La perdita di “Zura”, parte 1: Serpi o conigli

Dove eravamo rimasti?

Liagio ha provato a parlare, a quale spirito affidare lo scontro con lo straniero? Flagro, ardore della vita: il fuoco, impetuoso e venerato da guerrieri e cantori (75%)

Dove fa più male

“Qualcosa che lo punga nel profondo…” Zura cercò un’offesa che facesse abbassare l’attenzione, come le aveva insegnato la sua mentore. Appena fu pronta sguainò la sua arma: «Non sfidare gli spiriti, coda di pavone

Lo straniero scattò avanti, Zura era più bassa e di sicuro più debole di lui, poteva contare solo sulla propria agilità e su colpi bassi e mirati, dove lui avrebbe fatto fatica a respingerli. Al mezzo fendente dall’alto che si vide arrivare addosso da coda di pavone, reagì con un passo laterale andando con la lama bloccare e accompagnare quella avversaria, dando un cazzotto con la sinistra al fianco dell’uomo, o almeno provandoci. Lui si fece da parte e diede un colpo secco, costringendola a interporre la spada in un angolazione ancora ingestibile per lei, tanto che dovette usare entrambe le mani per darsi forza. Inutile dire che subì l’urto in pieno, con la sua spada che le scivolò via e lasciando i muscoli delle braccia indolenziti. Senza perdere tempo si voltò per andare a recuperare la sua arma e rimettersi in posizione: la sconfitta avrebbe significato molto più che solo la sua possibile morte. Coda di pavone rise per poi caricare un altro colpo in verticale, gridando con la sua voce adatta più al canto che alla battaglia; anche Zura corse incontro al nemico, portandosi la spada appoggiata alle spalle, dietro la testa e poi eseguendo un saltello di lato all’ultimo, mentre la lama dell’avversario andava a calare rapidamente su di lei, ma ormai l’uomo era sbilanciato in avanti e lei poté eseguire il proprio taglio orizzontale dietro il polpaccio sinistro e poi un secondo al polpaccio destro.

Le braccia non avrebbero retto oltre, ma ciò non avrebbe dovuto trapelare. Coda di pavone gemette, tuttavia si voltò verso di lei, non ammettendo a sé stesso di soffrire, ignorando di macchiare di sangue sia i propri calzari che la terra sotto di sé: «Qui è dove creperai, bambina!»

Zura prese a due mani la spada, divaricò un poco le gambe, appoggiando correttamente il corpo e sollevando la lama all’altezza della propria testa, a lato, puntandola sul nemico.

Lui fece un passo in avanti con un piccolo tremito. La giovane se ne accorse senza nemmeno aver bisogno di abbassare lo sguardo, mantenendo così anche l’attenzione dell’avversario sui propri occhi. “Continua a guardare la mia faccia.” Pregò lei, prima di farsi avanti per attaccarlo sul lato sinistro. Non si avvicinò abbastanza che lui le diede un calcio che le arrivò dritto in petto. Fu ancora a terra, ma questa volta con la spada salda in mano e con l’avversario incapace di appoggiare adeguatamente il piede per terra, anzi inciampando in avanti. “Si, qui ti volevo.” Zura rotolò di fianco, lasciandolo cadere giù e poi si alzò, ponendo la punta dell’arma al coppino di coda di pavone e preparando il colpo che l’avrebbe segnata come “temibile” una volta per tutte. «Questa è l’ultima volta che offendi una serva di Flagro!»

«No!» urlò una voce femminile dietro Zura: era Lai, lo sapeva, ma non capiva perché mai la stesse fermando dal portare a termine il combattimento.

La punta penetrò un poco nella pelle, il corpo immobile dell’uomo che tremava, l’odore della sua urina che si diffuse nelle narici della piccola. Lo aveva umiliato e più avanti quello straniero avrebbe potuto ucciderla. Ormai lui aveva raggiunto il suo scopo, giusto? Aveva consegnato il messaggio a capo Gugh e sarebbe… No, non avrebbe portato indietro alcuna notizia se la spada fosse penetrata a fondo. “Osserva.” Questa parola pronunciata così spesso dalla sua mentore la cominciò a tormentare, tanto da farle sollevare le braccia per andare a pulire la lama col bordo del suo vestito.

***

Lai ebbe per la prima volta l’immagine vivida di cosa sarebbe diventata quella ragazzina col passare degli anni. C’era mancato poco che venisse raggiunta dai colpi del cantore, ma dovette ammettere a sé stessa che Flagro stesse vegliando su di lei, su quella tenacia in combattimento. La piccola corse via e Lai le andò dietro (faticando nonostante potesse vantare una falcata più ampia) fino alla tenda della piccola: sapeva che si sarebbe rifugiata lì dentro.

Si avvicinò a piccoli passi, sfiorando la tela per aprirla.

«Chi sei?» chiese la voce di Zura, la quale si rilassò nel vedere quel viso, ma non del tutto da frenare il proprio labbro da contrarsi così come le sopracciglia.

«Mi è permesso entrare?» chiese Lai, aspettandosi un “No!” perentorio, ma così non avvenne. Proseguì all’interno e si sedette per terra: «Flagro nel cuore piccolo spirito.»

