La perdita di “Zura”, parte 2: quanto tenere, quanto lasciare

Dove eravamo rimasti?

Ho voluto inserire il mito per dare una conoscenza più approfondita degli spiriti. A chi affidare il proprio episodio? Renia,fluire del tempo: l'acqua, placida protettrice dei saggi e dei guaritori. (100%)

Un luogo per la luce, un luogo per l’oscurità

Cheinira era ormai a un paio di giorni di cammino, almeno secondo Tula. Pioveva e loro se ne stavano al riparo sotto gli alberi. Le ultime notti erano state più fredde, tanto da doversi stringere l’una all’altra. La piccola aveva cominciato a starnutire e a sentire dolore alla testa. Era già successo in passato e Tula ricordò cosa le disse allora il sapiente: per questo aveva poggiato il dorso della mano sulla fronte sudata della ragazzina e aveva deciso di tenerla il più possibile al caldo, spiegandolo anche a Nazoma. Non potevano avanzare in cammino, perciò aspettarono che il cielo si placasse abbastanza da concedere loro almeno una mezza giornata tranquilla. Nel frattempo le due prepararono con rami e foglie una portantina da trascinare, sulla quale posarono la piccola assicurandola con delle corde. Era un grosso dispendio di energie, ma Tula spiegò anche che non avevano scelta: serviva un sapiente per prendersi cura della piccola, sperando di non esserne contagiate anche loro. Questo allungò il loro viaggio, arrivando ad avere poche scorte in un tratto senza troppe foreste in cui cacciare, senza un fiume in cui gli animali avrebbero potuto abbeverarsi, senza frutta intorno da carpire, se non poche bacche nere e rischiose da mangiare. Zura si addormentava spesso e senza serenità: mugugnava frasi e nomi, poche parole comprensibili. Nazoma aveva più volte lanciato un’occhiata alla mentore: «Resisterà?»

«Sì.» rispose Tula: «Lei ha molta forza dentro di sé.» “Ho distorto la sua strada per farla giungere a questo?”

Fu di pomeriggio che scorsero in mezzo ad un cielo limpido delle strisce di fumo, proprio oltre un paio di colli. Tula allora, che stava trascinando la portantina indolenzendosi le braccia, diede una leggera pacca sulla spalla di Nazoma: «Non è lontana.»

Nazoma starnutì, portandosi davanti alla faccia il braccio destro: nel vedere il muco finito sulla propria pelle, sentendolo sul proprio viso, da dove lo strofinò violentemente via, chiese: «Significa che anche io…»

La mentore alzò le spalle: «Chi può dirlo? Intanto cerchiamo di arrivare a Cheinira. Laggiù dovrai avere sempre il capo coperto e anche parte del volto. Non vogliamo che tu venga riconosciuta e riportata alla vecchia strada.»

La ragazza si pulì le mani sulla veste con sommo disgusto: mai le era capitato di entrare a contatto con qualcosa di viscido e insieme potenzialmente mortale: «Dimmi spirito: cosa hai in mente?»

«Io dovrò andare al culto di Rivris a trovare qualche viridiana. Tu starai con lei…» Tula puntò Zura: «…e penserai al suo bene. Prima di questo però dovremo trovare un sapiente che non sia troppo dispendioso e poi pensare anche a te, al tuo aspetto. Mentre saremo in città dovrai lavorare sul modo di camminare, osservare, ascoltare, parlare, agire. Per te esisteranno soltanto due leggi e dovrai rispettarle entrambe sia per ciò che dicono che per ciò che non dicono.»

Zura emise uno dei suoi biascichii: «…ai…na nera… prometto…», poi tentò di divincolarsi dalla stretta delle corde.

Nazoma sospirò, come aveva fatto spesso quando sentiva la piccola parlare e pronunciare parole sconnesse. Ogni volta la mentore l’aveva rassicurata.

«Come faccio?» chiese la ragazza a Tula: «Come si può conoscere ciò che è nascosto?»

La mentore sorrise e le affidò il peso della portantina, incoraggiandola: «Tempo.»

La piccola, forse accorgendosi del tocco diverso, si agitò ancora: «…ambini …mamma …Genzi…»

A quelle parole la ragazza interrogò subito la mentore: «Ha pronunciato il nome di Genzi? Come può conoscere il re di Elna?»

Tula si morse le labbra e chiese alla giovane un grosso favore: «Non dirle che il re di Elna si chiama Genzi. Un giorno non lontano sono sicura sarà lei a parlartene. Lascia correre per ora: pensa alle due leggi che dovrai sempre mantenere.»

