Creature estinte

Dove eravamo rimasti?

Dove la facciamo andare la nostra Alisha? Al cimitero, senza un reale motivo (67%)

Luglio

Senza rendermene conto, mi ritrovai davanti al St. Mary’s Cemetery. I maestosi salici all’ingresso sembravano mi stessero cantando una piacevole sinfonia, con il loro fruscio provocato dal vento. Entrai e cominciai a passeggiare tra le lunghe file di lapidi. Il vento stava soffiando sempre più forte, quasi stesse cercando di urlare. Ripensavo ancora alla mattinata passata all’Abigail’s Books, a Benjamin Black, al simbolo di quella strega… che cosa c’entravano con me? Un’altra vampata di sudore gelido mi pervase per tutto il corpo. Ma era diverso dalle solite freddure dei giorni scorsi. Ero eccitata, non spaventata. Quel luogo non mi sembrava più ostile, anzi. Era dannatamente familiare. Sentivo mille occhi posati su di me, come se stessero aspettando qualcosa, una mia parola o una mia reazione. Il vento mi stava chiamando, mi sentivo un pò come Pocahontas.

Arrivarono nuvoloni neri carichi di tuoni e pioggia. Le mani mi diventarono bianche, le unghie nere, e più lunghe, come se le avessi colorate con una bomboletta spray. Oddio… – uno strano fuoco mi si accese nello stomaco, un fuoco pieno di forza. Non saprei come spiegarlo, ma qualcosa dentro di me si stava risvegliando. Sorrisi, il vento urlava tra i rami, i salici cantavano, le lapidi mi guardavano.
Alzai gli occhi e mi accorsi di un enorme serpente, che strisciava tra i morti e sibilava contro di me. Feci qualche passo per avvicinarmi a lui, aprii la bocca e da essa uscii una luce abbagliante, nei miei occhi vedevo la terra aprirsi, da essa fuoriusciva un liquido violaceo, melmoso. Ribolliva, come in una pentola sul fuoco. Un verso gracchiante coprii tutti gli altri suoni intorno. Era la mia amata bocca senza denti, che alitava puzza di pesce marcio e mosche. Bentornata, Alisha – la bocca parlò. Per un secondo che mi sembrò un’infinità, rimasi a fissarla cercando di dire qualcosa, qualsiasi cosa.

Poi un tuono mi riportò alla realtà. Era tornato tutto normale, come se niente fosse successo. L’aria era tornata calda e umida, il sudore stava di nuovo colando dai lati della mia fronte, le lapidi erano di nuovo ferme, immobili. Il silenzio era di nuovo padrone del cimitero.

Un pò confusa e un pò entusiasta, girai i tacchi e tornai a casa, con tanti pensieri in testa. Avevo un’irrefrenabile voglia di saperne di più, di capire cosa fossero tutte quelle visioni, quelle improvvise apparizioni che ora sembrava si stessero evolvendo in qualcosa di diverso. E quel serpente? Non riuscivo a dargli un significato. Ma forse la signora Abigail sì? Mi sembrava molto acuta sull’argomento.

Passò qualche settimana, il caldo stava cominciando a diventare asfissiante e non si dormiva bene nemmeno più con la finestra spalancata. Nessuno era più venuto a trovarmi, né nei miei incubi, né per le strade di Peabody. A volte mi sorprendevo a cercarli, a cercare un segno che mi dimostrasse che non ero diventata pazza, che non mi ero immaginata tutto. Ma non avevo nemmeno più la cicatrice sul braccio.

Hey, ciao! Sei la nuova arrivata? Io sono Joseph, uno dei tuoi vicini di casa! – una voce squillante, quasi fastidiosa, mi apparve una mattina mentre facevo finta di leggere un libro al parco davanti a casa.
Sì, ciao, so chi sei. A volte ti vedo passare in skate. – risposi scocciata. Ero troppo assorta nei miei pensieri per badare a un ragazzetto impiccione. Più che altro, continuavo a guardarmi intorno, quindi la sua presenza fu quasi invisibile per me.

Fantastico! Io abito con i miei all’inizio di della strada, andiamo insieme alla scuola pubblica! – continuava a zampettarmi intorno, sembrava un maledetto corgi.

Sì, Joseph, ho capito chi sei! – urlai, alzandomi di scatto dalla panchina. Il libro cadde in una pozzanghera fangosa. Joseph sgranò gli occhi, quasi spaventato. Effettivamente il mio non era stato un urlo normale. Aveva in sè qualcosa di grottesco, me ne accorsi anche io.
Ok, scusa. Brutta giornata eh? – si sedette accanto a me. Proprio non capiva che in quel momento non lo volevo tra i piedi, che non volevo parlare con
nessuno. – sei strana, ragazzina. – fischiettò.

