L’Isola degli Uomini Bestia

Il risveglio

Non ricordo quanto tempo è passato, né so dove mi trovo. So solo di essermi risvegliato su questa spiaggia di sabbia bianca, quasi completamente coperto da essa. I miei vestiti sono a brandelli e non c’è anima viva intorno. Non si è salvato quasi niente, a parte una torcia elettrica (incredibilmente funzionante), un coltellino a serramanico ed il diario che sto dettando. È il tramonto e non so se la temperatura non scenderà troppo. Ho anche sete e fame. Dietro di me vi è l’inizio di una foresta. C’è un sentiero. Decido di percorrerlo.

Ho trovato una fonte d’acqua. È fresca e dissetante. Mi lavo. Non so come, ma quella sabbia mi ha praticamente depilato: ho la pelle liscia come quella di un bambino. I miei capelli castani invece sono un disastro, ma non sono di certo la mia priorità. Ora mi sembra più importante trovare un rifugio per la notte e mettere qualcosa sotto i denti. Un rumone. Mi volto. Tra il fogliame vedo due occhi rossi. Occhi da predatore! Si ritira. Forse si è accorto di aver fatto un errore e sta aspettando un’occasione migliore per aggredirmi. Cambio di priorità: devo trovare un’arma!

Aver trovato solo un bastone, per quanto robusto e pesante, non mi rende allegro: sono alla mercé di qualsiasi belva voglia papparmi. Percorro velocemente la foresta. Ho scelto un sentiero ben battuto. Non so se la scelta è giusta, ma di gettarmi nella macchia con una belva pronta a mangiarmi mi sembrava peggio. La luce sta calando e presto farà buio. Mi sento seguito. Mi volto. Non c’è nessuno. Proseguo. Dopo poco mi volto: eccolo! Cammina a quattro zampe ed è grosso. Mi sta seguendo ed i suoi occhi rossi mi fanno capire che è lo stesso animale. Si è accorto che lo sto osservando e si erge: oddio, quanto è grosso!

Scappo! Non è una buona idea: parte all’inseguimento. In un istante mi raggiunge. Sento il suo fiato sul collo. Mi volto per colpirlo ma lui para e mi scaraventa via come fossi un fuscello. Sbatto non so dove e mi ritrovo col mostro che mi troneggia davanti. Penso sia giunta la mia fine.

Uno scoppio. Seguito da altri. Il mostro fugge. Sono vivo per miracolo. Spero di non cadere dalla padella nella brace. Dopo un lungo momento di silenzio, decido di rialzarmi. Mi tremano le gambe. Non c’è nessuno nei dintorni. Riprendo il sentiero: la luce è ormai poca. Ad onor del vero, devo dire che quell’animale sembrava un orso, eppure mi è sembrato di vedere chiaramente la testa di un giaguaro!

È ormai praticamente buio. Ho acceso la torcia elettrica. In breve il sentiero è sbarrato. Una frana. Ecco cos’erano quegli scoppi. Sono stato dannatamente fortunato. Mi guardo intorno. Vedo un grotta. Entro… e rimango di sasso! La caverna sembra essere stata preparata: c’è tutto il necessario per accendere un fuoco e per preparare un rudimentale sistema di allarme; c’è persino una palizzata, liscia da un lato e con punte accuminate dall’altro; un letto di foglie con tanto di cuscino e diversi sacchetti bianchi contenente cibo. Temo che la grotta sia abitata.

Mi devo ricredere: non solo la grotta è deserta ma le cose sono tutte nuove come se fossero state preparate da poco. C’è una polla di acqua fresca da cui posso attingere. Ho deciso di non dare un calcio alla fortuna: preparo il mio allarme rudimentale, accendo il fuoco e chiudo quella sorta di porta. Mangio. Con la pancia piena mi sento molto meglio. E più ci penso più son convinto di essere stato aiutato. Non so da chi e non so il perché. Decido di dormire con un occhio solo. Il letto profuma molto ed è incredibilmente comodo. Mi addormento senza nemmeno accorgermene.