Alla ragazza non bastava: voleva sapere, voleva possedere quelle informazioni. Eppure in passato si era sempre arresa al non dover mai porre domande e forse era questo a fare sì che non insistette oltre, accettando quanto le arrivava: «Quali sarebbero le due leggi?»

«Vegliare la vita.» rispose Tula: «Questa è la prima legge di uno spirito, quella con cui apprendere tutto il resto. Sarà il tuo lascito e scopo.»

Nazoma credeva che il loro scopo fosse andare a uccidere predoni e mostri, pertanto ciò la sorprese e la mentore se ne accorse, per questo aggiunse: «Se non riesci a seguire questa, non puoi seguire le altre. Se non puoi seguire le altre, non sarai mai un vero spirito.»

«E allora la seconda legge?» chiese la ragazza alla mentore.

Tula si fece seria: «Ti metterà alla prova. Si tratta della legge di Unnai e se fallirai ti invito a considerare altre vie al di là di quella che ora hai intenzione di intraprendere.»

Nazoma sapeva che gli spiriti guerrieri seguivano dei dettami sacri, ma essi non erano mai stai divulgati ad altri. Se li era immaginati come consigli su come attaccare o difendersi, come comportamenti, trucchi da battaglia.

Invece sentì: «Un luogo per la luce, un luogo per l’oscurità

Che la via di Unnai possa essere di buon auspicio per Nazoma? Lo vedremo forse nel prossimo episodio: a chi affidarlo?

  • Unnai, velo della realtà: l'ombra, custode del vero aspetto del mondo. Paura, inganno e maestro di premura. (100%)
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  • Catolle, il plasmare con le mani: armi, utensili, case e oggetti tutti. Protettore dei carpentieri, dei fabbri e degli artigiani. (0%)
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  • Iarcad, possesso, primordialità: il sangue, il fumo, ribollente impulso delle viscere del mondo, degli istinti, nel bene e nel male. (0%)
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21 Commenti

  • Complimenti! Abbastanza chiuso da dare un senso ed abbastanza aperto da farti venir voglia di sapere cosa succeda!
    Unnai potrebbe essere un buon inizio terza storia, visto che Nazoma è diventata spirito di Unnai, ma Nomai l’abbiamo visto poco.
    Renia, per ora, rimane il mio preferito 🙂

    Dunque, per quanto riguarda lo sviluppo della storia, la trovo sempre appassionante e mi dispiace che non ci siano altri a leggerla perché merita proprio. Sono stati lasciati indietro alcuni dettagli ma potresti sempre recuperarli dopo. Finora non ci sono state brutte sorprese e sono entusiasta dello svolgimento. Giusto un suggerimento per la terza parte: sarebbe il caso di inserire un riassunto degli eventi precedenti, in modo da fare il punto. Se pensi che possa andare nello sviluppo del primo capitolo, altrimenti ci sono i commenti. Metti anche i link alle prime due parti affinché chi viene dopo possa leggerli, se ne ha voglia ^_^

    Ci leggiamo alla terza parte ^_^

    Ciao 🙂

  • Finita anche la seconda parte. In arrivo la terza dalla prossima settimana! Fatemi sapere con un commento se vi sta piacendo, se avete desideri, opinioni, impressioni o altro che volete condividere. Seguitemi per rimanere sempre aggiornati sui miei racconti.
    Purtoppo non posso lasciare una decisione sull’incipit della terza parte, ma fatemi sapere tramite i vostri commenti a quale spirito vi siete affezionati, o anche semplicemente quale vorreste approfondire di più.

  • Voto Rivris!
    Il cambio di punto di vista mi ha colpito e mi è piaciuto. Trovo sempre tutto molto interessante, anche se ancora non ho capito perché Tula è fuggita dal villaggio; ma forse lo scoprirò più avanti 🙂

    Ciao 🙂
    PS: secondo me nessuno sta ricevendo gli avvisi di nuove puntate: non è possibile che sia tutti spariti!

  • Abbiamo parlato tanto di Unnai quindi voto Unnai!

    Non mi era arrivata la notifica! Accidenti! E credo che non sia arrivata anche a molti altri, visto i pochi commenti! Questo, secondo me, è un capitolo di svolta: può succedere di tutto, ora! Spero che Nazoma e che Zura si riprenda 🙂

    Ciao 🙂

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