H.

Dove eravamo rimasti?

Febus e Jacob resteranno a Hoville? Jacob appartiene a Hoville e non può lasciarla (60%)

Il Dottore

Nell’esatto momento in cui Febus e Jacob Fraser scambiavano le prime battute, il Dottore, nel suo ufficio della Maison Belle, versava del brandy in due bicchieri di vetro. Era una bella giornata e il sole scintillava sulla bottiglia mezza piena. Il suo visitatore attendeva in silenzio: era un uomo dai lineamenti duri, vestito in sciatti abiti americani, il viso scarno e arso dal sole.

“E dunque è arrivato.” disse il Dottore.

“Così mi è stato riferito, signore.”

“Molto bene.”

“Mi è stato detto che è stato visto dagli Hook.”

“Ovviamente. Jordan Hook si occupava delle finanze dei Fraser…e sicuramente avrà voluto parlare di questo e tanto altro.”

Il visitatore si appoggiò all’indietro con un’espressione paziente, stanza ma anche preoccupata. Il Dottore colse in lui una vaga ansia, repressa a stento.

” Con il dovuto rispetto, so che ha detto di non fare nulla ma…”

“No. Aspettiamo qualche giorno. Agire ora sarebbe da folli.”

Il visitatore annuì. L’ansia dipinta sul suo volto non sparì.

” Fammi vedere dove andranno a stare” disse il Dottore mentre si portava alla bocca il bicchiere contenente il brandy.

Il visitatore si alzò a prendere una cartina sul mobile vicino alla porta e la spiegò davanti al Dottore. Mostrava tutta Hoville con i suoi fiumi, le sue colline, il suo mare. L’uomo indossò un paio di occhiali dall’aria datata e osservò per qualche secondo la cartina. Poi indicò una zona non molto distante dal centro. Il Dottore seguì il dito del visitatore. Conosceva molto bene quella zona. Era un quartiere tranquillo dove l’unico disturbo era l’abbaio dei cani e il pianto di qualche moccioso che si era sbucciato un ginocchio.

“Si è trovato una bella zona…” mormorò il Dottore

“Già” disse il visitatore prima di tornarsi a sedere e fissare il suo brandy.

“Sappiamo quanto resta?”

Il visitatore scosse la testa e allargò le mani. Il Dottore si morse il labbro. Se Fraser gli fosse venuto in mente di andarsene tutti i suoi piani sarebbero saltati in aria e allora addio eredità. Restò in piedi per qualche secondo poi ritornò a sedersi. Non amava non sapere le cose. Lo faceva sentire nudo. 

“Va bene. Per ora non ho bisogno di sapere altro. Continuiamo a tenerlo d’occhio ma non troppo. Non vogliamo che si spaventi, dico bene?”

Il visitatore annuì. Il Dottore fece un cenno con la mano e l’uomo capì che la sua visita era terminata. Mandò giù il brandy in un sorso e dopo aver augurato una buona giornata uscì dallo studio in silenzio. Il Dottore ripiegò con cura la cartina e la mise in un cassetto della scrivania, poi rifletté sulla conversazione appena avvenuta. Aprì un altro cassetto e tirò fuori una foto: ritraeva Febus Fraser insieme al fratello. C’era qualcosa di inquietante in quei occhi di quel ragazzo, cosa non lo sapeva ma ogni volta che fissava quella foto i peli delle braccia si rizzavano inspiegabilmente. 

***

C’era qualcosa di buffo in tutto questo. Io seduto da Pop! insieme a mio nipote di colore. Se ci fosse stato mio padre, sicuramente ne sarebbe uscito con una delle sue tante battute sul genere umano. Guardai sconsolato il mio GBB ( Grande Burger al Bacon). Molly Devì, proprietaria di Pop! si avvicinò al nostro tavolo portandosi con sé  tutta la curiosità che aveva nel corpo. Era da anni che noi due non ci incontravamo, in passato Abe aveva avuto un brevissimo flirt con lei, nulla di speciale. Notai con piacere che era ingrassata dall’ultima volta che i nostri sguardi si erano incontrati e sempre con contentezza vidi le minuscole rughe che le incorniciavano il bel volto di un tempo. 

“Febus Fraser, non credo ai miei occhi. Cosa ti porta qui?”

“La morte di mio fratello, Molly”

Molly sì portò una mano sulla bocca con fare tragico.

“Che stupida che sono. Condoglianze vivissime, Febus.”

“Grazie Molly.” dissi io.

“Immagino che ora…il ragazzo venga a vivere con te.”

“Il ragazzo ha un nome, Molly. Si chiama Jacob e si dal caso che è mio nipote. E…si verrà a vivere con me.” dissi lanciando una breve occhiata in direzione di Jacob.

