IL CASO DELLA TORRE DEI RAGNI

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo incontreremo gli investigatori che indagheranno su questo mistero. Dove? In viaggio (55%)

MUFFA

La vecchia Nissan Micra viola con il rimorchio traballante dietro spiccava nel panorama monocromo della campagna, di un giallo ocra che a Claudia Bonaluce ricordava parecchio il colore del vomito. Aveva lasciato il volante a Diego, perché aveva bisogno di riflettere sul caso dei Nobili, o meglio sul come si sarebbero presentati a casa dei Nobili. Era la prima volta che intervenivano sotto richiesta di un parente di una vittima e non poteva dirsi certa che suo fratello sapesse gestire una situazione di quel tipo, specialmente con un ragazzino di mezzo. Aveva preso in considerazione che potesse trattarsi di una messinscena, ma la ragazza sembrava un po’ troppo grandicella per quel genere di scherzi. Secondo il racconto della signorina Nobili, suo fratello Marco frequentava la prima superiore di un istituto tecnico, ma non si trovava bene a scuola e così aveva cominciato a trascorrere moltissimo tempo in camera sua con il suo computer, a chattare e giocare con i videogiochi fino a notte fonda. Molti racconti del terrore sui videogiochi e sui pericoli in agguato dietro gli schermi dei computer iniziavano così, persino la sua. Forse proprio per quel motivo Claudia aveva deciso di dar credito alla storiella del ragazzino ipnotizzato dal videogioco malvagio, ma la vicenda sembrava promettente anche per un’altra ragione. Al telefono la ragazza aveva, forse inconsapevolmente, descritto un fenomeno che accomunava tutti i casi su cui avevano indagato. Non si trattava di un qualcosa di così specifico da non poterselo inventare e indovinare per caso, ma valeva comunque la pena di dare un’occhiata. L’affitto della sala giochi, d’altra parte, non si sarebbe pagato da solo.

Diego Bonaluce non aveva nessuno di quei pensieri: mentre guidava riusciva a svuotare la mente e a concentrarsi sul momento, tuttavia quando deviarono dalla provinciale per inoltrarsi nell’anonimo paesino dov’erano attesi non poté non cogliere l’occasione per stuzzicare un po’ sua sorella.

«Pensavo, una buona prima impressione è importante, no?»

Diego riconobbe immediatamente l’occhiata impietosa che la sorella gli riserva quando la prendeva in giro e continuò.

«Dunque, senti la mia proposta: tu aspetti in macchina, io mi presento, strette di mano e convenevoli e poi, solo quando sarò davanti a una tazzina di caffè vuota e avremo parlato del compenso, allora entri in scena tu.»

Claudia tacque e lasciò che Diego seguitasse a seppellirsi sotto il peso delle sue stupidaggini.

«Dai, tu non sei capace di trattare con i clienti, è per questo che sono qui io!»

«Ammesso che tu faccia una buona impressione, non sai distinguere un joystick dalla leva del cambio. È un problema nel nostro lavoro.»

«Le nostre competenze sono perfettamente complementari. Ho già tutto in mente: tu aspetti fuori dalla porta, al mio segnale mi chiami, io sparo la suoneria al massimo e quando parte l’who you gonna call? fai la tua entrata!»

Claudia sospirò. «Noi non siamo acchiappafantasmi.»

«Ma non è necessario specificarlo! Devo proprio spiegarti tutto: la cliente pensa di avere a che fare con un videogioco maledetto e se parlare di videogiochi maledetti la fa contenta noi parleremo di videogiochi maledetti, dischetti posseduti, joystick fantasma…»