***

La mattina con la luce del sole, la cosa ha tutt’altra prospettiva. Priorità: cercare di capire dove mi trovo, trovare qualcosa per aiutarmi a vivere qui in attesa dei soccorsi, trovare un modo di far sapere ai soccorsi che sono qui. Apro la porta. C’è una cassa davanti. Molto rudimentale ma ben fatta. Dentro ci sono degli indumenti adatti alla mia taglia, utensili di vario genere e natura e persino un’arma! Una lancia primitiva ma sempre meglio del randello. Ora sono certo che c’è qualcuno che mi sta dando una mano. Il vestito è una tunica maschile marrone con un paio di pantaloni neri, così come gli stivali. C’è persino un berretto! Depongo tutto nella caverna: forse non sarà un rifugio per tutta la mia permanenza ma come campo base per la prima esplorazione andrà benissimo. Esco fuori mentre penso che il mio rudimentale sistema di allarme non ha funzionato e sono stato fortunato che il mio visitatore abbia lasciato aiuti, invece che tentare di sbranarmi. Dovrò ingegnarmi meglio. Mi trovo su un sentiero che si inerpica verso l’alto e la frana… COSA?! Qualcuno ha rimosso la frana! O sono io che l’ho vista male di notte oppure questo qualcuno è dotato di una forza erculea! Tenendo stretta la lancia mi inerpico per il sentiero.

Arrivo in cima ad un piccolo promontorio e da lì mi rendo conto di essere su un’isola. Ma mi rendo conto anche di altri promotori, più alti del mio. C’è movimento, c’è fumo, c’è vita.

Cosa mi capiterà?

  • Incontro chi mi ha dato una mano: diamo inizio alla storia! (63%)
    63
  • Incontro piacevole: un rifugio, altri aiuti, qualcosa per iniziare a vivere sull'isola (13%)
    13
  • Incontro spiacevole: di nuovo il mostro, trappole, ambiente ostile (25%)
    25
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133 Commenti

  • La storia in sé è molto interessante e invoglia a leggere tutto il racconto in un solo fiato cosa che ho fatto (fin che mio figlio me lo ha permesso XD). Personalmente credo che non avrei iniziato il racconto dichiarando che stia dettando quanto il protagonista riporta nel suo diario. Per come si susseguono gli eventi, sulla base di quanto lui scrive, mi ha portato a immaginare il protagonista che scrive costantemente mentre si susseguono tutte le vicende. Anche mentre scappa e si difende da un aggressione. Un po’ strano XD. Anche i dialoghi in un diario non calzano proprio. Avrei quindi utilizzato la sua voce narrante ma non la scusa del taccuino. Nel terzo capitolo hai seguito la scelta dei lettori ma comunque è capitato uno degli altri eventi che non erano stati selezionati :/ . Anche i nomi, vengono dati dal protagonista alle creature ma, dopo il primo che viene inserito in maniera buona, sembra che gli altri accettino passivamente la cosa. Le scelte del quarto capitolo non mi sono piaciute molto. Il racconto sarebbe andato in tutti i casi in quella direzione ma nel quinto ti sei ripreso bene e hai tirato fuori tre belle frasi. Le scelte del settimo capitolo alla fine le hai affrontate tutte nell’ottavo. Magari spiegandole meno di quello che avresti fatto nel caso fossero state scelte ma alla fine sono diventate un po’ inutili :/. Nel nono capitolo non ho afferrato bene la questione della domanda sbagliata nel momento sbagliato. Ho intuito che era la domanda sbagliata ma non perché nel momento sbagliato. Il fatto che lui non era ancora pronto a sentirla non mi sembrava calzasse con “momento sbagliato”. Mi sembra poi strano che nell’ultimo capitolo si trovi il modo di andare via (anche se temporaneamente). Gli uomini bestia erano li da parecchio liberi (dato il fatto che le costruzioni del creatore sono ormai abbandonate da molto) e conoscono bene l’isola e solo ora trovano una via di fuga. Comunque, come ho detto in principio la storia è molto buona e ricca di fantasia e non vedo l’ora di leggere il secondo racconto. Ti prego di prendere quello che ho scritto come pareri di un ‘la qualunque’ dato che sicuramente sei più esperto di me nel ruolo di scrittore. Io parlo solo in qualità si lettore e ho espresso solo quello che avrei modificato come se un amico mi proponesse di leggere il suo racconto. Tutto ovviamente a tua discrezione per questo o per prossimi racconti. Spero di esserti stato in qualche modo di aiuto e non ti abbia offeso perché era tutt’altro che mia intenzione farlo. Ciao e al prossimo racconto!

