Ninetta

Dove eravamo rimasti?

Magiche carte i Tarocchi svelano l’arcano, indicano la strada, suggeriscono una scelta. Quale carta sceglierà Ninetta? le stelle (64%)

LE STELLE

Lasciò la cappella confusa, turbata, ma prima si era avvicinata all’altare.

Le tre carte erano lì, mostravano il dorso, le figure erano nascoste. Allungò la mano per girarle; il bagliore livido d’un lampo e il rotolare minaccioso del tuono la scossero. Il temporale atteso e temuto si era rovesciato sul selciato. “Più tardi, si disse, a casa.” prese le carte e le nascose sotto la mantellina cerata.

Si avviò sotto una pioggia battente, tirandosi su il cappuccio impermeabile. Le tre carte strette nella sua mano le sembrò pulsassero d’un battito regolare, quasi vivessero di vita propria. O era il suo cuore che, avanzando i passi correva, nell’ansia di svelare le figure nascoste?

Sua madre, davanti al cancello di casa, l’attendeva sotto un ombrello rabberciato: “Sei impazzita? Dove sei stata? Sei tutta bagnata, prenderai un malanno.”.

Il pomeriggio trascorse lentissimo per Ninetta: le solite cose, la lettura, per finta, del libro di Storia, per non far conversazione, la cena veloce e poi la tivù; sempre con gli occhi rivolti alla porta della sua camera e la mente persa dietro agli eventi del giorno.

Poi si ritirò nella sua stanza e attese che la madre, come al solito, le augurasse la buonanotte. Rimase in ascolto e, quando nella casa scese il silenzio, accese l’abatjour sul comodino e tirò fuori le carte da sotto il cuscino.

Con una mano sul cuore a frenarne il battito, le dispose, una ad una, sulla coperta, erano splendide e terribili nel loro messaggio arcano: le Stelle, l’Appeso e la Morte. Rivolse subito l’attenzione su quella che le sembrò meno minacciosa: un cielo di stelle era più rassicurante rispetto all’inquietante Appeso, e all’orrenda Morte. Prese, quindi ad analizzare la carta tralasciando per ora le altre; più tardi, si disse, le avrebbe guardate.

Al centro della carta era raffigurata una fanciulla nuda; Ninetta pensò che la potesse raffigurare, anche se questa aveva lunghi capelli biondi, mentre i suoi erano scuri e ondulati. Ai suoi piedi scorreva un ruscello e dietro di lei, il paesaggio era sereno, verde l’erba, rivestiti di foglie i due alberi ai lati. Su uno di essi, a sinistra, era posato un grande uccello con le ali spiegate, pronto a spiccare il volo verso un cielo luminoso, chiaro, nel quale brillavano grandi stelle, ma una di esse, posta al centro era molto più grande e luminosa delle altre. Ma cosa faceva la fanciulla inginocchiata sulla riva del ruscello? Vuotava nell’acqua una brocca, mentre con l’altra mano, da una seconda brocca identica alla prima innaffiava la terra sull’argine. Il suo viso era inespressivo, quasi a celare il senso di quel gesto.

Ognuna delle carte portava un numero in cifre romane: XII, XIII e XVII. Senza far rumore nascose le carte tra le pagine di un vocabolario e trascrisse i tre numeri, dodici tredici e diciassette sul retro della copertina del libro di Storia. Le bastava questo per indagare sul significato di quei tarocchi senza destare sospetti in casa.

Nei giorni seguenti si recò in biblioteca; consultò libri esoterici e di cartomanzia; scoprì che l’ibis, pronto a spiccare il volo rappresentava l’anima, che l’acqua limpida del ruscello era l’innocenza e quella versata sulla terra era acqua che si sporcava, necessaria, però per farla fertile, ma il senso completo del messaggio le restava oscuro, nebbioso. Perché si sa, ogni carta dei Tarocchi va interpretata in relazione ad altre carte che l’accompagnano, da sola svela ben poco e in modo vago.

