CAMMINIAMO INSIEME SENZA META

Dove eravamo rimasti?

Su cosa si concentrano i ricordi nel prossimo capitolo? Sorpresa legata a una scommessa (86%)

Ermes

«Caterina?» Don Claudio buttò un rapido sguardo alla platea dal fiato sospeso, e a disagio ritentò: «Caterina, vuoi sposare il qui presente Riccardo?»

«È emozionata.» tentò di dissimulare il nervosismo lo sposo, con un sorriso bianchissimo quanto tirato.

«No.» rispose Caterina facendo riecheggiare il rifiuto. «Non sarò mai una moglie ubbidiente.» puntualizzò. Quindi esplose in una risata liberatoria, mentre la sua parte di invitati applaudiva lasciando nello sconcerto la fazione di Riccardo.

***

Stava scritto così, nel copione che lui e Cat avevano immaginato. Da brava attrice, l’amica avrebbe messo in scena il matrimonio per piantare lo sposo sull’altare come nelle commedie di cui era appassionata. Gli amici del teatro avrebbero interpretato la parte degli ignari invitati e rabbonito i suoi genitori a caos scatenato. Con loro, i parenti e Don Claudio, avrebbe avuto modo di scusarsi e chiarire con calma. L’epilogo perfetto di una storia d’amore tra due protagonisti all’oscuro dei reciproci piani per il futuro.

Gabriele era sorpreso di quell’improvviso ricordo, ma grato per il sorriso che in quel momento, come allora, riusciva a dargli solo Cat con le sue idee spettacolari. Un po’ si dispiacque che avesse infine risparmiato la figuraccia a Riccardo, decidendo di parlargli prima delle nozze per capire come intendesse il loro rapporto da coniugi. Di fronte a un uomo più preoccupato di sapere chi fosse la sua fonte che innamorato in grado di farsi perdonare, Cat ruppe definitivamente ogni rapporto. A tre giorni dal matrimonio, rinunciando all’effetto sorpresa e affrontando tutte le paranoie dei suoi nei confronti dei parenti e le domande degli amici più impiccioni. Lui, come sempre, era stato il custode del dolore di lei, nei cui messaggi di sfogo Riccardo continuò a esserne la causa per qualche settimana. Finché ammise a sé stessa di aver amato più l’idea del compagno per la vita, che il fidanzato “da sogno” che pur era stato. Dal canto suo, lui si era divertito a torturarlo nelle successive visite, finché non era stato Riccardo a cambiare dentista.

Gabriele tossicchiò compiaciuto tra le lenzuola e tornò a guardare fuori dalla finestra. Aveva sempre ammirato lo spirito libero della sua amica, il suo coraggio di mettere in discussione la parola di chiunque, ma solo dopo aver fatto i conti con sé stessa. Lui non aveva avuto la stessa razionalità né follia con Luana. Ma certamente aveva amato tanto, ogni donna della sua vita. Una lacrima scese per sua madre, una per Alessia, una anche per Luana che gliele aveva seccate per ben nove anni dopo il divorzio, insieme alla fiducia nel genere femminile, fino all’arrivo di Benedetta. «Benny mia…» Tossì di nuovo e a lungo, facendo allarmare la sua assistente dall’intelligenza artificiale. «Electra, posa l’ossigeno.» le impartì il fioco comando vocale. E naturalmente per Caterina, l’unica eccezione in cui aveva riposto sempre la speranza. “Lo avrà ricevuto?”

***

Caterina, ormai vicina, sentì il ronzio del drone che aveva intercettato la sua posizione attraverso il glove-phone: alzò la testa al cielo e lo seguì abbassarsi per recapitarle il cilindro con il dono per lei. “Gabbo”, lesse il mittente nell’accoglierlo fra le braccia e lasciare l’Ermes libero di rientrare. Con dita tremanti lo aprì: la sorpresa fu immediata, ma ci mise un po’ di secondi e di lacrime a collegarla a una scommessa di un’epoca lontana.

La scommessa verrà approfondita nel prossimo, dove sapremo che la sorpresa ricevuta è:

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131 Commenti

  • Ciao Tinarica
    Siamo arrivati al finale di questo cammino tra i ricordi. Poetico il momento in cui i due se ne vanno verso il tramonto, mi è piaciuto che hai lasciato concludere il cammino terreno di Gabbo in maniera dolce…Anche se il suo cammino in qualche modo continuerà, non si sa dove, ma sicuramente nei ricordi di lei. È molto bello anche l’epilogo…lei non è completamente sola, ha un gatto di nome Gabbo… magari è davvero lui 😁… chissà. ..e riprende a camminare

    • Ciao Gatto Maroni, grazie per aver seguito fino in fondo e con attenzione. Sono contenta ti piaccia il finale, dolce appunto, benché per forza triste. Forse per il tuo nome, che ti piace anche l’epilogo? 😀 A parte gli scherzi, ho pensato fosse il suo modo di consolarsi e non restare sola (anche con le gatte precedenti)… Pure è rosso, magari è Gabbo davvero, come dici! A seconda di ciò in cui si crede :). Hai notato anche che ho voluto chiudere con il “camminare” che, oltre a essere il tema di fondo della storia, è anche l’espressione usata da Gabbo per continuare a vivere nei momenti di difficoltà. Non so se scriverò presto un’altra storia qui, ma nel caso conto di ritrovarti. Un saluto.