    • Nessuna offesa: anzi trovo la tua disamina molto interessante. Non ho capito esattamente qual’è il problema del terzo capitolo: la gente ha scelto Ricercatore e Daniele Ricecatore è diventato. Se invece intendi tra il terzo ed il quarto capitolo, allora c’è stata una votazione mentre scrivevo il capitolo: ho scritto presupponendo il pareggio e poi invece c’è stato uno sblocco di cui non mi ero accorto (succede). Tutti i nomi che dà Daniele vengono accettati nello stesso modo di Kitten: non avevo spazio per far le scene per tutti e quindi ho semplicemente glissato. Le scelte del quarto capitolo avevano influenza sul modo in cui si sarebbe svolto l’incontro col Promulgatore ed il pareggio ha fatto sì che il Promulgatore si presentasse in quel modo. L’ottavo capitolo affronta solo il problema della Casa del Dolore; il fatto che chieda che fine abbia fatto il Giaguaro-Orso mi sembrava logico. Per quanto riguarda il momento sbagliato era dovuto al fatto che gli Uomini Bestia non si fidavano ancora di lui al 100% come invece poi capiterà nel corso del resto della storia. Mentre quello della via di fuga temevo non si capiva: praticamente i Civilizzati stanno ancora cercando di costruire una loro società. Daniele, divenuto Zampa Maestra, insegna loro diverse cose, aiuta loro a comprendere alcuni dei macchinari del Creatore ed a decifrare alcuni appunti. Grazie a questo aiuto, i Civilizzati scoprono che il Creatore poteva abbandonare l’isola in certi periodi dell’anno perché il Banestorm (come chiamano loro la tempesta) si attenuava in alcuni punti. Od almeno così credevano, visto quello che Daniele scopre nel decimo capitolo.

      Ti ringrazio ancora per il lungo commento, per esserti letto una storia già conclusa e per esserti appassionato alle vicende degli Uomini Bestia 🙂 E spero inoltre di averti chiarito alcuni punti 🙂

      Ciao 🙂
      PS: per quanto riguarda il diario, volevo giustificare la narrazione in prima persona. Avevo iniziato a scriverlo al passato prossimo (narrava gli eventi appena accaduti) ma poi mi sono accorto di virare al presente ed alla fine ho messo tutto al presente.

  • Mi piace come storia, si vede che ti piacciono i felini ed i tassi. Da come scrivevi. Alla fine non è morto nessuno, credevo che finisse in uno sterminio dei selvaggi, invece no. Alla fne Daniele l’esploratore ritorna nella sua patria, salutando tuti i felini antropomorfi ed i tassi, ovvero i promulgatori della legge. Bello pure quando quel selvggio cerca di spiegare che tutte quelle leggi e quegli insegnamenti non valgono a nulla.

  • Fico Red, grazie mille per la storia e per il bel finale. Pronto a leggere anche il nuovo sulla fantascienza 🙂
    Per il prossimo potresti iniziare un nuovo capitolo senza accennare troppo a quello che c’era prima, ma introducendo quello che è successo con dei flashback quando serve.
    Questa avventura secondo me scorreva molto bene ed era super piacevole. Keep going!

