Ninetta

una bara troppo stretta.

Ninetta aveva una bella dote: due lenzuoli ricamati, quattro lisci, sei tovaglie da tavola a punto croce, spugne da bagno grandi, medie e piccole e un’intera parure da sei di camicie da notte.

Fin da quando era alle elementari, sua madre aveva passato ore al telaio per ricamare, cucire e abbellire con pizzi e nastri tutto il corredo da sposa per la sua Ninetta.

Tutto questo prezioso tesoro era ben conservato riposto con cura dentro una bara che non era mai stata usata per il giusto fine, dal momento che si era rivelata troppo stretta per accogliere il corpo di un uomo tanto grasso da non entrarci dentro. I parenti avevano insistito, cercato mille espedienti: “Pieghiamo un poco le ginocchia.” diceva la moglie del defunto, e il figlio: “ Giriamolo di lato.”. il costo di un’altra bara, per di più sovra misura, era contemplata solo come ultima ratio ma l’impresario delle pompe funebri, li convinse che non vi era rimedio e, a prezzo stracciato, offri  loro una ragionevole soluzione. Così la bara troppo stretta era stata abbandonata nel giardino del custode del cimitero, cioè del padre di Ninetta. Con spirito pratico e occhio attento la mamma aveva subito portato dentro casa la cassa nuova e lucidissima e ne aveva asportato le maniglie e i segni funebri, di modo che, se non si badava troppo alla forma peculiare dell’oggetto, poteva essere scambiata per un baule da biancheria.

La casa del custode era una graziosa villetta all’interno del muro del cimitero, presso il cancello d’entrata, tra il verde dei cipressi, aveva graziose tendine alle finestre e un piccolo giardino, dove la mamma di Ninetta coltivava dalie, gerbere e crisantemi che procurava di vendere a buon prezzo a chi si recava al cimitero per onorare i propri defunti.

Ninetta, a causa del suo domicilio, non aveva molte amiche che andassero a trovarla per giocare; le mamme delle sue compagne trovavano inadatti i viali del cimitero per corse gioiose o allegre filastrocche, così la bambina si recava a giocare da sola in una cappella funebre, nella quale erano sepolti alcuni bambini di un orfanotrofio, morti per un’epidemia di difterite più di cinquant’anni prima. Lì portava i suoi giocattoli e immaginava di giocare con i piccoli defunti, ne conosceva i volti dalle foto e il nome scritto sulle lapidi. Quelli erano i suoi amici e per lei erano vivi, affettuosi, la ascoltavano e le rispondevano, alcuni le raccontavano le loro storie e Ninetta aveva per loro parole di conforto.

Lo svago preferito, suo e della mamma, erano i funerali, quelli grandiosi, con tanta gente vestita a festa: abiti scuri per gli uomini, solenni e seri dietro il feretro; cappellini con velette a nascondere volti di donne più o meno addolorate per la perdita. I cortei si aprivano sullo spiazzo dell’ingresso principale, poi con una sfilata di corone di fiori si allungavano per il viale monumentale lentamente dando così tempo e modo a Ninetta e alla sua mamma di commentare, di meravigliarsi, talvolta di commuoversi per il triste evento. Il giorno della commemorazione dei defunti  era meglio del Natale; un fiume di persone scorreva per i viali; la mamma preparava dinanzi al cancello di casa un banchetto coi fiori tagliati dalle aiuole del giardinetto e gli affari andavano a gonfie vele.

Durante il resto dell’anno non si ricevevano molte visite, nella casa del cimitero, non avevano amici e solo pochi parenti ma zia Angela, sorella della mamma, e suo marito non mancavano d’andare a trovarli una volta a settimana, solitamente il lunedì, perché la zia faceva la parrucchiera e quello era il giorno di chiusura del negozio. La zia non aveva figli e aveva per Ninetta un affetto materno, l’aveva battezzata e perciò si sentiva anche partecipe dei progetti che le due sorelle facevano sul futuro della ragazzina.

Ogni primo lunedì del mese veniva fornita degli attrezzi del mestiere e si prodigava in tagli e acconciature fantasiose per la sorella e in pieghe e boccoli per la nipotina, il tutto accompagnato da gridolini di gioia e di meraviglia della piccola Ninetta.