  • Ciao Tinarica. E dunque hai scelto la dolce eutanasia volontaria, come morire e dare un arrivederci. Non è da sottovalutare il fatto che scegliendo il momento si possa dare un sereno ultimo saluto a tutto ciò che ci è più caro. Elegante e leggera, a tratti poetica la tua prosa è un gradevole modo per arricchirsi facendo una cosa piacevole. Grazie. Mi è piaciuto, anche io lo faccio spesso, l’inserimento del titolo nel testo di questo ultimo capitolo. Lo faccio anche io spesso perché per me significa che non si va a caso e che anche se la storia è una nave manovrata anche dai lettori, c’è un progetto, un’idea di fondo che si è riusciti ad onorare. In quanto a te non so se hai visto il film “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa- con Sordi e Manfredi? Il finale è un coro di indigeni che canta “NInì nun-ce lascià!…” DUNQUE MI RACCOMANDO Ciao.

    • Ciao fenderman, ti ringrazio. Sì è come dici tu, c’è un progetto di fondo e sono soddisfatta del risultato. E anche se ci si lascia ispirare dalle opzioni, arricchendoci grazie agli spunti suggeriti e alle scoperte fatte nell’approfondire alcune tematiche necessarie a dare coerenza al tutto, non si va a caso. Altrimenti mi sarei persa qualcosa per strada. Poi è questione di come si è come scrittori, penso: io devo avere una mia necessità di comunicazione, il progetto in testa, per iniziare a scrivere una nuova storia. Perciò non so se ci sarò presto qui, ma ti ringrazio per la citazione del film come invito a restare. Vedremo… Dovrò intanto recuperare film e libri vari, grazie anche per questi spunti. Un saluto, arrivo presto a continuare il tuo racconto.

  • Bello questo finale! Non avevo dubbi., come tutto il tuo racconto e lo stile di scrittura .
    “Arrivederci” e quindi non è un addio…( neanche per Electra).
    “…e la speranza di vivere l’uno nei ricordi dell’altro in eterno.”
    Le persone care , anche se non ci sono più, rimangono vive nei nostri ricordi!
    Brava Tinarica! Ciao , arrivederci al prossimo racconto.

    • Ciao Annamaria, grazie, mi fa piacere che ti sia piaciuto fino in fondo. Sì ho voluto chiudere con almeno della speranza, dato l’inevitabile saluto a Gabbo. E come dici, ho scritto dei ricordi perché al di là di ciò in cui si crede, dopo la morte rimangono sicuramente vivi quelli. A conferma di ciò, mi è piaciuto chiudere anche nell’epilogo “un mese dopo” con un piccolo ricordo di loro a scegliere i nomi delle gatte con le lattine. Non so se scriverò presto qui, perché scrivo innanzitutto per una mia necessità oltre che per divertimento. Se troverò un buono spunto, sarò felice di ritrovarti tra i miei lettori. Buona giornata.

  • Ciao, Tinarica.
    Eccoci giunti alla fine anche di questo racconto. Un finale poetico e malinconico, chiuso però da una nota allegra di colore fulvo 🙂
    Hai realizzato un bel racconto, fai bene a ritenerti soddisfatta. Hai sempre avuto ottime qualità da scrittrice, mi ricordo del primo racconto tuo che lessi qui e già allora mi dissi che avevi una buona penna. Sai dosare i tempi, cosa che io so fare un po’ meno, hai dimestichezza con la narrazione dei sentimenti e lo fai con cura, ma senza diventare pesante. Brava, Tinarica, non posso che farti i complimenti.
    Forse c’è un refuso nella frase: “Gabbo! Qui ti sei cacciato!?” ma è una cosa talmente piccola che ti segnalo giusto per scrupolo 🙂

    Che altro dirti? Aspetto un tuo nuovo racconto.

    Alla prossima!

  • Cat e Gabbo, già mi mancate!
    Così ho concluso la mia storia. Ne sono soddisfatta e spero sia piaciuta anche a voi che mi avete seguito dall’inizio e che possa piacere a chi la leggerà in seguito.
    Se apprezzate il mio stile di scrittura, vi invito a scoprire il mio romanzo “Gocce di rugiada in un mare di noia”, edito da Planet Book, con cui sono arrivata seconda al concorso letterario nazionale “Autori Italiani 2019”.
    Non so ancora se scriverò a breve un altro racconto su The Incipit, di solito faccio passare del tempo… Nel caso, arrivederci.

