Vent’anni dopo

Il messaggio

È una tenue giornata primaverile quando i cellulari degli ex alunni di una classe di liceo classico iniziano a vibrare: Licia, colei che aveva rivestito il ruolo di rappresentante dal terzo fino al quinto anno, aveva creato un gruppo su Messanger e aveva esteso l’invito a tutti quei suoi amici che non vedeva più da più di diciotto anni, dato che ognuno aveva preso delle strade diverse dopo il tanto temuto esame di maturità; sì, la notte che precedeva l’inizio della settimana più faticosa -e contemporaneamente emozionante- della loro vita si erano ripromessi che sarebbe stati per sempre legati, ma quanti giovani sono poi effettivamente stati capaci di tener fede a quel giuramento?

Magari se nessuno fosse andato via ci sarebbe stata una piccola possibilità di riuscita, ma il destino ha voluto ben altro: di quei diciotto ex alunni, solamente due non si erano allontanati dalle proprie radici, mentre il resto aveva preferito cercare fortuna altrove, e la maggior parte di questi era anche stata in grado di vincere quella scommessa.

Il messaggio di Licia, una dei due ragazzi che aveva preferito non giocare con il destino, era chiaro: sia a lei che a Vanni, l’altro ragazzo rimasto in paese, avrebbe fatto molto piacere rivedere tutte quelle persone con le quali entrambi avevano condiviso gli anni più belli della propria adolescenza.

Ma se per Vanni e Licia, che si sono anche sposati, gli anni del liceo vengono ricordarti come felici, Julia non è della stessa idea: lei continua ad etichettare quella scuola come una “gabbia dalla quale sia impossibile scappare”, e ciò è dovuto anche al fatto che non sia mai riuscita a perdonare Francesco per aver messo fine alla loro storia dopo soli pochi mesi di frequentazione; sì, era solo una storia adolescenziale, ma Julia vi aveva riposto molte speranze.

Julia non è la sola a non essere d’accordo nell’andare avanti con il progetto di Vanni e Licia: anche Tina, la classica ragazza che preferisce rinchiudersi dentro casa per studiare piuttosto che uscire con i propri amici -non che all’epoca ne avesse molti, e con gli anni questo aspetto non è cambiato-, vorrebbe non prendere parte a questa rimpatriata: rivedere i propri compagni, infatti, le farebbe solo ricordare tutti i sogni che lei aveva da ragazzina, desideri che non è mai riuscita a trasformare in realtà; Tina sta per rifiutare, ma un attimo prima di inviare il messaggio ha un ripensamento: e se ciò fosse un segno del destino?

Non è che lei sia divenuta una persona importante come gli altri componenti del gruppo (aveva visionato le loro foto profilo ed  era riuscita a capire che quasi tutti fossero stati capaci di giocare bene le proprie carte), ma non vuole più nascondersi

-Io ci sarò- risponde infatti, e Licia invia subito l’emoction di un cuore per rendere consapevole della presa visione del messaggio

“Proprio lei?” pensa Tina mentre torna alle sue faccende, ma non si lascia turbare da questo pensiero: non manca molto al rientro in casa della donna per la quale lavora, e lei deve ancora terminare di lucidare l’argenteria.

Intanto Julia, che continua a seguire la discussione grazie alla barra delle notifiche e non ha ancora visualizzato ufficialmente nessuno dei messaggi, pensa a cosa fare: e se Francesco avesse già trovato una compagna?

Erano passati anni dalla loro rottura, ma lei sente di provare ancora qualcosa per lui, nonostante non abbia mai veramente avuto il coraggio di cercarlo e avere un confronto diretto con lui.

Fu proprio la risposta di Francesco, il quale si dimostrò molto disponibile a quella così attesa rimpatriata che tanto stava a cuore a Licia, a darle l’input per svelarsi: si sarebbe presentata anche lei, avrebbe acquistato uno dei vestiti più costosi -o forse proprio il più costoso- del suo negozio preferito e si sarebbe ripresa l’uomo al quale continuava a pensare; o almeno, questo era il suo piano d’azione.

Ma se tre persone hanno risposto al messaggio, all’appello ne mancano ancora molte; hanno visualizzato, ma tutti hanno i propri motivi per evitare di fare un tuffo nel passato.

Quando la maggior parte diede la propria adesione, viene stabilito la data e il luogo dell’appuntamento: il bar davanti la loro scuola, edificio ormai abbandonato da anni.

È quindi deciso: gli ex studenti si sarebbero incontrati, nonostante molti siano ancora titubanti: quanti segreti sarebbero affiorati? Quanti rancori avrebbero fatto ritorno dall’oblio? 

