La perdita di “Zura”, parte 1: Serpi o conigli

Dove eravamo rimasti?

A quale spirito affidare il prossimo episodio? Nomair, l'innalzarsi sul mondo: le montagne, il cielo e le tempeste, eterno giovane protettore di studiosi, strateghi ed esploratori. (50%)

Osservazioni

«Un’ambasciata simile a questa è partita verso Elna a chiedere aiuto. Speriamo che il re risponda a favore.» così disse lo straniero.

«Io non ho un’armata di tale portata. Non come il re di Elna.» ammise capo Gugh: «Volete i miei pochi guerrieri? Dovrete chiedere loro chi vorrà seguirvi di sua sponte.»

Lo straniero scosse la testa: «Noi vogliamo la tua lancia, capo Gugh. Combatti con noi e farai già molto.»

Si inchinò, vestendo ancora il suo ghigno.

Quando uscirono dalla tenda, Tula scandagliò con gli occhi, in cerca di un luogo tranquillo: nessuno avrebbe dovuto vederla in quel frangente.

A passi svelti se ne andò in direzione della foresta, ma fu intercettata: le sbucò davanti la piccola Zura con sul viso le domande più ovvie, quelle che ogni bambino le avrebbe potuto rivolgere. Il pensiero le diede altro per cui sforzarsi, per cui rinvigorire la frase: «Dopo. Ora stai qui, fai pratica con la spada e aiuta Deizma.»

La ragazzina ingoiò il rospo come sempre, ma eseguì l’ordine. Tula proseguì il suo cammino, fino al tornare dentro quella vegetazione, superando le tane che aveva notato dal giorno precedente, il cespuglio di more, il luogo dove aveva vomitato quella mattina, seguendo il suono del fluire del fiume, giungendo alla sponda dove si era lavata la bocca e tagliata i capelli. Quei lunghi capelli rossi, così comodi per attirare l’attenzione su di lei come spirito di Flagro; così utili per i guerrieri erranti, portando il colore a diffondere timore; così invitanti alla violenza. Mentre aveva usato la spada e guardato le ciocche seguire la corrente, si era domandata quanto occorresse in realtà per poter preparare Zura ad essere come lei. Ma in fondo nemmeno Tula aveva avuto molto tempo per prepararsi all’autonomia quando era stato il suo momento.

Zura era ancora immatura, disattenta, irrispettosa verso alcuni insegnamenti, inadatta ad accogliere ogni singolo spirito come una guida. Di certo non l’avrebbero lasciata combattere: se qualcuno avesse insistito forse sarebbe bastato darle una veste che le coprisse le gambe e parte del volto e affidarla a Deizma. O magari…

No, non andava bene. Ma in ogni caso aveva pochi mesi per darle tutta l’istruzione possibile. Quale fosse la strada migliore lei non lo sapeva. E poi c’era Elna. Era ovvio che avrebbero chiesto aiuto anche ad Elna: il re di certo aveva tenuto bene a conto i “ricordini” di sei anni prima. Tula desiderò di non dover rivedere quell’uomo, soprattutto non voleva che incrociasse Zura.

Un frusciare alle spalle: Tula si voltò, estraendo la spada nera. Di fronte, senza nemmeno provare a nascondersi, c’era Padu che la osservava con le braccia conserte: «Dimmi spirito… cosa intendi fare?»

Lei rinfoderò l’arma: “Combatterò!” pensò ardentemente, ma le uscì un: «Devo pensarci.»

Padu annuì: «Bisogna che finalmente mi racconti ciò che hai sempre evitato di dirmi le altre volte: ho bisogno di sapere della tua mano destra e della piccola. Prima però dimmi del tuo stato.»

Lei rise: «Non c’è bisogno di sapere della mia mano. E tu che mi dici? Mi prenderai come concubina, forse? Tu?»

Rise ancora ma vide Padu che invece se ne rimase a capo chino: «Non ho molto, te lo concedo. Ma io sono giunto oggi qui per volere degli spiriti…»

«Sei giunto qui…» lo corresse con l’indice puntato contro di lui: «…perché sapevi dove trovarmi. Non tirare fuori un destino che non c’è mai stato! Flagro mi è testimone nell’affermare che il tuo tragitto era solo per un altro tipo di incontro, oltre che la tua ambasciata: sono certa che credi in questa alleanza contro gli spiriti grigi, ma entrambi conosciamo la verità che ti ha spinto.»

«Allora abbracciamo la verità!» esclamò Padu.

Tula si voltò, dando le spalle all’omone che le vide tremolanti, a singhiozzi, con le mani che ora ne erano aggrappate: mai gli si era presentata fragile da quando si conoscevano.

***

Le era stato ordinato di starsene buona, ma quello straniero non era un semplice cantore. Decise così di pedinarlo e studiarne parole e gesti, magari presentandosi.