  • Ciao, Tinarica.
    Scusa, ti ho letta in pausa a lavoro e mi pareva di aver commentato, invece… no. Sono stordita!
    Voto per il finale+2 mese dopo. Quindici anni mi sembrano troppi, cisto che anche Cat è comunque anziana.
    Sagace la robot, ma anche lumina non scherza, ho apprezzato lo scambio di battute acculturate, aspetto di capire come se ne andrà Gabbo, certo meglio che in una struttura su un letto.
    Bene, aspetto il finale è perdona la svista 🙂.

    Alla prossima!

  • Ciao Tinarica
    Ho votato finale +1 mese dopo. Spero davvero che riescano ad uscire, almeno per sentire l’ultima volta come si sta fuori… e poi sono curiosa di sapere come Cat avrà vissuto il distacco dal suo grande amore Gabbo

  • Ciao Tinarica, quanto può essere triste e dolce il congedo. Per quanti sarà stato così? la frase che più mi ha colpito è «Si sta bene fuori?» perché è se vogliamo totalmente scontata però ogni malato prima o poi la pronuncia davanti a chi lo viene a trovare. un’espressione che esprime tutta la voglia di vivere che resta a chi non si rassegna a lasciare senza aver rivisto almeno una volta la primavera. Mesto e leggero congedo che prelude spero ad una fuga con successo. ciao, al finale.

  • Ciao Tinarica,
    Ma il pennello che le ha messo in testa Gabbo allora è lo stesso che si è messa ora per andare a trovarlo?
    Brava, molto bello anche questo ricordo. Ho scelto la frase di Ippocrate “camminare”, perché è in tema col titolo di questo racconto. A presto!

    • Ciao, Gatto Maroni. Esattamente quel pennello :). Anche se si sono visti in altri anni, mi piace l’idea che lei abbia avuto il primo pensiero per il loro incontro, nel sapere che la morte di lui è vicina, e semplicemente ho trovato più di effetto dirvi come era andato solo ora che lo rivede. Spero sia chiaro cosa intendo. Grazie per i complimenti e per il voto. Al prossimo!

  • Ciao Tinarica,
    bello anche questo capitolo( come sempre).Hai descritto in modo chiaro (curando con attenzione i dettagli , senza lasciare nulla al caso) la scena dell’incontro.
    La citazione che scelgo è la seconda e mi sembra più adatta.
    Il percorso che ognuno fa nella vita,non sempre può essere facile; comunque vada e quale sia la meta, ci sarà sempre qualcosa da superare… l’importante andare avanti!
    Non capisco cosa intendi tu per DISATTIVARE… Lo scopriremo?!
    Al prossimo.

  • Ciao, Tinarica.
    Ho apprezzato la semplicità con cui hai raccontato l’incontro, semplicità che cela un’accurata ricercatezza, perché so che nulla è lasciato al caso e l’effetto sortito è frutto di un lavoro ben fatto. Sei brava a suscitare emozioni, a fare in modo che chi legge possa immedesimarsi nei personaggi senza sforzo. Complimenti, che sembra banale, ma rende l’idea (avrei potuto scrivere brava, ma sarebbe risultato ripetitivo 😉 ).
    Giusto per trovare un neo (e ti assicuro che di nei nel tuo scritto non se ne trovano facilmente), ti faccio un appunto sulla frase: “Dovresti cambiarle il gancio.» le consigliò mentre si riappuntava con attenzione la spilla al giubbotto.” Qui, secondo me, ci stava un soggetto. “le consigliò, mentre LEI si riappuntava…” perché così parrebbe essere Gabbo a riappuntarsi la spilla; ma è una mia idea e potrei sbagliarmi, non è cosa rara, anzi 🙂

    Alla prossima!

    DISATTIVARE.

    • Ciao Keziarica, io ti dico soltanto un grande “grazie”, sia per i complimenti che per la delicatezza con cui poni le tue osservazioni. Riguardo al “lei”: sai che stavo inserendolo proprio per il motivo che hai evidenziato? Quando ancora la mia prima frase era addirittura “le consigliò mentre riappuntava con attenzione la spilla al giubbotto.” senza nemmeno il “si” riappuntava. Poi per una mia fissa di “non ripetizioni” ho aggiunto almeno il “si” ma ho sacrificato il più chiaro “lei si” perché nella battuta dopo dico: «Ah, ma non stai disegnando il paesaggio.» notò invece lei, (notò invece lei e lei prima mi stonava… no? Che pensi?). E mi sono detta: senza lei e senza si, uno può pensare che sia Gabbo a rimettere a lei la spilla. Mentre come ho poi scritto “le consigliò mentre si riappuntava con attenzione la spilla al giubbotto.” ho pensato fosse già chiaro che sia lei quella che se la rimette visto che è sua ed è felice di averla ritrovata. Non so se ho spiegato le mie paranoie mentali nell’abolire “lei”. Ma visto che anche tu segnali il dubbio sul soggetto lo andrò a inserire nel file, se più corretto. Grazie, ti auguro una buona giornata.

