Creature estinte

Dove eravamo rimasti?

Che cosa trova Alisha, entrando in libreria? Nessuno. Solo silenzio, polvere e buio. (100%)

Fine Giugno

La libreria era buia, piena di ragnatele e polvere. Ricordava vagamente uno di quei cortili americani durante la festa di Halloween: pieno zeppo, oltre che di libri impilati, di cianfrusaglie quali teschi di animali, esemplari freak sotto vetro, un vestito vittoriano viola su un manichino. Insomma, non la solita libreria di paese ecco.

Salve, bella bambina! Cosa ti porta nella libreria di Abigail? – una presenza inquietante sbucò dalla colonna di libri di fantascienza alla mia destra.

Per la miseria! – pensai. Presi un infarto. Si palesò davanti a me una signora molto anziana, avrà avuto all’incirca un’ottantina di anni. Capelli bianchi, lunghi, secchi, raccolti in una coda. Occhi azzurro chiarissimo, tendente al bianco quasi, davvero particolari. Vestito nero, anch’esso vittoriano, con maniche lunghe e ormai sgualcite. Catenina nera intorno al collo con un piccolo teschio di non so cosa. E cintura di metallo con pendenti circolare larghi quasi come la mia mano. Un personaggio davvero particolare, insomma.

Salve a lei, avrei bisogno di sapere se esistono libri su creature estinte o fantastiche. So che la richiesta può sembrare un pò strana, ma a giudicare dalla sua libreria forse sono arrivata nel posto giusto – mi scappò una mezza risatina.

Sei nel posto giusto, mia cara. Seguimi, ti porto nella sezione creature. – ripensadoci ora, la voce della signora mi ricordava un sacco Regina Grimilde di Biancaneve, quando si trasformava in vecchia strega. Agghiacciante. La seguii non troppo convinta, intanto continuavo a guardarmi intorno.

È una libreria davvero singolare la sua, signora Abigail. Non ne avevo mai vista una simile. – quella frase mi uscii dalla bocca senza neanche pensarci. Lei si girò, si fermò e mi guardò.
È un problema per te, Alisha? – scattai. Come diavolo faceva a sapere il mio nome?

Mi scusi? – ero impaurita, terrorizzata. Eccolo lì, il mio solito sesto senso pronto a dirmi che c’è qualcosa di strano nell’aria – come fa a sapere il mio nome, mi scusi?
Tu sei la ragazza nuova, vero cara? Io conosco tutti, a Peabody. Bambini, adulti, anziani. Non mi è sfuggita nemmeno una nascita e di te non mi ricordo affatto. E considerando che sei diventata la notizia dell’estate, ho fatto semplicemente due più due. – si mise a ridere di gusto, poi si girò, prese la scala e andò al quinto scaffale della libreria davanti a lei.

Ecco qui, forse questo può aiutarti. – il libro si intitolava “Il Segreto delle Creature Estinte”. Era in pelle marrone, con un cordoncino e un segnalibro di carta bruciata.

Tanti anni fa, più precisamente nel 1851, viveva qui nella nostra cittadina un certo Dott. Black, il Dottor Benjamin Black, ne hai mai sentito parlare? – si avvicinò e sorrise in modo inquietante, come se sapesse qualcosa.

Black? Black come me?
Ehm, no signora Abigail, non conosco nessun Benjamin Black. – abbassi lo sguardo sulle pagine del libro.

Il Dott. Black sembra sia stato un vero e proprio prodigio nel campo della medicina e del trattamento della malformazione genetica. Negli anni sono stati raccolti saggi, illustrazioni, annotazioni e ricerche su questa tematica. Questo è uno dei tanti volumi stampati in giro per il mondo. Dacci un’occhiata e dimmi se può esserci quello che cerchi. – mi diede una pacca sulla spalla e tornò alla cassa, quasi davanti alla porta della libreria. Mi sedetti al tavolo della lettura in silenzio e cominciai a sfogliarlo. Rabbrividii: chimere, draghi, centauri, sirene, minotauri, bambini-cerbiatto, uomini deformi, cani a tre teste. Ma cosa stavo guardando? Ero spaventata ma allo stesso tempo curiosa, il cuore mi batteva all’impazzata, come se stessi aprendo una porta su di una stanza in cui mi era stato proibito di entrare. Ad un certo punto, un alito di vento gelido mi arrivò dietro il collo e saltai dalla sedia. Mi girai e la vidi ancora, la bocca senza denti. E di nuovo arrivò la nebbia.
Maledizione, devo svegliarmi! – mi schiaffeggiai. Non volevo ripetere l’esperienza di qualche giorno fa. La signora Abigail, mi vide e mi venne incontro – bambina, che succede? – chiese preoccupata. Poi si raggelò.

Oh, mio dio – sussurrò, afferrandomi per il braccio. – chi ti ha provocato questa cicatrice? – guardò la cicatrice ipertrofica che qualche giorno prima mi era apparsa sul braccio, ma che misteriosamente non formava più la parola “fear” ma era diventata un simbolo strano, sembrava antico.

Non saprei, signora Abigail, ce l’ho da quando sono nata. – mentii.
Non è possibile, bambina. Questo è il simbolo di Catherine la Barthe… la… la strega maledetta di Salem. Fu giustiziata nel 1300 circa, dopo essere stata accusata di aver concepito un ibrido demoniaco con Pazuzu. – i suoi occhi erano diventati completamente bianchi.

Ok, questo è decisamente inquietante. Non dissi nulla, semplicemente mi alzai e me ne andai lasciando il libro e la signora Abigail al tavolo delle letture silenziose.

Dove la facciamo andare la nostra Alisha?

  • Sulla via del ritorno, ma incontrando di nuovo la vecchia (33%)
    33
  • Al cimitero, senza un reale motivo (67%)
    67
  • A casa, a riprendersi senza altri incontri inquietanti (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

22 Commenti

  • Ciao Mowa,
    ho letto adesso tutti e sette i capitoli pubblicati. Li ho letti tutti d’un fiato perché la prosa è scorrevole e l’argomento interessante. Sei brava a tener alta la tensione. Ho votato per la base d’appoggio a una nuova possessione. Ma anche l’ipotesi di una reincarnazione è interessante. Continuerò a seguirti.
    Alla prossima.

  • Ciao Mowa!
    Ben ritrovata con il sesto episodio assai avvincente e con il dubbio finale su identità ed intenzioni di Joseph. Io non mi fiderei, secondo me è posseduto.
    Bel ritmo direi, il capitolo si lascia leggere bene, allora continua così e vediamo cosa le capita…
    Ciao!

  • Ciao Mowa 🙂
    appena mi è arrivata la mail di notifica del tuo nuovo capitolo, sono corsa a leggerlo!
    Come sempre, dopo un paio di righe, sono riuscita ad entrare nel racconto e ad immaginare tutto quanto.
    Adoro il tuo modo di scrivere!
    Aspetto il prossimo capitolo! 🙂

  • Ciao Mowa!
    Volevo farti i complimenti per questo racconto!
    Mi sono appassionata davvero tanto e non vedo l’ora di leggere gli altri capitoli!
    A proposito, quando sarà il prossimo? *-*
    Il tuo modo di scrivere mi piace davvero tanto, prende tantissimo e senza accorgersene ti trovi alla fine di ogni capitolo in un lampo!
    E’ molto fluido e ricco di dettagli.
    Ti prego posta altri capitoli!!!

  • Ciao Mowa!
    Voto per il nipote, mi intriga immaginare Abigail magari come tramite di chissà cosa. Le vicende terribili vedono Alisha terrorizzata ma anche curiosa; come sere sentisse di essere parte di qualcosa. Così almeno mi da questa impressione quando gira per il cimitero. Brava!
    All’inizio ti segnalo sembravano, sicuramente volevi scrivere sembrava, inoltre po’ si scrive con l’apostrofo, non con l’accento. Perdona il solito professorino palloso…
    Ciao stammi bene!

    • No hai fatto benissimo, grazie! :]
      Anche io sono molto pignola, infatti questa volta che non ho riletto hai trovato due errori. Prossimo giro farò sicuramente più attenzione (esatto, non mi piace vedere degli errori nei testi). 😀
      Aspetto con ansia il tuo prossimo commento, buona giornata!

  • Ciao Mowa!
    ho votato per nessuno, da sola in un luogo spettrale, dove può fare ricerche e magari anche incontri…
    Ho perso il secondo episodio così l’ho recuperato; le allucinazioni (se sono tali) sono mostruose, vediamo se legate al luogo tetro vicino casa o a lei in particolare. Direi ben scritto, brava!
    Ciao!

  • Io lo avevo detto che ci portavi la paura in casa! Trovo formidabile l’idea della ragazza di darsela a gambe, io avrei fatto lo stesso. I genitori non mi sembrano granché, povera ragazza. Voto per l’allucinazione, mi sembra presto per scoprire orizzonti nuovi, vediamo che succede. Ciao, brava.

    • Grazie mille fenderman! 🙂
      In realtà spero in poche righe di aggiungerne altri di ingredienti paurosi 😉 in questo (essendo il mio primo) mi sono dilungata con i dettagli, al prossimo sarò già più succinta 😀 i brividi non mancheranno! Ti aspetto al secondo episodio!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi