IL CASO DELLA TORRE DEI RAGNI

“GRIP OF THE SPIDER PRINCE”

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Il ragazzino nello schermo del cellulare, un quattordicenne biondo e pallidino, guardava in camera e sorrideva ostentando una baldanza con la quale non pareva del tutto a proprio agio.

«Ok, oggi ho per voi qualcosa di veramente incredibile!»

Esitò, restò imbambolato per un istante e poi sbottò «ma che merda!»

Il primo video si interrompeva così.

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Nel secondo video, ripreso con un’inquadratura diversa, il ragazzino poggiava il gomito su una scrivania con un computer il cui schermo brillava di una luce rosata. Era seduto su una poltrona da ufficio troppo grande per lui e fuori posto nella cameretta in cui si trovava, della quale si intravedevano un letto disfatto con una coperta di Iron Man e una libreria disordinata ricolma di libri e fumetti.

«Vi piacciono i videogiochi dell’orrore, ma non avete mai giocato un videogioco davvero terrorizz…»

S’interruppe quando il gomito gli scivolò giù dal bordo della scrivania. Impreco, recuperò il cellulare e interruppe la registrazione.

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Nel terzo video il ragazzino stava in piedi e guardava lo spettatore con uno sguardo serio. Doveva aver poggiato il cellulare su una mensola o un altro piano rialzato, perché era ripreso dall’alto in basso. Anche stavolta si vedeva lo schermo del computer, sullo sfondo ma rivolto verso la telecamera, con l’immagine della title screen di un qualche videogioco sullo schermo.

«Tre settimane fa sono venuto a conoscenza di un grande mistero che riguarda questo videogioco.»

Il ragazzino lasciò trascorrere qualche secondo di silenzio, una pausa che sembrava intenzionale, poi riprese a parlare.

«Forse ne avete sentito parlare. Forse no. “Grip of the Spider Prince” è uno dei tanti videogiochi maledetti che popolano leggende metropolitane e creepypasta lette su internet. Alcuni di essi… blablabla.»

Il ragazzino borbottò parole a casaccio e versacci per qualche secondo, poi riattaccò.

«Alcuni di questi videogiochi maledetti sono poi stati trasformati in veri videogiochi dell’orrore. I più belli sono davvero capaci di spaventare i giocatori più impressionabili, ma restano soltanto giochi, che non possono farvi niente di male.»

Il ragazzino fece quella che non si poteva definire in altro modo se non come una pausa drammatica, poi concluse la sua presentazione.

«Ma è davvero così?»

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Di nuovo un cambio d’inquadratura. Adesso il ragazzino aveva posizionato il cellulare a fianco del computer, similmente a come aveva cercato di fare nel secondo video, forse per riprendersi mentre giocava. Era proteso verso lo schermo e i suoi occhi dardeggiavano tra il pc, il cellulare e un punto indefinito della tastiera.

«Ci siamo. Non ho mai giocato a “Grip of the Spider Prince” prima, l’ho solo acceso per assicurarmi che si avviasse. Non so cosa aspettarmi, ma sono pronto.»

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Nel quinto video, che mostrava la stessa inquadratura del precedente, il ragazzino picchiettava nervosamente sulla scrivania con le dita.

«Ok, è successo qualcosa di strano. A quanto pare, non è possibile registrare questo gioco. Ho provato, ma se riprendo qualcosa dopo la schermata iniziale i video vengono vuoti, e questo spiega perché in giro si trovino solo screenshot del titolo e nessun gameplay. Devo indagare!»

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Nel sesto video il ragazzino aveva riproposto l’inquadratura dall’alto in basso. Anche se continuava a guardare dritto in camera il suo sorriso si era spento e faticava a mantenere lo sguardo con il suo immaginario spettatore per più di qualche secondo.

«Ho completato il gioco, ma mi sa che mi hanno preso in giro. È un giochino stupido come sembrava, non è neanche davvero un gioco horror, non succede quasi niente di pauroso. Però che non lo si può registrare è vero, non ci sono riuscito…»

A quel punto si bloccò, parve riflettere, poi saltò in piedi ed esclamò «ho un’idea!»