 La mamma sperava in un matrimonio adeguato all’idea che lei aveva della figlia, pensava che l’eventuale marito dovesse essere di bell’aspetto, colto, sistemato economicamente e soprattutto diplomato, pensava magari un ragioniere, un geometra, un impiegato di concetto.

Tutte le mattine il filobus numero tre faceva una sosta imprevista davanti al cimitero, il conducente si fermava apposta per far salire Ninetta, unica passeggera a quell’ora, e la lasciava scendere davanti alla scuola; la mamma ci teneva che la figliola studiasse e magari prendesse un diploma.

Di chi si innamorerà Ninetta?

  • Del figlio di un impresario di pompe funebri che la corteggia? (0%)
    0
  • della statua di un giovane soldato? (67%)
    67
  • Di un misterioso uomo che si reca a pregare sulla tomba di una bambina? (33%)
    33
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168 Commenti

  • Complimenti all’autrice! La parte finale del racconto, mi ha fatto riflettere molto sul tempo e sugli universi infiniti e paralleli,argomento che mi ha sempre affascinato. È stata una sorpresa e ho letto questo decimo episodio tutto” d’un fiato” per poi tornare indietro e ” viverlo” parola per parola! Grazie per aver arricchito la mia conoscenza !

  • Ciao, Anna.
    Degno finale per una bella storia. Una storia sognante e delicata, una storia ricca di significato e allo stesso tempo leggera per la scorrevolezza del testo. Complimenti, mi hai regalato delle belle sensazioni, hai saputo coinvolgermi nel racconto senza risultare invadente. Mi piacciono queste storie, mi piace l’idea delle infinite possibilità, spero che vorrai deliziarci presto con un altro racconto.
    Per il momento ti auguro Buona Pasqua e ti saluto.

    Alla prossima!

  • Buonasera Anna!
    Bellissimo finale sulla possibilità e sull’onere di scegliere, sui mondi che la nostra scelta ci dischiude. È stato bello seguire l’evoluzione di Ninetta, sono arrivato dove non credevo di arrivare; viaggio speciale, come tutti quelli accompagnati da una “voce” narrante come la sua.
    Complimenti, ed a presto!

  • Rieccomi, Anna.
    Che bel finale: aperto… a infiniti mondi, a infinite possibilità.
    Interi universi dipendono da una nostra scelta: ho sempre pensato qualcosa di simile, e tu l’hai scritto in modo – consentimi – poetico e lineare, con pochi accenni e pennellate sapienti l’hai reso coerente col pensiero scientifico.
    Brava! Una bella storia, molto originale e scritta molto bene.

    Ciao, ci rileggeremo, prima o poi. Nel frattempo, ti auguro di… vivere nella realtà che hai scelto 😉

  • Ciao, bellissimo capitolo che mi ha riportato al finale del mio “tracce di noi” : gli universi paralleli esistono e sono permeabili ai sogni, agli amori e indifferenti al corso del tempo. Siamo dunque in perfetta sintonia. Tu sei stata brava davvero a esprimere questa realtà indimostrabile dell’universo. Grazie 🙋🌻

    • Scusa Louise, ma non condivido la tua opinione, per carità, del tutto legittima.
      Cosa c’è di triste nella realizzazione di un sogno; Ninetta non la vedo come una vecchia, ma più come una bambina dietro un aquilone; lei non vuole scendere dalla giostra, vuole fare un altro giro e sceglie di farlo. Intrepida Ninetta, guarda oltre l’orizzonte, ha fede.
      Grazie, per gli apprezzamenti e ti auguro una Buona Pasqua ,per quanto ci è concesso dalle circostanze. A presto.

  • Ciao Anna,

    Mi piace la Ninetta sognatrice indomita, forse perché mi ci ritrovo.
    Speravo in un po’ più di buona sorte per il povero Cosimo la cui unica colpa è quella di essersi innamorato non di qualcuno, ma di qualcosa che forse non è reale, un po’ come accade a Ninetta del resto. Io ho scelto “un segno dalle stelle” perché, qualsiasi cosa possa accadere, sarebbe comunque per lei un segno divino.
    Sempre piacevole e scorrevole la scrittura. A presto

  • “ Non sentirete caldo, la macchina ha l’aria condizionata, per la comodità dei clienti papà non bada a spese.”
    Avrei voluto scriverla io…
    Buongiorno Anna!
    Voto per il sogno, per Ninetta che non si accontenta. Come sempre episodio ben condotto, con mano davvero sicura; inoltre abbiamo collocato geograficamente la storia, cosa che non ricordo fosse già successo. Vediamo ora l’evento che sconvolge tutto.
    A presto!!

  • Ciao, Anna.
    Sei riuscita a trasmettere le emozioni dei protagonisti di questo episodio con forza e semplicità allo stesso tempo. Ho trovato fastidioso Cosimo, insistente. Ninetta, innamorata di un sogno, continua a vivere le sue emozioni segrete sotto gli occhi straniti della madre che non capisce cosa stia succedendo.
    Brava.
    Per il finale voto il sogno che si realizza, anche se potrebbe portare a un evento tragico… non so, lo scoprirò leggendoti.

    Alla prossima!

  • Rieccomi, Anna. Ho votato perché Ninetta cerchi il responso della terza carta, non so, mi pare coerente col personaggio… anche se, ti confesso, la madre adottiva e il padre mi hanno pienamente convinto 😂: bei dialoghi, molto ben scritti e molto aderenti all’atmosfera che permea tutto il racconto, un’atmosfera che ha il sapore delle fiabe popolari.
    Tra l’altro, i capitoli scorrono così bene che ho avuto l’impressione che fossero cortissimi!
    Insomma, brava!
    Ciao, ti auguro un buon weekend

  • Ciao Anna,

    come promesso ho letto il tuo racconto che mi è piaciuto per l’idea originale e l’attrazione verso il mistero e quelle anime scomparse troppo presto che ci incuriosiscono e spaventano al tempo stesso.
    La lettura è scorrevole e tiene l’attenzione.
    Io ho scelto la seconda opzione e cioè spero che Ninetta volgerà la sua attenzione a Cosimo perché nel tempo ho imparato ad essere pratica, ma questo è un racconto, per cui sarebbe bello anche che un misterioso sosia del suo amato oppure un avo arrivi per renderla felice

  • Ciao, Anna.
    Non è mai facile raccontare i sentimenti, tu lo hai fatto molto bene, complimenti. La povera Ninetta si è vista arrivare addosso una valanga di emozioni e la sua vita, che lo voglia o meno, un po’ dovrà cambiare. Pensavo che la rivelazione riguardasse il bel soldato morto e invece…
    Sono curiosa di sapere come andrà a finire questa storia, ormai manca poco. Voto il responso della terza carta.

    Alla prossima!

  • Buonasera Anna!
    Magnifico episodio, lacerante per la tristezza eppure pieno di speranza per le scelte che i genitori hanno preso per Ninetta. Bravissima! Come frase scelgo “i miei abiti neri e il foulard che mi copriva i capelli erano come un’armatura che mi difendeva dal desiderio di tornare a ridere”, per il senso di colpa che vivono i superstiti, e che lei ha descritto con mirabile efficacia. Scelgo la carta, attraverso la quale forse passa la rinascita di questa famiglia.
    A presto!

  • Ciao, c’è una forte presenza della morte qui, morte che toglie senza pietà alcuna e poi c’è chi è disposto a tutto per dare un senso a tre vite che si consumano; è tutto enormemente triste e, a me nemmeno rasserena il finale in cui si confessa tutto: lui che adotta una moglie che adotta una figlia che adotta un uomo che non c’è più… è un macabro gioco al massacro che ispira pietà e compassione e mi auguro che tu voglia dare un sorriso a questa gente. Allora se la morte si è presa il suo, i morti, ora, se ti va, diamo alla vita quello che le spetta: Ninetta che sorride e guarda avanti. Ciao, bravissima!

  • Mi sembra interessante chiedere alla carta. Ciao Anna Genna, mi è piaciuto molto il modo in cui hai raccontato la rivelazione e il dolore dei genitori, la sensazione della mancanza, gli anni pesanti come un secolo, e anche il loro modo di far capire alla figlia “i morti alla morte”, per una rinascita. Brava, aspetto il seguito.

  • Buongiorno Anna
    Mi è piaciuto molto questo episodio. Dietro la scrittura scorrevole c’è la tua bella sensibilità empatica.
    Segnalo solo a titolo di esempio: “Tu sei mia figlia, non per un evento naturale, ma per quella magia che il tepore e l’odore di un neonato fa diventare madre chi, per sua natura, lo è già senza saperlo.”.
    Brava
    Terza carta

  • Immagino che la protagonista non abbandonerà mai il suo amore! Qualsiasi cosa i genitori le sveleranno. Tornerà ancora e ancora a trovare il suo ragazzo inesistente! L’amore a volte riesce a fare ciò che l’uomo con sforzi immani non può rendere realizzabile! L’amore può, Ninetta riuscirà a trovare il ragazzo che ama più di chiunque?

  • Ciao Anna Genna. Bel capitolo, mi è piaciuta in particolare la parte iniziale sui fiori e le festività, tra l’altro mi hai fatto scoprire le fresie, grazie :). Ho scelto la storia antica: ho pensato che una rivelazione l’avrebbe detta già con foga mentre se la fa ritornare a casa con calma è per raccontare qualcosa di antico che può poi essere a sua volta una rivelazione. Al prossimo.

  • Buongiorno Anna!
    Scelgo la decisione di cambiare lavoro, immaginando la loro preoccupazione per i comportamenti di Ninetta. La storia si dipana triste, e spero anch’io per Ninetta ci sia una svolta. Le descrizioni dei luoghi, delle sensazioni della ragazza e della madre, il clima di “mondo sospeso” della famiglia sono rese davvero bene; la sua scrittura mi accompagna con piacere fino in fondo alla pagina. Apprezzo questo aspetto sin dalle prime battute del “Dottore Puleo”. Brava!
    Alla prossima!

  • Ciao, questa overdose di malinconico raccoglimento, di sogni esausti irrealizzabili mi fa sperare che ci sia per Ninetta un futuro lontano da lì. Fare il custode al cimitero puro essere un mestiere ma non uno stile di vita da imporre a una famiglia più o meno consapevole. Mi auguro che tu voglia dare una chance di vita terrena e non solo ideale alla ragazza. Grazie, buon lavoro, brava.🙋🌻

  • Ciao, Anna.
    È un po’ corto questo capitolo… come mai? È come se ti fossero mancate le idee per portarlo avanti; infatti ho notato parole di riempimento come quelle usate per descrivere l’atteggiamento della mamma che indossa un piumino per seguirla, cosa trascurabile: bastava l’aver fatto raccontato del grembiule e degli stivali; forse sbaglio, ma mi è parso strano.
    Comunque bello anche questo capitolo e delicato come sempre.
    Ti segnalo un accento mancante nella frase: “quando senti il cigolio leggero” e ti consiglio di usare l’accento anche sulla E maiuscola anziché l’apostrofo, io la faccio con ALT+212, provaci. 😉
    Voto per la rivelazione sorprendente e aspetto il nuovo capitolo.

    Alla prossima!

    • Un po’ corto è vero, ma purtroppo non potevo dare il via ad una svolta, le cinque mila battute non mi sarebbero bastate. Grazie per il prezioso consiglio sulla E accentata, me lo scrivo se no lo dimentico.
      Non finirò di ringraziarti per la segnalazione delle mie sviste; temo che non imparerò mai ad essere più attenta: forse è troppo tardi.

  • Quel “qualcosa da dirti” fa pensare… sorprendente rivelazione o antica storia? Sono entrambe molto interessanti, antica storia andrebbe bene per l’enigma che ammanta ancora tutto… però siamo già al settimo capitolo e tra tre bisogna terminare, quindi, vado per il colpo di scena e la sorprendente rivelazione!

  • Non mi è piaciuto come l’ha presa il ragazzo morto in mare! Non sa quante speranze, quante pene, non conosce l’ansia delle lunghe notti in attesa che lui arrivasse. La sua amata non aspettava altro che le notti! Il lume accesso per poterlo vedere tornare! Questo per anni e anni finché i suoi capelli sì sono incanutiti.