Zura udì quella frase accompagnata da un sorriso gentile e volle gettarsi tra quelle braccia, volle piangere, urlare, lasciare che tutto scorresse via, lontano da lei, soprattutto il nome di Elna.

Ingoiò il groppone, fissò la figlia di capo Gugh. Era in piedi di fronte a quella nobile e si sforzò di parlare: «Cosa fai qui?»

Lai allora si staccò l’orecchino, quella penna nera che teneva e che aveva mostrato a coda di pavone: gliela porse tra le mani: «Ti servirà. Più che a me.»

Flagro ha portato il suo ardore. A quale spirito affidare il prossimo episodio?

  • Catolle, il plasmare con le mani: armi, utensili, case e oggetti tutti. Protettore di carpentieri, fabbri e artigiani. (25%)
    25
  • Unnai, velo della realtà: l'ombra, custode del vero aspetto del mondo; paura, inganno e maestro di premura. (25%)
    25
  • Iarcad, possesso, primordialità: il sangue, il fumo, ribollente impulso delle viscere del mondo, degli istinti, nel bene e nel male. (50%)
    50
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27 Commenti

  • Più avanti, da come forse avrete intuito dal titolo dell’intero racconto, intendo continuarlo. Mi sono divertito a scrivere di Zura e degli spiriti ed è un mondo che intendo esplorare di più. Sempre con cadenza di due la settimana. Fatemi sapere cosa ne pensate della storia, così come anche desideri sul futuro. I vostri comenti e i vostri voti la faranno vivere. Intanto vi ringrazio di essere rimasti fino a qui. E Flagro nel cuore a tutti voi!

    Un abbraccio,
    A.Cremisi

    • Visto che lo hai chiesto: a me è piaciuto molto come hai presentato i vari personaggi, gli spiriti ed il loro modo di essere. Mi rimangono molti dubbi su alcuni comportamenti e mi piacerebbe che le cose venissero approfondite man mano che la storia avanza (sperando di non “affogarti negli eventi” come capita a me 🙂 ).

      Ti attendo al varco ^_^

      Ciao 🙂

  • Fine prima parte? Liagio!

    Mi dispiace per il nostro straniero, ma lui non sa proprio trattare: gliel’hanno detto in tutti i modi e lui insiste! Almeno si fosse dimostrato pentito (anche se non so quanto gli avrebbe fatto piacere).

    Mi piace questa cosa che considerino Zura sia uno Spirito che una bambina. Abbiamo visto Lai come riesce a trattare entrambi gli aspetti; mi piacerebbe vedere anche qualcun’altro 😉

    Ciao 🙂

  • Se devo essere sincero, questa volta non lo so. Mi ispira sia Unnai che Catolle… Scelgo a caso e voto Catolle!

    La battaglia si è svolta come me l’immaginavo: con l’uno che sottovaluta l’altro 😉 Per un attimo ho temuto che uccidesse un uomo sconfitto: dal poco che ho visto, non sarebbe stata una cosa buona; per fortuna Lai ha interrotto l’adrenalina 🙂

    Ciao 🙂

  • Eccomi qui! Voto di nuovo Rivris, il rigoglio della natura: prati e foreste, il crescere degli esseri tutti, protettrice della famiglia. Ma anche Renia mi ispira.

    Continuo ad essere affascinato dall’affresco che stai dipingendo: ci sono molte cose che non mi sono chiare, ma vengono svelate poco a poco e questo mi piace ^_^

    Ciao 🙂

  • Ciao, tanta carne al fuoco come nel paiolo per un genere del quale poco mi intendo.
    Complimenti perché si capisce che hai scritto con entusiasmo e vera energia.
    Consigli: controlla bene rileggendo la punteggiatura: una virgola spostata cambia il senso della frase. “Palma dei piedi” no. Semmai palmo. E infine: “minimamente brava abbastanza” non va, era meglio senza “minimamente”
    Ti seguirò per il gusto di vedere quanta forza ci metterai, brava ciao🙋

  • Voto per Renia, qualcuno ha votato le opzioni senza commentare purtroppo; peccato, è sempre bello sapere cosa pensano i lettori…
    Ciao, Cremisi.
    Un bell’inizio, i personaggi pur se abbozzati riescono già a prendere forma nella testa, la ragazzina (che immagino sia la protagonista) in maniera più concreta, giusto così.
    Ti faccio un unico appunto riguardo il POV proprio di Zura: “Infatti come mise fuori la testa vide la barba bruna dell’uomo venire AVVOLATA dal fumo, mentre se ne stava col muso su di un paiolo nero, mescolando dell’acqua con dentro verdure e carni spezzettate insieme.” La ragazza vede l’uomo intento a mescolare, ma non può vedere cosa c’è dentro il pentolone, forse lo intuisce. È una piccolezza, ma magari con un paio di parole in più si poteva ovviare. 😉
    Senza volere ho scovato un refusino: avvolata.
    Comunque, mi è piaciuto l’inizio, aspetto il seguito e ti seguo.

    Alla prossima!

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