    • PS.: Considerato tutto il mio papiro paranoico nella risposta precedente, che ne pensi invece di questa correzione per non dire “lei” due volte che mi disturba un pochino? 🙂
      ***
      «Dovresti cambiarle il gancio.» le consigliò mentre la osservava riappuntarsi con attenzione la spilla al giubbotto.
      «Ah, ma non stai disegnando il paesaggio.» notò invece lei, sbirciandogli l’album su cui riconobbe Lamù schizzata a matita.
      ***
      Altrimenti mi adeguerò ad aggiungere “lei” alla frase qui pubblicata. Grazie per la pazienza 🙂

  • Riprogrammare, rimettersi in gioco ricominciando senza guardare indietro. È la legge del progresso, è molto di moda oggi. Se è quella giusta chiedilo ai tuoi figli, se verranno a salutarti quando te ne andrai. Se invece non verranno, pazienza, almeno ci avrai provato, e avrai dato un senso alla tua vita. Grazie Tinarica, ciao🙋🌻

    • Ciao Gatto Maroni, ti ringrazio. Sì il luogo influenza certamente. Poi nella vita ci sono momenti più allegri e altri più tristi, è buono avere qualcuno accanto “nella buona e cattiva sorte” e immagino Cat sia stata vicina a Gabbo soprattutto nei primi momenti del dramma con la compagna Benedetta. Ciao, a presto.

  • Buongiorno Tinarica
    Ho letto due volte l’episodio perché alla prima lettura mi ero un po’ persa.
    Cosa c’è tra loro due Cat e Gabbo? Affinità elettiva? Un amore rimasto allo stato quasi larvale, che il calore della memoria risveglia ad ogni momento?
    Negozio di dischi…

    PS un piccolo refuso, assolutamente trascurabile 🙂 “una partente stretta”

    • Ciao Louise, ti ringrazio per il suggerimento e molto per il refuso segnalato. Sul loro rapporto, lascio a tua interpretazione. Mi dispiace che ti sia persa… Sarà il mio stile di scrittura particolare o il tipo di racconto che non ti prende del tutto. Ti aspetto comunque per il seguito, sperando sia più immediato. Grazie, buona domenica.

  • Tinarica,
    certo non ti piace vincere facile…
    In questo capitolo parli di futuro, nessuno può sapere come sarà, si può solo immaginare…
    Il tuo racconto è un misto di fantascienza, originalità e poesia ed è la parte che più mi piace: bello il capodanno immaginato così come l’hai raccontato tu.
    C’è voglia ancora di cose semplici, di ritrovarsi insieme e la gioia di fare qualcosa per donare a qualcuno.
    Scelgo punto panoramico.
    Ciao al prossimo capitolo.

    • Ciao Annamaria, grazie, hai colto perfettamente. Mi fa piacere che venga apprezzato il mio modo di mischiare i generi e se ci hai trovato anche la poesia non posso che essere soddisfatta. Sì io per prima desidero un futuro più genuino del nostro presente, ho voluto accennarlo dando più spazio alle atmosfere che alle descrizioni precise, sono contenta abbia prevalso il capodanno dandomi la possibilità di immaginarlo più “intimo”, con il suo nuovo rituale. Al prossimo, grazie per il tuo voto.

  • Si sono conosciuti in un negozio di dischi, di quelli vecchio stile, con un sacco di vinili e cd. Lei cercava il disco di un autore sconosciuto e lui le è venuto in soccorso nel far capire al venditore di quale disco si trattava.
    Ciao, Tinarica.
    Anche questo episodio è riuscito proprio bene, ogni particolare aggiunge qualcosa alla storia, ci fai conoscere i personaggi un po’ alla volta, e riesci a creare attesa per l’episodio successivo. Molto bene.
    Se posso, giusto per non fare solo complimenti, ti segnalo una piccolezza nella frase: «Buongiorno, sono Sophie. In che cosa posso esserle utile?» l’accolse cordiale. Si intuisce il soggetto, ma, a mio parere, andava esplicitato. Hai scritto che Caterina va alla reception, ma bisogna aspettare la frase successiva per capire chi c’è ad accoglierla. Ma è una mia idea 😉

    Buon weekend e alla prossima!