  • Ho letto tutto d’un fiato i primi sei episodi, immersa nelle atmosfere romanticamente tristi degli amori negati e di quelli impossibili…
    Spero che la madre di Ninetta la segua nelle sue passeggiate misteriose, che osservandola senza essere vista ricordi i giorni lontani in cui anche lei aveva affidato al vento il suo cuore, di quando il petto le batteva forte per la presenza di un Amore tanto vividamente immaginato da essere più vero della fame o della sete.
    Allora, solo allora, si riconoscerà in quella ragazza che le somigliava più di quanto avrebbe mai immaginato, e con la tenerezza e la gratitudine di una Madre, la prenderà per mano e le mostrerà con dolcezza quanto il mondo reale possa essere all’altezza delle più affascinanti fantasie, se solo si ha il coraggio di esserne protagonisti.
    Forse anche Cosimo potrebbe essere interessante se solo Ninetta lo vedesse davvero…

  • Rieccomi, Ninetta. Ho votato per la mamma “organizzatrice di eventi” 😀
    Continuano a piacermi le atmosfere che riesci a creare, il monologo dell’innamorato, poi, fa il paio con quello dell’innamorata, molto bello, poetico, suggestivo.
    Bellissimo poi il rovello di Ninetta per l’interpretazione dei Tarocchi che si risolve con la vincita al lotto della mamma, ti lascia un po’ spaesato, come quando punti il binocolo verso l’orizzonte per scoprire chissà cosa, poi scopri che lo strano mostro che stai inquadrando è una mosca sul vetro della camera 😂 Ti strappa un sorriso, e contribuisce a creare un’atmosfera a metà tra il fantastico e la vita di tutti i giorni.
    Brava!
    Ciao, ti auguro una favolosa settimana ventura

  • Ciao Anna Genna, complimenti per la scrittura, la trovo adatta al genere, inoltre il cimitero mi piace molto nonostante la malinconia che mi mette. Sembra bello pure il fantasma :), hai fatto bene a raffigurarlo come una persona vera. Per il seguito ero indecisa se farle seguire la figlia (mi sembra una madre curiosa), ma ho votato l’evento perché credo possa dare più facilmente una svolta al racconto.

  • Ciao, certo che una ragazza che va al cimitero, incontra un fantasma e recupera il buon umore è davvero una novità assoluta. Il tuo episodio poi, nella parte iniziale è decisamente agghiacciante, mette i brividi. Poi la ragazza e il suo sentimento ingentiliscono l’atmosfera ( ma l’impressione di sua madre è assolutamente condivisibile). Brrr… brava Anna Ciaooo.

    • Ninetta ama un giovane morto da decenni, vive le sue giornate all’interno delle mura di un cimitero fin da bambina, gioca con piccoli defunti, ascolta strane storie da donne misteriose, ha fede nei tarocchi.
      Perché ti stranizza che un fantasma con le sue parole possa influenzare il suo stato d’animo che io stessa definisco estatico/onirico?.
      Grazie e ciao anche da parte mia.

  • ciao, son d’accordo co te e con Ninetta nel ritenere i numeri solo una “dritta” da giocare al lotto. C’è nella mente di lei un’aspirazione, un sogno d’eternità che va ben oltre. Ti confesso che sembra di leggere un classico ottocentesco, molto romantico, anche nel linguaggio “Ti prenderai un malanno…”
    chi lo dice più. Molto bella la personalizzazione del mare che apprezzo e condivido, anche io spesso come molti lo considero una cosa viva, addirittura senziente. Brava al prossimo, ti seguo e voto coppia sposata solo per diversificare un po’ ciao….

  • Buonasera Anna!
    Le atmosfere sono sempre più rarefatte, e Ninetta sempre più sola ed imperscrutabile ai suoi. E’ una storia magica, sperando che non sia questo un termine tropo banale; un aggettivo che riferirei proprio alla protagonista.
    Davvero la sta portando avanti con una scrittura molto delicata, che ritrovo un po’ ovunque nell’episodio. Bello davvero.
    Scelgo il fantasma, mi sembra addirittura logico per Ninetta.
    buonasera!

