Le Crisalidi

Dove eravamo rimasti?

Chi altro c'è nelle docce? Una ragazza in accappatoio (43%)

La Radura

Una ragazza bionda avvolta in un accappatoio grigio, con un bel viso e gli occhi castani, si avvicinò loro, lasciando delle piccole impronte bagnate sulla pavimentazione in pietra scura.

”Scusate ragazzi, non volevo interrompervi”.

“Nessun problema, Fiona” replicò Rey con gentilezza.

“Secondo me non devi preoccuparti troppo della cosa” proseguì lei, strizzandosi i capelli umidi per poi raccoglierli sulla nuca in uno chignon morbido “quando sarà il momento ti basterà seguire l’istinto, vedrai!”.

Rey storse le labbra, poi annuì. “Sì, forse hai ragione”.

“Ora scusate, ma devo andare” tagliò corto Fiona, voltandosi poi verso Aiden con un sorriso soddisfatto, “ci sentiamo più tardi?”.

“Certo” rispose con un mezzo sorriso Aiden.

Rey sentì lo stomaco che si contraeva ma non si scompose di un millimetro.

Fiona li salutò di nuovo con un cenno, quindi lasciò l’edificio dei bagni.

Aiden si voltò verso Rey con uno sguardo ammonitore “Non una parola”.

“Non ho detto nulla” replicò lui con un sorrisetto furbo mentre infilava le mani in tasca con nonchalance.

“Ti anticipo, perché ti conosco, bacchettone” continuò Aiden guardandosi allo specchio e pettinandosi i capelli con le mani.

“Mi stavo solo chiedendo che fine avesse fatto Marcus”.

“Abbiamo rotto settimana scorsa, era un po’ troppo possessivo” spiegò Aiden.

“Capito” annuì Rey, “A me non dispiaceva, quanto meno non era uno dei ragazzi di Pillar”.

“Ti stai preoccupando per Marcus? O per me?” chiese Aiden, voltandosi per guardare l’amico negli occhi.

Rey sostenne lo sguardo di Aiden, quindi scoppiò a ridere. “Stai solo attento a Fiona, sarebbe un peccato vederla malmenarti nel giorno delle Crisalidi”.

Aiden inarcò le sopracciglia quindi piegò le labbra in un sorriso sghembo “conviene che scappi al tuo allenamento se non vuoi che ti ribalti”.

“Vado!” esclamò Rey, correndo fuori dai bagni.

Senza voltarsi iniziò a correre sulla strada sterrata che piegava verso un’ampia radura dall’erba bassa, dove i ragazzi del campus si addestravano. Corse sempre più veloce cercando di concentrarsi sulla sensazione del terreno sotto le scarpe e della contrazione dei muscoli delle gambe. Ma più cercava di distrarsi, più tornava a pensare a quello che era appena successo. Praticamente la storia della sua vita.

Perché era così debole? Non riusciva mai a farsi coraggio e a combattere per ciò che voleva.

La paura del giudizio altrui lo paralizzava inevitabilmente. Perché sopprimeva sempre tutto il suo essere? Per una volta avrebbe voluto essere libero e spensierato come Aiden… In particolare con lui.

Stringendo i pugni per la rabbia continuò a correre a testa bassa, finché i muscoli e i polmoni non cominciarono a bruciargli per la fatica. Si fermò infine, ansimando veloce, i muscoli carichi di acido lattico.

Si lasciò cadere a terra sulle ginocchia e sferrò un violento pugno al terreno mentre la vista gli si appannava per le lacrime di frustrazione.

“Non è un po’ presto per l’allenamento?” domandò una voce maschile, calda e profonda, da dietro le sue spalle.

Rey si passò rapidamente il dorso della mano sugli occhi, quindi si voltò “Qualcuno direbbe che non lo è mai, Eric”.

L’uomo sulla quarantina che gli aveva rivolto la parola era alto e flessuoso, aveva dei lunghi capelli castani raccolti in una coda di cavallo alta, occhi color lavanda ed una barba corta e curata che gli incorniciava la bocca. Eric era uno degli istruttori di Pillar, uno dei primi. Lavorava lì da quando avevano iniziato a reclutare i ragazzi con particolari talenti, così da poterli addestrare e poi sfruttarne il potenziale per supportare le forze armate.

“Esatto… qualcuno che di solito non sei tu” rispose Eric pacato “Tutto bene?”.

“Sì, dovevo solo schiarirmi le idee” replicò il ragazzo alzandosi in piedi.

“Potremmo approfittarne per una sessione di allenamento mattutina” propose l’uomo mentre la bocca gli si incurvava in un sorriso.

Rey sospirò “non abbiamo l’attrezzatura…”.

Eric piegò un braccio dietro la schiena, recuperò un piccolo oggetto e lo lanciò a Rey.

Il ragazzo afferrò al volo una sfera di metallo luccicante e scuro, grande quanto una pallina da golf, mentre una familiare sensazione di sicurezza gli pervadeva il corpo.

Eric incrociò lentamente le braccia mentre delle linee viola e luminose comparivano ai lati dei suoi occhi per poi irradiarsi verso le tempie. D’un tratto la forza di gravità parve aumentare mentre l’aria frizzante del mattino si faceva più densa.

Rey impugnò saldamente la sfera nella mano destra… Se Eric voleva vederlo all’opera non si sarebbe di certo tirato indietro. Non quel giorno.

Con quali armi combattono i ragazzi di Pillar?

  • Armi magiche che possono cambiare forma (100%)
    100
  • Spade (0%)
    0
  • Falci (0%)
    0
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14 Commenti

    • Grazie mille, vedremo se vince lo spirito della natura 😉
      Ho scritto due volte perché non so cosa sia successo al primo invio ma è stato caricato senza autore, quindi non potevo più modificarlo né avrei potuto proseguire a scrivere il racconto! Ho contattato i gestori del sito, sperando che riescano a sistemare. Grazie comunque per la segnalazione!

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