La perdita di “Zura”, parte 1: Serpi o conigli

Dove eravamo rimasti?

A quale spirito affidare il prossimo episodio? Rivris, il rigoglio della natura: prati e foreste, il crescere degli esseri tutti, protettrice della famiglia. (75%)

Ricordi, racconti, raccordi

La riunione durò fino a che il giorno non si fu destato del tutto. Dentro quella tenda oltre a Tula c’erano capo Gugh, seduto al centro e incoronato con una fascia di rame, la barba non curata e occhi solo per i suoi nuovi ospiti, inattesi quanto sconosciuti per lui. Non degnava di uno sguardo nemmeno la moglie, alla sua destra e con un vestito semplice che lasciava scoperte giusto le mani dalle dita oblunghe e il volto squadrato; non aveva degnato di un singolo accenno alle forme delle sue due concubine: Nazoma, di qualche anno più grande di Zura, il cui compito durante i pasti era imboccare il capo sedutagli in braccio, sconvolta quanto Tula di non aver ricevuto le solite attenzione su di sé, le solite smanacciate, palpate o viscide leccate; Tei, seconda concubina, la vera perla di cui capo Gugh fosse mai stato in possesso e che mostrava sempre a tutti i forestieri.

Quest’ultima era vestita in modo da tenere coperto il torace ma non le braccia, l’inguine ma non le gambe: la pelle bianca come i petali di una margherita, così come anche i capelli, mentre gli occhi erano oltremare e rosa come certe conchiglie viste da Tula nei suoi viaggi. Capo Gugh non permetteva ad un singolo raggio di luce di toccare quella sua preziosa favorita, trovata e comprata da una famiglia che aveva intenzione di sbarazzarsene perché pensava fosse una punizione degli spiriti.

Ora era lì, tenuta vergine dal capo, il quale proibiva a qualsiasi uomo anche solo di rivolgere la parole alla sua Tei, la bianca signora dell’accampamento. Tula ricordava un momento, mesi prima, in cui un ricco mercante durante una cena aveva chiesto con insistenza di poter scambiare dolci parole con Tei: capo Gugh gli aveva invece mandato Nazoma, proprio mentre mangiavano, perché si denudasse e soddisfacesse il mercante sotto gli occhi di tutti, impedendo a chiunque di interrompere l’atto. Quando il mercante emise il verso simbolo del proprio ultimo spasmo, capo Gugh si era alzato e aveva puntato il dito, avvisandolo di fronte a tutti: «Hai avuto la mia stessa concubina, qui, ora, davanti a noi testimoni. Puoi dirti soddisfatto o possiamo risolverla fuori dalla tenda: tu con la tua spada ed io con la mia lancia.»

Nessuno fra tutti coloro che assistettero osò fiatare dopo quelle parole.

Ora capo Gugh donava il suo sguardo incerto ai nuovi ospiti, soprattutto al più giovane con abiti variopinti che trasferiva lo sguardo dalla concubina Tei alla figlia del capo, intenta a stare composta e non ricambiare lo sguardo.

L’altro straniero invece, di nome Padu, se ne stava calmo a mangiare dalla propria ciotola, di tanto in tanto portando il viso in direzione di Tula: aveva accumulato una nuova cicatrice dall’ultima volta che si erano visti e ciò creò del subbuglio nello stomaco dello spirito guerriero.

Lo straniero più smilzo parlò: «Le tribù dei Camo sono state sconfitte.»

Capo Gugh drizzò la schiena: «Impossibile: ho combattuto contro un Camo quando non ero ancora sposato e non fu facile.»

«Sono stati sbaragliati.» continuò lo straniero: «Un esercito. Un regno lontano. Gente diversa che veste di grigio e di luce. Molti li chiamano spiriti grigi

Quel nome evocò in Tula un passato che voleva solo dimenticare, ricordi che le fecero portare la mano sinistra a stringere la destra, malandata e inutilizzabile come un tempo, quando ancora riusciva a tirare con l’arco in modo decente.

«Ho saputo dal mio amico qui con me…» proseguì ancora lo straniero, puntando lo sguardo verso Tula: «…che qui da te abita lo spirito del fuoco che ne ha sconfitto uno tempo fa.»

Ora gli occhi di tutte le persone nella stanza erano su di lei, ancora intenta a massaggiare la mano destra e costringersi di non dare a vedere le sue emozioni, il risultato di quelle lontane e tremende immagini degne dei peggiori spiriti ombra.

Tula non poté che emanare una sola sentenza: «Non posso affrontarli. Dovrete chiedere ad altri spiriti di Flagro.»

A lei non era più concesso il lusso di cercare il clangore delle spade. Non da un paio di giorni.  L’idea le fece posare lo sguardo su Padu e le braccia, senza che lei se ne accorse, le cinsero il ventre. Non aveva mai negli ultimi anni, mai una volta aveva lasciato trapelare in pubblico i propri pensieri.

Infatti la moglie di capo Gugh si sporse a sussurrare alla figlia, visibilmente emozionata, che augurò: «Per volere di Rivris.»

Tutti gli altri nella tenda chinarono la testa a lei e ripeterono la frase: «Per volere di Rivris.»