Claudia tornò a rivolgere lo sguardo alle basse palazzine che soffocavano la via principale e bloccavano la vista di quello che una cinquantina d’anni prima avrebbe potuto anche essere un bel panorama e tornò a rimuginare tra sé e sé. Il navigatore guidò la Micra giù per una vietta chiusa, in un quartierino residenziale quasi moderno con una ventina di casette a schiera disposte sui due i lati e una grande villa parzialmente celata da un’alta siepe in fondo alla strada. La casa di Marta e Marco Nobili, la quinta sulla sinistra, si presentava decisamente più modesta. Di nuovo, Claudia si chiese come si sarebbe posta nei confronti dei Nobili. Non sopportava che la si mettesse sullo stesso piano di medium e ciarlatani di bassa risma, sebbene capisse perché la gente tendeva ad accostare la sua attività a figure dalla discutibile etica professionale. Il rimorchio che si trascinavano dietro era pieno di ragioni di dubitare della loro serietà, ma il lavoro che facevano non aveva niente a che fare con fantasmi e altre presenze ectoplasmiche. Appena scese dall’auto e chiuse lo sportello, però, non poté fare a meno di provare un brivido. Era la tipica cittadina di provincia del Nord Italia, il genere di posto dove la gente si vanta di stare lontano dalle tentazioni e turbolenze delle grandi città, dove si conoscono tutti e non succede mai niente. Il luogo ideale dove il disagio può mettere radici indisturbato, certo della noncuranza di occhi indifferenti, una macchia di muffa sulle mattonelle del bagno che non vuoi ripulire ma continua a proliferare giorno dopo giorno. A Claudia sembrava proprio di sentirne l’odore di quella muffa, un puzzo maligno radicato in profondità, che non si poteva lavar via. Era davvero un pensiero da spiritista da quattro soldi.

Nel prossimo capitolo...

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  • Una buona impressione! (50%)
    50
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113 Commenti

  • Ciao Dapiz,

    putroppo arrivo solo all’ottavo episodio di questa storia, ma visto che fin qui mi è piaciuta, cercherò di seguire il tuo prossimo Incipit (Ti seguo!).
    Da videogamer e roleplayer ti dico che ho apprezzatto l’iniziativa con la quale hai investito la piattaforma con questo esperimento stilistico, a mio avviso ben riuscito e piacevole da leggere.

    Arrivati a questo punto, prima dei due episodi finali, io direi che mi piacerebbe tornare da Marco!
    Alla prossima!

  • Ciao, Dapiz.
    Anche capendo poco di videogiochi e soprattutto giochi di ruolo, sto apprezzando tantissimo questo racconto, mi hai scritto che ti è più difficile che per altri qui pubblicati, ma io non riesco a notare differenze né cali di stile o buchi nella trama.
    Ti segnalo due cose, tanto per non farti solo complimenti 😉 :
    “Al quinto piano cominciavano a INSEGUIRTI” a mio parere sembra che qui tu ti stia rivolgendo al lettore e potrebbe non essere una buona cosa, magari è una mia fisima, ma io l’ho interpretata così.
    E poi un refuso: ” raggiunse uno dei CANDELABRO”
    Detto questo, trovo che il racconto stia riuscendo molto bene, le scene d’azione ti sono congeniali, non avevo dubbi che saresti riuscito a trasmettere tensione e il terrore dei protagonisti è percepibile, quindi stai facendo un ottimo lavoro.

    Alla prossima!

    p.s. il flashback, in alcuni casi può essere risolutivo.

    • Effettivamente non sono certo che quell'”inseguirti” sia proprio corretto, in quel momento è inteso come una riflessione del personaggio e mi suonava bene, ma forse mi sono inconsapevolmente preso una licenza poetica che può stonare… per il resto ti ringrazio come sempre, continuo ad avere dei dubbi sulla riuscita di questa storia ma a quanto pare sta piacendo e mi fido di chi legge!