Un sabato sera, Ninetta si stupì nel vedere la madre distratta, ansiosa; non era solita, lei, lasciare la sua compostezza e pragmaticità, fino a far attaccare alla pentola lo spezzatino per la cena e, quando alla tivù furono comunicati i numeri vincenti del lotto, si pietrificò davanti allo schermo e lanciò un gridolino acuto. Si volsero verso di lei Ninetta e il padre, vedendola saltellare intorno al tavolo di cucina: “Ho vinto! Lo sapevo. Quei numeri erano magici sono usciti tutti!”.

Allibito l’uomo le chiese: “Quali numeri hai giocato?”.

“Quelli di Ninetta.”rispose.

“Che???”. La ragazza quasi si strozzò per la sorpresa.

“Sì, quelli scritti dietro la copertina del tuo libro di Storia.”. E mentre marito e moglie si affannavano a scoprire quale fosse l’ammontare della vincita. Ninetta fu presa da una risata isterica che la lasciò con le lacrime agli occhi. Le carte, che non avevano rivelato a lei il loro significato, erano riuscite a far felice sua madre.

 Per caso?

Si ritirò tardi nella sua camera, non accese la luce; si avvicinò alla finestra e scostò la tenda. Guardò fuori e si chiese se non fosse tutto un imbroglio la storia delle carte, se la donna che gliele aveva date non fosse solo una povera mentecatta persa nel vuoto di sogni mai fatti.

Allora alzò gli occhi al cielo, era scuro e punteggiato di stelle. A sinistra della costellazione di Orione, individuò Sirio, la stella più luminosa del cielo e, mentre una tristezza ovattata e scura le calava in cuore, Sirio, la scintillante, brillò più intensa che mai. Poi Ninetta dormì.

Chi aiuterà Ninetta s svelare il senso delle tre carte?

  • un fantasma (60%)
    60
  • una coppia sposata (30%)
    30
  • la zia (10%)
    10
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92 Commenti

  • Non mi è piaciuto come l’ha presa il ragazzo morto in mare! Non sa quante speranze, quante pene, non conosce l’ansia delle lunghe notti in attesa che lui arrivasse. La sua amata non aspettava altro che le notti! Il lume accesso per poterlo vedere tornare! Questo per anni e anni finché i suoi capelli sì sono incanutiti.

    • Ciao Loredana,
      il tuo è un punto di vista personale e può essere condivisibile anche se opinabile,
      Lui non ha perso la speranza, mai. La bellezza il tempo la dà e il tempo se la riprende.
      La donna ha creduto che solo la bellezza meritasse l’amore, non sempre è così.

  • Ho letto tutto d’un fiato i primi sei episodi, immersa nelle atmosfere romanticamente tristi degli amori negati e di quelli impossibili…
    Spero che la madre di Ninetta la segua nelle sue passeggiate misteriose, che osservandola senza essere vista ricordi i giorni lontani in cui anche lei aveva affidato al vento il suo cuore, di quando il petto le batteva forte per la presenza di un Amore tanto vividamente immaginato da essere più vero della fame o della sete.
    Allora, solo allora, si riconoscerà in quella ragazza che le somigliava più di quanto avrebbe mai immaginato, e con la tenerezza e la gratitudine di una Madre, la prenderà per mano e le mostrerà con dolcezza quanto il mondo reale possa essere all’altezza delle più affascinanti fantasie, se solo si ha il coraggio di esserne protagonisti.
    Forse anche Cosimo potrebbe essere interessante se solo Ninetta lo vedesse davvero…

  • Rieccomi, Ninetta. Ho votato per la mamma “organizzatrice di eventi” 😀
    Continuano a piacermi le atmosfere che riesci a creare, il monologo dell’innamorato, poi, fa il paio con quello dell’innamorata, molto bello, poetico, suggestivo.
    Bellissimo poi il rovello di Ninetta per l’interpretazione dei Tarocchi che si risolve con la vincita al lotto della mamma, ti lascia un po’ spaesato, come quando punti il binocolo verso l’orizzonte per scoprire chissà cosa, poi scopri che lo strano mostro che stai inquadrando è una mosca sul vetro della camera 😂 Ti strappa un sorriso, e contribuisce a creare un’atmosfera a metà tra il fantastico e la vita di tutti i giorni.
    Brava!
    Ciao, ti auguro una favolosa settimana ventura