Capo Gugh la fissò: «Dici il vero, spirito?»

«Dico il vero.» rispose Tula.

«Allora si dovrà sentire qualcun altro.» sentenziò il capo.

Allora arrivò la voce di Padu, bassa, vibrante: «Altri spiriti guerrieri sono stati mandati a chiamare da altri viandanti. Ma lei potrebbe comunque darci delle informazioni utili. Aiutarci a raccontare quanto lei abbia avuto modo di scoprire e così facendo radunare guerrieri per l’impresa…»

Tula era con la testa su mille pensieri, uno fra tutti: Zura. Soprattutto quando Padu cominciò a parlare del re di Elna.

A quale spirito affidare il prossimo episodio?

  • Renia, fluire del tempo: l'acqua, placida protettrice dei saggi e dei guaritori. (17%)
    17
  • Iarcad, possesso e primordialità: il fumo, il ribollente impulso assecondatore delle viscere del mondo, degli istinti, nel bene e nel male. (33%)
    33
  • Nomair, l'innalzarsi sul mondo: le montagne, il cielo e le tempeste, eterno giovane protettore di studiosi, strateghi ed esploratori. (50%)
    50
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27 Commenti

  • Più avanti, da come forse avrete intuito dal titolo dell’intero racconto, intendo continuarlo. Mi sono divertito a scrivere di Zura e degli spiriti ed è un mondo che intendo esplorare di più. Sempre con cadenza di due la settimana. Fatemi sapere cosa ne pensate della storia, così come anche desideri sul futuro. I vostri comenti e i vostri voti la faranno vivere. Intanto vi ringrazio di essere rimasti fino a qui. E Flagro nel cuore a tutti voi!

    Un abbraccio,
    A.Cremisi

    • Visto che lo hai chiesto: a me è piaciuto molto come hai presentato i vari personaggi, gli spiriti ed il loro modo di essere. Mi rimangono molti dubbi su alcuni comportamenti e mi piacerebbe che le cose venissero approfondite man mano che la storia avanza (sperando di non “affogarti negli eventi” come capita a me 🙂 ).

      Ti attendo al varco ^_^

      Ciao 🙂

  • Fine prima parte? Liagio!

    Mi dispiace per il nostro straniero, ma lui non sa proprio trattare: gliel’hanno detto in tutti i modi e lui insiste! Almeno si fosse dimostrato pentito (anche se non so quanto gli avrebbe fatto piacere).

    Mi piace questa cosa che considerino Zura sia uno Spirito che una bambina. Abbiamo visto Lai come riesce a trattare entrambi gli aspetti; mi piacerebbe vedere anche qualcun’altro 😉

    Ciao 🙂

  • Se devo essere sincero, questa volta non lo so. Mi ispira sia Unnai che Catolle… Scelgo a caso e voto Catolle!

    La battaglia si è svolta come me l’immaginavo: con l’uno che sottovaluta l’altro 😉 Per un attimo ho temuto che uccidesse un uomo sconfitto: dal poco che ho visto, non sarebbe stata una cosa buona; per fortuna Lai ha interrotto l’adrenalina 🙂

    Ciao 🙂

  • Eccomi qui! Voto di nuovo Rivris, il rigoglio della natura: prati e foreste, il crescere degli esseri tutti, protettrice della famiglia. Ma anche Renia mi ispira.

    Continuo ad essere affascinato dall’affresco che stai dipingendo: ci sono molte cose che non mi sono chiare, ma vengono svelate poco a poco e questo mi piace ^_^

    Ciao 🙂

  • Ciao, tanta carne al fuoco come nel paiolo per un genere del quale poco mi intendo.
    Complimenti perché si capisce che hai scritto con entusiasmo e vera energia.
    Consigli: controlla bene rileggendo la punteggiatura: una virgola spostata cambia il senso della frase. “Palma dei piedi” no. Semmai palmo. E infine: “minimamente brava abbastanza” non va, era meglio senza “minimamente”
    Ti seguirò per il gusto di vedere quanta forza ci metterai, brava ciao🙋

  • Voto per Renia, qualcuno ha votato le opzioni senza commentare purtroppo; peccato, è sempre bello sapere cosa pensano i lettori…
    Ciao, Cremisi.
    Un bell’inizio, i personaggi pur se abbozzati riescono già a prendere forma nella testa, la ragazzina (che immagino sia la protagonista) in maniera più concreta, giusto così.
    Ti faccio un unico appunto riguardo il POV proprio di Zura: “Infatti come mise fuori la testa vide la barba bruna dell’uomo venire AVVOLATA dal fumo, mentre se ne stava col muso su di un paiolo nero, mescolando dell’acqua con dentro verdure e carni spezzettate insieme.” La ragazza vede l’uomo intento a mescolare, ma non può vedere cosa c’è dentro il pentolone, forse lo intuisce. È una piccolezza, ma magari con un paio di parole in più si poteva ovviare. 😉
    Senza volere ho scovato un refusino: avvolata.
    Comunque, mi è piaciuto l’inizio, aspetto il seguito e ti seguo.

    Alla prossima!

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