La perdita di “Zura”, parte 1: Serpi o conigli

Dove eravamo rimasti?

Renia ha concesso saggezza all'episodio. A quale spirito affidare il dialogo tra Zura e Lai? Liagio, custode dei mondi: il sogno, mano del destino e dell'equilibrio. (75%)

Inconsci del pericolo

Lai si sedette, accanto a tutte quelle cianfrusaglie accatastate: appoggiando la mano per aiutarsi a scendere formò per terra con le dita una delicata impronta. Fece segno alla piccola di mettersi accanto. Zura si ritrasse al gesto, per poi cedere poco dopo e sedersi anche lei, con la spalla accanto al braccio della ragazza. Per un secondo le giovani si guardarono e sorrisero insieme, prima che Lai cambiasse espressione: «Devi stare più attenta: il mondo è pieno di gente che parla troppo. Proprio come quel cantore.»

Zura si abbracciò i ginocchi, portandoli verso di sé: «Che tipo di uomo è secondo te?»

A Lai sfuggì una risatina: «Bene. Allora qualcosa stai imparando.»

Alla piccola vennero le guance rosse e voltò la testa dall’altra parte: «Cosa vi siete detti nella tenda?»

«Forse faresti bene ad aspettare che te lor acconti la tua mentore, non credi? Io potrei anche mentirti o riferirti soltanto una parte. Non dovresti fidarti di me.» rispose Lai.

“Decido io di chi fidarmi.” Pensò la piccola, ma le uscì tutt’altra frase: «Preferisco parlare con la mia mentore avendo nota almeno una parte: dopo mi sarà più facile concentrarmi.»

Lai annuì: «Qualcosa di grosso e violento si sta avvicinando. Gli stranieri hanno chiesto alla tua mentore una mano contro l’ondata che vuole travolgerci tutti. Dicono si tratti di esseri temibili: li hanno chiamati spiriti grigi… A quanto pare lo spirito di Flagro li ha già affrontati.»

Nella mente della piccola emerse un eco distante, già ovattato dal tempo, ma ancora vibrante nei suoi ricordi: c’erano lei e sua madre, c’era anche un uomo più grande; sua madre era triste quando l’uomo veniva a visitarle. Le parole spirito grigio destarono un timore in Zura, quasi la presenza di un’ombra, invisibile ma gravosa.

«Perché tremi?» le chiese Lai, riportandola al presente: «Sono sicura che la tua mentore ti terrà al sicuro fino a che non sarai abile abbastanza con la spada.»

Zura annuì, in silenzio, chiedendosi cosa significassero quelle immagini. Un tempo forse era stata una bambina che si rannicchiava a dormire con sua madre, come da anni faceva con la sua mentore; forse un tempo aveva udito parlare di uno spirito del caos che infestava il suo villaggio, forse aveva visto partire diversi bambini con cui era solita giocare; forse c’era stato un tempo in cui alcuni bambini venivano sgridati se la spingevano a terra, ma non se lo facevano tra di loro.

«In ogni caso il tempo sta arrivando agli sgoccioli.» continuò a parlare Lai, passando un braccio attorno alle spalle della piccola: «Non preoccuparti: gli spiriti di Flagro non possono permettersi certe paure. Molti partiranno, pochi torneranno e noi continueremo a viaggiare nella terra benedetta da Rivris e Renia, le sorelle del mondo. E poi so che hanno chiesto aiuto persino al re di Elna! Quell’uomo di certo non si terrà in disparte da un conflitto del genere.»

Elna…

Zura scostò da sé il braccio di Lai e si alzò in piedi, rendendosi conto di aver appena usato della forza contro la figlia di capo Gugh; eppure non chiese scusa per averlo fatto, anzi, diede a lei un’occhiataccia, o meglio, la diede a quelle parole: «Io non dovrei parlare con te, Lai, figlia di Gugh.»

«Aspetta…» cominciò la ragazza, ma la piccola Zura si stava già allontanando, correndo qua e là tra le tende con un magone grosso come un uovo. Ignorò qualunque saluto o commento le fosse rivolto dalla gente, tanto voleva avviarsi nella foresta, così da sfogare lì alcune delle lacrime che sentiva formarsi man mano che il tempo scorreva.

I piedi però la portarono a sbattere contro lo straniero da quegli abiti variopinti, interrompendolo mentre stava per soffiare nel suo zufolo. I gruppettini di persone che si erano fermati per assistere emisero tutti una piccola risata di scherno.

«Ehi! Piccola peste!» nel girarsi e vederla, lo straniero aveva deciso di spingere Zura e farla cadere col culo per terra: «Non osare interrompermi più!»

Prima di voltarsi verso un pubblico che, lui non se ne era accorto ma si era scurito in volto e preoccupato, sputò sulla gamba della piccola.

A quel punto vide le facce adirate e sconvolte attorno a sé: «Temo che uno spirito ombra si sia divertito a usare le mie braccia, per quanto fosse giusto che io reagissi a un tale irritante disonore recato a me da quella che è solo una bambina. Vogliate perdonarmi se ciò ha arrecato offesa a voi in qualunque modo. Da dove vengo è già d’uso tenere i bambini al loro posto.»