Zura lo vide starsene a gironzolare, sempre con l’occhio verso la tenda di capo Gugh e sempre con in mano il suo zufolo doppio. Passato poco tempo si portò lo strumento alla bocca e soffiando e manovrando accuratamente le dita emise la sua musica: da uno dei due tubi uscirono delle note di sottofondo, accompagnamento, mentre dall’altro la soave melodia, acuta, dolce come la foresta. Svanì la tensione dal corpo di Zura, come anche dalle altre persone che si aggiravano lì attorno, come la giovane figlia di capo Gugh, la quale, Zura purtroppo se ne accorse solo quando le passò accanto, si muoveva attratta da quei suoni.

Zura si ricompose, cercando di allontanarsi un poco, notando però che gli occhi dello straniero si erano posti su quelli della figlia del capo e a poco a poco la melodia si spense, lasciando sfumare anche le altre note. Lo straniero si tolse lo zufolo dalla bocca e sorrise alla ragazza che aveva di fronte.

Nomai ha guidato verso il pensiero e lo studio. A quale spirito affidare il prossimo episodio?

  • Renia, fluire del tempo: l'acqua, placida protettrice dei saggi e dei guaritori. (60%)
    60
  • Catolle, il plasmare con le mani: armi, utensili, case e oggetti tutti. Protettore dei carpentieri, dei fabbri e degli artigiani. (0%)
    0
  • Iarcad, possesso, primordialità: il sangue, il fumo, ribollente impulso delle viscere del mondo, degli istinti, nel bene e nel male. (40%)
    40
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27 Commenti

  • Più avanti, da come forse avrete intuito dal titolo dell’intero racconto, intendo continuarlo. Mi sono divertito a scrivere di Zura e degli spiriti ed è un mondo che intendo esplorare di più. Sempre con cadenza di due la settimana. Fatemi sapere cosa ne pensate della storia, così come anche desideri sul futuro. I vostri comenti e i vostri voti la faranno vivere. Intanto vi ringrazio di essere rimasti fino a qui. E Flagro nel cuore a tutti voi!

    Un abbraccio,
    A.Cremisi

    • Visto che lo hai chiesto: a me è piaciuto molto come hai presentato i vari personaggi, gli spiriti ed il loro modo di essere. Mi rimangono molti dubbi su alcuni comportamenti e mi piacerebbe che le cose venissero approfondite man mano che la storia avanza (sperando di non “affogarti negli eventi” come capita a me 🙂 ).

      Ti attendo al varco ^_^

      Ciao 🙂

  • Fine prima parte? Liagio!

    Mi dispiace per il nostro straniero, ma lui non sa proprio trattare: gliel’hanno detto in tutti i modi e lui insiste! Almeno si fosse dimostrato pentito (anche se non so quanto gli avrebbe fatto piacere).

    Mi piace questa cosa che considerino Zura sia uno Spirito che una bambina. Abbiamo visto Lai come riesce a trattare entrambi gli aspetti; mi piacerebbe vedere anche qualcun’altro 😉

    Ciao 🙂

  • Se devo essere sincero, questa volta non lo so. Mi ispira sia Unnai che Catolle… Scelgo a caso e voto Catolle!

    La battaglia si è svolta come me l’immaginavo: con l’uno che sottovaluta l’altro 😉 Per un attimo ho temuto che uccidesse un uomo sconfitto: dal poco che ho visto, non sarebbe stata una cosa buona; per fortuna Lai ha interrotto l’adrenalina 🙂

    Ciao 🙂

  • Eccomi qui! Voto di nuovo Rivris, il rigoglio della natura: prati e foreste, il crescere degli esseri tutti, protettrice della famiglia. Ma anche Renia mi ispira.

    Continuo ad essere affascinato dall’affresco che stai dipingendo: ci sono molte cose che non mi sono chiare, ma vengono svelate poco a poco e questo mi piace ^_^

    Ciao 🙂

  • Ciao, tanta carne al fuoco come nel paiolo per un genere del quale poco mi intendo.
    Complimenti perché si capisce che hai scritto con entusiasmo e vera energia.
    Consigli: controlla bene rileggendo la punteggiatura: una virgola spostata cambia il senso della frase. “Palma dei piedi” no. Semmai palmo. E infine: “minimamente brava abbastanza” non va, era meglio senza “minimamente”
    Ti seguirò per il gusto di vedere quanta forza ci metterai, brava ciao🙋

  • Voto per Renia, qualcuno ha votato le opzioni senza commentare purtroppo; peccato, è sempre bello sapere cosa pensano i lettori…
    Ciao, Cremisi.
    Un bell’inizio, i personaggi pur se abbozzati riescono già a prendere forma nella testa, la ragazzina (che immagino sia la protagonista) in maniera più concreta, giusto così.
    Ti faccio un unico appunto riguardo il POV proprio di Zura: “Infatti come mise fuori la testa vide la barba bruna dell’uomo venire AVVOLATA dal fumo, mentre se ne stava col muso su di un paiolo nero, mescolando dell’acqua con dentro verdure e carni spezzettate insieme.” La ragazza vede l’uomo intento a mescolare, ma non può vedere cosa c’è dentro il pentolone, forse lo intuisce. È una piccolezza, ma magari con un paio di parole in più si poteva ovviare. 😉
    Senza volere ho scovato un refusino: avvolata.
    Comunque, mi è piaciuto l’inizio, aspetto il seguito e ti seguo.

    Alla prossima!

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