglio della natura: prati e foreste, il crescere degli esseri tutti, protettrice della famiglia. (75%)
    75
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

27 Commenti

  • Più avanti, da come forse avrete intuito dal titolo dell’intero racconto, intendo continuarlo. Mi sono divertito a scrivere di Zura e degli spiriti ed è un mondo che intendo esplorare di più. Sempre con cadenza di due la settimana. Fatemi sapere cosa ne pensate della storia, così come anche desideri sul futuro. I vostri comenti e i vostri voti la faranno vivere. Intanto vi ringrazio di essere rimasti fino a qui. E Flagro nel cuore a tutti voi!

    Un abbraccio,
    A.Cremisi

    • Visto che lo hai chiesto: a me è piaciuto molto come hai presentato i vari personaggi, gli spiriti ed il loro modo di essere. Mi rimangono molti dubbi su alcuni comportamenti e mi piacerebbe che le cose venissero approfondite man mano che la storia avanza (sperando di non “affogarti negli eventi” come capita a me 🙂 ).

      Ti attendo al varco ^_^

      Ciao 🙂

  • Fine prima parte? Liagio!

    Mi dispiace per il nostro straniero, ma lui non sa proprio trattare: gliel’hanno detto in tutti i modi e lui insiste! Almeno si fosse dimostrato pentito (anche se non so quanto gli avrebbe fatto piacere).

    Mi piace questa cosa che considerino Zura sia uno Spirito che una bambina. Abbiamo visto Lai come riesce a trattare entrambi gli aspetti; mi piacerebbe vedere anche qualcun’altro 😉

    Ciao 🙂

  • Se devo essere sincero, questa volta non lo so. Mi ispira sia Unnai che Catolle… Scelgo a caso e voto Catolle!

    La battaglia si è svolta come me l’immaginavo: con l’uno che sottovaluta l’altro 😉 Per un attimo ho temuto che uccidesse un uomo sconfitto: dal poco che ho visto, non sarebbe stata una cosa buona; per fortuna Lai ha interrotto l’adrenalina 🙂

    Ciao 🙂

  • Eccomi qui! Voto di nuovo Rivris, il rigoglio della natura: prati e foreste, il crescere degli esseri tutti, protettrice della famiglia. Ma anche Renia mi ispira.

    Continuo ad essere affascinato dall’affresco che stai dipingendo: ci sono molte cose che non mi sono chiare, ma vengono svelate poco a poco e questo mi piace ^_^

    Ciao 🙂

  • Ciao, tanta carne al fuoco come nel paiolo per un genere del quale poco mi intendo.
    Complimenti perché si capisce che hai scritto con entusiasmo e vera energia.
    Consigli: controlla bene rileggendo la punteggiatura: una virgola spostata cambia il senso della frase. “Palma dei piedi” no. Semmai palmo. E infine: “minimamente brava abbastanza” non va, era meglio senza “minimamente”
    Ti seguirò per il gusto di vedere quanta forza ci metterai, brava ciao🙋

  • Voto per Renia, qualcuno ha votato le opzioni senza commentare purtroppo; peccato, è sempre bello sapere cosa pensano i lettori…
    Ciao, Cremisi.
    Un bell’inizio, i personaggi pur se abbozzati riescono già a prendere forma nella testa, la ragazzina (che immagino sia la protagonista) in maniera più concreta, giusto così.
    Ti faccio un unico appunto riguardo il POV proprio di Zura: “Infatti come mise fuori la testa vide la barba bruna dell’uomo venire AVVOLATA dal fumo, mentre se ne stava col muso su di un paiolo nero, mescolando dell’acqua con dentro verdure e carni spezzettate insieme.” La ragazza vede l’uomo intento a mescolare, ma non può vedere cosa c’è dentro il pentolone, forse lo intuisce. È una piccolezza, ma magari con un paio di parole in più si poteva ovviare. 😉
    Senza volere ho scovato un refusino: avvolata.
    Comunque, mi è piaciuto l’inizio, aspetto il seguito e ti seguo.

    Alla prossima!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi