Creature estinte

Dove eravamo rimasti?

Dopo aver fatto il suo dovere, dove mandiamo la nostra Alisha? A fare un bagno da sola, al fiume (60%)

Fine Maggio

Una volta terminate le commissioni mi fermai vicino al ponte, a Riverside St. I miei non sarebbero tornati prima di sera, perciò decisi di combattere il caldo con una bella nuotata al fiume Crane. Poco prima di mezzogiorno si era alzato un tiepido venticello che rendeva quasi gradevole anche una pedalata in quelle zone così umide. Appena arrivata, abbandonai svogliatamente la bicicletta vicino alla riva, presi sù la spesa (due pacchi di biscotti e una bottiglia di Pepsi) e mi sedetti sull’erbetta appena tagliata ma già giallognola, segno dell’arrivo di una nuova estate.

Il silenzio era quasi assordante, mi godevo il sole e il suono delle piccole onde che si infrangevano sulla battigia con qualche gabbiano che ogni tanto passava a perlustrare la zona. Mi stavo già abituando all’idea di essere sola quando improvvisamente sentii un rumore sinistro che, quasi a cadenza regolare, disturbava la calma sul fiume. Era un rumore simile a due pietre che si facevano la guerra, qualcuno le stava battendo l’una contro l’altra come per tentare di accendere un fuoco. Un rumore che forse poteva arrivare da un campeggio di scout o da un paio di amici che avevano deciso di cucinare sul momento il pesce appena pescato.

Ma qui non c’è nessuno… – mi dissi mentre giravo la testa a destra e a sinistra.
Un rigolio di sudore mi partii dalla base del collo e arrivò fino in fondo alla schiena. Colpa del caldo? Decisamente no. Il mio sesto senso si era svegliato di nuovo, come la sera prima al cimitero. Continuai a guardarmi intorno, in attesa di trovare una risposta sensata. Il rumore si fece più intenso, più vicino. Mi alzai di soprassalto, spaventata da morire.
Chi c’è? – urlai. La situazione sembrava di nuovo surreale, gli alberi tutt’intorno sembravano camminare di nuovo, parlare, allungare i rami verso di me. Sbiancai.

Ad un certo punto, in uno dei porticcioli naturali, dall’altra parte del fiume, vidi una donna inginocchiata a terra che mi guardava fissa, mentre spaccava queste due pietre sul terreno. Sorrideva, in un modo che non riesco neanche a descrivere. Forse ricordava il sorriso di un teschio, non saprei. Non avevo mai visto nessuno sorridere così. I suoi occhi erano grandi, bianchi e senza pupille, come se fosse cieca. I suoi capelli erano secchi come paglia. Le sue mani grinzose avevano dita lunghe e sottilissime. Più lunghe del normale, quasi deformi. Sbavava e rideva, mentre sbatteva le due pietre. Poi il rumore cambiò: non sembrò più l’accendersi di un fuoco, ma lo spappolamento di un cranio. Abbassai lo sguardo e vidi una testa umana di donna con la bocca aperta e gli occhi spalancati e ricolmi di dolore e paura, immersa nel sangue. Non era attaccata a nessun corpo, ma aveva un’espressione così viva che sembrava aver vita propria. Cercai di urlare ma non uscii nessun suono dalla mia bocca. Decisi perciò di farmi furba e di scappare a casa, senza chiedermi cosa stesse succedendo. Salii sulla bicicletta e mi allontanai più velocemente possibile dalla riva mentre sentivo in lontananza la vecchia che rideva sempre più forte.

Una volta arrivata a Woodside St. mi fiondai in casa e chiusi tutto: porte, finestre, tende, cantina, solaio. Presi il telefono e cercai di rintracciare i miei.

Siamo spiacenti, il numero da lei chiamato non è attualmente raggiungibile. La preghiamo di riprovare… – maledizione!

Ansimai, dal caldo, dalla paura, dalla corsa frenetica. Le guance erano paonazze, tremavo e in testa il ricordo dell’anziana donna appena incontrata non mi lasciava. Che cosa avevo visto? Perché quella donna stava rompendo un cranio con una pietra? Perché rideva e mi fissava? Mi avvolsi dentro una coperta di lana trovata nell’armadio, non riuscivo a riscaldarmi né a tranquillizzarmi, nemmeno con La Ballata dell’Amore nelle orecchie. Dopo qualche ora, finalmente tornarono i miei. Corsi loro incontro e gli abbracciai.

Tesoro, che cosa succede? Sembra che tu abbia visto un fantasma, sei pallida – chiese mia madre. Come potevo raccontarle cosa avevo immaginato al fiume? E comunque: era veramente un’allucinazione? Non lo sapevo nemmeno io.
Mamma, ho visto qualcosa di strano al fiume oggi. Forse è stato il caldo, mi ha fatto avere le traveggole. C’era una vecchia schifosa con una testa di donna in mano! – singhiozzai – Non so perché ma mi fissava e rideva, faceva paura, aveva delle dita lunghissime e non sembrava per niente umana!

