SBarbies: amiche sull’orlo di una crisi di nervi.

Dove eravamo rimasti?

Come affronterà la serata Margherita? Si sentirà sempre sotto attacco e nel mezzo della serata se ne andrà. (67%)

Boom baby.

Margherita rientrò in sala, nessuno si accorse di lei, la piccola Nina aveva l’attenzione di tutte le sue amiche. Si avvicinò al tavolo, prese un bicchiere e si versò del vino. Rimase lì, un po’ in disparte a sorseggiare quel prosecco che sicuramente Manu aveva comprato per fare bella figura con Serena, la finta sommelier, la finta laureanda, la finta sovversiva, la finta lamentona, la finta.

Wow, quel pensiero così cinico e severo su Serena la riempiva di una strana sensazione, quasi un senso di soddisfazione. Per lei la brava dottoressa Margherita, sempre giusta, sempre comprensiva, sempre equilibrata; si era stancata di contenersi, di sentirsi in colpa persino per ciò che pensava. Guardando quelle che dovrebbero essere le sue amiche da quell’angolazione apparivano tutte così stereotipate e vuote.

La povera dolce Rachele, giovane ragazza madre che si deve accollare la fatica di una neonata e che ha dovuto rinunciare alla carriera: che palle, se a 30 anni non sei ancora capace di avere rapporti sessuali protetti, scegli di non abortire, di che ti lamenti adesso?

E poi lei, l’esuberante Noemi, la bocca di rosa 2.0, che con la scusa della sua vocazione artistica, dell’open – mind, dello yoga e di tutte ste stronzate varie non si è ancora capito chi sia e cosa voglia fare nella vita: ad oggi vende magliette da quattro soldi in un negozio arredato di merda e cornifica quel sant’uomo di Ivan con chiunque le racconti quanto è bella.

Ma che voce ha Ottavia? Quella doveva rifarsi e non spendere tutti i soldi dei suoi genitori in quegli zigomi osceni e quelle extension biondo cenere: non c’era bisogno della conferma, si capisce già dalla camminata che sei una povera oca.

E poi loro due, forse le due che in quel momento invidiava di più in assoluto.

Sofia, madre martire che sta crescendo due bambini che presto saranno due di quegli ometti incapaci sempre attaccati alla gonnella di mamma. E poi sta con Marco da quanto? Boh forse dalle medie: se la sarà mai fatta una vera scopata? Che tristezza.

Maestrina delle elementari, fidanzato amorevole, casina di buon gusto, 30 anni appena compiuti: ma perché a te Manuela va sempre tutto bene nella vita? Sarà possibile che non inciampi mai di faccia in una sfiga?

Hanno vite perfette e si continuano a lamentare, cosa vogliono di più dalla vita? Vogliono una carriera da medico con laurea da 110 e lode conseguita soltanto perché vieni da una famiglia di medici e tu non puoi deludere le aspettative della famiglia? Oppure ambiscono un mutuo ventennale su un appartamento in cui il tuo sposo novello ti ha ripetutamente tradita? Chissà come gli piacerebbe non riuscire ad uscire con un ragazzo perché continui ad amare quello schifoso che hai sposato e che nel giro di un anno non ti sopportava già più? Magari desiderano delle amiche del cavolo come loro che sapevano delle storielle di Saverio ma nessuna ha avuto il coraggio di dirmelo in faccia?

“Ohi ci sei?” squilla Ottavia “O pensi di passare tutta la serata nell’angolino della sala?”.

Margherita si risveglia dal suo torpore, senza rispondere si avvicina alle altre sul divano. Guarda nervosa l’orologio, sono le 20.30, spera che la cena arrivi presto, che le altre siano sufficientemente alticce ed egocentriche e tornare a casa il prima possibile.

A distruggere il suo piano perfetto ci pensa subito Sofia che le mette in braccio la piccola Nina continuando a ripeterle con quelle stupide vocine che si fanno ai neonati quanto sia carina quella bambina. Il punto è che Sofia ha ragione, Nina è splendida, è gioiosa, ha appetito, uno sguardo intelligente, delle cosciotte piene ed un profumo che Margherita inspirava ad occhi chiusi come se servisse a trattenerlo con sé: quanto avrebbe voluto avere un bambino, quanto desiderava una famiglia, quanto male le faceva quella bimbetta con il suo sorriso. La passò velocemente  tra le braccia di una delle altre che ambiva a giocare a fare la mammina.

