La perdita di “Zura”, parte 2: quanto tenere, quanto lasciare

Respirare

L’erba era abbastanza alta da nasconderle, abbastanza spessa e abitata da insetti di ogni genere da infastidirle durante il loro passaggio. In fuga, torce degli inseguitori dietro di loro, ogni tanto il richiamo di Tula a guidarle, perché non si disperdessero là in mezzo, ma restassero unite e riuscissero a rimanere insieme.

Corsero a perdifiato, ne andava di tutte e tre le loro vite. Almeno non erano state viste in faccia durante il loro agguato, una consolazione di cui furono grate tutte.

«Lasciatemi! Non credo di farcela!» gridava la loro “nuova recluta”, ma la piccola Zura non accennò nemmeno un secondo a lasciarle la mano.

Alle loro spalle arrivarono le grida degli uomini: «Io non li vedo, voi?», «Nemmeno io, ma non saranno lontani!», «Che dici! Ormai non li becchiamo più quegli schifosi!»

In un paio di minuti erano uscite dall’erba alta, nei pressi del fiume: «Attraversiamo!» ordinò Tula, inoltrandosi per prima nelle acque, sforzandosi di non mostrare i brividi. Zura seguì senza alcun cenno di dubbio, a differenza della terza, la quale protestò: «Ma è fredda!», poi però vedendo la piccola inondata dai raggi lunari sui capelli biondi, ben più propensa di lei a soffrire pur di ottenere quanto desiderato, decise di seguirla e camminare in quella corrente.

«Avanti! Non è molto fonda!» disse loro Tula, a metà strada e con l’acqua che non le toccava nemmeno le ascelle.

Una volta al di là le tre non si fermarono, anche se le voci degli inseguitori erano sparite, lasciando spazio solo all’acqua, solo a quella corrente che ormai le separava dal popolo di Gugh e dal suo tragitto; arrivarono invece in mezzo a degli alberi, ai piedi di una collina, dove Tula decise che potevano finalmente permettersi una pausa per riprendere fiato.

Zura le chiese perché mai si tenesse lo stomaco: «Ti ha colpito qualcosa?»

«No.» rispose la donna alla ragazzina: «No, lascia perdere. Appena ci siete proseguiamo un altro po’, anche se dubito che ci inseguano fino a qui.

Fu un viaggio estenuante, soprattutto perché nessuna delle tre si era preparata ad una notte insonne. “Non c’è vento.” Si disse Tula con sollievo, incoraggiandole di tanto in tanto, prendendo delle pause dove ritenne necessario, attraverso i prati, avvistando qualche animaletto. Non correvano più: non serviva, ma comunque non era momento per fermarsi.

Si ritrovarono in mezzo a degli aceri che il cielo notturno cominciava a schiarirsi. Lì il buio le colse in fallo un paio di volte, facendole inciampare, poi alla fine Tula trovò oltre quel boschetto una piana con la terra adatta: «Qui.»

Si diede il primo turno di guardia e notò che l’aria si era fatta più fresca, così fece radunare alla piccola quel paio di tele che erano riuscite a rubare quella sera: disse alle due di svestirsi e mettersi sotto di esse, accostate agli alberi, così da scaldarsi ed essere protette dai raggi del sole al mattino.

Non ci volle troppo tempo perché le due iniziarono a dormire coi loro volti distrutti. Forse sarebbe stato meglio se non si fossero portate dietro quella ragazza, così troppo abituata ad una vita da nobili per non essere di intralcio nei loro futuri spostamenti.

Era comparsa di fronte a loro mentre cercavano il modo di andarsene, supplicandole di non abbandonarla lì all’accampamento e mettendosi a correre con loro. Fu poi Zura a insistere e Tula avvertì la propria pupilla che quel gesto avrebbe portato delle conseguenze alle vite di tutte e tre, ma ormai la ragazza le aveva riconosciute e bisognava quindi decidere se accoglierla o ucciderla perché non parlasse.

Tula pose sguardo e udito a vegliare che nessuno si avvicinasse, fino al momento di svegliare la sua pupilla così da potersi riposare lei. Lasciarono alla bella Nazoma il privilegio di un sonno lungo abbastanza da farle riprendere le forze. La bella concubina di capo Gugh sarebbe stata sostituita facilmente con un’altra in poche settimane, senza che si massacrassero a cercarla. Loro tre dovevano invece badare che la giovane non fosse riconosciuta in alcun modo, cambiandone nei giorni a seguire aspetto e modi, magari trovando poi un posto dove lasciarla.

Zura era stata svegliata senza che avesse mai avuto l’impressione di aver dormito sul serio, ancora stanca, ma di certo non volle darlo a vedere alla sua mentore, lasciando che si spogliasse e avvolgesse in quella tela assieme a Nazoma.

Il sole era ormai sorto e il cinguettare degli uccelli insopportabile, come anche il fatto che le gambe non le concedessero la forza di starsene in piedi a lungo. La piccola decise di vestirsi e andare a prendere una mela dalla sua sacca, continuando a guardare la ragazza che avevano strappato all’accampamento: era sorridente e quieta nonostante la nottata, un volto dolce e non troppo distante a lei in età; Zura notò il ritmo del suo respiro, delineato da quelle tele sottili: il pensiero le cadde, come anche la mano, sulla penna nera che si era legata al collo, in modo da averla vicino ai polmoni, centro della vita. La mela non le diede molta soddisfazione.

Se avete il fiato corto non temete: adesso si respira tutti. A quale spirito affidare l'episodio successivo?

  • Iarcad: il sangue, primordiale ribollire degli impulsi, assecondatore degli istinti, delle viscere del mondo, nel bene e nel male. (0%)
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  • Renia, il fluire del tempo: l'acqua, placida protettrice dei saggi e dei guaritori. (83%)
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  • Catolle, il plasmare con le mani: armi, utensili, case e oggetti tutti. (17%)
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21 Commenti

  • Complimenti! Abbastanza chiuso da dare un senso ed abbastanza aperto da farti venir voglia di sapere cosa succeda!
    Unnai potrebbe essere un buon inizio terza storia, visto che Nazoma è diventata spirito di Unnai, ma Nomai l’abbiamo visto poco.
    Renia, per ora, rimane il mio preferito 🙂

    Dunque, per quanto riguarda lo sviluppo della storia, la trovo sempre appassionante e mi dispiace che non ci siano altri a leggerla perché merita proprio. Sono stati lasciati indietro alcuni dettagli ma potresti sempre recuperarli dopo. Finora non ci sono state brutte sorprese e sono entusiasta dello svolgimento. Giusto un suggerimento per la terza parte: sarebbe il caso di inserire un riassunto degli eventi precedenti, in modo da fare il punto. Se pensi che possa andare nello sviluppo del primo capitolo, altrimenti ci sono i commenti. Metti anche i link alle prime due parti affinché chi viene dopo possa leggerli, se ne ha voglia ^_^

    Ci leggiamo alla terza parte ^_^

    Ciao 🙂

  • Finita anche la seconda parte. In arrivo la terza dalla prossima settimana! Fatemi sapere con un commento se vi sta piacendo, se avete desideri, opinioni, impressioni o altro che volete condividere. Seguitemi per rimanere sempre aggiornati sui miei racconti.
    Purtoppo non posso lasciare una decisione sull’incipit della terza parte, ma fatemi sapere tramite i vostri commenti a quale spirito vi siete affezionati, o anche semplicemente quale vorreste approfondire di più.

  • Voto Rivris!
    Il cambio di punto di vista mi ha colpito e mi è piaciuto. Trovo sempre tutto molto interessante, anche se ancora non ho capito perché Tula è fuggita dal villaggio; ma forse lo scoprirò più avanti 🙂

    Ciao 🙂
    PS: secondo me nessuno sta ricevendo gli avvisi di nuove puntate: non è possibile che sia tutti spariti!

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