    • Ciao keziarica! Mi piace molto lo spunto che mi hai suggerito, anche perché io non sono esperta di dischi e questa potrebbe essere un’occasione per approfondire anche per me. Vedremo in base ai voti, magari potrò legare più spunti che mi state dando, tutti validi. Sono contenta di aver lasciato un’opzione libera perché davvero mi serve un’ispirazione che non ho su come e dove e io ne ho messe giusto due non dico a caso, ma in mancanza di meglio :D. Grazie come sempre per i complimenti e l’attenzione che dai a ogni dettaglio. Continua a farlo, al di là che sia un’opinione personale o di gusto, perché per me è sempre un modo per migliorarsi come autori. Nel caso che segnali qui, ti posso dire che è voluto: all’inizio anche io pensavo di esplicitare chi fosse a parlare, nonostante di mio ami anche spiazzare il lettore; poi mi sono detta: “receptionist” è ridondante, che fosse una donna/ragazza lo si capisce già dal nome femminile, che fosse una umanoide ho pensato di farlo scoprire a voi insieme a Caterina che, pur sapendolo, si stupisce lo stesso per quanto Sophie sia realistica come donna. Perciò qui per me aveva un senso, salvo poi dover risparmiare caratteri dato che ho chiuso a 5000 esatti senza più spazio nemmeno per le virgole. Ma ecco, non è per questo motivo, che tutti sappiamo essere un vincolo ma non è mai una scusante :). Ripeto, continua a segnalare perché mi è utile verificare i vari particolari della mia scrittura. Ciao, buona giornata.

  • Da un fioraio, quelli di una volta per strada, con fiori sulla rastrelliera a gradini, Lei sceglie un fiore e lui fa lo stesso, poi una coccinella passa dalla mano di lui a quella di lei…. ok mi sto allargando. Bravissima mi riporti alla mente l’emozione de “L’amore al tempo del colera” e non posso che ringraziarti. Ciaooo

    • Ciao Gatto Maroni, ti ringrazio. Devo dire che sono molto soddisfatta anch’io di questo capitolo, ancor più nel ricevere commenti positivi come il tuo. Tanta nostalgia sì, almeno ho trovato un modo per viaggiare nel tempo :). Grazie che mi segui pure tu. Vedremo se vincerà l’opzione che hai votato… Al prossimo.

  • Ciao, Tinarica.
    Hai trovato davvero un bel modo di raccontare questa storia d’amore attraverso gli anni. Mi piace perché racconta il passato (facendo riferimento a fatti e persone che tutti conosciamo), ma resta ancorata a un futuro che ancora non è arrivato e ci racconti tu, con la tua fantasia.
    Voto per la caduta dal palco, opzione troppo originale per passare inosservata.
    Brava, ma non c’è bisogno di dirtelo 🙂

    Alla prossima!

    • Ciao keziarica, ti ringrazio per questo commento, mi fa molto piacere. Mi sento soddisfatta per ora del racconto e ricevere complimenti come i tuoi mi dà sicurezza per proseguire. Sì della caduta avevo fatto un accenno nel primo capitolo: per me poteva rimanere così, ma mi sono chiesta se per caso a qualcuno fosse rimasta la curiosità di approfondire quell’episodio. Vedremo in base ai voti :). Grazie, a presto.

  • Ciao Tinarica
    Il capitolo scorre bene anche se, devo confessare, non amo molto l’inclusioni di tanti “nomi” e riferimenti così specifici a persone e eventi. Ho provato a rileggere il testo partendo direttamente dal secondo paragrafo e filava liscio, tranquillamente. Mi rendo conto però che sono scelte di stile 🙂
    Capodanno.

  • Amore e nostalgia, canzoni e calcio stellare, tutto fiorisce e palpita quando c’è di mezzo la memoria della gioventù. La giovinezza riscalda i cuori di chi non più giovane è ormai, si direbbe, e probabilmente è vero. Vedremo se rincontrarsi ancora sarà altrettanto emozionante, di solito non succede… brava. Voto funerale, a una certa età spesso è quella l’occasione immancabile dei rincontri. 😉

  • Ciao Tinarica,
    una sorpresa tira l’altra…in ogni capitolo sorprendi , non dai niente per scontato e questo è il bello!
    Ottima scelta per quanto riguarda l’anno e i vari riferimenti che hai scelto: semifinale dei mondiali con i gol di Baggio…karaoke ,le canzoni …e per concludere con la ” Serenata rap” che Gabbo ha dedicato a Cat.
    Per il prossimo capitolo ho scelto la seconda opzione .
    Brava , al prossimo .

    • Ciao, Annamaria! Grazie, mi fa molto piacere essere riuscita a sorprendere e sono contenta che il mio impegno per dare coerenza al tutto si noti e sia apprezzato. Poi per me è bello ricordare epoche passate inventando situazioni non da me vissute, ma con la reale nostalgia che ho per certe annate con i loro protagonisti. Così come mi piace immaginare il nostro futuro, raccontando il presente dei personaggi del racconto. Capodanno, dici… Vedremo.

  • Ciao Tinarica, bello anche questo capitolo. Sei riuscita ad infilarci il ricordo di come è andata con Riccardo, soddisfacendo la curiosità di molti, pur mantenendo focalizzata l’attenzione sulla sorpresa legata alla scommessa, la scelta più votata.. Non vedo l’ora di sapere in cosa consiste questa scommessa… Ciao, al prossimo!