Si alzò, finì il vino e tornò in camera da letto.

In un attimo si ripresentò in sala tutta avvolta nel suo cappotto cammello e con quel ridicolo berretto che mette ogni inverno.

Noemi scoppia in una fragorosa risata “Ma ti sei rimbecillita del tutto? Cosa ci fai così vestita?”

Tutte sorridono alla battuta della Noe, un classico. Lei sta male e nessuna vede il suo dolore, un altro grande classico.

“No Noemi, sono più lucida che mai” risponde secca Margherita “E’ che in questa stanza ci sono una neonata, una zoccola, una depressa cronica, una perbenista, una vittima, un’inconcludente ed una viziata arrogante e per me non c’è più spazio”.

Margherita esce chiudendo la porta alle sue spalle.

In sala cala il silenzio, solo gli occhi si muovono scrutandosi l’un l’altra cercando di capire a chi è toccata l’etichetta peggiore.

Nina emette un versetto, il campanello suona.

Chi c'è al campanello?

  • Il vicino di casa, ha avuto un problema deve togliere elettricità al palazzo. (57%)
    57
  • Il fattorino, finalmente è arrivato il sushi (0%)
    0
  • Margherita, che subito si è pentita e torna per scusarsi (43%)
    43
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23 Commenti

  • Ammetto di aver iniziato a leggere questo racconto con un camion di pregiudizi.
    Amiche a cene wow, che cosa interessante…
    E invece, la cosa mi ha preso, molto. I personaggi sono vivi, e iniziano a delinearsi delle dinamiche interessanti. Chissà che il vicino non abbia avuto modo di incontrare Margherita, mentre lei usciva e lui entrava. Chissà se si sono detti qualcosa.

  • Ciao, Margherita è scoppiata però mi intriga l’idea che sul pianerottolo si sia sentita un verme e abbia sentito il bisogno di scusarsi senza scusarsi davvero, solo per salvare la faccia. Mi piace, brava, un bel quadretto di donne nostrane che offrono spunti di riflessione. Al prossimo ciaooo

  • La tensione tra le amiche si taglia con un coltello, volano frecce velenose da tutte le parti o quasi…
    sì, perché sono dolci i riferimenti alla piccola Nina.
    I bambini, si sa, hanno sempre più ragione degli adulti.
    mi è piaciuta la frase “…un profumo che Margherita inspirava ad occhi chiusi…”, rende bene la sua emozione (assolvo subito Margherita:-) )
    Niente scuse, avanti con il blackout.

  • Ciao, Alice.
    Un episodio bello tosto. Hai tratteggiato bene il carattere di Margherita, il livore nei confronti delle amiche, che giudica con asprezza, ma che invidia profondamente. Forse mancano un paio di virgole, ma sono poca roba. Il capitolo fila liscio e rende bene.
    L’unico neo di questo racconto sta nella scelta del genere, ma capisco che sia difficile da collocare.
    Molto bene.

    Alla prossima!

    p.s. il vicino toglie la luce.

  • Ciao Alice!
    Ho recuperato il secondo episodio con il terzo. La nebbia intorno ai personaggi si sta diradando, Margherita si è caricata secondo dopo secondo, il crescendo l’ha portata ad esplodere, e prova a fare marcia indietro. Voto così, immaginandola scusarsi sfogando la propria frustrazione, magari per impietosire e far digerire il ricordo degli insulti (chissà se capisco qualcosa di psicologia femminile?). Ti segnalo nel secondo episodio l’aggettivo “modesti“ riferito ai genitori: io avrei scritto “di modeste origini“. Opinioni. Il terzo è assai bello, ironico, violento, con espressioni divertenti (bocca di rosa 2.0 :))).
    Ciao!

  • Ciao Alice
    Hai reso molto bene la situazione in cui si trova la neomamma Rachele.
    Margherita se ne andrà…
    intanto, vediamo di sapere qualcosa in più su una delle amiche criticone e, perché no, facciamo che accada qualche imprevisto che renda il loro atteggiamento “acidino” agrodolce o almeno tragicomico.

