La perdita di “Zura”, parte 1: Serpi o conigli

Dove eravamo rimasti?

Nomai ha guidato verso il pensiero e lo studio. A quale spirito affidare il prossimo episodio? Renia, fluire del tempo: l'acqua, placida protettrice dei saggi e dei guaritori. (60%)

Seguire le parole

Non riusciva a comprendere di cosa parlassero quei due, ma era chiaro come il sole, anche agli occhi del gruppetto di donne sedute insieme e intente a rammendare, che lo straniero avesse intenzione di allontanare la figlia di capo Gugh dagli sguardi indiscreti. Lui la stava studiando e non aveva mai perso il suo ghigno per un solo secondo.

La piccola Zura aveva già osservato altre volte la ragazza, sempre da lontano. Voleva carpirne i gesti per poi imitarli una volta da sola, anche solo per sentirsi lei stessa la figlia di un capo, destinata a una vita agiata e ai banchetti più sontuosi. Zura era fissa sul modo di lei di porre la mano per una manciata di brevi istanti al braccio dello straniero, mentre indicava lo strumento musicale con l’altra e gli occhi invece li teneva fissi sul volto del ragazzo.

Poco dopo cominciarono ad allontanarsi e Zura li seguì dalla distanza, giostrandosi tra le tende e le persone dell’accampamento, ogni tanto venendo investita da un saluto o una domanda su dove andasse e dove fosse la sua mentore, lo spirito di Flagro. Zura passò oltre rispondendo con semplici occhiate o cenni del capo, proprio come le era stato insegnato.

Lo straniero trovò un angolo tranquillo, tra alcune tende decisamente vuote e alcune anfore una volta contenenti del prezioso idromele. La piccola Zura si nascose a una dozzina di passi dai due, dietro alcuni oggetti accatastati alla rinfusa, tra ceramiche, legni e ceste, cercando di non sporgersi troppo per la curiosità con la sua testa bionda, poi, semplicemente, li ascoltò, tenendosi alle spalle del ragazzo.

«Vostro padre sa essere ancora vigoroso.» La voce dello straniero non era troppo profonda, ma comunque carica di una sua potenza alle orecchie di Zura.

Quella della figlia del capo era ancora molto acuta, come già aveva notato in precedenza, ma non per questo incapace di sottigliezze: «Così come le vostre note. Il vostro zufolo è in grado di emettere incantevoli melodie e come le vostre parole esse sanno esprimere al meglio le vostre intenzioni. Mi domando solo se i vostri gesti possano pareggiare le vostre frasi nella sostanza.»

Nel parlare, a Zura non sfuggì che la ragazza si scostò una ciocca dal viso, abbassando lo sguardo verso il basso e di lato, lasciando così in mostra un orecchino di rame con una piccola penna nera pendente.

«Certamente.» affermò lo straniero: «Potete essere certa che se per caso io vi dicessi di essere in grado di soddisfare le aspettative, sarebbe di certo vero. I miei studi sulle nostre storie e sui racconti del mondo mi hanno plasmato come uomo di parola, come uomo di vita e come uomo di gesti.»

Gli occhi della ragazza, stretti e riaperti su di lui, si posarono nei dintorni, quasi a verificare un pensiero. Nel mentre, proprio quando quegli occhi scuri indugiarono verso la catasta, abbastanza a lungo da dare dubbi a Zura, si avvicinò allo straniero, tanto da permettergli di posare le dita da artista attorno ai suoi fianchi sinuosi, per poi essere lei a posare le proprie labbra a lasciargli un dolce bacio sulla guancia: «Sembrate degno di fiducia. Credo otterrete ciò che cercate. Adesso vi chiedo di ritirarvi e lasciarmi ai miei pensieri: ho molto da conferire a mio padre.»

Lo straniero non mollò la presa: «Cosa volete chiedere a vostro padre?»

La ragazza sorrise: «Voi siete una creatura di melodia. Sapete di certo interpretare i racconti degli altri, ne sono sicura, come anche i loro canti. Vorrei ascoltarvi più spesso se fosse possibile.»

Lo straniero allora rilassò le braccia, colto alla sprovvista da un paio di pensieri che in modo evidente se ne stavano a vagare nella sua testa, imbizzarriti. Poi diede un lieve cenno con la testa prima di allontanarsi a passi leggeri. La ragazza invece era rimasta lì e fece cenno, proprio in direzione di Zura, di avvicinarsi con la mano: non si era nascosta bene come credeva.

La piccola allora si alzò ma stette sulla sua posizione a guardare la ragazza, respirando profondamente, come le era stato insegnato, in attesa.

«Sei la pupilla dello spirito di Flagro, vero?» le fu chiesto da quella voce: «Ti ho vista spesso assieme a lei. Dev’essere emozionante come vita.»

La piccola, che in realtà non aveva che solo tre anni in meno di quella ragazza, chinò leggermente il capo prima di rispondere, anche se non riusciva a tenere gli occhi fissi su quelli della figlia del capo: «Sono io. Voi siete la figlia di capo Gugh invece. Vi conosco.»

