Le Crisalidi

La Farfalla Bianca

Una farfalla, bianca e splendente come la luna piena, si librava nell’aria pungente della notte.

Il cielo, striato di qualche solitario sbuffo di nuvole violacee, era scuro già da diverse ore, punteggiato di innumerevoli e brillanti stelle.

La farfalla continuava a battere le ali, muovendosi leggiadra nel seguire traiettorie ondulate, forse per lei decisamente meno casuali di quello che potrebbe sembrare ad un primo sguardo.

D’un tratto, un’ombra attraversò il cielo notturno con uno stridio sommesso e, senza esitazione, puntò la farfalla. Il pipistrello spalancò le piccole fauci e, in un istante, la inghiottì.

Una polvere fine e luccicante cadde lentamente verso il suolo mentre il silenzio tornava a dominare nella gelida notte.

Rey si svegliò di soprassalto, il sudore che gli imperlava la fronte. Ansimando piano si guardò intorno e realizzò, con un certo sollievo, di trovarsi in camera sua.

Si aggiustò i capelli sudati secondo la piega che era solito imporgli, e si alzò lentamente dal letto.

Casa sua era decisamente un buco. Un monolocale minuscolo, con un cucinino e un divano-letto, nel quale si rifugiava per lo più per dormire. Era così un po’ per tutti i ragazzi e le ragazze di Pillar.

Recuperò un paio di pantaloni della tuta e una canotta, quindi uscì dall’abitazione e si diresse verso l’ampio e basso edificio dei bagni comuni. L’aria era fresca e piacevole e le prime luci dell’alba cominciavano a palesarsi filtrando tra le fronde del bosco che circondava Pillar.

Appena entrato nei bagni, sentì lo scrosciare dell’acqua ed avvertì il lieve tepore del vapore provenire dalle docce. Qualcun altro si era svegliato presto come lui.

Si avvicinò alla fila di lavandini sotto un ampio specchio orizzontale che copriva quasi interamente una delle pareti. Guardò il suo riflesso e notò che le sue pupille si erano dilatate fin quasi a coprire del tutto il verde foglia dell’iride. Per il resto era il solito: capelli ramati e scompigliati, naso lungo e affilato, labbra sottili e una spruzzata di lentiggini.

Si lavò rapidamente la faccia mentre ripensava al sogno che lo aveva svegliato. Non era la prima volta che lo faceva. Era sempre identico, ma non era difficile capirne l’origine.

Era palesemente terrorizzato dall’avvicinarsi del giorno delle Crisalidi.

Espirò piano mentre con la coda dell’occhio notava nello specchio un movimento alle sue spalle, nella zona delle docce. Vide dei frammenti del corpo di un ragazzo e sentì il battito del cuore che accelerava appena. Mantenne il contatto visivo con la fonte di distrazione ancora per qualche secondo, finché l’acqua della doccia non si spense.

Un giovane uomo dal fisico scolpito, con solo un asciugamano in vita, uscì dal locale docce e gli si avvicinò rapidamente. Rey abbassò lo sguardo e arrossì leggermente.

“Rey! Che ci fai sveglio?”.

Rey riconobbe subito la voce, così come aveva riconosciuto quel fisico invidiabile, e si girò lentamente con un sorriso in volto. “Buongiorno, Aiden. Niente di che, non riuscivo a dormire”.

Aiden aggrottò le sopracciglia e si incupì per un istante; Rey ne approfittò per squadrarlo rapidamente.

Era uno dei primi ragazzi con cui aveva legato e lo aveva sempre ammirato, forse anche perché erano così diversi. Aiden aveva il fisico perfetto, statuario e possente, alto quasi un metro e novanta; aveva capelli neri, corti e forti, gli occhi blu e profondi come il mare, le labbra carnose ed un naso piccolo, che però si abbinava perfettamente al resto dei lineamenti del suo volto.

Inoltre era estremamente sicuro di sé stesso, sempre ottimista e terribilmente abile con le parole. Piaceva praticamente a tutti per il suo essere estroverso, e questo gli aveva ovviamente garantito una certa dose di attenzioni sia da parte delle ragazze che dei ragazzi di Pillar.

“Hai fatto ancora quell’incubo?” chiese infine il ragazzo, con tono serio.

Rey strabuzzò gli occhi, quindi annuì, stringendosi poi nelle spalle “comunque mi sarei svegliato a breve per allenarmi”.

“Non ci crede nessuno, Rey. Tu odi allenarti. Ti va bene che sei agile e hai talento, altrimenti ti avrebbero già cacciato e lo sai”.

Rey inarcò un sopracciglio e sorrise “Vero… sarà perché il giorno si avvicina, allora”.

Aiden si lasciò scappare una breve risata e Rey avvertì una sensazione di calore al volto.

Una seconda risata, sommessa, li raggiunse, facendo sobbalzare Rey. Chi altro c’era?

Chi altro c'è nelle docce?

  • Uno spirito della Natura (29%)
    29
  • Una ragazza in accappatoio (43%)
    43
  • Un ragazzo in accappatoio (29%)
    29
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

14 Commenti

    • Grazie mille, vedremo se vince lo spirito della natura 😉
      Ho scritto due volte perché non so cosa sia successo al primo invio ma è stato caricato senza autore, quindi non potevo più modificarlo né avrei potuto proseguire a scrivere il racconto! Ho contattato i gestori del sito, sperando che riescano a sistemare. Grazie comunque per la segnalazione!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi