SISTEMA

Le Divinità

« Ed è quindi grazie alle miracolose gesta delle nostre Divinità: il possente Devo, la celestiale Milka, l’integerrimo Afro, l’esuberante Naha, e il solerte Uko, che Intra può continuare la sua florida opera di espansione! » urlò a pieni polmoni il Sacerdote dalla balconata di marmo posta a venti metri dalla base della Torre. Gli inni e le urla gioiose del popolo, raccolto nella piazza sottostante in una massa brulicante, inondarono il cielo, seguite poi da una raffica di applausi.
« Siii! »
« Lunga vita a Sistema e alle Divinità! »
« Viva Sistema !»
« Ed è quindi con grande orgoglio, con speranza, con il fuoco che arde nel cuore pulsante di Sistema, e di tutti noi suoi profeti, dall’alba delle Ere suoi Debitori per la salvezza che ci regalò all’inizio dei tempi », riprese il Sacerdote, « che voglio annunciare al popolo di Intra, che tra qualche ora le Divinità entreranno nel fulcro dell’oscurità, per scongiurare per sempre la minaccia delle Ombre! »
Le urla del popolo divennero un boato assordante. Il Sacerdote, un uomo smunto, con profonde occhiaie violacee sotto agli occhi, rimase ad osservare il popolo, ansimando vistosamente.
Vicino a lui c’erano Afro e Naha, due delle cinque Divinità.
Il Sacerdote, di nome Laudio, si voltò verso di loro.
« Dove diavolo sono finiti gli altri! » sussurrò, con un’espressione allarmata e i denti stretti in un’impazienza che minacciava di trasformarsi in rabbia.
Afro, un uomo alto, biondo e snello, sulla cui armatura il sole scagliava riverberi accecanti, gettò a Laudio un’occhiata distratta, per poi rispondere svogliatamente: « E io che cazzo ne so!?»
Laudio spostò lo sguardo su Naha.
« Tu non sai niente? » le domandò.
La donna fece spallucce:« no».
« Andate a cercare subito quei tre incoscienti, sapevano da giorni di dover presenziare all’annuncio di stamattina! » ordinò il Sacerdote ai preti in fondo alla balconata.
Poi riprese: « Non era mai successo, nella storia di Intra, che le Divinità potessero accedere nel Regno delle Ombre, e questo grazie ai nostri scienziati, che hanno creato un varco dimensionale nelle sale al vertice di Sistema!»
« Scienziati? O maghi? » urlò un uomo tra la folla.
Alcuni lo zittirono, altri acconsentirono: ad Intra ogni tipo di magia era vista con disprezzo e punibile con la prigione.
« No, no maghi! Solo la grande competenza dei nostri illustri studiosi, che da secoli studiano le Ombre, così da poterle sconfiggere per sempre! »
Altre urla, altri applausi.

« Aah, sìì, sìì, così, continua così…»
« Aah, aah…»
La stanza era spaziosa e accogliente, con un grande camino acceso in un angolo che faceva grondare di sudore la schiena muscolosa di un uomo mastodontico che martellava senza sosta una donna stupenda dai lunghissimi capelli color rame.
I suoi seni, tondi e pieni come meloni e leggermente imperlati di sudore, sballottavano a destra e sinistra, mentre lei gemeva di piacere. 
« Non fermarti, ci sono quasi! » annunciò la donna.
La porta si aprì di colpo.
Un ragazzotto spettinato, con indosso una tunica grigia, sostò per qualche secondo sull’entrata, gli occhi sbarrati.
« Che cazzo vuoi, prete!? » gli domandò ansimante l’uomo che, per nulla imbarazzato, continuò a penetrare la donna, che qualche secondo dopo si irritò e sbraitò:« Va via, prete!»
« S-scusatemi, il Sacerdote Laudio vi attende sulla balconata, oggi è il g-giorno del discorso al popolo. »
I due si fermarono, la donna sospirò.
« Ah, già…» disse l’uomo, gli occhi spalmati sulle forme guizzanti e scivolose della donna sdraiata sotto di lui.
« Va bene, va bene », disse lei spazientita, « qualche minuto e arriviamo!»
Titubante, il prete domandò:« sapete per caso dove posso trovare Uko?»
« E secondo te noi sappiamo dove sta quel povero idiota, prete?»
gli ringhiò contro la donna. L’uomo mastodontico, con un sorrisetto beffardo sulla faccia, cominciò a rivestirsi.
« E adesso sparisci! »

« Uno anche a Zaro! » urlò un giovane semi accasciato su un tavolo logoro e pieno zeppo di calici vuoti, tra le risate e gli schiamazzi dei presenti.
« Basta vino, Uko! » lo ammonì Zaro, « sei anche in ritardo per l’annuncio della missione di stanotte!»
« A Uko non importa della missione, a Uko importa del vino! » urlò bonariamente qualcuno, gli altri scoppiarono a ridere.
L’oste, di nome Zaro, un omaccione buono e gentile, l’unico forse ad avere a cuore la salute del giovane, abbassò le sopracciglia in uno sguardo severo e preoccupato:« devi andare, figliolo, quello di stanotte non sarà un gioco».
Uko si voltò goffamente verso gli uomini ubriachi seduti ai tavoli dietro di lui.
« Voi non dovreste essere in piazza piuttosto?» sbiascicò.
« Fanculo le Ombre e fanculo Sistema! Tutti sanno che sono solo dei maledetti corrotti che usano la magia per combattere le Ombre! » urlò un bisonte d’uomo con la barba bisunta.
Il giovane si alzò di scatto dalla sedia.
« Prova a ripeterlo, se hai il coraggio! »
La porta della taverna si aprì, lasciando entrare la luce mattutina in quel tugurio stantio e appiccicoso.
Tutti indirizzarono lo sguardo lì.

Chi è entrato nella taverna?

  • Un tizio sconosciuto (50%)
    50
  • Una ragazza (38%)
    38
  • Il ragazzotto prete (13%)
    13
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