    • Grazie per l’augurio, Erri. ti ritrovo con molto piacere tra i miei lettori. Sentivo il bisogno di un tuffo nella realtà e la vincita al lotto è stata una trovata estemporanea, vivificante, anche se, a pensarci bene, possiamo serenamente catalogarla come sogno.,

  • Ciao Anna Genna, complimenti per la scrittura, la trovo adatta al genere, inoltre il cimitero mi piace molto nonostante la malinconia che mi mette. Sembra bello pure il fantasma :), hai fatto bene a raffigurarlo come una persona vera. Per il seguito ero indecisa se farle seguire la figlia (mi sembra una madre curiosa), ma ho votato l’evento perché credo possa dare più facilmente una svolta al racconto.

    • buon giorno, Louise e buona domenica.
      In fondo l’invisibile è il vero protagonista della storia il giovane soldato non parla, non si mostra, se non con venticelli leggeri o cambi li luce. Ti ringrazio per i complimenti e ti assicuro che le sorprese non mancheranno.

  • Ciao, certo che una ragazza che va al cimitero, incontra un fantasma e recupera il buon umore è davvero una novità assoluta. Il tuo episodio poi, nella parte iniziale è decisamente agghiacciante, mette i brividi. Poi la ragazza e il suo sentimento ingentiliscono l’atmosfera ( ma l’impressione di sua madre è assolutamente condivisibile). Brrr… brava Anna Ciaooo.

    • Ninetta ama un giovane morto da decenni, vive le sue giornate all’interno delle mura di un cimitero fin da bambina, gioca con piccoli defunti, ascolta strane storie da donne misteriose, ha fede nei tarocchi.
      Perché ti stranizza che un fantasma con le sue parole possa influenzare il suo stato d’animo che io stessa definisco estatico/onirico?.
      Grazie e ciao anche da parte mia.

  • Da buona mamma alla vecchia maniera che vuol maritate la figlia, organizzerà un evento per avvicinarla a Cosimo.
    Ciao, Anna.
    Che bello questo episodio, mi piacciono queste storie e mi piace il tuo modo di raccontare. Brava!
    Chissà che succederà, sono davvero curiosa 🙂
    Complimenti, stai facendo davvero un ottimo lavoro.

    Alla prossima!

  • ciao, son d’accordo co te e con Ninetta nel ritenere i numeri solo una “dritta” da giocare al lotto. C’è nella mente di lei un’aspirazione, un sogno d’eternità che va ben oltre. Ti confesso che sembra di leggere un classico ottocentesco, molto romantico, anche nel linguaggio “Ti prenderai un malanno…”
    chi lo dice più. Molto bella la personalizzazione del mare che apprezzo e condivido, anche io spesso come molti lo considero una cosa viva, addirittura senziente. Brava al prossimo, ti seguo e voto coppia sposata solo per diversificare un po’ ciao….

    • Hai colto nel segno, Fenderman, Va ben oltre Ninetta.
      Certo il mio stile di scrittura è un po’ retrò; ma sai, mi sono formata con i classici della letteratura e non so uscirne fuori. Mi piace però leggere di tutto e apprezzo i diversi linguaggi, più moderni, sciolti, degli gli scrittori “moderni.”

  • Buonasera Anna!
    Le atmosfere sono sempre più rarefatte, e Ninetta sempre più sola ed imperscrutabile ai suoi. E’ una storia magica, sperando che non sia questo un termine tropo banale; un aggettivo che riferirei proprio alla protagonista.
    Davvero la sta portando avanti con una scrittura molto delicata, che ritrovo un po’ ovunque nell’episodio. Bello davvero.
    Scelgo il fantasma, mi sembra addirittura logico per Ninetta.
    buonasera!

    • Già, una magia che però si rivela una delusione per Ninetta. Infatti che c’entrano i soldi col misterioso messaggio delle tre carte? Forse sarà il fantasma a scioglier l’arcano? Vedremo, ci devo pensare.
      Grazie sempre per la gentile attenzione.

  • Ciao, Anna.
    Il fantasma, ovvio: in un cimitero e in una storia così, per me, non potrebbe essere altrimenti.
    Bello anche questo episodio, forse leggermente affrettate alcune chiuse di scena, ma i caratteri sono pochi e ci sta.
    Bene così.

    Alla prossima!

    • E’ vero Keziarica, le 5000 battute sono limitanti a volte. Per dare un senso compiuto al capitolo ho dovuto lottare, leggere e rileggere, tagliare con disappunto alcune parti. Ma le regole vanno rispettate. Ti aspetto al prossimo capitolo, ancora non so come finirà.

    • Ciao Red Dragon,
      la trovata della vincita al lotto aveva proprio lo scopo di alleggerire un po’ l’atmosfera melanconico/sentimentale dei capitoli precedenti. Facendo salvi tutti i sentimenti e le emozioni della nostra piccola Ninetta, ho voluto fare un salto nella realtà, dove oltre all’amore c’è anche altro non meno determinante nella vita quotidiana. contenta d’averti fatto sorridere.

  • ciao anna, la storia si fa misteriosa, magica, fantasy chiamala come vuoi. Io resto sul tuo approccio gentile alla prosa che mi fa riposare e quando leggo “abatjour”, una parola che ormai non scrive più nessuno quasi mi commuovo. Tra i tanti mostri che infestano la letteratura ben venga una piccola luce sul comodino ad illuminare un volto prima di dormire. Tarocchi o no, viva la magia delle atmosfere un poco retrò e ben venga anche la vincita al lotto (naturalmente!).

  • Che amore travolgente, un amore che non finirà mai. Un amore che rimarrà nel cuore della donna così come l’ha vissuto da ragazza. Quell’amore che ti travolge e ti sconvolge, quell’amore che ti fa palpitare, ti fa sognare che tutto ciò durerà per sempre. Quell’amore : baciato dalla fortuna chi l’ha vissuto, perché succede una volta e una sola nella vita. Anna grazie per avermi fatto rivivere per un attimo quell’amore! Io una delle fortunate l’ho vissuto! Continua a farmi sognare , grazie!

    • ciao Loredana,
      è vero, un amore così, senza se e senza ma si presenta solo una volta nella vita. mi sono a volte chiesta come mai. Forse perché si imprime sulla cera molle di un cuore giovane in modo che altro non possa cancellarlo.

  • Rieccomi, anna. Ero indeciso tra “appeso” e “stelle”, alla fine ho votato “appeso”:
    Belli, misteriosi e poetici, questi due capitoli. Scritti, per quanto vale il mio umile parere, molto bene.
    Efficace la descrizione, della vecchia, efficaci le atmosfere (i cipressi, la pioggia, la candela sul bastione), molto ben fatto davvero. Hai drappeggiato un contesto direi quasi favolistico, o forse onirico, sicuramente fantastico, e in questo ambiente si colloca bene il monologo molto poetico (e bello) della vecchia, che in altre situazioni sarebbe risultato un po’ forzato.
    Trovo anche molto interessante che tu sia riuscita a creare questa atmosfera “magica” senza (ancora?) introdurre alcun elemento fantastico: c’è una ragazza romantica innamorata di un “fantasma”, c’è una donna che ha donato la sua vita a un altro fantasma, ma i fantasmi non ci sono!
    Bello. Brava!

    Ciao, ti auguro un’ottima giornata. Di sole, magari (qui purtroppo piove 🙁 )

    • ciao Erri,
      sono davvero contenta che il capitolo ti sia piaciuto e ti ringrazio per le belle parole.
      No, i fantasmi non esistono. Ma c’è qualcos’altro che si manifesterà alla fine, qualcosa di più potente: la nostra volontà. qui c’è il sole ma non ci farei affidamento.