Mia madre mi guardò accigliata, quasi offesa.
Tesoro, ti fai già così schifo vivere qui che ti inventi attacchi di panico per farmi preoccupare? Ti avevo chiesto di essere paziente, non di raccontarmi certe stronzate – mi urlò contro. Mio padre non mi rivolse nemmeno la parola, sbuffò e se ne andò a fare una doccia – Ora per favore, riapri tutte le finestre almeno, si muore di caldo qui dentro e aiutami a preparare la cena – mi lasciò da sola in cucina, mentre in cortile mi sembrò di vedere la sagoma di una donna anziana, ricurva, che mi sorrideva e mi salutava, avvicinandosi sempre di più a casa mia.

La vecchia sembra averla raggiunta...

  • ... Alisha cerca di scappare, ma sbatte contro uno spigolo del muro e sviene. (0%)
    0
  • ... entra in casa, per poi entrare in lei. (67%)
    67
  • ... poi scompare, era solo un'allucinazione. (33%)
    33
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22 Commenti

  • Ciao Mowa,
    ho letto adesso tutti e sette i capitoli pubblicati. Li ho letti tutti d’un fiato perché la prosa è scorrevole e l’argomento interessante. Sei brava a tener alta la tensione. Ho votato per la base d’appoggio a una nuova possessione. Ma anche l’ipotesi di una reincarnazione è interessante. Continuerò a seguirti.
    Alla prossima.

  • Ciao Mowa!
    Ben ritrovata con il sesto episodio assai avvincente e con il dubbio finale su identità ed intenzioni di Joseph. Io non mi fiderei, secondo me è posseduto.
    Bel ritmo direi, il capitolo si lascia leggere bene, allora continua così e vediamo cosa le capita…
    Ciao!

  • Ciao Mowa 🙂
    appena mi è arrivata la mail di notifica del tuo nuovo capitolo, sono corsa a leggerlo!
    Come sempre, dopo un paio di righe, sono riuscita ad entrare nel racconto e ad immaginare tutto quanto.
    Adoro il tuo modo di scrivere!
    Aspetto il prossimo capitolo! 🙂

  • Ciao Mowa!
    Volevo farti i complimenti per questo racconto!
    Mi sono appassionata davvero tanto e non vedo l’ora di leggere gli altri capitoli!
    A proposito, quando sarà il prossimo? *-*
    Il tuo modo di scrivere mi piace davvero tanto, prende tantissimo e senza accorgersene ti trovi alla fine di ogni capitolo in un lampo!
    E’ molto fluido e ricco di dettagli.
    Ti prego posta altri capitoli!!!

  • Ciao Mowa!
    Voto per il nipote, mi intriga immaginare Abigail magari come tramite di chissà cosa. Le vicende terribili vedono Alisha terrorizzata ma anche curiosa; come sere sentisse di essere parte di qualcosa. Così almeno mi da questa impressione quando gira per il cimitero. Brava!
    All’inizio ti segnalo sembravano, sicuramente volevi scrivere sembrava, inoltre po’ si scrive con l’apostrofo, non con l’accento. Perdona il solito professorino palloso…
    Ciao stammi bene!

    • No hai fatto benissimo, grazie! :]
      Anche io sono molto pignola, infatti questa volta che non ho riletto hai trovato due errori. Prossimo giro farò sicuramente più attenzione (esatto, non mi piace vedere degli errori nei testi). 😀
      Aspetto con ansia il tuo prossimo commento, buona giornata!

  • Ciao Mowa!
    ho votato per nessuno, da sola in un luogo spettrale, dove può fare ricerche e magari anche incontri…
    Ho perso il secondo episodio così l’ho recuperato; le allucinazioni (se sono tali) sono mostruose, vediamo se legate al luogo tetro vicino casa o a lei in particolare. Direi ben scritto, brava!
    Ciao!

  • Io lo avevo detto che ci portavi la paura in casa! Trovo formidabile l’idea della ragazza di darsela a gambe, io avrei fatto lo stesso. I genitori non mi sembrano granché, povera ragazza. Voto per l’allucinazione, mi sembra presto per scoprire orizzonti nuovi, vediamo che succede. Ciao, brava.

  • Benvenuta, ci mancava giusto un po’ di fifa. Hai messo insieme un primo impasto base idoneo al decollo verso orizzonti di paura. Vacci piano però che la gente poi si spaventa davvero.
    La ragazza la mandiamo a fare il bagno così chissà chi incontra… auguri.

    • Grazie mille fenderman! 🙂
      In realtà spero in poche righe di aggiungerne altri di ingredienti paurosi 😉 in questo (essendo il mio primo) mi sono dilungata con i dettagli, al prossimo sarò già più succinta 😀 i brividi non mancheranno! Ti aspetto al secondo episodio!

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