Sì, da fuori dovevo risultare davvero strana. Ma come potevo raccontare ad un completo estraneo cosa mi era successo da quando mi ero trasferita qui? Con che coraggio mi avrebbe creduto? Sentivo però il maledetto bisogno di avere un compagno di avventure o che per lo meno non mi giudicasse. Mi sarebbe stato sufficiente, forse. Tentai.

Senti Joseph, non sono in settimana rossa, se è questo che mi stai chiedendo. Ho delle continue visioni, una cicatrice mi è apparsa sul braccio e prende strane forme, vedo cose, sento rumori che non sembrano di questo pianeta, sono stata in una libreria che definirla inquietante è poco. Non è una brutta giornata, sono brutti mesi, è diverso. – raccontai tutto d’un fiato, per poco smisi di respirare. Sapevo questa confessione mi avrebbe portato al lato sbagliato della società, che sarei stata quella strana per tutta la vita.
Un momento – mi fermò Joseph – sei stata da Abigail?

Come reagisce Joseph alla confessione di Alisha?

  • Joseph si mette a ridere perché per lui la vecchia è solo una pazza (33%)
    33
  • Joseph si spaventa e scappa terrorizzato (0%)
    0
  • Joseph è il nipote di Abigail, quindi sa di cosa sta parlando (67%)
    67
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22 Commenti

  • Ciao Mowa,
    ho letto adesso tutti e sette i capitoli pubblicati. Li ho letti tutti d’un fiato perché la prosa è scorrevole e l’argomento interessante. Sei brava a tener alta la tensione. Ho votato per la base d’appoggio a una nuova possessione. Ma anche l’ipotesi di una reincarnazione è interessante. Continuerò a seguirti.
    Alla prossima.

  • Ciao Mowa!
    Ben ritrovata con il sesto episodio assai avvincente e con il dubbio finale su identità ed intenzioni di Joseph. Io non mi fiderei, secondo me è posseduto.
    Bel ritmo direi, il capitolo si lascia leggere bene, allora continua così e vediamo cosa le capita…
    Ciao!

  • Ciao Mowa 🙂
    appena mi è arrivata la mail di notifica del tuo nuovo capitolo, sono corsa a leggerlo!
    Come sempre, dopo un paio di righe, sono riuscita ad entrare nel racconto e ad immaginare tutto quanto.
    Adoro il tuo modo di scrivere!
    Aspetto il prossimo capitolo! 🙂

  • Ciao Mowa!
    Volevo farti i complimenti per questo racconto!
    Mi sono appassionata davvero tanto e non vedo l’ora di leggere gli altri capitoli!
    A proposito, quando sarà il prossimo? *-*
    Il tuo modo di scrivere mi piace davvero tanto, prende tantissimo e senza accorgersene ti trovi alla fine di ogni capitolo in un lampo!
    E’ molto fluido e ricco di dettagli.
    Ti prego posta altri capitoli!!!

  • Ciao Mowa!
    Voto per il nipote, mi intriga immaginare Abigail magari come tramite di chissà cosa. Le vicende terribili vedono Alisha terrorizzata ma anche curiosa; come sere sentisse di essere parte di qualcosa. Così almeno mi da questa impressione quando gira per il cimitero. Brava!
    All’inizio ti segnalo sembravano, sicuramente volevi scrivere sembrava, inoltre po’ si scrive con l’apostrofo, non con l’accento. Perdona il solito professorino palloso…
    Ciao stammi bene!

    • No hai fatto benissimo, grazie! :]
      Anche io sono molto pignola, infatti questa volta che non ho riletto hai trovato due errori. Prossimo giro farò sicuramente più attenzione (esatto, non mi piace vedere degli errori nei testi). 😀
      Aspetto con ansia il tuo prossimo commento, buona giornata!

  • Ciao Mowa!
    ho votato per nessuno, da sola in un luogo spettrale, dove può fare ricerche e magari anche incontri…
    Ho perso il secondo episodio così l’ho recuperato; le allucinazioni (se sono tali) sono mostruose, vediamo se legate al luogo tetro vicino casa o a lei in particolare. Direi ben scritto, brava!
    Ciao!

  • Io lo avevo detto che ci portavi la paura in casa! Trovo formidabile l’idea della ragazza di darsela a gambe, io avrei fatto lo stesso. I genitori non mi sembrano granché, povera ragazza. Voto per l’allucinazione, mi sembra presto per scoprire orizzonti nuovi, vediamo che succede. Ciao, brava.

  • Benvenuta, ci mancava giusto un po’ di fifa. Hai messo insieme un primo impasto base idoneo al decollo verso orizzonti di paura. Vacci piano però che la gente poi si spaventa davvero.
    La ragazza la mandiamo a fare il bagno così chissà chi incontra… auguri.

    • Grazie mille fenderman! 🙂
      In realtà spero in poche righe di aggiungerne altri di ingredienti paurosi 😉 in questo (essendo il mio primo) mi sono dilungata con i dettagli, al prossimo sarò già più succinta 😀 i brividi non mancheranno! Ti aspetto al secondo episodio!

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