    • Ciao Red Dragon,
      la trovata della vincita al lotto aveva proprio lo scopo di alleggerire un po’ l’atmosfera melanconico/sentimentale dei capitoli precedenti. Facendo salvi tutti i sentimenti e le emozioni della nostra piccola Ninetta, ho voluto fare un salto nella realtà, dove oltre all’amore c’è anche altro non meno determinante nella vita quotidiana. contenta d’averti fatto sorridere.

  • ciao anna, la storia si fa misteriosa, magica, fantasy chiamala come vuoi. Io resto sul tuo approccio gentile alla prosa che mi fa riposare e quando leggo “abatjour”, una parola che ormai non scrive più nessuno quasi mi commuovo. Tra i tanti mostri che infestano la letteratura ben venga una piccola luce sul comodino ad illuminare un volto prima di dormire. Tarocchi o no, viva la magia delle atmosfere un poco retrò e ben venga anche la vincita al lotto (naturalmente!).

  • Che amore travolgente, un amore che non finirà mai. Un amore che rimarrà nel cuore della donna così come l’ha vissuto da ragazza. Quell’amore che ti travolge e ti sconvolge, quell’amore che ti fa palpitare, ti fa sognare che tutto ciò durerà per sempre. Quell’amore : baciato dalla fortuna chi l’ha vissuto, perché succede una volta e una sola nella vita. Anna grazie per avermi fatto rivivere per un attimo quell’amore! Io una delle fortunate l’ho vissuto! Continua a farmi sognare , grazie!

  • Rieccomi, anna. Ero indeciso tra “appeso” e “stelle”, alla fine ho votato “appeso”:
    Belli, misteriosi e poetici, questi due capitoli. Scritti, per quanto vale il mio umile parere, molto bene.
    Efficace la descrizione, della vecchia, efficaci le atmosfere (i cipressi, la pioggia, la candela sul bastione), molto ben fatto davvero. Hai drappeggiato un contesto direi quasi favolistico, o forse onirico, sicuramente fantastico, e in questo ambiente si colloca bene il monologo molto poetico (e bello) della vecchia, che in altre situazioni sarebbe risultato un po’ forzato.
    Trovo anche molto interessante che tu sia riuscita a creare questa atmosfera “magica” senza (ancora?) introdurre alcun elemento fantastico: c’è una ragazza romantica innamorata di un “fantasma”, c’è una donna che ha donato la sua vita a un altro fantasma, ma i fantasmi non ci sono!
    Bello. Brava!

    Ciao, ti auguro un’ottima giornata. Di sole, magari (qui purtroppo piove 🙁 )

  • Non mi intendo di tarocchi, ma mi pare che la Morte non sia simbolo di dipartita prematura, piuttosto di cambiamento; perciò, scelgo quella.
    Ciao, Ninetta.
    Molto bello davvero questo capitolo, intenso e pregno di significato.
    Una frase su tutte (ma ce ne sono molte altre) che mi ha colpito: “ sguardo appeso all’orizzonte in cerca d’un bagliore minimo, presagio di un ritorno.”
    Mi ricorda lo stile di DeGiovanni usato per le storie del commissario Ricciardi. Lo hai mai letto?

    Benissimo, continua così.

    Alla prossima!

    • No, non l’ho ancora letto, ma lo farò. Davvero non hai trovato errori o imperfezioni stavolta? Sai ci sto molto attenta anche se la precisione non è il mio forte. Rileggo più di una volta e grazie a te miglioro.
      i tarocchi possono essere interpretati in molti modi, ciò mi darà modo di trovare mille possibili evoluzioni nella storia, qualunque sarà l’opzione vincente. Davvero contenta che il capitolo ti sia piaciuto. Ciao a presto
      Aspetto il nuovo capitolo del tuo racconto.

