La vendetta DI LUCA DE LEO

La vendetta di LUCA DI LEO

  • Ronaldo Malaparte l’aveva convinto. Doveva morire. Così l’avevano rapito. Era incappucciato nel suo garage. Era ammanettato e bendato e sembrava mezzo morto. Tanto per passare il tempo l’avevano tormentato e schiaffeggiato un po’, ma senza ucciderlo. Piccole macchie di urina gli colavano sull’addome. Aveva degli strani segni di ferite su una natica. Prima aveva pianto, ma senza ottenere risposta. Spaventato aveva detto: ‘Le donne sono tutte uguali’. Naturalmente l’avevano ignorato. Ora si preparavano a segarlo, anche se Ronaldo Malaparte diceva che non era sufficiente, per quello che aveva fatto. Erano proprio intenzionati a fargliela pagare. Fuori era una perfetta serata di estate, l’aria era invitante, non si sentiva un rumore. LUCA DE LEO disse: ‘Ha pianto di nuovo’. In un certo senso si sentiva in colpa. Continuava a venirgli in mente TECLA ed il modo in cui gli diceva sempre ‘Le stagioni non sono più quelle di una volta’. Improvvisamente si udì un boato e degli uomini in tuta mimetica piombarono nel garage. Un frammento di cervello schizzò sulla parete di fronte, mentre Ronaldo Malaparte piombava a terra, morto sul colpo. LUCA DE LEO fu inquadrato dal laser di uno degli uomini armati. Fu l’ultimo dolore che provò. Poi più nulla. Uno degli uomini armati si avvicinò all’uomo ammanettato e bendato. Dietro il casco antiproiettile si intravvedeva un’espressione schifata. ‘Controllate come sta il Ministro della Sanità’ – disse. Poi il Ministro della Sanità morì.

protagonista

  • LUCA (60%)
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  • LAURA (20%)
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  • GOFFREDO (20%)
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