Zura si alzò, sfregandosi gli occhi col braccio per togliersi le lacrime: c’era lo straniero, c’erano le persone attorno e poi, la scorse spuntare alla sua destra, c’era Lai che doveva averla inseguita.

La mano le scattò automaticamente alla spada, le gambe in posizione, i piedi pronti, la testa che le diceva: “Questo è solo un ratto parlante, lascialo perdere.”

«Sei solo una bambina, ma se vuoi risolverla così, accontenterò la sete che hai del mondo al di fuori di te.» commentò lo straniero, prendendo una spada di rame che era appoggiata di fianco a lui.

Liagio ha provato a parlare, a quale spirito affidare lo scontro con lo straniero?

  • Flagro, ardore della vita: il fuoco, impetuoso e venerato da guerrieri e cantori (75%)
    75
  • Renia, fluire del tempo: l'acqua, placida protettrice dei saggi e dei guaritori. (25%)
    25
  • Iarcad, possesso, primordialità: il sangue, il fumo, ribollente impulso delle viscere del mondo, degli istinti, nel bene e nel male. (0%)
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27 Commenti

  • Più avanti, da come forse avrete intuito dal titolo dell’intero racconto, intendo continuarlo. Mi sono divertito a scrivere di Zura e degli spiriti ed è un mondo che intendo esplorare di più. Sempre con cadenza di due la settimana. Fatemi sapere cosa ne pensate della storia, così come anche desideri sul futuro. I vostri comenti e i vostri voti la faranno vivere. Intanto vi ringrazio di essere rimasti fino a qui. E Flagro nel cuore a tutti voi!

    Un abbraccio,
    A.Cremisi

    • Visto che lo hai chiesto: a me è piaciuto molto come hai presentato i vari personaggi, gli spiriti ed il loro modo di essere. Mi rimangono molti dubbi su alcuni comportamenti e mi piacerebbe che le cose venissero approfondite man mano che la storia avanza (sperando di non “affogarti negli eventi” come capita a me 🙂 ).

      Ti attendo al varco ^_^

      Ciao 🙂

  • Fine prima parte? Liagio!

    Mi dispiace per il nostro straniero, ma lui non sa proprio trattare: gliel’hanno detto in tutti i modi e lui insiste! Almeno si fosse dimostrato pentito (anche se non so quanto gli avrebbe fatto piacere).

    Mi piace questa cosa che considerino Zura sia uno Spirito che una bambina. Abbiamo visto Lai come riesce a trattare entrambi gli aspetti; mi piacerebbe vedere anche qualcun’altro 😉

    Ciao 🙂

  • Se devo essere sincero, questa volta non lo so. Mi ispira sia Unnai che Catolle… Scelgo a caso e voto Catolle!

    La battaglia si è svolta come me l’immaginavo: con l’uno che sottovaluta l’altro 😉 Per un attimo ho temuto che uccidesse un uomo sconfitto: dal poco che ho visto, non sarebbe stata una cosa buona; per fortuna Lai ha interrotto l’adrenalina 🙂

    Ciao 🙂

  • Eccomi qui! Voto di nuovo Rivris, il rigoglio della natura: prati e foreste, il crescere degli esseri tutti, protettrice della famiglia. Ma anche Renia mi ispira.

    Continuo ad essere affascinato dall’affresco che stai dipingendo: ci sono molte cose che non mi sono chiare, ma vengono svelate poco a poco e questo mi piace ^_^

    Ciao 🙂

  • Ciao, tanta carne al fuoco come nel paiolo per un genere del quale poco mi intendo.
    Complimenti perché si capisce che hai scritto con entusiasmo e vera energia.
    Consigli: controlla bene rileggendo la punteggiatura: una virgola spostata cambia il senso della frase. “Palma dei piedi” no. Semmai palmo. E infine: “minimamente brava abbastanza” non va, era meglio senza “minimamente”
    Ti seguirò per il gusto di vedere quanta forza ci metterai, brava ciao🙋

  • Voto per Renia, qualcuno ha votato le opzioni senza commentare purtroppo; peccato, è sempre bello sapere cosa pensano i lettori…
    Ciao, Cremisi.
    Un bell’inizio, i personaggi pur se abbozzati riescono già a prendere forma nella testa, la ragazzina (che immagino sia la protagonista) in maniera più concreta, giusto così.
    Ti faccio un unico appunto riguardo il POV proprio di Zura: “Infatti come mise fuori la testa vide la barba bruna dell’uomo venire AVVOLATA dal fumo, mentre se ne stava col muso su di un paiolo nero, mescolando dell’acqua con dentro verdure e carni spezzettate insieme.” La ragazza vede l’uomo intento a mescolare, ma non può vedere cosa c’è dentro il pentolone, forse lo intuisce. È una piccolezza, ma magari con un paio di parole in più si poteva ovviare. 😉
    Senza volere ho scovato un refusino: avvolata.
    Comunque, mi è piaciuto l’inizio, aspetto il seguito e ti seguo.

    Alla prossima!

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