  • Non mi intendo di tarocchi, ma mi pare che la Morte non sia simbolo di dipartita prematura, piuttosto di cambiamento; perciò, scelgo quella.
    Ciao, Ninetta.
    Molto bello davvero questo capitolo, intenso e pregno di significato.
    Una frase su tutte (ma ce ne sono molte altre) che mi ha colpito: “ sguardo appeso all’orizzonte in cerca d’un bagliore minimo, presagio di un ritorno.”
    Mi ricorda lo stile di DeGiovanni usato per le storie del commissario Ricciardi. Lo hai mai letto?

    Benissimo, continua così.

    Alla prossima!

    • No, non l’ho ancora letto, ma lo farò. Davvero non hai trovato errori o imperfezioni stavolta? Sai ci sto molto attenta anche se la precisione non è il mio forte. Rileggo più di una volta e grazie a te miglioro.
      i tarocchi possono essere interpretati in molti modi, ciò mi darà modo di trovare mille possibili evoluzioni nella storia, qualunque sarà l’opzione vincente. Davvero contenta che il capitolo ti sia piaciuto. Ciao a presto
      Aspetto il nuovo capitolo del tuo racconto.

  • Praticamente le ha detto che sta buttando via la sua vita per un amore impossibile, come lei ha fatto. Sia la morte che l’appeso non mi sembrano “sorridenti”, proviamo le stelle 🙂

    Ciao! Arrivo a leggere la tua storia solo ora, ma in tempo per giocare. Lo stile è molto particolare ed evocativo. Trovo malinconico il racconto, ma forse è solo l’impressione dovuta all’ambientazione. Vediamo cosa ci riservano i prossimi capitoli 🙂

    Ciao 🙂

    • Buongiorno Red Dragon,
      hai ragione, l’ambientazione, almeno in questo capitolo, non invita all’allegria ma evoca emozioni forti e sentimenti struggenti. Vedrai, tra il sorriso e il pianto, riusciremo a non uscirne depressi.

  • Ho letto i capitoli tutti di seguito e subito ti faccio i miei complimenti per il modo che hai di evocare atmosfere romantiche molto coinvolgenti.
    Hai scelto un tema e una trama difficile da sostenere perché la morte è la morte e la malinconia, l’abbandono, il sogno quando è triste non ripagano abbastanza. Non ti do consigli ma trattami bene questa Ninetta e falla ridere ogni tanto. ciaooo 🙂

    • Sai, non sono d’accordo che la morte sia solo morte, a volte è rinascita, è ricominciare, è uscir fuori diversi. Magari pronti a sorridere e a trovare la felicità. Cercherò se possibile di rendere felice la povera Ninetta. Grazie per l’attenzione. Ti auguro una splendida giornata. Qui c’è il sole.

    • Ciao Louise,
      stelle è in questo momento l’opzione più votata, forse quella che prospetta evoluzioni positive.
      I Tarocchi però, si interpretano e chissà se invece sono le altre due le scelte migliori. Chissà, lo vedremo. Grazie per i complimenti e a presto.

  • Ciao, Anna.
    Ho votato per il racconto della vecchia, l’introduzione ai personaggi è ormai fatta e non resta che far partire la storia vera e propria.
    Molto delicato e sognante anche questo episodio, mi piacciono molto le tue descrizioni. Per la frase: “ il riflesso dorato che i lampioni rubavano alle pozzanghere…” io avrei scritto il contrario e cioè: le pozzanghere rubavano la luce ai lampioni, ma il racconto è tuo 🙂 e decidi tu.
    Bene, avanti allora.

    Alla prossima!

  • Buonasera Anna!
    Ho trovato assai pregevoli le descrizioni che aprono il racconto. Come anche nel “Dottore Puleo”, è facile “vedere” dal vivo le scene. Complimenti!
    L’atmosfera è rarefatta, delicata e “sospesa”. Bisogna ascoltare la storia della vecchia dall’espressione di marionetta. Prosegue bene!
    Alla prossima!