  • Dimenticavo: questa è la formula completa del saluto dei Civilizzati (così non me la scordo):
    «Che la Legge ti accompagni!»
    «Starò sempre nei suoi confini!»
    «Che guidi sempre i tuoi passi!»
    «Aiuterò chiunque vi cammini!»
    «Che sia per te una luce di speranza!»
    «Sarò il faro per chi si è perduto!»

    Ciao 🙂

  • Ho dovuto tagliare un bel po’ di descizioni: com’era fatta la barca, come era (s)vestita Cuore Audace mentre insegnava, com’era fatta la conchiglia, l’isolotto e quello che vi è all’interno. Ho anche tagliato qualche pensiero del nostro Daniele, lasciando parlare libera, senza interruzioni, Cuore Audace e, durante la tempesta, i suoi dubbi che quella fosse una trappola.
    L’Isola degli Uomini Bestia tornerà non appena avrò un’idea di come iniziare la nuova storia per far sì che, anche chi non ha letto questa parte, possa goderne appieno. Avevo pensato ad un riassunto ma tolgono spazio e sono noiosi. Se avete qualche idea, sono qui per riceverla.

    Prossima settimana torno alla Fantascienza: ritornano Jen e Lea delle TecnoRaider!

    Ciao 🙂

  • Recuperato. E voto per solo temporaneamente. Perché penso sia ovvio che ci sarà un seguito. E chissà magari ci saranno le risposte alle domande che questi episodi hanno creato. Ad esempio l’incontro con il Giaguaro-Orso, mi sarebbe piaciuto saperne di più. Rimarrò in attesa del finale e della prossima parte. 😉

  • Rieccomi, Red Dragon.
    Ho votato “No”.
    Bella invenzione, il macchinario infernale che ti tortura se non recitano correttamente la legge. Mi ha ricordato, un racconto di Kafka che ho adorato, “Nella colonia penale”: anche lì c’è un macchinario che dà un dolore indicibile… se non hai rispettato una legge. Però lì è il macchinario a scrivere la legge. Be’, se non l’hai letto e se ti piace Kafka, te lo consiglio.
    Ciao e, visto che quasi ci siamo, ti auguro un’ottima fine di settimana.

  • Ciao, Red.
    Direi che parte ma poi ritorna, c’è posto per un altro racconto su quest’isola.
    Mi sarebbe piaciuto sapere di più sul Creatore e sulle leggi, evidentemente hai preferito tenerti un asso nella manica da calare nel seguito 😉
    Bene, non resta che arrivare al finale.

    Alla prossima!

  • Ciao Red,
    avevo letto già i primi tre capitoli della tua storia e l’avevo commentata. Ho appena finito di leggere gli altri capitoli e ho votato la terza opzione. Desidero saperne di più e sono curiosa di conoscere i creatori di queste straordinarie bestie. Il tuo racconto è ben scritto, scorrevole nella lettura, pensa che non mi sono confusa tra i personaggi, come a volte mi capita con altri scritti. Bravo e alla prossima.

  • Ciao Red!
    Voto per il macchinario, anche se ero indeciso su sapere qualcosa sul giaguaro – orso. Non mi aspettavo che Daniel potesse correre simili rischi. Bravo, mi ricordo qualche tempo fa di avere sottolineato qualche errore, perché sono sempre in agguato e lo so bene io stesso ahimè, devo dire che la tua cura in questo è cresciuta molto. Bene!
    Vediamo che cosa succede, a presto.
    Ciao!

    • Finora aveva conosciuto solo i Civilizzati che, a quanto sembra, sono brave “persone”. Ora ha visto che, lontano dai Civilizzati, i pericoli esistono ancora; tuttavia gli è ancora oscuro il motivo di questo improvviso odio. Allo stesso tempo, la curiosità sulla macchinario infernale o sul Promulgatore della Legge potrebbe essere più forti 😉

      Ciao 🙂

  • Ciao, Red.
    Da te non mi aspettavo scene così cruente, accidenti: questo Giaguaro-Orso è terribile!
    Un capitolo interessante, che mostra l’altra faccia dell’isola, povero Daniele: c’è mancato poco.
    Hai reso bene l’idea dell’odio provato dalla bestia e anche le descrizioni risultano vivide, bravo.
    Ti segnalo la ripetizione della parola “incuria” l’hai usata tre volte in poche righe, forse avresti potuto trovare un sinonimo. Delle eufoniche ti ho già scritto in precedenza, a me non piacciono, ma il racconto è tuo 😉
    Bene, vediamo che fine ha fatto il torturatore.

    Alla prossima!

  • Se Daniele si perde potrà raccontarci di luoghi che non ha ancora visitato, voto per quello.
    Ciao, Red.
    E così il patto è fatto e adesso il nostro amico si ritrova intrappolato in una realtà che (davvero?) non vuole. Dopo l’ottimo insegnamento ricevuto durante la conversazione con Zampa che Accudisce (che poi è anche Tigerness, giusto?) forse si è lasciato trasportare dalle belle parole appena ascoltate o forse ha imparato una lezione e questo lo porterà a un cambiamento di pensiero, chissà…

    Alla prossima!

    • Zampa che Accudisce è Tigerness, esatto 🙂
      Il nostro Daniele sta imparando cose ed altre gli sono oscure. È dannatamente incuriosito da queste creature ma ancora vuole tornare a casa. Continua a fare il tiramolla tra i due: d’altronde lui è l’unico essere umano tra gli Uomini Bestia anche se i Civilizzati, finora, lo trattano come fosse loro amico da sempre (e ciò lo stupisce ancora di più).
      Cosa ci riserva il futuro, dipenderà dalle vostre decisioni ^_^

      Ciao 🙂

  • Ciao, Red.
    È proprio carino questo habitat che hai creato, mi piacciono le leggi e i suoi abitanti.
    Ti segnalo un refuso qui: “Ok. Sarà franco” forse era “sarò”
    e anche questa frase, dove non si capisce bene chi sia il soggetto: “Corre a nascondersi tra le gambe di Cuore Audace.”
    Per il resto tutto fila.
    Ho votato per la cerimonia dei Civilizzati, sono curiosa di vedere che t’inventi 😉

    Alla prossima!

    • Il primo è proprio una svista, il secondo pensavo fosse chiaro che era Kitten, visto che era l’ultimo ad aver parlato…

      Piace molto come sto riuscendo a tirar fuori la civiltà di queste creature ^_^
      La Cerimonia sarà interessante, se vince quella, ma anche le altre opzioni, sono altrettanto interessanti 😉

      Ciao 🙂

  • Mi chiedo come faccia Daniele a mantenere tutta questa calma😂
    Scherzi a parte, questi primi capitoli di presentazione sono molto utili per inquadrare -prima che la storia in sé- i vari protagonisti, e anche in ciò stai andando alla grande!
    Ho votato “attiro la sua attenzione”; scegli tu in che modo.
    A presto✨

  • Ciao, Red.
    Si delineano i ruoli e gli ambienti, il nostro Daniele entra a far parte della comunità e con essa interagirà, sempre che i selvaggi non se lo pappino prima 😉 magari il selvaggio un po’ de Roma, de “statte zitto!”
    Voto per l’incontro provocato con il promulgatore.

    Alla prossima!

    p.s. cos’è un troncio?

    • >magari il selvaggio un po’ de Roma, de “statte zitto!”
      Mi piaceva troppo 😀

      >p.s. cos’è un troncio?
      Il modo di dire di Kitten per “stronzo” 😉

      In realtà il nostro Daniele non vuole integrarsi ma tornare a casa. Allo stato attuale i Civilizzati gli danno protezione. Vediamo come si evolverà la situazione (perché non lo so nemmeno io).