“Oh certo,certo. Starete molto qui a Hoville?”

Sollevai lo sguardo dal mio hamburger e dissi: “Tutto il tempo necessario.”

Molly gonfiò il petto come un gallo prima di corteggiare una femmina e disse con fare civettuolo: “Beh sono lieta di saperlo. Era da tanto che non ti si vedeva, Febus Fraser.”

Attesi che fosse ben distante da noi e poi dissi: ” Noto con piacere che ad Hoville è sempre pieno di galline di prima classe.”

Jacob soffocò una risata.

Il Dottore e Febus s'incontreranno?

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30 Commenti

  • Rieccomi, Paola.
    Una storia interessante e… misteriosa. Dei refusi qua e là ti hanno già scritto gli altri commentatori, quindi mi limito ad aggiungere che questa possibilità che dà TheIncipit di interagire e collaborare tra autori è molto utile e va sfruttata al massimo.
    Ciao, ti auguro un’ottima giornata

  • ciao paola, voto minaccia, del resto se ne sente già l’odore visto l’accenno allo strano tipo al canile…
    Il capitolo è ben scritto, mi piace, va via leggero, e gradevole. Alla prossima, ti seguo.🙋

  • Ciao Paola!
    Stai facendo salire la storia piano piano; le attenzioni della comunità verso il protagonista crescono giorno dopo giorno. Stai gestendo bene, complimenti! Voto per la minaccia, che del resto ha già fatto capolino in un precedente episodio.
    Ti segnalo nella frase “una vicenda che mi era successa solo due giorni fa” si dovrebbe usare la parola “prima” invece di “fa”, essendo discorso indiretto.
    Ciao!

  • Ciao, Paola.
    Che succede a Hoville? Stai costruendo un’atmosfera misteriosa che genera curiosità. Bene così.
    Occhio alle sviste: “ a Hoville e una nuova era stava”
    “Ai miei occhi quell’uomo mi appariva come qualcosa che meritava la mia attenzione” qualche possessivo di troppo…
    “ Le giornate passano molto lentamente, qui” una frase al presente in un testo al passato.🙂
    “Quali sono le sue reali intenzioni?” Se hai messo in bocca questa frase a più persone, ci sarà pure un perché. 😉

    Alla prossima!

  • Minaccia.
    Caio cominciano i problemi per Febus, sicuro.
    Atyenzione, nella prima parte i verbi sono da rivedere e poi questa frase “La pelle bruciata dal sole( lì) dava un’aria (al quanto) interessante. Ai miei occhi quell’uomo (mi )appariva come qualcosa che meritava( la mia)attenzione. È da rivedere per bene. 🙋coao

    • ““La pelle bruciata dal sole( lì) dava un’aria (al quanto) interessante. Ai miei occhi quell’uomo (mi )appariva come qualcosa che meritava( la mia)attenzione”
      Ciao, rileggendo non ci vedo nulla di strano, a mio parere va bene così. domanda le cose che hai messo tra parentesi dici che sono errate o che mancano,perchè leggendo ci sono ._. ( altra cosa la frase è presa da un libro…

    • La pelle bruciata dal sole (gli) dava un’aria (alquanto) interessante. Ai miei occhi quell’uomo appariva come qualcosa che meritava attenzione. Così l’avrei scritta io.

      Inoltre insisto che la parte iniziale, al di là di corretto o scorretto è di lettura ostica con giro verbali che potevano essere resi più agevoli per chi li deve interpretare.

  • Ciao Paola, oggi la parte doverosa anche se “antipatica” oggi se l’è accollata Keziarica e allora io ti dico solo che la storia promette sviluppi interessanti: sei sulla buona strada. Buon lavoro Ciao🌻

  • Ciao, Paola.
    Devo dire che stai dosando bene gli eventi, un’informazione qui e una là, con calma, senza esagerare, bene.
    Vorrei segnalarti alcune frasi che, a parer mio, non tornano:
    “Se Fraser gli fosse venuto in mente di andarsene tutti i suoi piani sarebbero saltati in aria e allora addio eredità.” Forse intendevi: “se a Fraser fosse venuto in mente di…”

    “C’era qualcosa di inquietante in quei occhi di quel ragazzo,” questo è un errore di battitura, sicuro.

    “si dal caso che è mio nipote. E…si verrà a vivere…” anche qui, probabilmente, si tratta di un errore di battitura. Sì dà il caso… e sì (con accento).