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Era trascorso del tempo dai video precedenti. Il ragazzino, molto più pallido rispetto a prima, non guardava quasi più in camera, ma quando lo faceva se ne potevano distinguere gli occhi arrossati circondati da un alone scuro. Era seduto sulla stessa poltrona del secondo video, teneva le braccia in grembo, le mani tremanti.

«Allora, stanotte ci proverò per l’ultima volta. Mi sento in dovere di farlo. Devo riuscirci. Non posso…» Scosse la testa, si alzò e allungò la mano per prendere il telefono, che gli scivolò e cadde a terra.

Era l’ultimo video salvato sul cellulare. Il passaggio tra quello e il video precedente sembrava un po’ troppo studiato, come se ne mancasse qualcuno, cancellato o mai registrato davvero. La storia poi non raccontava nulla di nuovo. Forse si trattava solo di uno scherzo, sarebbe davvero stato di pessimo gusto ma d’altra parte si trattava di un adolescente, quindi la stupidità avrebbe dovuto essere la pista madre da seguire. Nell’ultimo video, però, non sembrava che il ragazzino fingesse… E se non fosse stato tutto un gioco?

«Penso che dovremmo rivederli.»

Nel prossimo capitolo incontreremo gli investigatori che indagheranno su questo mistero. Dove?

  • Nel loro ufficio (18%)
    18
  • In viaggio (55%)
    55
  • Già sul posto (27%)
    27
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137 Commenti

  • Ciao Dapiz!
    Un ultimo episodio bello e simpatico, e delle spiegazioni utili senza dubbio per me per entrare in una realtà che non mi appartiene molto. Ciò nonostante mi è piaciuto lo scritto, i personaggi; in fondo gran parte della scena si è svolta in un solo luogo e con pochi protagonisti, particolari che secondo la mia opinione aggiungono fascino alla storia.
    Bene, complimenti ed alla prossima!
    Ciao!

    • Grazie mille di avermi letto! In fondo l’avere un’ambientazione limitata e pochi personaggi è una caratteristica di molti horror, quindi una storia su un videogioco che si svolge quasi tutta in un’unica stanza direi che è stata una conseguenza quasi naturale dell’aver scelto questo genere e tema 🙂

      Ciao e alla prossima anche a te!

  • Ciao, Dapiz.
    Molto intelligente spiegare quanto avvenuto durante tutto il racconto in un resoconto finale, soprattutto per me che che sono a digiuno di videogiochi (maledetti e non). 🙂
    A me il racconto è piaciuto molto, se posso essere sincera: è quello che preferisco, forse perché, a parte il discorso videogiochi, si rifà a un classico dell’horror (soprattutto cinematografico).
    Mi è piaciuto il plot, mi sono piaciuti i protagonisti : pochi e ben delineati; l’ambientazione fuori e dentro il gioco. Insomma, hai fatto un buon lavoro. Non essendo il genere che preferisci, direi che sei riuscito alla grande. 🙂
    Pensi di tornare con un altro racconto? Io, nel caso, ci sono e sono pronta a leggerti.
    Per il momento, ti saluto e ti auguro una buona giornata.

    Alla prossima!

    • Sono contento che ti sia piaciuto così tanto! Non penso che come horror sia molto riuscito visto che di momenti di reale tensione o terrore non ce ne sono poi tantissimi, ma ho scelto di puntare su una vicenda umana un po’ particolare proprio perchè sapevo che sugli aspetti più prettamente spaventosi ho ancora molto da lavorare. Per quanto riguarda i videogiochi in realtà avrei potuto/dovuto spiegare un po’ di più alcune dinamiche, ma in quel caso è mancato lo spazio e anche un po’ di capacità di gestire personaggi che di quell’ambito sono esperti senza far partire spiegoni a ogni capitolo.

      Comunque, di sicuro tornerò con un altro racconto, ma prima ho un altro progetto da completare e voglio dedicarmici seriamente, quindi per un po’ sarò in zona solo come lettore!

  • Ok, il salto scena è stato un ottimo esperiente per portare la parola fine al racconto, ma un capitolo in più avrebbe decisamente giovato… e forse pure un seguito.
    Praticamente si è capito ben poco di quello che è accaduto benché a grandi linee sia chiaro, ci manca tutta la parte “succosa” che è composta dai dettagli.