      Ciao 🙂

  • Rieccomi, Red Dragon. Ho votato “Io che vengo messo all’opera”, mi sembra una comunità produttiva e organizzata, non penso gli piacciano gli… imbosgatti 😀
    Ooops, scusa la battuta infelince… oops, scusa anche questa.
    Ma… sbaglio o la tigrona sta facendo un po’ la gattamorta con Daniele? 😀
    Okay, la smetto.
    Capitolo di presentazioni, immagino che alcune delle “comparse” di oggi diverranno protagonisti nei prossimi capitoli. Sul fronte del bene e… forse… del male.
    Ciao, ti auguro una buona giornata

    • Hai azzeccato quasi tutto! ^_^
      Fino al capitolo 5, il mio scopo è semplicemente di presentare questa strana comunità (compreso i Selvaggi ed i Promulgatori della Legge); dal capitolo 6 la vicenda si evolverà per permettere infine a Daniele di tornare a casa (forse) ma sempre in modo lento e pacato: niente cattivi o piani malvagi, questa volta. Pericoli sì, però. Forse anche grandi.

      Ciao 🙂

  • Salve, Red Dragon, ho letto i primi tre capitoli del tuo racconto e ho votato per l’assalto dei selvaggi, anche se mi sarebbe piaciuto sapere cosa potresti fare, messo all’opera. ma penso che è una cosa che comunque saprò. Ora mettiamo alla prova il tuo valore di guerriero.

    • Gli “od” e gli “ed” sono dovuti al fatto che mi hanno fatto “capa tanta” perché andassero messi davanti ad ogni vocale e quindi continuerò a farlo.
      I nomi dei felini: loro si chiamano per il ruolo ed il nostro Daniele ha assegnato loro il nome inglese della loro specie animale (senza dire cosa significava). Quindi abbiamo:
      Kitten, Zampa che Aiuta, Uomo-Gatto (che ha incontrato nel secondo capitolo)
      Tigerness, Zampa che Accudisce, Donna-Tigre (che li ha messo la corona di fiori)
      Lynx, Maestro delle Cerimonie, Uomo-Lince (quello che saluta)
      Kitty, Zampa che Consola, Donna-Gatto (quella che gli ha dato il ciondolo portafortuna legato al polso),.

      Poi ci sono i nomi dati dai Promulgatori della Legge e dai Selvaggi, ma quelli sono poco importanti perché ribadirò di chi si parla ogni volta che verrano pronunciati.

      I protagonisti rimangono, comunque, Daniele e Kitten.

      Ciao 🙂

  • Ciao, Red.
    Interessanti le presentazioni, le gatte e gli altri felini, sono curiosa di vedere come se la cavano durante un attacco da parte dei selvaggi e, anche, di leggere come se la cava Daniele.
    Ti segnalo un refuso nella frase finale: “Ancora mi CHIEDONO cosa possano volere da me.”

    Buona giornata e alla prossima!

  • Ciao Red, tutto bene? Sei instancabile 🙂 un fedelissimo del sito 🙂
    Il capitolo è scorrevole, ha tutte le credenziali per un racconto di avventura.
    Due piccoli dettagli: forse sarebbe meglio usare un sinonimo del. verbo pensare, anziché ripeterlo;
    La fase “ Li sbatto più volte, li strofino … “ potrebbe essere così “sbatto le palpebre più volte, strofino gli occhi ecc
    Ricercatore

  • Rieccomi, Red Dragon.
    Ho votato “Un Ricercatore”.
    Mio nonno mi ripeteva sempre: “Se dovessi incontrare un giaguorso dagli occhi rossi, non correre, fingiti morto e spera che non abbia troppa fame”. Però a Daniele è andata bene anche così 😀
    Un’isola bizzarra, non c’è che dire, e ho l’impressione che hai in serbo molte altre fantastiche bizzarrie. Mi è piaciuta – come dire? – l’insicurezza di Daniele, il suo cambiare priorità a seconda di ciò che si trova davanti, conferisce realismo e immediatezza alla narrazione.