  • Ciao Dapiz
    Efficace anche questo capitolo.
    Questa frase mi ha spiazzato:”A mio padre non importa niente di Marco e se sua mamma scoprisse che ho lasciato che si riducesse così mi caccerebbe di casa, e papà glielo lascerebbe fare.»
    Allora Marco e Marta non sono “biologicamente” fratello e sorella?
    Spiegazioni

  • Ciao, Dapiz.
    Chissà perché il racconto di Marta mi convince poco, c’è qualcosa di strano in quella casa. Sarà che ho appena finito di vedere Chambers, chissà.
    I complimenti per la scrittura li meriti tutti, come sempre, ci sono particolari che hanno un loro perché nell’ apparire all’interno della storia: i ragni, il ronzio di sottofondo, i piani della casa così diversi tra loro; gli incensi e la “vacanza” dai figli… chi si prende una vacanza dai propri figli?
    Sono curiosa, non c’è che dire.
    Voto la paura e aspetto l’ottavo episodio.

    Alla prossima!

    • Sempre troppo gentile! Devo dire che questo racconto è quello che mi sta creando più difficoltà tra quelli che ho scritto qui, per una serie di ragioni… credo che i ritmi a cui scrivo questi capitoli non siano compatibili con il genere a cui volevo che la storia appartenesse, ma se non altro ogni volta che scrivo qui imparo qualcosa di nuovo!

    • Ciao! Mi fa piacere che la scena di maggior tensione della storia (finora) sia stata ben recepita, di solito non scrivo molte scene di quel tipo e devo ancora prenderci la mano. Già che ci sono approfitto per fare un chiarimento che non ha ancora trovato spazio nella storia: Diego e Claudia non sono adulti navigati ma nemmeno ragazzi giovanissimi, hanno entrambi più di trent’anni 🙂

  • Ciao Dapiz,
    penso che Diego indagherà un po’ sulla casa e sulla famiglia Nobili.
    Ho letto tutti i capitoli, ho notato alcuni refusi dei quali ,con tutta probabilità, ti sarai già accorto.
    I ragni sono insetti che mi infastidiscono… e rendono l’idea del disgusto, perciò in un genere come questo sono in qualche modo i benvenuti.
    Alla prossima, ciao.
    Ilaria

    • Ammetto che ai capitoli di questo racconto sto dedicando un po’ meno cura rispetto alle storie precedenti, quando li rileggevo almeno 7-8 volte prima di pubblicarli… adesso, per una serie di ragioni, li rileggo giusto un paio di volte, che chiaramente non sono sufficienti per dar loro una forma accettabile. Spero di ritrovare il giusto ritmo di scrittura in tempi brevi 🙂
      Quanto ai ragni sono di gran lunga le creature che meno amo sulla faccia della Terra, quindi non è stato difficile scegliere di dedicare questa storia a loro 😀

  • Ciao, Dapiz.
    La cosa più intelligente sarebbe chiamare aiuto, ma in un horror nessuno fa mai la cosa più furba… quindi, voto per le indagini sulla famiglia.
    I ragazzini posseduti, chiunque o qualsiasi cosa sia a possederli fanno sempre la loro bella figura in questo genere. Hai fatto un buon lavoro e la scena è spaventosa al punto giusto. Segnalo anche a te “affianco” anziché “a fianco” 😉

    Alla prossima!

    • Ho ancora molto da imparare da te sui racconti di questo genere ma sono felice che ti abbia convinto! Sì, in genere i personaggi degli horror non sono proprio dei geni, ma in questo caso sto cercando di dare loro delle motivazioni un po’ più concrete, anche se magari non sono ancora del tutto chiare 🙂

  • Arieccomi! Leggere tre capitoli uno dietro l’altro ha tutto un altro sapore 😂 Molto ben scritto anche questo, con qualche refuso e virgola di troppo, ma conoscendoti hai aggiornato di fretta. Hai reso bene la concitazione degli eventi, sono stata col fiato sospeso fino all’ultimo. Voto per l’indagine, perché tra i due fratelli Claudia mi sembra la più assertiva, Diego le obbedirà di sicuro.