    • Grazie, Gatto Maroni, mi fa piacere che sia riuscito bene questo capitolo per me “problematico”. Spero di non toppare con il prossimo, vista l’aspettativa su questa benedetta scommessa :D. Ho visto che hai votato per “fotografia”, per ora è in vantaggio però la canzone. Non facile comunque… A presto.

    • Ciao Louise, ti ringrazio. Sì penso di avere uno stile di scrittura che si adatta di più a una lettura continuata che a episodi. Mi piace scrivere intrecci non lineari e quindi capisco che in singoli episodi si possa far più fatica a comprendere il tutto. Spero di chiudere comunque il cerchio e che torni tutto a una ri-lettura. Al prossimo.

  • Bello anche questo capitolo ! Ben dosati tutti i particolari che tu usi per descrivere ‘ le immagini’ del racconto e i sentimenti dei protagonisti .
    Dopo l’indecisione iniziale , scelgo canzone ( complice Sanremo) , ma soprattutto perché penso che sia adatta come sorpresa capace di commuovere Caterina più che un semplice accessorio : un omaggio fatto a una donna
    ” speciale” come Cate.
    Ciao al prossimo.

    • Ciao Annamaria, grazie. Mi fa piacere tu colga questi dettagli per me importanti in un racconto. Se poi piacciono, sono proprio contenta. Grazie anche per il voto: sì, come dici tu, una canzone può evocare più di un’immagine o un oggetto. Vedremo se resterà l’opzione preferita, intanto inizio a mette in moto i pensieri verso questa direzione. A presto.

    • Ciao keziarica, grazie per questo commento. Mi fa piacere quanto dici sul tassello che si aggiunge, perché è una cosa a cui presto molta attenzione per rendere non superfluo ogni capitolo e ricordo. Sì Gabbo è il soprannome di Gabriele. Qui ho voluto introdurre lui come personaggio anziano che ricorda e, come per Caterina o Cat, uso ora il nome completo ora il soprannome non tanto per distinguere giovani/vecchi ma a seconda se sia il loro punto di vista o scena che si svolge tra i due o più neutro che porta avanti la narrazione. Non so se chiaro e nemmeno me lo hai chiesto, ma Cat e Gabbo sono più confidenziali rispetto ai nomi completi. Vedo che sta prevalendo la canzone :), al solito non ho proprio idea di quale e quindi ben vengano suggerimenti. Al prossimo.

  • Ciao Tinarica, complimenti sempre brava coi salti temporali. Mi è piaciuto l’aggancio tra sposa vista dalla Cat del presente e il suo ricordo a quando era lei vestita da sposa. Quel che succede in questo capitolo tra i due protagonisti, mi ha un po’ spiazzato… forse mi immaginavo un diverso tipo di intimità, più a livello sentimentale.. (ma infatti io avevo votato per il litigio).. ora ero indecisa su cosa scegliere. Ho votato sorpresa legata a scommessa… anche se in realtà la curiosità di sapere se effettivamente Cat si sia sposata o meno mi è rimasta…

    • Ciao Gatto Maroni, grazie per i complimenti e il tuo voto, sono contenta sia piaciuto l’aggancio che fa partire il ricordo (anche perché è la parte che ho faticato di più a scrivere di tutto il capitolo :D). Capisco lo spiazzamento, ma ho dovuto mixare le due preferenze in parità. Comunque sia, ci sta che tu abbia pensato a una differente intimità, anche se tutto sommato rimane di base un forte legame “sentimentale” come dici, più che fisico. Vedo che siete diversi ad avere la curiosità sull’esito dell’imminente matrimonio tra Caterina e Riccardo, perciò vedrò di trovare un’ispirazione che possa focalizzarsi sulla scommessa (che va per la maggiore) ma che dia spazio ancora alla situazione sentimentale appena raccontata e la chiarisca. Anche se mi complica la vita, sono contenta di avervi chiesto cosa vorreste sapere perché come autrice magari tendo a lasciare sottintesi e invece alcune volte il lettore ha voglia di approfondire. Grazie, a presto.

  • Bene un bel mix in questo capitolo!
    A questo punto della storia mi interessa sapere più del passato. Scelgo la terza opzione e sono curiosa di sapere se Caterina ha seguito il consiglio dell’amico.
    Penso che, comunque, abbia avuto qualche dubbio e riflettuto sui sentimenti nei confronti del futuro marito…e che alla fine lo abbia piantato sull’altare prima del sì! Ah ah. Ah. Ciao alla prossima. 😀

  • Ciao, Tinarica.
    Che gran figlio di… questo Riccardo!
    Devo rinnovarti i complimenti: i dialoghi sono spigliati e risultano efficaci, i sentimenti dei due protagonisti emergono con discrezione, senza forzature, Ottimo lavoro. Se proprio devo trovare il classico pelo nell’uovo, non mi è piaciuta l’immagine degli occhi a mezza luna che mi fanno venire in mente gli occhioni socchiusi dei Manga, ma è una piccolezza che, probabilmente, ho notato solo io.
    Voto per la sorpresa legata alla scommessa. Sono curiosissima!