    Ti consiglio di leggere ad alta vice oppure di far leggere il testo all’assistente vocale del tuo pc o del Mac, che è anche meglio.
    Ci sono anche delle virgolette alte al contrario, ma anche lì chiedo dipenda dalla formattazione un po’ precipitosa.
    Spero che vorrai prendere i miei suggerimenti per quello che sono, suggerimenti appunto. A me ne hanno dati molti qui, in questi anni, e sono serviti molto.

    Voto “macché!” Perché a metà storia ci siamo già e “forse” è troppo generico 😉

    Alla prossima!

  • Ciao Paola!
    Ho recuperato la storia ora, mi ha incuriosito; evoca proprio il più profondo sud di Mississippi burning. Ho votato per il sì. Ho letto in alcuni commenti delle osservazioni, mi permetto di aggiungere che ho notato un utilizzo errato del pronome alla fine del verbo ad esempio “posarli” invece di “posargli”, più di una volta.
    Storia bella ed interessante, vediamo come procede
    Ciao!

  • Ciao, Paola.
    Stai facendo un buon lavoro con la trama, ogni tessera al suo posto, vai così.
    Riguardo al link che hai inserito a inizio episodio, c’è un modo per crearne uno associandolo a una parola o a una frase, senza riportarlo tutto. 😉
    Ho votato la prima opzione, che poi equivale al sì, avresti dovuto proporre una terza scelta…

    Alla prossima!

  • buona sera Paola,
    vedo che ti hanno già segnalato i vari piccoli errori, quindi mi astengo dal rimarcare. il tuo racconto mi è piaciuto a prescindere, è scorrevole nella forma e interessante nella trama. ho votato Sì e aspetto il seguito Ciao.

  • Ciao, Jacob deve restare, devono ancora succedere delle cose in città. Questo capitolo infatti ha introdotto a pieno il personaggio e vorrei vederlo dove vive abitualmente.
    Ho notato qualche imprecisione in giro, devi rileggere con più attenzione (Mi raccomando😁) e poi attenta che il verso delle virgolette è codificato.( 66 in apertura e 99 in chiusura). Aspetto di capire la cosa della colonna sonora e intanto ti saluto, ciao.🌻

  • Ciao, Paola.
    Un capitolo necessario alla comprensione della storia, dettagli che continuano a rendere credibile la storia. Bene.
    Ho notato alcuni refusi:
    “Lui lì chiamava i potenti io lì chiamavo la borghesia media” hai messo un accento di troppo sulle “i”

    “ era una casa semplice ma graziosa. Avevo un bel giardino e un bell’orto.” Aveva un bel giardino, riferito alla casa.

    “il pesco che avevano piantato solo un anno prima”
    Come fa il protagonista a sapere quando è stato piantato il pesco?

    “lasciava scoperto le caviglie.” Lasciava scoperte le caviglie.

    Scusa, ma credo sia utile far notare gli errori per permettere a chi scrive di correggerli e migliorare, anche se potrebbe trattarsi di errori del correttore… scrivi con lo smartphone?

    🙂

    Alla prossima!

    “Prenditi cura di mio figlio”

  • Ciao, Paola.
    Un bell’inizio per quello che si preannuncia un bel racconto. In due capitoli sei riuscita a mostrarci il protagonista, parte del suo passato e del presente in due luoghi distinti, senza mancare di rappresentare al meglio anche gli abitanti di Hoville; e non è cosa da poco. L’offerta della cassiera all’emporio mi ha ricordato il drink offerto a Jack Torrance; chissà se, anche in questo caso, è un rimando al male che magari sonnecchia nel profondo sud.
    Ti segnalo un refusino nella frase: “…e annullato tutto i miei appuntamenti” e mi fermo.
    Aspetto il terzo e voto per il lavoro in banca del signor Hook.

    Alla prossima!

  • Ciao, tutto molto vero, coinvolgente, evocativo dell’ America di certi film. Brava Paola.
    A mio parere c’è una frase che anziché esaltare spegne la forza del concetto che si vuole esprimere: ” In poche parole i neri venivano messi sullo stesso piano degli animali.” è, sempre secondo me, una frase che non serve e se non ci fosse sarebbe meglio. Ottimo lavoro comunque, voto per il bancario. Ciaooo.

  • Tu che faresti? Io partirei subito. Bene, ci sono le premesse per un bel viaggio.
    Vorrei che rivedessi un momento questo periodo: “Al mio ritorno da Est, nel maggio scorso, volevo che il mondo fosse un posto migliore …” Da Est quindi dall’Europa e questo si intuisce anche se forse era meglio scrivere esplicitamente Europa. E poi che il “mondo fosse…” eccetera sembra presupporre che il “mondo” sia l’America e solo quello. Forse sono mie impressioni errate, non so, vorrei sentire tu che ne dici. Aspetto il seguito perché l’avventura va ad incominciare. ciao

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