    • Buon giorno Louise,
      un po’ di pazienza, la storia rimasta in sospeso sarà, mi auguro, interessante, ma non posso anticipare niente. in realtà la sto inventando un po’ alla volta. Comunque la tua scelta mi è stata gradita. A presto.

  • Rieccomi, anna genna. Ho votato per la vecchia, mi sembra l’opzione con più possibilità di sviluppo.
    Che storia particolare, mi ha ricordato le atmosfere di certa letteratura latino-americana, questo intreccio di vivi, morti, fantasmi, sognati o reali non importa, perché è reale la loro influenza sui vivi…
    Bello e interessante. Se non l’avesse già fatto keziarica, probabilmente ti avrei fatto notare le imperfezioni nella punteggiatura e i refusi nel primo capitolo. O forse no, forse non avrei scritto nulla, perché in questo secondo capitolo non ce n’è traccia, segno che hai preso molto sul serio il consiglio.
    Brava!
    Ciao, augurarti un buon fine settimana sarebbe poco, perché tra poche ore è finito, quindi ti auguro un’ottima (prossima) settimana 😂

    • Ciao Erri,
      grazie per la visita. Sì, prendo sul serio le vostre osservazioni e ne traggo beneficio, visto che, malgrado la mia sbadataggine, sono riuscita nel seguito ad evitare “orrori”.
      La tua scelta è senza dubbio la mia preferita, perciò… avanti con la vecchia misteriosa!
      E a presto.

  • È strano, ma mi ricorda un esperienza vissuta da giovane. Andavo al cimitero quasi giornalmente e nel viale centrale c’ era la tomba di un giovane soldato morto in guerra. Mai una volta sono passata avanti senza lasciargli un fiore. Brava! Sei riuscita a coinvolgermi una volta di più!

    • Ciao Loredana,
      il cimitero è un luogo che suscita sentimenti ed emozioni diversi. Per alcuni è un luogo inquietanti per altri malinconico, per altri ancora serenità. La tua impressione era di pietà.
      Grazie comunque per il “brava”. Seguimi, a presto per il terzo episodio.

  • Senza ombra di dubbio: seguirà i consigli di una vecchia misteriosa!
    Ciao, Anna.
    Molto bello questo secondo capitolo, ho ritrovato la pacifica indolenza dei pomeriggi assolati che solo una visita al camposanto sa dare. Brava. Molto delicato il racconto dei momenti con l’amato (anche se inanimato), mi piace sempre di più. Aspetto il terzo.

    Alla prossima!

    • Buongiorno Silvia,
      sì, ho riletto attentamente il capitolo pubblicato, mi scuso per le disattenzioni e prometto d’essere più attenta nel prossimo. Grazie per il “bravissima” e spero di continuare a meritarlo. Ciao, a presto.

  • Ciao, Anna e benvenuta!
    Sono passata a rendere la cortesia e ho trovato un incipit molto interessante. Mi piacciono le storie ambientate nei cimiteri; forse perché a me il camposanto trasmette molta pace. Hai uno stile semplice ed efficace, senza troppi fronzoli e al tempo stesso poetico, mi piace.
    Ti segnalo qualche refuso qua e là: “offri loro” manca l’accento sulla “i”; ““ Giriamolo di lato.”. il costo di un’altra bara” dopo il punto a chiusura del dialogo è rimasto il minuscolo.
    Poi c’è una virgola che io non avrei messo nella frase: “ma l’impresario delle pompe funebri, li convinse”. Ma qui su TI è risaputo della mia inimicizia con la punteggiatura; quindi, potrei sbagliarmi 😉 poi leggo che sei insegnante… non tirarmi le orecchie! 🙂
    Detto questo, scelgo l’opzione che vede la cara Ninetta innamorata della statua di un soldato, mi pare uno sviluppo consono al tuo racconto e poi perché, in un mio vecchio racconto, la statua l’ho usata anche io 😉

    Brava, ti seguo.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      grazie per l’apprezzamento e anche per l’attenzione mostrata nel farmi notare le mie disattenzioni, chiedo scusa. Spero di meritare ancora la tua attenzione e il tuo consenso per il prossimo capitolo.
      A presto.

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