    Ciao, ti auguro un’ottima giornata

    • Ti ringrazio di essere venuto anche qui e sono contento che ti stia piacendo la storia 🙂
      Tuo nonno aveva ragione: ed infatti è stato un errore mettersi a correre 😉 Per sua fortuna l’Uomo Gatto (nel prossimo episodio sapremo il nome) vegliava su di lui.
      Sì, il nostro Daniele è totalmente insicuro su quello che fare: ha qualche conoscenza di sopravvivenza ma non ha la minima idea di come comportarsi in una situazione simile ^_^

      Ciao 🙂

  • Ciao Red!
    Mi piace pensare sia un ricercatore, che immagino più razionale di un esploratore. L’avventura vira nel fantastico e certi tratti del tuo scrivere mi sembrano riconoscibili: il fantasy, la contrapposizione tra mondi (classi sociali, come a Metropolis), e uno scritto “parlato”, come quando dici “sta cosa della legge”.
    Vediamo chi è e come entra nella realtà nuova!
    Ciao!

  • Ciao, Red.
    Eccoci alle presentazioni: sempre molto fantasiosi i tuoi personaggi. Gli uomini bestia mi facevano venire in mente uomini orrendi, bestiali e cattivi e, invece, sono teneri gattoni dal cuore d’oro. Ora, sono curiosa di conoscere anche l’altra parte delle bestie 🙂
    Per non perdere il vizio, e ti prego di fare lo stesso (come per il mio ultimo capitolo), ti segnalo due errorini da disattenzione:

    “Per fortuna tra gli oggetti nella cassa vi erano fogli e matita.” il tempo verbale non concorda con il resto dello scritto che è narrato al presente.

    “…prima mi aiutavi di nascosto ed ora ti sei mostrato. Non credo ti abbia scoperto per caso»” Qui manca qualcosa perché, messa giù così, pare che sia Daniele ad aver scoperto il “quadrupede” dal cuore d’oro e non viceversa.

    Voto per il ricercatore, potrebbe tornare utile in futuro.

    Alla prossima!

    • I “Cattivi” sono quelli che il nostro Uomo Gatto chiama “Selvaggi”, anche se non li faccio brutti perché la natura cerca sempre una sua bellezza: saranno dunque belli e mortali! Non so se li vedremo nel terzo capitolo o nel quarto (dipende dai caratteri).

      Sugli errori: per il taccuino ho usato il passato perché lui li ha già presi dalla cassa. Dici che ho sbagliato?

      Sul secondo errore: è Daniele che ha scoperto l’Uomo Gatto (od almeno così lui pensa). Prima lo aiutava senza farsi vedere e poi si è palesato. Daniele pensa che si è fatto scoprire apposta. Ed è vero. Ripensandoci dovevo scrivere la frase diversamente: forse sarebbe stato più chiaro.

      Ciao 🙂

  • Ciao, Red.
    Bentornato. Come sempre non sei stato via a lungo. bene, una storia d’avventura: mi aspetto di leggere cose mirabolanti e fuori dalla nostra portata, riguardo a quest’isola. Chissà chi ha aiutato il nostro eroe. Mi piace questo inizio, bravo.
    Giusto per non perdere il vizio, ti segnalo due refusini:
    “…diversi sacchetti bianchi CONTENENTE…” manca la concordanza.
    “promotori” anziché “promontori”
    Avrei aggiunto una virgola dopo “mattina” nella frase: “La mattina con la luce del sole, la cosa ha tutt’altra prospettiva” per creare un inciso; ma si sa: io e le virgole non abbiamo un gran rapporto, quindi potrei sbagliare 😉

    Alla prossima!

  • Ciao, la tua storia, quella che sta per cominciare, mi piace. Questo capitolo lo considero una premessa perché si capisce che non vedi l’ora di andare oltre…
    Voterò quindi perché ti scopra il tuo “Venerdì” e inizi la vera avventura. … A meno che non sia tutto frutto di un incubo? Bello il tempo presente, difficile da navigare ma ha il pregio di dare risalto ad ogni cosa che succede e sembra di essere lì. Ti seguo Ciao🙋

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