    Comunque Marta Nobili non imparerà mai neanche lei: non aveva detto che aveva bisogno di prendersi una vacanza? 😉

    Noi ci leggiamo comunque alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Di sicuro è mancato lo spazio per tanti dettagli tecnici, non solo nel finale ma un po’ in tutta la storia… alla fine ho preferito lasciare spazio alla storia dei personaggi, usando il videogioco solo come pretesto, ma in effetti un capitolo in più avrebbe giovato.

      Un seguito di questa storia nello specifico non ci sarà, ma ho in mente un altro paio di avventure per questi personaggi, però non so se le porterò qui o le scriverò altrove, con più spazio a disposizione. Vedremo!

      Grazie di avermi letto anche stavolta e alla prossima!

  • Eccoci alla fine anche di questa storia! Ho sempre pensato di concluderla in questo modo, con un racconto o una testimonianza di qualche tipo, similmente a com’era iniziata… ciononostante potreste avere l’impressione che manchi qualcosa tra questo capitolo e il precedente e in effetti non avreste torto. Un 2500 caratteri almeno, credo.
    Comunque, nonostante la mia ormai celebre incapacità di gestire lo spazio, spero che troviate il finale soddisfacente. Alla prossima!

  • Ciao Dapiz,
    Anch’io ho avuto l’impressione che tu avessi fretta di pubblicare, il che è un vero peccato. Ti consiglio di fregartene se non riesci a farlo nei tempi prefissati. Eviteresti la confusione che tu stesso hai ammesso esserci in questo penultimo capitolo.
    Ti segnalo un piccolo refuso su “ringhio” (manca l’accento) per il resto la storia è comunque avvincente.
    Scelgo i Bonaluce.
    Buon weekend
    Ilaria

    • Grazie del commento, hai sicuramente ragione anche se personalmente preferisco pubblicare in (relativa) fretta piuttosto che far passare troppo tempo e rischiare di tergiversare a tempo indeterminato… purtroppo mi conosco e so che se voglio combinare qualcosa devo darmi delle scadenze. Il prossimo capitolo, comunque, sarà molto più chiaro degli ultimi due, in modo da non lasciare al lettore nessun dubbio (o quasi) sull’accaduto. A presto!

  • A un passo dalla fine, riesco a darti il mio ultimo voto! Resoconto dei Bonaluce.
    Purtroppo ho trovato questi ultimi due capitoli un po’ confusionari, più che altro per i continui cambi di focalizzazione, da Diego/Claudia a Marco. Avrei preferito che il POV fosse sempre dei fratelli, specialmente di Diego. Ma a parte questo, il racconto è stato avvincente fino all’ultimo, e con un po’ di pulizia riuscirai a sistemarne la forma senza problemi.
    A domenica!

    • … non proprio domenica 😛 Il capitolo finale è scritto, ma preferisco prendermi un altro giorno o due per farlo riposare e sistemare i problemi che potrei notare prima della pubblicazione. Questa storia ha sofferto molto del fatto che sto cambiando i miei orari di scrittura e ancora non mi ci trovo molto, ma alla fine sono riuscito a raccontare più o meno quello che avevo in mente, anche se non nella sua forma migliore. Comunque sempre grazie della presenza e dei commenti!

  • Ciao Dapiz!
    Voto per ilvideo di Marco che mi aiuterà in un mondo che come ti dicevo all’inizio, mi vede come un outsider. Le immagini sono belle, non sempre sono stato sicuro se essere nel video o fuori, ma credo di esserci. Aspetto quindi l’ultimo, la curiosità è forte.
    Ciao!

    • La mancanza di chiarezza nell’azione è dovuta più ai pochi caratteri a disposizione (o meglio, alla mia scarsa capacità di gestirli), ma questo tipo di giochi e di storie punta molto sul fatto che verso la fine i piani di realtà si fondano e confondano, quindi ho potuto giocare un po’ su questo. Credo che il finale chiarirà tutti i dubbi e spero sarà soddisfacente!

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