THE CREEPER

FRATTURE

Frank camminava, a passo piuttosto lento, per le stradine di Boston.

Destinazione, casa sua: più precisamente il divano, magari con un buon bicchiere di vino rosso.

Era stata decisamente una serata piacevole, la sua.

Dopo svariati mesi passati a tormentarsi pensando “Perché mai dovrebbe accettare?”, aveva da poco trovato il coraggio di invitare la sua collega Zoe a uscire.

E lei accettò, senza pensarci su.

Lui poi, una volta a tavola e dopo aver rotto il ghiaccio con una chiacchierata, si fece coraggio fino in fondo e le confessò di quanto fosse teso nel chiederle di uscire con lui, di come il suo cuore scalpitasse dietro le costole, e altri piccoli dettagli insignificanti e fondamentali.

E stava ripensando a tutto questo, sorridendo tra sé, quando percepì con la coda dell’occhio un movimento alle sue spalle e un pugno violento gli sbriciolò l’osso sfenoide e zigomatico, il nervo ottico come un cavo elettrico tranciato. 
Non poté vedere quindi la canna della Glock 17 avvicinarsi alla sua fronte e fare fuoco.

E nemmeno (per ovvi motivi) il proprio cranio esplodere spargendo cervello, sangue e schegge d’osso sull’asfalto di quel vicolo fetido.

Mat, la mano destra ancora sporca di sangue, entrò in casa sbadigliando.

Dopo essersi velocemente ripulito nel piccolo bagno del piano terra salì le scale, calmo e silenzioso, e arrivò di fronte alla camera da letto, la porta socchiusa.

La piccola lampada del comodino, dimenticata accesa, svelata il profilo della donna, scivolata nel sonno leggendo un romanzo; sembrava così indifesa.

Facendo attenzione a non fare rumore sul vecchio pavimento in legno si avvicinò a lei, fino ad arrivare a pochi centimetri dal suo volto. Nei pantaloni la Glock, con la canna ancora tiepida.  

<Buonanotte ma’>, le disse dandole un leggero bacio sulla fronte.

Con chi abbiamo a che fare? Chi è Mat?

  • Un agente (10%)
    10
  • Siamo in un sogno (60%)
    60
  • Uno schizofrenico (30%)
    30
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26 Commenti

  • Ciao, Hope (strano nick per un racconto che di speranza pare lasciarne poca 😉 )
    Capitolo inquietante e accecante nell’esposizione cruda dei fatti. Il sogno di un uomo con gravi problemi psichici? Oppure un sano e ligio uomo di casa che sogna la libertà? E chi lo sa… non resta che seguirti e vedere dove ci porti. Apprezzo il fatto di non indugiare sui particolari truculenti, non perché io ne abbia paura, ma perché di solito gli esordienti tentano di impressionare il lettore con scene che a loro paiono “pulp” ma risultano invece grottesche se non ridicole. Bravo, dunque, continua così.

    Alla prossima!

    • Grazie tante!
      Ho provato a seguire il più possibile i tuoi consigli riguardo il capitolo precedente. Anche se ahimè, come osservavi, ho inserito il genere errato (doveva essere horror) e non posso più cambiare. 😀

      Felice di leggere tutto ciò.

      Alla prossima!

    • Questo, in base alla domanda del primo capitolo, era un sogno.. sì 🙂
      Puoi stare “tranquilla”. Ma non troppo.

      Il fantastico aggeggio è uscito dalla mia mente ma sospettavo esistessero davvero: una breve ricerca in internet ha confermato tutto ciò!

      Grazie, mille grazie.

      Andrea

  • Ciao, chiunque sia spero solo appartenga al sogno. Non posso immaginare una scena del genere nel reale, sarebbe insopportabile. Bella la tua scrittura, molto evocativa, si adatta perfettamente al soggetto. Complimenti. Ciao🙋

  • Ciao, Hope, inizio letteralmente col botto ben scritto: promette molti cadaveri.
    Due piccole cose : “E lei accettò,” io avrei scritto ” E lei aveva accettato.”,
    poi non ho capito bene se lui è stato ucciso nel locale o nel vicolo…
    Appuntamento al prossimo capitolo ciao

  • Le prime righe mi sono parse molto intriganti e il colpo di scena mi ha spiazzato, anche se l’interruzione improvvisa mi ha un po’ deluso: come ti hanno già fatto notare, cerca di sfruttare tutti i caratteri a disposizione, che sono già pochi!
    Oltre all’errore sul punto di vista, che infatti da quel momento in poi rende la narrazione confusa, ti segnalo un errore di consecutio temporum: quando hai iniziato a raccontare avvenimenti accaduti in precedenza hai giustamente usato il trapassato prossimo, ma poi sei tornato al passato remoto prima di ritornare alla linea temporale principale.
    Per il resto ripeto che l’incipit mi è parso intrigante e sono curioso di vedere dove andrai a parare. Ho votato per il sogno visto che, anche se ormai è diventato un cliché, è l’opzione più malleabile.
    A presto 😀

  • Voto un sogno perché o abbiamo a che fare con uno zombie (ma siamo in un giallo) oppure non può essere sopravvissuto.

    Anch’io non so cosa aspettarmi da questo racconto; vediamo se porta a qualcosa che mi piace 🙂

    L’improvviso cambio del punto di vista a me è piaciuto e si colloca bene se il tutto fosse un sogno 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, Hope.
    Non saprei se collocare il tuo racconto nel genere “giallo” parrebbe, piuttosto, un horror. Comunque, è una considerazione opinabile e puoi non tenerne conto. Invece, vorrei farti notare alcuni errori nell’esposizione, sempre dal mio punto di vista, sia chiaro: “E nemmeno (per ovvi motivi) il proprio cranio esplodere spargendo cervello, sangue e schegge d’osso sull’asfalto di quel vicolo fetido.” in questa frase hai commesso due errori legati al punto di vista: sei intervenuto come narratore con l’inciso tra parentesi e hai raccontato un avvenimento che il protagonista di quella scena non poteva vedere: il suo cervello, sangue e schegge d’osso sull’asfalto; e, in quel momento, il portatore di punto di vista è lui. Almeno, per quella che è la mia percezione.
    La storia potrebbe risultare interessante, però dovresti cercare di sfruttare i caratteri a disposizione per mostrare di più del tuo protagonista e di quel che gli accade intorno: hai 5000 caratteri… 🙂
    Ti consiglio di usare le caporali al posto dei segni “più e meno”.
    Detto questo, penso che la storia possa essere interessante, perciò ti seguo e aspetto il secondo capitolo.

    Alla prossima!

    p.s. le mie sono considerazioni che nascono dalla volontà di aiutare, puoi farne quel che vuoi 😉
    Ho scelto l’opzione dello schizofrenico, perché mi pare la migliore: il poliziotto maniaco omicida si è già visto, il sogno in un giallo regge sempre poco… resta la malattia mentale, non facile da rendere.

    • Ciao! Non ti giustificare, anzi ti ringrazio molto delle osservazioni.. I miei sono oggettivamente errori, dettati dalla mia totale inesperienza!
      Quindi apprezzo molto, soprattutto da chi di esperienza ne ha sicuramente più di me.

      Alla prossima!
      Andrea

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