  • Praticamente le ha detto che sta buttando via la sua vita per un amore impossibile, come lei ha fatto. Sia la morte che l’appeso non mi sembrano “sorridenti”, proviamo le stelle 🙂

    Ciao! Arrivo a leggere la tua storia solo ora, ma in tempo per giocare. Lo stile è molto particolare ed evocativo. Trovo malinconico il racconto, ma forse è solo l’impressione dovuta all’ambientazione. Vediamo cosa ci riservano i prossimi capitoli 🙂

    Ciao 🙂

  • Ho letto i capitoli tutti di seguito e subito ti faccio i miei complimenti per il modo che hai di evocare atmosfere romantiche molto coinvolgenti.
    Hai scelto un tema e una trama difficile da sostenere perché la morte è la morte e la malinconia, l’abbandono, il sogno quando è triste non ripagano abbastanza. Non ti do consigli ma trattami bene questa Ninetta e falla ridere ogni tanto. ciaooo 🙂

  • Ciao, Anna.
    Ho votato per il racconto della vecchia, l’introduzione ai personaggi è ormai fatta e non resta che far partire la storia vera e propria.
    Molto delicato e sognante anche questo episodio, mi piacciono molto le tue descrizioni. Per la frase: “ il riflesso dorato che i lampioni rubavano alle pozzanghere…” io avrei scritto il contrario e cioè: le pozzanghere rubavano la luce ai lampioni, ma il racconto è tuo 🙂 e decidi tu.
    Bene, avanti allora.

    Alla prossima!

  • Buonasera Anna!
    Ho trovato assai pregevoli le descrizioni che aprono il racconto. Come anche nel “Dottore Puleo”, è facile “vedere” dal vivo le scene. Complimenti!
    L’atmosfera è rarefatta, delicata e “sospesa”. Bisogna ascoltare la storia della vecchia dall’espressione di marionetta. Prosegue bene!
    Alla prossima!

  • Rieccomi, anna genna. Ho votato per la vecchia, mi sembra l’opzione con più possibilità di sviluppo.
    Che storia particolare, mi ha ricordato le atmosfere di certa letteratura latino-americana, questo intreccio di vivi, morti, fantasmi, sognati o reali non importa, perché è reale la loro influenza sui vivi…
    Bello e interessante. Se non l’avesse già fatto keziarica, probabilmente ti avrei fatto notare le imperfezioni nella punteggiatura e i refusi nel primo capitolo. O forse no, forse non avrei scritto nulla, perché in questo secondo capitolo non ce n’è traccia, segno che hai preso molto sul serio il consiglio.
    Brava!
    Ciao, augurarti un buon fine settimana sarebbe poco, perché tra poche ore è finito, quindi ti auguro un’ottima (prossima) settimana 😂

  • È strano, ma mi ricorda un esperienza vissuta da giovane. Andavo al cimitero quasi giornalmente e nel viale centrale c’ era la tomba di un giovane soldato morto in guerra. Mai una volta sono passata avanti senza lasciargli un fiore. Brava! Sei riuscita a coinvolgermi una volta di più!

  • Senza ombra di dubbio: seguirà i consigli di una vecchia misteriosa!
    Ciao, Anna.
    Molto bello questo secondo capitolo, ho ritrovato la pacifica indolenza dei pomeriggi assolati che solo una visita al camposanto sa dare. Brava. Molto delicato il racconto dei momenti con l’amato (anche se inanimato), mi piace sempre di più. Aspetto il terzo.

    Alla prossima!

  • Ciao, Anna e benvenuta!
    Sono passata a rendere la cortesia e ho trovato un incipit molto interessante. Mi piacciono le storie ambientate nei cimiteri; forse perché a me il camposanto trasmette molta pace. Hai uno stile semplice ed efficace, senza troppi fronzoli e al tempo stesso poetico, mi piace.
    Ti segnalo qualche refuso qua e là: “offri loro” manca l’accento sulla “i”; ““ Giriamolo di lato.”. il costo di un’altra bara” dopo il punto a chiusura del dialogo è rimasto il minuscolo.
    Poi c’è una virgola che io non avrei messo nella frase: “ma l’impresario delle pompe funebri, li convinse”. Ma qui su TI è risaputo della mia inimicizia con la punteggiatura; quindi, potrei sbagliarmi 😉 poi leggo che sei insegnante… non tirarmi le orecchie! 🙂
    Detto questo, scelgo l’opzione che vede la cara Ninetta innamorata della statua di un soldato, mi pare uno sviluppo consono al tuo racconto e poi perché, in un mio vecchio racconto, la statua l’ho usata anche io 😉

    Brava, ti seguo.

    Alla prossima!

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