La perdita di “Zura”, parte 2: quanto tenere, quanto lasciare

Dove eravamo rimasti?

Che la via di Unnai possa essere di buon auspicio per Nazoma? Lo vedremo forse nel prossimo episodio: a chi affidarlo? Unnai, velo della realtà: l'ombra, custode del vero aspetto del mondo. Paura, inganno e maestro di premura. (100%)

Mostrare la verità

Era buio e non avevano cenato. Di fronte avevano sotto un cielo colmo solo di stelle la citta di Cheinira, circondata da fuochi di vedette al di sopra di torri di legno. Le sue case erano di pietra, con delle forme coniche. Le ombre degli edifici nascondevano ben poco della sua bellezza. Tula sapeva che le forze militari all’interno erano agli ordini dei sacerdoti e delle sacerdotesse. Il culto era giudice e giuria di ogni azione, così come era sempre stato. Nazoma coprì il proprio volto e la chioma, starnutendo ogni tanto.

Non dovettero farsi troppo vicine alla porta prima che un manipolo di uomini con le fiaccole alte uscirono fuori da quelle mura di legno, pronti ad accoglierle.

Tra loro c’era un sacerdote, riconoscibile dalla fascia caratteristica, diversa a seconda dello spirito venerato. La sua era scarlatta e Tula sentì anche un aroma di arance provenire verso di lei.

«Iarcad nel cuore, stranieri!» fece il sacerdote con la mano protesa a cenno di fermarsi: «Chi siete e cosa cercate?»

«Iarcad nel cuore, voce dello spirito. Siamo in tre.» rispose Tula, facendosi avanti con la testa scoperta, in modo che potessero notare la sua chioma, la quale sebbene fosse stata tagliata da poco, portava ancora il colore del fuoco: «Sono uno spirito di Flagro e benedetta da lui, come potete ammirare. Viaggio con la mia pupilla, molto giovane e bisognosa di cure. L’abbiamo posta sulla portantina.»

Ora che si era avvicinata abbastanza, vide che il sacerdote era intorno ai quaranta anni. Egli guardò di sbieco in direzione di Nazoma: «Sì… Il terzo invece? Anzi, vedo che è sempre una donna. Perché la porti con te? Chi ti ha dato il permesso di addestrarne due?»

«Non era mia intenzione andare contro la legge, voce dello spirito.» rispose Tula con un tono composto: «La sto solo accompagnando fino a dove penserò che sia al sicuro.»

L’uomo allora osservò meglio la ragazza: «Al sicuro da chi?»

Nazoma vide quella donna ergersi sia per la piccola che per lei, vide la luce delle torce farsi vicina, tanto da percepirne il tepore. Ripensò agli allenamenti alla spada, a quanto peso mettesse su di un solo piede, sbilanciandosi e rendendosi fragile agli attacchi della piccola. Perciò fece da secondo piede e parlò: «Mi ha tratta in salvo e ha eliminato chi mi opprimeva. Ora cerco un posto dove stare e si è offerta di accompagnarmi lungo il tragitto.»

Tula fu sorpresa da una simile risposta: una parte di lei non poté fare a meno di notare che dopotutto quella che aveva di fronte era stata una persona abituata a dare agli altri ciò che chiedevano. Annuì al sacerdote e confermò tutto: «Un lavoro di spada. Voi capirete di certo, voce dello spirito.»

Nazoma non credette a ciò che aveva fatto, anche se si era trattata solo di una frase e nulla più: molte volte aveva mentito nel suo passato, ma questo era diverso, poiché aveva solo riferito la verità, o almeno una sua forma. Non restava che aspettare per vedere se il sacerdote avrebbe loro permesso di procedere o meno.

Il sacerdote fissò gli occhi sui capelli di Tula: corti, unti di sudore, eppure di quell’arancione caldo che anche le fiamme donavano assieme al proprio calore. Abbassò lo sguardo sulla spada: fu allora che la bocca si aprì per chiedere qualcosa che non uscì mai allo scoperto. Invece da lui partì una semplice richiesta: «Voglio vedere se sei uno spirito di Flagro.»

La donna non arretrò alla sfida, sguainò la sua spada, nonostante non volesse scendere e mettere in pericolo con lotte inutili la creatura che portava in grembo: «Combatterò chiunque tu voglia pormi di fronte.»

Nazoma si chiese perché non avesse detto di aspettare un figlio. Si disse che doveva aver avuto le sue ragioni; pensò che magari la situazione si sarebbe palcata ora che lei si era dimostrata uno spirito guerriero. Invece uno degli uomini con la lancia si fece avanti.

Fu dato ordine agli altri di disporsi intorno ai due sfidanti, tenendo anche la piccola e Nazoma sotto l’occhio di due di loro. Nel cerchio di fiaccole così formato, Tula e l’avversario si osservarono. Lei decise di affrontare il freddo e togliersi anche il telo con cui aveva iniziato ad avvolgersi, passandosi vistosamente la mano destra sui capelli rossi, scompigliandoli in un ringhio.

Il guerriero con lancia si preparò tenendo saldamente la sua arma e puntandola in avanti: eppure non sorrideva né pareva serio o concentrato in volto; si accorse di come stesse tenendo la punta in rame, per poi rigirarla affinché fosse di piatto. A quel punto le sue sopracciglia si strinsero.

Tula sorrise e con l’elsa ben stretta nella sinistra e i piedi in posizione si mise a respirare profondamente l’aria e il tepore dal sapore di cenere che andava creandosi in essa. Il suo avversario non aveva armature o scudi, ma solo quella lancia; dalla posizione delle sue gambe se ne intuiva un addestramento, da quella delle braccia che era destrorso, dal viso che non aveva ancora vent’anni e possedeva un bisogno disperato di combattere. Tula vide disperazione e incertezza, così attaccò.

Eccoci ad uno scontro. A quale spirito affidare il duello?

  • Nomair, l'innalzarsi sul mondo: le montagne, il cielo e le tempeste. Eterno giovane protettore di studiosi, strateghi ed esploratori. (0%)
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  • Renia, fluire del tempo: l'acqua, placida protettrice dei saggi e dei guaritori. (0%)
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  • Flagro. ardore della vita: il fuoco, spirito impetuoso venerato da guerrieri e cantori. (100%)
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21 Commenti

  • Complimenti! Abbastanza chiuso da dare un senso ed abbastanza aperto da farti venir voglia di sapere cosa succeda!
    Unnai potrebbe essere un buon inizio terza storia, visto che Nazoma è diventata spirito di Unnai, ma Nomai l’abbiamo visto poco.
    Renia, per ora, rimane il mio preferito 🙂

    Dunque, per quanto riguarda lo sviluppo della storia, la trovo sempre appassionante e mi dispiace che non ci siano altri a leggerla perché merita proprio. Sono stati lasciati indietro alcuni dettagli ma potresti sempre recuperarli dopo. Finora non ci sono state brutte sorprese e sono entusiasta dello svolgimento. Giusto un suggerimento per la terza parte: sarebbe il caso di inserire un riassunto degli eventi precedenti, in modo da fare il punto. Se pensi che possa andare nello sviluppo del primo capitolo, altrimenti ci sono i commenti. Metti anche i link alle prime due parti affinché chi viene dopo possa leggerli, se ne ha voglia ^_^

    Ci leggiamo alla terza parte ^_^

    Ciao 🙂

  • Finita anche la seconda parte. In arrivo la terza dalla prossima settimana! Fatemi sapere con un commento se vi sta piacendo, se avete desideri, opinioni, impressioni o altro che volete condividere. Seguitemi per rimanere sempre aggiornati sui miei racconti.
    Purtoppo non posso lasciare una decisione sull’incipit della terza parte, ma fatemi sapere tramite i vostri commenti a quale spirito vi siete affezionati, o anche semplicemente quale vorreste approfondire di più.

  • Voto Rivris!
    Il cambio di punto di vista mi ha colpito e mi è piaciuto. Trovo sempre tutto molto interessante, anche se ancora non ho capito perché Tula è fuggita dal villaggio; ma forse lo scoprirò più avanti 🙂

    Ciao 🙂
    PS: secondo me nessuno sta ricevendo gli avvisi di nuove puntate: non è possibile che sia tutti spariti!

  • Abbiamo parlato tanto di Unnai quindi voto Unnai!

    Non mi era arrivata la notifica! Accidenti! E credo che non sia arrivata anche a molti altri, visto i pochi commenti! Questo, secondo me, è un capitolo di svolta: può succedere di tutto, ora! Spero che Nazoma e che Zura si riprenda 🙂

    Ciao 🙂

  • Questa volta voto Catolle.
    Mi è piaciuto questo capitolo: per una volta le vediamo interagire con qualcuno che non sa fare nulla e deve imparare tutto, pur non essendo più una bambina. La pazienza non sembrava il loro forte: mi devo ricredere 🙂

    Ciao 🙂

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