    • “conoscendoti hai aggiornato di fretta” e infatti mi conosci (╯︵╰,) ma scherzi a parte è qualche settimana che faccio molta fatica a dedicarmi alla scrittura e infatti mi riduco a scrivere soprattutto tra sabato sera e domenica mattina, senza lasciar riposare il capitolo come dovrebbe. Però spesso i capitoli che scrivo di fretta sono quelli che apprezzate di più, quindi dai, quello che conta è il risultato… i refusi li posso sempre correggere 😀

  • Un segreto della casa dei ragni! Ho saltato un capitolo ma ha vinto l’opzione che avrei votato anch’io, quindi bene. Continuo a essere intrigata dal racconto, anche perché so molto poco di videogiochi e tutta la parte sulla cartuccia non me l’aspettavo. Per chi non è esperto come me ci sono dei passaggi poco chiari, sì, quindi probabilmente una spiegazione in più non farebbe male… ma sarebbe noiosa. Cerca di inserirla magari in maniera soft mentre dedichi il capitolo ad altro. In ogni caso, le atmosfere della storia le sto sentendo, forse non sono esattamente come volevi renderle, ma ci sono.

    • Grazie di essere ancora qua! Sì, le atmosfere non sono (ancora?) propriamente horror, ma più per limiti miei nell’approcciarmi a questo genere che per intenzione. Nei prossimi capitoli le cose dovrebbero farsi un po’ più creepy, almeno nella mia testa, poi vedremo il risultato… comunque sono contento che ti abbia preso lo stesso. Per quanto riguarda le spiegazioni mi rendo conto di scrivere dando per scontate forse un po’ troppe cose, un altro aspetto della mia scrittura su cui devo lavorare…

  • Rieccomi, Dapiz. Ho votato per qualche spiegazione, lo so, mi potrei accontentare di quanto hai scritto finora, ma sono noioso e voglio saperne di più 😂
    Una storia originale e a mio parere molto ben narrata! L’atmosfera rimane (per il momento?) molto rilassata, considerato il genere, e la cosa non mi dispiace affatto: mi fa pensare a “Un lupo mannaro americano a Londra”, un Horror sui generis che mi è piaciuto tantissimo.
    Molto ben reso il dualismo tra i fratelli, la bonaria spocchia della ragazza che è convinta (e fa credere anche a noi) che il fratello sia un inutile fanfarone, mentre la realtà, come dimostrano i pensieri della Nobili, è ben diversa.
    Insomma, bravo e complimenti, mi è molto piaciuto leggere questi cinque capitoli.
    Ciao, ti auguro un ottimo lunedì di Pasquetta e una fantastica settimana a seguire 🖖

    • Ciao e grazie! Effettivamente per ora non è propriamente un racconto horror, avrei voluto renderlo più inquietante fin dall’inizio ma faccio ancora fatica ad allontanarmi da quello che è il mio stile di scrittura tipico. Comunque, nel capitolo appena pubblicato le cose si sono fatte un po’ meno rilassate!

  • Non essendo molto pratica si videogiochi maledetti, opto per una spiegazione in proposito.
    Ciao, Dapiz.
    Non c’è che dire, con questo racconto hai davvero catturato la mia attenzione.
    Ti chiedo solo una cosa che, strano ma vero 😅, non ho capito: la cassetta con lo squalo l’hanno portata Diego e Anna o era già sul posto? Se l’hanno portata loro, come sapevano che il ragazzino aveva una vecchia console in cui inserirla? Perdonami, ma la vecchiaia avanza e le mie facoltà cognitive peggiorano inesorabilmente 🙂.
    Bravo, come sempre.

    Alla prossima!

    • Sono contento che il racconto ti piaccia, dal mio punto di vista sto un po’ faticando a concentrarmi sulle atmosfere che avevo in mente per il solito limite di spazio… cooomunque, non credo di essermi spiegato bene: l’idea è che tutte le apparecchiature da “ghostbusters” dei due fratelli siano ricavate da videogiochi, console, cabinati da sala giochi e cose del genere, e questo vale anche per la cartuccia (che è un GameShark, esistono davvero), quindi avevano tutto con sè. Avrei voluto scendere un po’ più nel tecnico, ma ho avuto poco spazio 🙂

  • Mi piacerebbe la spiegazione ma il segreto mi attira di più!