    Alla prossima!

    • Ciao keziarica! E io rinnovo i ringraziamenti 🙂 Mi danno sicurezza i commenti positivi su ciò che più conta per me, quando decido di scrivere una storia; ti dico solo che io per “mezzaluna” intendo l’utensile da cucina e l’ho qui usato sia per dire che piega gli occhi sia per dire che diventano più grigi rispetto al suo colore più azzurro e sia per l’idea del “tagliente” visto che è arrabbiata; ma se hai pensato al Manga allora capisco lo stridore perché non è proprio coerente con il mood generale :D. Poco male, come dici, quindi sono contenta :). Non ho le idee chiare per nessuna opzione, perciò mi farò volentieri ispirare dai vostri voti. Al prossimo (tuo magari).

  • Ciao Tinarica, mi è piaciuto molto il momento dell’abbraccio tra i due, bellissimo il modo in cui l’hai descritto, facendo percepire l’intensità di quell’attimo e il bellissimo sentimento di vera amicizia che li lega. Secondo me ora ci vuole un po’ di pepe…. un bel litigio 😆

    • Ciao Gatto Maroni, mi fa piacere che sia stato apprezzato il mio sforzo di condensare tanti momenti ed emozioni diverse in un unico abbraccio. Ancora più significativo per il momento storico in cui è ambientato. Grazie per il voto, sono consapevole che tra il quarto e il quinto capitolo ci voglia una qualche scossa… Per ora brancolo nel buio qualunque sia la preferenza, ben vengano suggerimenti. Al prossimo, buona serata.

  • Ciao Tinarica, bello anche questo capitolo, e come sempre mi piace lo stile con cui scrivi.
    Ciò che mi ha colpito di più, è il fatto come tu abbia voluto dare un messaggio di speranza . Nella vita ci possono essere momenti difficili, tristi, dove ognuno di noi ha perso persone care…ma, nonostante tutto , importante: lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare a vivere , riprendere il cammino e soprattutto, non perdere quel po’ di speranza che ci rimane! Speriamo veramente che in” quel giorno “(quello che hai scelto tu? E perché no )noi potremo finalmente “festeggiare “la liberazione dal covid 19 .

    • Ciao Annamaria, grazie per il tuo commento. Sono felice quando i lettori condividono i sentimenti che esprimo con i miei scritti. Non è certo una commedia, ma sono contenta sia passato il messaggio di speranza, di base al racconto. Vorrei un futuro migliore :). Arrivederci al prossimo capitolo, nel frattempo, ben vengano suggerimenti in merito all’opzione votata.

  • Ciao, Tinarica.
    A parte la frase: “Perché nella vita accadevano cose meravigliose e terribili in qualunque momento e bisognava trovare sempre la forza di andare avanti.” che, a parere mio, poteva essere omessa, perché è un’incursione del narratore nel testo, il capitolo fila benissimo. Ogni parola è al suo posto e sei riuscita a trasmettere una gioia che non è ancora conosciuta, ma a cui tutti aneliamo. Se sarà il 9 marzo o no non lo so, ma spero sia così come lo hai raccontato.
    Voto per il litigio.

    Alla prossima!

    • Ciao keziarica, grazie per l’attenzione con cui segui e l’osservazione fatta sul passaggio citato: io la intendevo come la spiegazione del perché lei preferisca l’espressione di Gabbo, ma se è suonato troppo “manzoniano” cercherò di non far trapelare di nuovo il mio parere personale dato che stilisticamente non è voluto :). Perciò grazie, appunto. Mi fa inoltre molto piacere che tu abbia colto la cura che ho messo nello scrivere in particolare questo capitolo: ho dovuto, come ben sai, condensare molto, ma questo mi ha aiutato a dire l’essenziale, scegliendo le parole in modo preciso senza (credo) rinunciare all’aspetto emozionale. Mi fa piacere inoltre che condivida la stessa speranza per il giorno in cui finalmente ci lasceremo il covid alle spalle. Al prossimo.

  • “Un pellegrinaggio non è un pellegrinaggio se non c’è il cammino” era il mantra con cui lei intendeva onorare fino in fondo il percorso insieme… ok, ci sta, però bisogna avere anche una destinazione 😊
    Intimità.
    Ciao
    PS ho notato parecchie cifre e date in questo episodio, a mio avviso appesantiscono un po’ il testo.

  • Buongiorno Tinarica
    Non ho mai letto niente di tuo fino a oggi, devo dire che i due capitoli mi sono piaciuti.
    Dietro le tue parole mi sembra di intuire una acuta osservatrice.
    i salti temporali possono, a prima vista, “disturbare” la lettura, però, con un po’ di attenzione non si perde il filo.
    Prima del 2020 (solo dopo mi sono accorta della parità!)

