La perdita di “Zura”, parte 2: quanto tenere, quanto lasciare

Dove eravamo rimasti?

Eccoci ad uno scontro. A quale spirito affidare il duello? Flagro. ardore della vita: il fuoco, spirito impetuoso venerato da guerrieri e cantori. (100%)

Rispetto

Ellid era teso, volenteroso, eppure “inaccettabile” secondo Ianu. «Non puoi permetterti mia figlia.» gli era stato detto. La bella Tezia aveva da poco perso il marito, partito verso i confini sulle montagne assieme a una dozzina di guerrieri. Ne tornò uno solo, il quale affermava che degli spiriti grigi li avessero annientati. Ellid non credeva alle storie di fantasia, ma all’impreparazione di fronte a dei banditi dei monti sì. Il marito di Tezia non era un semplice guerriero ma un capo truppa, figlio di un eroe dei tempi passati; per questo la sua famiglia da sempre viveva nella zona presso il tempio di Rivris. Ellid fin da giovane non aveva mai avuto possibilità di vivere con Tezia. Lo sapeva eppure non lo accettava. «Quando vincerai su di uno spirito avrai mia figlia.»

Le parole rimbombavano in testa da un paio di mesi ed erano sempre state lì ad accompagnarlo. A Cheinira ne erano passati di spiriti di Iarcad, di Renia, di Nomair perfino: mai li aveva battuti. Era evidente che i loro sacri dettami li rendessero invincibili per chiunque. Ellid non aveva mai smesso di allenarsi con innumerevoli uomini tra nuovi guerrieri e veterani, persone che avevano ben familiari i campi di battaglia; aveva amato combattere da quando era piccolo e suo padre lo corresse nelle basi: «No! La destra avanti e la sinistra indietro quando impugni con due mani. Sempre. Così è.»

Se anche questa volta avesse fallito, forse sarebbe riuscito a convincere Tezia a seguirlo. Rimaneva il problema che non avrebbe potuto offrirle servitù e agi, ma solo sé stesso. Era troppo costosa per lui, ma forse non per la sua lancia.

Lo spirito del fuoco era partito all’attacco con la sua spada: aveva capelli rossi e occhi ben aperti, saltellava da una parte all’altra per non fargli intendere il lato in cui avrebbe affondato, il momento in cui avrebbe colpito. Difatti al primo ritardo di Ellid nel posizionare la punta della lancia lei si abbassò e usò la mano destra per afferrare l’asta e tenerla lontana il tanto che le bastava.

Ellid fece un passo indietro e tenne l’arma in obliquo, pronto a difendersi dal fendente.

Gli urti della spada provocarono tagli lungo la lancia uno dopo l’altro almeno una decina di volte, poi finalmente riuscì a colpirla alla spalla con l’estremità in legno. La donna cadde a terra per meno di due secondi, rialzandosi in fretta con altri fendenti pronti a turbinare su di lui. Seguirla non fu semplice, Ellid si sentì sbilanciato e prima di provvedere adeguatamente, nel pararsi da uno di quegli assalti andò con i piedi in pari, uno di fianco all’altro. Sapeva di essere morto ancor prima di vedere la lama arrivargli addosso.

Tula penetrò la spalla destra dell’uomo e lo spinse a terra per avvicinarsi con la spada alla sua gola: «Dammi retta e arrenditi. Ho la meglio.»

Il rossore del sangue sulla punta della lama andò a sgocciolargli sulla pelle; Ellid aveva già lasciato cadere l’arma e fece cenno di aver capito. La donna si allontanò senza dargli mai le spalle, osservando il sacerdote. Questi era rimasto impassibile tutto il tempo, ammirando lo stile dello spirito di Flagro di cui aveva sentito parlare: capelli rossi, una pupilla giovane, la spada scura, gli occhi penetranti, la voce calda; quella era la donna che aveva ucciso da sola uno spirito grigio.

«Bene.» disse Tula: «Concedeteci di entrare nella vostra città.»

Così furono scortate tutte e tre dentro le mura in legno di Cheinira ed Ellid fece loro strada tra le case, fino al tempio dedicato a Rivris, posto al centro esatto. Il sacerdote entrò a chiamare qualcuno e ordinò a tutti i guerrieri di tornarsene in perlustrazione.