    Molto molto interessante: sono riusciti ad introdursi nel gioco in due modi: il primo interferendo col sistema di gioco ed il secondo con i “trucchi” per ottenere un nuovo personaggio. A quando la “God Mod”? 😛

    Ciao 🙂

  • Ciao, Dapiz.
    Mi aspetterei una reazione, magari piccola, da parte di Marco.
    Si entra nel vivo dell’indagine, benissimo. Sono davvero curiosa di leggere come si svolgerà, indagare su un videogioco maledetto non è proprio come indagare su un delitto, per me non sarebbe facile, ma tu hai assi nella manica che io neanche mi sogno.
    Perdona l’ignoranza:I tasti W A S D fungono da comandi? Scusa, ma non ho mai giocato col pc (o forse una volta, ma con il controller, se si chiama così).

    Alla prossima! .

  • Bella l’atmosfera inquietante della casa e il cambio di punto di vista. I dialoghi sono credibili e la descrizione dei due fratelli è interessante, anche se forse l’avrei armonizzata un po’ di più con la narrazione, inserendo poco alla volta accenni sui loro tratti caratteristici.
    Voto per sapere di che gioco si tratta, penso sia arrivato il momento di saperne di più 😀

    • Il quando e il come descrivere i personaggi è sempre un bel dubbio… di solito i miei personaggi li descrivo pochino, magari in relazione ad altri o se in un momento specifico serve evidenziare una loro caratteristica, ma in questo caso ho preferito sfruttare il primo incontro tra Marta Nobili e i due investigatori per darne una descrizione dal suo punto di vista, anche perchè non volevo far passare troppo tempo senza che sapeste come immaginarvi questi due personaggi!

  • Ciao, Dapiz.
    A metà tra “the Conjuring” é “ Insidious”, fantastico! Mi piace molto la piega che sta prendendo il racconto, mi piaceva anche prima, a dire la verità 😉.
    La tua scrittura è sempre impeccabile e non ho appunti da fare, a parte un accento mancante sul “sì” nell’ultimo intervento dialogico, ma è giusto per trovare il pelo nell’uovo in un episodio praticamente perfetto.

    Alla prossima!

    p.s. di che gioco si tratta.

    • Grazie mille! Io in realtà ho beccato un refuso subito dopo la pubblicazione ma vabbè, same old story XD E sì il riferimento è ovviamente The Conjuring, anche se Marta fa un po’ di confusione e parla del suo più famoso spin-off Annabelle. I due fratelli acchiappa”fantasmi” a pensarci potrebbero ricordare quelli di Insidious, ma in questo caso è appunto solo un caso 🙂

  • Bene bene bene, molto bene. Mi sei piaciuto. Soprattutto dal quarto paragrafo in poi: fantastiche sia la descrizione fisica dei Bonaluce che la scenetta del ragno. Gli insetti maledetti avranno un ruolo in questa storia, deduco, ma per ora non sembra prevedibile. Questo capitolo mi ha fatto entrare nell’atmosfera meglio dei due precedenti ed è quello che mi è piaciuto di più. Voto “di che gioco si tratta”, anche se pure le vittime mi stuzzicano… Bravo. 👏🏻

    • Sono contento che ti sia piaciuto, è stato quello che mi ha messo più in difficoltà e l’ho riscritto quasi tutto all’ultimo… avevo intenzione di entrare più nel vivo della storia già qui, ma ho preferito fare le cose con calma e continuare a introdurre i personaggi e il contesto un po’ per volta. In fondo una buona storia di questo genere è fatta più da queste cose che dagli spaventi a caso 😀

  • Una cattiva impressione… Così da creare un bel po’ di conflitto. Che noia se va tutto liscio 🤣🤣 non ho capito molto sull’alternanza del pdv, ma ho letto in un commento che vuoi fare tipo narratore onniscente, ma non proprio. Quindi cosa? 🤣 mi incuriosisce.

    • Per il momento siamo in parità, serve un altro voto! Comunque, mi spiego meglio sulla questione del punto di vista: le mie storie sono sempre scritte dal pov interno del protagonista o comunque del personaggio su cui il capitolo si incentra, ma in questo caso vorrei provare ad allargare un po’ il campo e “saltare” da un personaggio all’altro anche all’interno dello stesso capitolo, come se il narratore aleggiasse sulla scena e potesse entrare nella testa dei vari personaggi, senza però essere realmente onniscente e poter quindi esprimersi su cose che i personaggi non sanno o che devono ancora accadere. Spero di essere stato chiaro 😀

      • Capito! Non l’ho mai visto fare consapevolmente, cioè di solito sono errori di immersione che portano a un pdv ballerino. Mi ricorda un po’ The Sims 😂 e sono davvero curiosa di vedere come lo gestirai! Per ora direi bene, si capisce quando sei nell’uno e nell’altro. Vedremo quando si aggiungeranno altri personaggi! 😄

  • Voto per la cattiva impressione, così, per movimentare le acque!
    Ho trovato questo secondo capitolo molto raccontato, al contrario del primo. Nei prossimi spero di vederti tornare a mostrare, giocando con i dialoghi e le azioni per far emergere implicitamente le info di background. A parte questa nota pignola (sorry…), i due investigatori li ho già presi in simpatia. Una coppia strampalata che promette bene, avrei voluto vederli più in azione.

    • Fai bene a farmi note pignole, pur tenendo sempre presente il principio dello show, don’t tell mi capita di concentrarmi solo su qualche scena specifica e di non rendermi conto di ridurre il resto a spiegoni… in questo caso ho voluto inserire qualche chiarimento già da subito in maniera tale da non confondere troppo col passaggio dal precedente capitolo a questo, ma in effetti potevo fare di meglio. Attendo altra pignoleria 😀

  • Ciao, Dapiz.
    Secondo capitolo funzionale alla storia: entrano in scena nuovi personaggi e si delinea meglio il contesto. Trovo tutto ben scritto, avrei usato diversamente le virgole nella prima frase, ma io con le virgole sono una capra, quindi…
    Il passaggio del punto di vista da un personaggio all’altro è riuscito, non confonde e non stona. Ben fatto.
    Dico “brutta impressione” e vediamo che succede.

    Alla prossima!

    • Be’ io con le virgole vado molto a orecchio, ammetto che potrebbe non essere l’uso più corretto dal punto di vista grammaticale… Comunque, in questa storia vorrei provare a saltare da un personaggio all’altro più spesso, non come narratore onniscente ma quasi, essendo un approccio al punto di vista della narrazione che non avevo ancora sperimentato. Spero di cavarmela!

  • Inizio intrigante, la descrizione dei video mi è sembrata buona anche se forse ci avrei visto meglio il tempo presente, ma è solo una mia impressione. Questo tipo di storie mi incuriosiscono molto e riescono a farmi spaventare, visto che l’orrore si manifesta in circostanze quotidiane e inaspettate… vediamo se sarà anche questo il caso 😀
    Voto per il viaggio, sono curioso di conoscere i due investigatori. A presto!

    • Ciao e grazie! La storia sarà al passato perchè non amo scrivere al presente, ma per mantenere il feeling della creepypasta le parti con il ragazzino saranno al presente, dal momento che rappresentano spezzoni di lui che si registra o comunque racconta cose che gli stanno succedendo sul momento. Non ero convintissimo di questa soluzione per il primo capitolo, infatti l’ho riscritto diverse volte, ma da qui in poi la lettura diventerà più “agevole”
      Alla prossima!

  • Ciao, anche io tornato dopo una lunga pausa ho appena terminata una storia e sono contento di esserci come anche tu prometti di fare. Premesso anche che non sono un estimatore di certe stereotipate storie horror tutte uguali plasticose e malfatte voglio vedere se riuscirai a darmi un brivido. Ti seguirò con piacere, attendo i due investigatori in ufficio… Ciao🙋

    • Bentornato anche a te allora! Bè senza fare spoiler posso dire che di sicuro non voglio scrivere la classica storia del videogioco malvagio che si mangia la gente, anche perchè da amante dei videogiochi non sarebbe molto in linea con il mio pensiero. Per il resto farò del mio meglio per darvi almeno un brividino!

  • Sì, sì, sì! Bentornato, Dapiz!
    Un horror scritto da te sarà sicuramente una figata. L’idea prima non è originalissima, ma sarà la piega che gli darai a renderla unica e originale. Mi piacciono queste storie, le leggende metropolitane a cui nessuno crede e che, poi, si rivelano spaventosamente vere; poi, magari, si tratta di altro, non mi resta che scoprirlo seguendo la storia.
    Sono felice che il sito si stia ripopolando, è una buona cosa. 🙂
    Alla prossima!

    p.s. in viaggio.

    • Mi mancava scrivere qui 😀 Questo sarà il mio secondo esperimento “serio” con l’horror, dopo la storia che hai letto su Instagram che però non era proprio appartenente a quel genere… non ho intenzione di entrarci a gamba tesa cercando di scrivere chissà quale storia originalissima e geniale, credo che sia meglio qualcosa di più tradizionale (da qui creepypasta e acchiappafantasmi) in cui però cercherò di inserire alcuni tocchi personali che spero saranno apprezzati!

  • Bentornato a te, bentornata a me! Nella mia riorganizzazione generale c’è entrare su The Incipit almeno una sera a settimana, quindi cominciamo seguendo questa nuova storia. L’horror mi incuriosisce, perché è difficile spaventare, anche se mi pare di capire che questo racconto sarà un po’ un mix. C’è il tuo ingrediente preferito, i videogiochi, per cui so che lo scriverai bene. Il ragazzino sono riuscita a immaginarmelo perfettamente. 👌🏻
    Aggiornamento ogni domenica?

    • Bentornatissima! Anche io sto cercando di ritagliarmi più spazio per The Incipit, sia per scrivere che per leggere… Possiamo farcela 💪🏻
      Questa storia sarà sì una mescolanza di generi, una creepypasta dal punto di vista del ragazzo di questo capitolo (che racconta in prima persona come nella maggior parte di questo tipo di racconti) e una specie di storia di acchiappafantasmi quando seguiremo i due investigatori… Sono entrambe cose nuove per me, quindi alla peggio a fare paura sarà il risultato 😅
      E sì ci leggiamo ogni domenica!

    • Ciao e grazie per aver dato fiducia al racconto anche se non è proprio il tuo genere! Mi rendo conto che l’ambito dei videogiochi e di Internet non è proprio comprensibile a tutti, quindi farò del mio meglio per rendere tutto il più chiaro possibile… Sarà una discreta sfida perché i due personaggi che incontrerete nel prossimo capitolo sono già esperti in questo campo, ma ci proverò 🙂

  • Horror! Di solito non seguo gli horror perché non mi piacciono! Però l’inizio l’ho trovato carino. Seguo fin quando non mi spavento troppo ^_^
    Vediamo se riesci a fare un horror che seguo con piacere fino alla fine 😉

    Ciao 🙂
    PS: Già in viaggio.
    PPS: BENTORNATO! 😀

    • Felice di ritrovarti qui! Beh puoi stare tranquillo, nei miei piani l’elemento horror sarà presente ma non preponderante… E non so quanto mi riuscirà bene considerando che è solo la seconda storia di questo genere che scrivo 😅 Ma proverò se non a spaventarvi almeno a inquietarvi un po’…

  • Rieccomi qui! É passato un po’ di tempo da quando ho concluso il mio ultimo racconto e ho dovuto prendermi una bella pausa per riorganizzare le idee e il mio lavoro. In questo racconto sperimenterò un po’ con il genere horror e soprattutto introdurrò alcuni personaggi su cui mi piacerebbe scrivere altro in futuro, ma… un passo per volta.
    Ho già in programma anche le prossime storie da raccontare qui su The Incipit, sono tornato per restare 😀

    Buona lettura!

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