La perdita di “Zura”, parte 2: quanto tenere, quanto lasciare

Dove eravamo rimasti?

La ragazza ha fatto la una scelta. A quale spirito affidare il prossimo confronto? Liagio, custode dei mondi: il sogno, mano del destino e dell'equilibrio. (75%)

Il mito delle porte

Nazoma aveva scelto, ma Tula la ignorò: non era sua intenzione che la giovane facesse un giuramento di tale portata senza conoscerne ogni lato.

«Perché?» chiese alla ragazza e quella replicò parlando di come lo spirito avesse ottenuto ciò che voleva: «L’inganno è un buon modo di cavarsela.»

Quella sera non venne accettato nessun giuramento.

“Quando gli spiriti abitavano insieme nel grande palazzo, Rivris, spirito della natura, Nomair, spirito del cielo e delle montagne, assieme alla loro figlia Renia, spirito dell’acqua, vivevano nella tranquillità più piatta, di tanto in tanto colpiti dal vento. Renia, il cui scorrere pone i cambiamenti del mondo, fece passare il tempo e crescere sua madre. A Nomair invece non fu concesso un simile dono del cambiamento. In quei giorni i fratelli Flagro e Unnai, il fuoco e l’ombra, vagavano per il palazzo in spensieratezza. Gli occhi di Unnai si posarono sulla figura magnifica di Rivris, intenta ad accudire la figlia. Le due erano molto trascurate da Nomair, il quale stava sempre appresso ai propri pensieri, alle notizie che gli uccelli gli portavano ogni giorno, riguardanti il mondo: dall’alto delle montagne e del cielo nulla si muoveva che lui non sapesse, ma Renia scivolava lontana dal padre e Rivris, sebbene tentasse disperatamente di allungarsi, mai raggiungeva il cielo.

Allora Unnai prese coraggio e si avvicinò a Rivris la florida. Tra i due fu presto intesa e persino la dolce Renia si abituò alla sua presenza. Tre uccelli videro costoro passeggiare insieme e due di loro decisero di andare a riferirlo a Nomair. Quando questi udì di un simile tradimento andò su tutte le furie e scatenò il proprio rancore in forma di tuoni, pioggia e fulmini. Prima tuttavia volle premiare i due uccelli: «Voi due, falco e corvo, avrete da me grandi doni: tu, falco, avrai la supremazia tra gli altri tuoi simili e potrai cacciarli con grande maestria; a te corvo invece io lascio il dono dell’intelletto.» Le bestie lo ringraziarono ma il corvo disse che non aveva visto nulla di male nei due amanti. Allora Nomair lo maledisse: «Che tu possa portare il colore dell’ombra che stai difendendo.»

Di fronte a tutti gli altri spiriti fu fatto presente il grande tradimento e ne rimasero scandalizzati. Nomair chiese una punizione per i due amanti e che fosse severa oltre ogni dire. Flagro, il quale mai fino ad allora si era mai vergognato del fratello, ebbe un moto di tristezza.

Rivris si fece avanti tra gli spiriti: «Non vogliate punire Unnai.» disse loro «Egli non ha che la colpa di avermi amato più di chiunque altro. Potevo rifiutarlo e non l’ho fatto.»

Anche Unnai parlò con un sentimento simile: «Non punite la tenera Rivris. Il suo unico peccato è stato concedersi della felicità in una vita mesta. Riversate il vostro risentimento su di me e su Nomair, il quale così poco pensa ai suoi cari.»

A questa accusa lo spirito del cielo e delle montagne montò in collera ancora di più, chiedendo che fosse data la punizione peggiore possibile.

Flagro allora volle dare giudizio: «Per aver portato trambusto in questa famiglia è giusto che i colpevoli vengano puniti. Tutti quanti, persino chi ha causato infelicità.»

Ma Unnai chiese la parola, sorridendo sia a Rivris che a Renia: «Ho una proposta per voi tutti, per il bene della pace: propongo che Nomair sostenga nel cielo il grande ardore di mio fratello e lo porti durante il giorno, così da donare vita a sua moglie e far risplendere la figlia; propongo che Rivris segua quel fuoco con tutta sé stessa; propongo che mi venga affidata la ricostruzione del nostro palazzo, così che io non possa più vedermi in segreto sotto gli occhi di Nomair o di mio fratello Flagro.»

Tutto questo fu accettato, ritenendole valide soluzioni. Unnai mantenne la parola, ma nel nuovo palazzo che costruì mise diverse stanze, molte sconosciute alla maggior parte degli spiriti: erano le grotte, le profondità marine e alcune che comparivano soltanto con l’allontanarsi del fratello. Là dentro poteva stare con Rivris e Renia senza essere visti. Nomair sospettò sempre qualcosa, infuriandosi di tanto in tanto, ma mai potrà separarli, non riuscendo a scorgere dietro le porte di quelle stanze. E dire che era proprio la luce che portava ogni giorno a crearle. Di porte chiuse ne comparvero ogni giorno di più.

Molti volatili, tra cui il falco e il corvo, vollero aiutare Unnai, avvertendolo nel caso Nomair fosse passato, così da sdebitarsi per quanto commesso e Unnai diede a tutti loro un regalo: «Voi conoscerete l’amore come l’ho conosciuto io, unendovi ad una sola compagna per il resto della vita.»

E così l’ombra porta refrigerio, riposo, intimità in coloro che ama, ma inganno, timore nei propri nemici.”

Nazoma non era riuscita a guardare oltre all’inganno, incosciente dell’onere spettante ad uno spirito come Unnai. Fino a che non avesse raggiunto questa conoscenza non sarebbe mai stata un vero spirito. Così come Zura si ostinava a non guardare Flagro con la giusta attenzione.

Ho voluto inserire il mito per dare una conoscenza piĂą approfondita degli spiriti. A chi affidare il proprio episodio?

  • Catolle, il plasmare con le mani: armi, utensili, case e oggetti tutti. Protettore dei carpentieri, dei fabbri e degli artigiani. (0%)
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  • Renia,fluire del tempo: l'acqua, placida protettrice dei saggi e dei guaritori. (100%)
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  • Iarcad, possesso, primordialitĂ : il sangue, il fumo, ribollente impulso delle viscere del mondo, degli istinti, nel bene e nel male. (0%)
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