Avendo la spalla dolente e sanguinante, Ellid chiese di poter aspettare anche lui il guaritore. Gli fu concesso allora di attendere fuori dal tempio assieme alle donne.

Fu quella col volto nascosto a parlare: «Sei agguerrito, ma non in equilibrio.»

La fulminò con lo sguardo: «In genere lo sono. Stasera non conta.»

“Si intente di combattimento?” Per Ellid non era chiaro il perché quella si permettesse una simile affermazione su di lui, ma non gli andò a genio il tono: «Non credo tu possa fare di meglio, donna.»

Quella sgranò gli occhi ed ebbe uno scatto, ma lo spirito di Flagro la fermò con un braccio: «Non è il luogo. Ora aspettiamo il guaritore per la piccola e un posto dove mangiare e riposare.»

Ellid dovette chiederlo: «Non c’è modo per chi non è uno spirito di apprendere i vostri trucchi, le vostre leggi?»

Tula non rispose, così come le fu insegnato quando era una piccola apprendista. “Si risponde quando non si tratta di combattimento, senza riferire che lo si sta facendo.” «Non vi sono trucchi.» gli disse, sapendo non gli sarebbe bastato. Intanto Nazoma si ricompose, stando vicino alla piccola, addormentata già da un po’ e ignara del duello.

Dalla porta del tempio sbuco fuori allora il sacerdote con una fiaccola in mano e al fianco una donna con la fascia blu e un uomo assonnato: una sacerdotessa di Renia e il guaritore.

Finalmente dentro le mura. A quale spirito affidare il prossimo episodio?

  • Renia, il fluire del tempo: l'acqua, placida protettrice dei saggi e dei guaritori. (25%)
    25
  • Rivris, il rigoglio della natura: prati e foreste, il crescere degli esseri tutti, protettrice della famiglia. (75%)
    75
  • Catolle, il plasmare con le mani: armi, utensili, case e oggetti tutti. Protettore dei carpentieri, dei fabbri e degli artigiani. (0%)
    0
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21 Commenti

  • Complimenti! Abbastanza chiuso da dare un senso ed abbastanza aperto da farti venir voglia di sapere cosa succeda!
    Unnai potrebbe essere un buon inizio terza storia, visto che Nazoma è diventata spirito di Unnai, ma Nomai l’abbiamo visto poco.
    Renia, per ora, rimane il mio preferito 🙂

    Dunque, per quanto riguarda lo sviluppo della storia, la trovo sempre appassionante e mi dispiace che non ci siano altri a leggerla perché merita proprio. Sono stati lasciati indietro alcuni dettagli ma potresti sempre recuperarli dopo. Finora non ci sono state brutte sorprese e sono entusiasta dello svolgimento. Giusto un suggerimento per la terza parte: sarebbe il caso di inserire un riassunto degli eventi precedenti, in modo da fare il punto. Se pensi che possa andare nello sviluppo del primo capitolo, altrimenti ci sono i commenti. Metti anche i link alle prime due parti affinché chi viene dopo possa leggerli, se ne ha voglia ^_^

    Ci leggiamo alla terza parte ^_^

    Ciao 🙂

  • Finita anche la seconda parte. In arrivo la terza dalla prossima settimana! Fatemi sapere con un commento se vi sta piacendo, se avete desideri, opinioni, impressioni o altro che volete condividere. Seguitemi per rimanere sempre aggiornati sui miei racconti.
    Purtoppo non posso lasciare una decisione sull’incipit della terza parte, ma fatemi sapere tramite i vostri commenti a quale spirito vi siete affezionati, o anche semplicemente quale vorreste approfondire di più.

  • Voto Rivris!
    Il cambio di punto di vista mi ha colpito e mi è piaciuto. Trovo sempre tutto molto interessante, anche se ancora non ho capito perché Tula è fuggita dal villaggio; ma forse lo scoprirò più avanti 🙂

    Ciao 🙂
    PS: secondo me nessuno sta ricevendo gli avvisi di nuove puntate: non è possibile che sia tutti spariti!

  • Abbiamo parlato tanto di Unnai quindi voto Unnai!

    Non mi era arrivata la notifica! Accidenti! E credo che non sia arrivata anche a molti altri, visto i pochi commenti! Questo, secondo me, è un capitolo di svolta: può succedere di tutto, ora! Spero che Nazoma e che Zura si riprenda 🙂

    Ciao 🙂

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