  • “Birra e saccottini” ovvero birra e nostalgia …( nostalgia, nostalgia canaglia… 😊) e chi non ha nostalgia del passato?…Mi piace lo stile con cui scrivi i tuoi racconti e questo è ben strutturato , mi piace questo”viaggio” tra passato, futuro/ presente , tra i ricordi di Cate.
    Comunque vada avanti il racconto è bello perché si tratta di un’amicizia che dura nel tempo.Brava! Ciao alla prossima.

    • Pure il tuo commento mi piace molto! Hai colto proprio il senso del racconto. Spero solo di trovare situazioni interessanti per altri ricordi. Poi si capirà l’obiettivo di Caterina, per ora mi fa piacere se qualcuno cammina insieme a lei e prova nostalgia. Nostalgia positiva, dai. Grazie Annamaria, ti aspetto al prossimo.

  • Dopo il 2020, possibilmente con la pandemia alle spalle.
    Ciao, Tinarica.
    Ora capisco le perplessità che i lettori hanno espresso per la mia storia: subito, i salti temporali mi hanno un po spiazzato; poi, però, tutto ha trovato una collocazione e il capitolo è risultato chiaro come il sole. Hai fatto un ottimo lavoro di ricostruzione, brava.
    Chissà cosa succederà ai due, ho come l’impressione che il loro rapporto subirà qualche scossone. Staremo a vedere.
    Per ora, non mi resta che farti i complimenti.

    Alla prossima!

    • Ciao keziarica, ti ringrazio. Spiazzare è abbastanza nel mio stile, l’importante che poi si capisca e mi fa piacere se ti sei ritrovata. In realtà non so affatto cosa far succedere di preciso per ora, sicuramente mi dovrò inventare un senso nel citare un anno particolare dopo o prima del 2020 (ti posso dire in quei casi no pandemia!), mentre per il 2020 si sa benissimo il contesto ed avrei uno spunto. Ma appunto solo uno spunto da cui partire, che probabilmente terrò anche in altre epoche scelte. Non so, resto curiosa del periodo che prevarrà. Al prossimo!

  • Se non ho capito male ci troviamo nel futuro e questa signora, Cat, già mi sta simpatica, perché ha già una certa età ma è tecnologica e al passo coi tempi, mi sembra, trovandosi anche perfettamente a suo agio…. Questo è il primo cspitolo e ovviamente ancora non si intuisce nulla di dove vada a parare la vicenda, ma sono curiosa di scoprirlo. Già ti conosco Tinarica, le tue storie sono sempre avvincenti e particolari e sai interrompere i vari capitoli con la giusta suspense. . Vediamo se anche questa mi appassionerà come le precedenti!

  • Ciao Tinarica, che bel ritorno. Mi piace che da alcuni dettagli si capisce molto del contesto, tuttavia ci sono dei momenti in cui il linguaggio ricercato e la sovrabbondanza di aggettivi spezza il ritmo.
    Ad esempio:”Il **trambusto** delle gazze in giardino la **ridestò**, così Caterina riaprì il pugno e avvicinò l’atro palmo per spegnere il dispositivo con il suo **vistoso pulsare**”
    “un paio di polacchini **marroni dalla suola di gomma riciclata**, poté contare sull’ausilio dell’esoscheletro **robotizzato color avorio**”
    Sicuramente sono scelte volute ma appesantiscono.
    aspetto il secondo episodio

    • Ciao ilGallo, ti ringrazio per aver letto e soprattutto per le indicazioni su come migliorare. Spero di non ricascarci nei prossimi e risultare meno pesante in certi punti, tuttavia è voluto il fatto di specificare i dettagli: fosse un altro tipo di contesto sarei la prima ad ometterli, anche per mio stile di scrittura, cioè di solito privilegio dialoghi e azioni piuttosto che descrizioni minuziose e non sempre necessarie. Credo qui di doverle mettere ogni tanto per distinguere le varie epoche e, se forse in questo primo capitolo non è esplicitato quale sia il senso di dire ad esempio che le scarpe hanno una suola riciclata, spero di aver modo di farvi capire meglio che tipo di futuro mi immagino (che poi è il presente della Caterina ottantenne). Per il “color avorio” dell’esoscheletro invece ti do ragione che sia superfluo, ma mi piaceva in questo caso dare l’idea anche cromatica di come vada in giro abbigliata la signora 🙂 Detto ciò, se è risultato eccessivo, colgo lo spunto per cercare di centrare entrambi gli obiettivi: necessità di ambientazione “storica” e necessità di leggerezza nella lettura. Grazie, al prossimo.

  • Ciao, Tinarica!
    Che piacere ritrovarti su TI! Benissimo, un bel racconto nuovo fiammante, futuro (per noi -presente per Cat) e passato che si mescolano: mi aspetto un intreccio intrigante e ben strutturato come tu sai fare 🙂. Pochi particolari ben piazzati raccontano chi è la protagonista, il suo stato d’animo e quel che la circonda. Brava, ma da te non posso che aspettarmi le cose fatte per bene.

    Alla prossima!

    Birreria

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