  • Si sentirà sotto attacco e se ne andrà.
    Ciao, Alice.
    Hai reso bene la situazione di Rachele; per ora il racconto sta prendendo una piega dolce-amara, serve un po’ di verve per un racconto umoristico. 😉
    Gli spunti per sorridere ci sono, vanno un po’ esasperati.

    Alla prossima!

  • ciao Alice,
    ho letto adesso il primo episodio del tuo racconto. Genere Humor? Ancora non ho riso, ma seguirò la tua storia, chissà in seguito…
    A parte qualche disattenzione,(sono la prima a commetterne) mi domando perché quando introduci il discorso diretto non premetti i due punti alle virgolette?
    La povera Rachele è il prototipo della giovane donna un po’ “incasinata”, spero bene per lei.

    • Ciao Anna, in realtà non sarà un racconto che “farà ridere”, ma semplicemente un racconto leggero, con qualche sferzata umoristica. Ho scelto il genere Humor non tanto perchè mi sembrasse giusto ma piuttosto il meno lontano da quanto avessi in mente.
      Sicuramente lo spaccato su Rachele non ha aiutato ma presto tornerà un po’di sarcasmo tra le ragazze!
      Per quanto riguarda i due punti, spesso introduco i discorsi diretti nel mezzo della conversazione, esempio “Hai ragione” continuò Manu. “Dobbiamo andare al mare”. E’ un metodo che vedo spesso usare nei libri e l’ho preso “per buono” senza ricorrere ai due punti di apertura ma ammetto che non ho verificato se è legittimo dal punto di vista grammaticale.
      grazie dello spunto
      Alice

  • Ciao
    mi piace il titolo “Sbarbies…”, che anticipa l’idea di raccontare l’incontro di sette donne “normali”, amiche di vecchia data. In questo primo capitolo un pochino mi sono persa, perché hai introdotto, in un solo colpo, tanti personaggi. Avrei preferito conoscerle un po’ alla volta.
    R. dovrà portare con sé il bambino…

  • Ciao, Alice.
    Benvenuta. un bel racconto allegro serve proprio in questo periodo 🙂
    Mi è piaciuto questo capitolo iniziale, leggero e frizzante al punto giusto. Non sarà facile tenere a bada tutte le ragazze e i personaggi che graviteranno intorno alla storia, anche solo evocati, ma con un po’ di buona volontà… sono d’accordo con Fenderman sul fatto che l’esposizione un po’ rimandi alla sceneggiatura di una commedia (non necessariamente italiana) ma, come lui, confido nel fatto che tu possa trovare la giusta via per rendere la trama godibile anche qui.
    Ho votato per l’arrivo di entrambe con bimbo a seguito. Vediamo come te la cavi 😉

    Alla prossima!

    p.s. ti segnalo un refuso nella Trama: Vino, risate e aneddoti conditi con un buona DOSA di frustrazione.

  • Ciao, ben arrivata. Concordo con MInollo sulla possibilità di sviluppare temi diversi tutti interessanti avendo a disposizione un cast e un ambiente come quello che hai creato.
    La mia personale, problema, perplessità deriva invece proprio dal fatto di leggere quella che sembra la sceneggiatura di un film commedia di quelli all’italiana senza poter godere della vista che aiuta a non confondere i personaggi. Quello che mi auguro è che nei prossimi episodi la confusione nella mia testa sia mitigata dalla tua capacità di dare evidenza ad ognuna delle ragazza così da rendere facile e scorrevole la lettura. In quanto alla scrittura a parte un paio di errori di battitura che tutti facciamo, la trovo giusta e svelta come dev’essere, brava! Ti seguo. Ciao

  • Ciao Alice!
    Ho votato perché arrivino insieme, così le incontriamo! Bene, gli ingredienti ci sono: amiche, quindi gossip, piccole punture di veleno, uomini disastrosi… l’inizio promette bene…
    Mi permetto solo di farti notare all’inizio “aveva ordinato il sushi… sperando non lo conosca”: vedrei meglio “conoscesse”.
    Null’altro. Buona scrittura.
    Ciao!
    c

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