[AUT] STORIA DI MACCHINE

LEVI E AUT

C’era una volta un bambino che si chiamava Levi: era tanto simpatico e la sua passione erano le macchine. Il suo babbo gli aveva detto che di lì a poco avrebbero dovuto comprare un’auto nuova e questa notizia lo aveva entusiasmato talmente tanto che continuava a sognare ad occhi aperti la macchina che avrebbe voluto avere.

Un bel giorno, al ritorno da scuola, la mamma gli disse che nel pomeriggio sarebbero andati a comprare l’auto. I suoi genitori non avevano tanti soldi così girarono da una concessionaria all’altra con il morale sempre più basso perchè tutte le auto costavano di più della cifra che possedevano.

Stanchi e sconsolati entrarono nell’ultimo concessionario non ancora visitato e, mentre si aggiravano fra auto un po’ malconce, Emanuele sentì: “pss pss”…

Levi si girò ma non vide nessuno…E di nuovo udì: “ehi, sono qua, scegli me!”

Il bimbo non credeva alle proprie orecchie e si avvicinò alla macchina da cui gli pareva venisse la voce; era una macchina dall’aria vecchiotta e con la carrozzeria un po’ arrugginita.

“Ma tu parli??”, le chiese Levi e la macchina gli rispose: “Finalmente qualcuno che mi sente! Si, io parlo e sono una macchina magica ma solo un bambino tanto buono può sentirmi”.

Levi si precipitò dalla mamma e dal babbo con fare concitato dicendo: “Compriamo quella, compriamo quella!”. I due guardarono la macchina indicata dal figlio e rimasero a bocca aperta: era proprio una macchina bruttina ma, con i soli che avevano, potevano permettersi solo quella.

Un po’ scoppiettando, l’auto li riportò a casa e Susi, così si chiamava, rassicurò Levi che era solo un po’ irrigidita dal troppo tempo di sosta e che in un battibaleno sarebbe tornata vigorosa come un tempo.

Quella notte Emanuele non dormì: continuò ad andare alla finestra per guardare la sua auto magica e Susi, tutta contenta, gli strizzava un fanale in segno di saluto.

La mattina dopo il papà accompagnò Levi a scuola con la nuova auto che, pensò, aveva proprio bisogno di una bella riverniciata. Levi era seduto dietro, sul suo seggiolino, con la cintura di sicurezza allacciata e giocava con una Lamborghini della Polizia nuova di zecca. Purtroppo quest’ultima gli cadde di mano proprio mentre, con la sua fantasia, la Lamboghini stava per braccare i fuggitivi e andò a finire sotto il sedile del babbo.

Non ci pensò due volte…doveva acchiappare i ladri che stavano scappando e si slacciò la cintura di sicurezza per chinarsi a prenderla…

Proprio in quel momento il papà dovette frenare bruscamente per evitare di tamponare un’altra auto e Levi si sentì sbalzare con gran forza verso il parabrezza!

Fu questione di un attimo…mentre Levi stava per sbattere addosso al vetro, AUT impiegò tutta la magia che aveva per trasformarsi nell’unica cosa che avrebbe evitato un impatto tremendo del bimbo sul vetro: una macchina di gomma!

LEVI rimbalzò sul parabrezza diventato gommoso e si ritrovò seduto sul suo seggiolino.

Il babbo, attonito, si girò e disse: “Ma…ma cosa è successo?? Perchè mai ti sei slacciato la cintura di sicurezza???”

“Volevo prendere la Lamborghini…era finita sotto al tuo sedile e i ladri stavano scappando…” disse Levi dispiaciuto.

“La prossima volta lo dici a me, accosto la macchina e te la prendo io…non slacciarti mai più la cintura!”, lo sgridò il babbo.

Levi capì e, a bassa voce, ringraziò AUT per averlo salvato diventando di gomma ma, stranamente, la macchina non rispose. AUT aveva impiegato tanto magia per trasformarsi in gomma e quella poca che le rimaneva era servita a ritornare normale sperando ch il babbo non se ne accorgesse.

Mentre il babbo non riusciva ad avere un ricordo sensato dell’accaduto, LEVI si rese conto che AUT non era più magica e da quel giorno, non si slacciò più la cintura!

nome della macchina

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2 Commenti

  • Ciao, Levi Auto.
    Non ho votato alcuna opzione: come si chiama l’auto c’è lo hai già detto tu. Le opzioni dovrebbero poter cambiare il corso della storia… 😉
    Il tuo incipit è carino, anche se non sono proprio certa che possa ritenersi un fantasy, vediamo come lo conduci.

    Alla prossima!

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