La ragazza fece un passo in direzione di Zura, armata di sorriso: «Uno spirito non dovrebbe parlare con tanta leggerezza, anche se in addestramento. E non dovrebbe usare una forma distaccata. Sono Lai. Non darmi il tuo nome, conosco la regola.»

Zura restò ferma, lasciando volutamente che Lai si avvicinasse a lei, sempre respirando e notando quel vestito di tessuto fine, senza lasciar intendere che volesse fissarlo: «Lai, io ti conosco.»

«Lo credi davvero?» chiese la ragazza, con un velo di rosso che passava sulle sue guance e la penna nera ancora in mostra.

Renia ha concesso saggezza all'episodio. A quale spirito affidare il dialogo tra Zura e Lai?

  • Liagio, custode dei mondi: il sogno, mano del destino e dell'equilibrio. (75%)
    75
  • Flagro, ardore della vita: il fuoco, impetuoso e venerato da guerrieri e cantori. (25%)
    25
  • Iarcad, possesso, primordialità: il sangue, il fumo, ribollente impulso delle viscere del mondo, degli istinti, nel bene e nel male. (0%)
    0
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27 Commenti

  • Più avanti, da come forse avrete intuito dal titolo dell’intero racconto, intendo continuarlo. Mi sono divertito a scrivere di Zura e degli spiriti ed è un mondo che intendo esplorare di più. Sempre con cadenza di due la settimana. Fatemi sapere cosa ne pensate della storia, così come anche desideri sul futuro. I vostri comenti e i vostri voti la faranno vivere. Intanto vi ringrazio di essere rimasti fino a qui. E Flagro nel cuore a tutti voi!

    Un abbraccio,
    A.Cremisi

    • Visto che lo hai chiesto: a me è piaciuto molto come hai presentato i vari personaggi, gli spiriti ed il loro modo di essere. Mi rimangono molti dubbi su alcuni comportamenti e mi piacerebbe che le cose venissero approfondite man mano che la storia avanza (sperando di non “affogarti negli eventi” come capita a me 🙂 ).

      Ti attendo al varco ^_^

      Ciao 🙂

  • Fine prima parte? Liagio!

    Mi dispiace per il nostro straniero, ma lui non sa proprio trattare: gliel’hanno detto in tutti i modi e lui insiste! Almeno si fosse dimostrato pentito (anche se non so quanto gli avrebbe fatto piacere).

    Mi piace questa cosa che considerino Zura sia uno Spirito che una bambina. Abbiamo visto Lai come riesce a trattare entrambi gli aspetti; mi piacerebbe vedere anche qualcun’altro 😉

    Ciao 🙂

  • Se devo essere sincero, questa volta non lo so. Mi ispira sia Unnai che Catolle… Scelgo a caso e voto Catolle!

    La battaglia si è svolta come me l’immaginavo: con l’uno che sottovaluta l’altro 😉 Per un attimo ho temuto che uccidesse un uomo sconfitto: dal poco che ho visto, non sarebbe stata una cosa buona; per fortuna Lai ha interrotto l’adrenalina 🙂

    Ciao 🙂

  • Eccomi qui! Voto di nuovo Rivris, il rigoglio della natura: prati e foreste, il crescere degli esseri tutti, protettrice della famiglia. Ma anche Renia mi ispira.

    Continuo ad essere affascinato dall’affresco che stai dipingendo: ci sono molte cose che non mi sono chiare, ma vengono svelate poco a poco e questo mi piace ^_^

    Ciao 🙂

  • Ciao, tanta carne al fuoco come nel paiolo per un genere del quale poco mi intendo.
    Complimenti perché si capisce che hai scritto con entusiasmo e vera energia.
    Consigli: controlla bene rileggendo la punteggiatura: una virgola spostata cambia il senso della frase. “Palma dei piedi” no. Semmai palmo. E infine: “minimamente brava abbastanza” non va, era meglio senza “minimamente”
    Ti seguirò per il gusto di vedere quanta forza ci metterai, brava ciao🙋

  • Voto per Renia, qualcuno ha votato le opzioni senza commentare purtroppo; peccato, è sempre bello sapere cosa pensano i lettori…
    Ciao, Cremisi.
    Un bell’inizio, i personaggi pur se abbozzati riescono già a prendere forma nella testa, la ragazzina (che immagino sia la protagonista) in maniera più concreta, giusto così.
    Ti faccio un unico appunto riguardo il POV proprio di Zura: “Infatti come mise fuori la testa vide la barba bruna dell’uomo venire AVVOLATA dal fumo, mentre se ne stava col muso su di un paiolo nero, mescolando dell’acqua con dentro verdure e carni spezzettate insieme.” La ragazza vede l’uomo intento a mescolare, ma non può vedere cosa c’è dentro il pentolone, forse lo intuisce. È una piccolezza, ma magari con un paio di parole in più si poteva ovviare. 😉
    Senza volere ho scovato un refusino: avvolata.
    Comunque, mi è piaciuto l’inizio, aspetto il seguito e ti seguo.

    Alla prossima!

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