Nel prossimo episodio:

  • Vivremo la quotidianità di Licia e Vanni (60%)
    60
  • Vivremo la quotidianità di Tina, il cui sogno -infranto- era quello di diventare un noto giudice (20%)
    20
  • Francesco scriverà a Julia (20%)
    20
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26 Commenti

  • Ciao Rossella!
    Voto per la coppia. In generale mi associo nel consigliare per prima cosa la semplicità nei periodi. Rileggere sembra non bastare mai, anche io pubblicando ho trovato errori o imprecisioni. Ti direi di farlo diverse volte, ci si allena ad individuare errori o cacofonie di vario genere.
    Comunque brava, la storia è una bella sfida!
    Ciao!

  • Ciao Rossella
    Ho letto il commento di Fenderman e effettivamente, anche per me, questo capitolo non scorre benissimo. Mi sento di suggerirti la lettura dell’episodio a voce alta, prima di pubblicare. Se ti manca il respiro qualcosa va cambiata 😊
    A titolo di esempio: La frase: “ma lei all’epoca sarebbe stata impossibile da sconfiggere, nonostante adesso la situazione si sia notevolmente invertita- “ si potrebbe alleggerire così: (ma lei) All’epoca sarebbe stato impossibile sconfiggerla, anche se oggi la situazione si è invertita.
    Per il prossimo Licia e Vanni.
    Ti aspetto da me.

  • lo studio era l’unico mezzo che avrebbe potuto utilizzare per andare via da quell’ambiente tossico e malsano all’interno del quale era stata costretta a crescere e le uscite con gli amici l’unico modo affinché la sua mente potesse immortalare quelli avvenimenti e utilizzare quei ricordi per contrastare tutti quei momenti negativi durante i quali credeva che l’unica soluzione sarebbe stata quella di sparire per sempre dalla faccia della terra; se fosse realmente arrivata a tanto, pensiero sul quale si soffermava spesso, a chi avrebbe fatto un torto?—-
    Helena ricorda ancora la sensazione di libertà che provò quando capii che fosse tutto vero, che stesse realmente modificando il proprio destino, e ciò le torna in mente ancora oggi che è riuscita nel suo intento: si è laureata con il massimo dei voti -questa volta lo studio non era stato solo una valvola di sfogo- ed aveva ottenuto un punteggio così alto che trovare un buono lavoro non le fu difficile.
    Oggi mi tocca la parte del cattivo: (scusa lo faccio per te naturalmente). Rileggi questi periodi: sono troppo lunghi e hanno delle incongruenze verbali che non tarderai a riconoscere. Allora: periodi più brevi per una scrittura più moderna e veloce che ben si adatta al tema trattato. In più avventurarsi in periodi complicati e contorti distrae il lettore. Impara a sintetizzare i concetti: come? Riscrittura è la parola magica: rileggi e riscrivi lo stesso capitolo pezzo per pezzo più volte e troverai decine di modi per dire, meglio, la stessa cosa. Finito il pistolotto ti dico che sei brava, ti mando un saluto e ti faccio gli auguri. ciao

  • Ciao Rossella
    Ho letto i due capitoli, sono d’accordo con Anna sul fatto che sei coraggiosa a scrivere su un argomento di cui non hai un vissuto diretto.
    Tuttavia, se sei in grado di osservare e capire empaticamente le esperienze altrui, metà del lavoro è quasi fatto. Se poi aggiungi un contorno di passione per la scrittura e riflessione critica, il binomio è vincente.
    Helena

    • Ciao, grazie per la visita.
      Spero che la storia possa continuare a colpirti come -credo- abbiano fatto i suoi primi due capitoli✨
      Per quanto riguarda il “trattare temi non vissuti” ormai credo di averci fatto un abbonamento, dal momento che la maggior parte delle storie scritte qui abbiano come trama argomenti non vissuti in prima persona (sì, mi piace complicarmi la vita 😂😂)
      Comunque grazie ancora per il commento e la visita, a presto✨

  • ciao Rossella,
    giovane e coraggiosa. Hai scelto un argomento che sicuramente ti è sconosciuto, ma vedo che lo affronti con il dovuto disincanto, malgrado l’età. Qualche imperfezione nel testo non ti deve scoraggiare. brava.

  • Ciao Rossella, inutile insistere sui consigli, gli altri lettori hanno puntualizzato e focalizzato benissimo, e io ripeterei le loro stesse cose. Allora voglio semplicemente farti i complimenti per questa passione arrivata così presto a soli sedici anni. Coltivala e non ti arrendere. Insieme alla lettura sicuramente un’altra delle tue passioni è la lettura: ecco leggi molto, solo leggendo si imparano tante cose. Auguri, e vediamo com’è Helena. Ciao

    • Ciao, ti ringrazio moltissimo per i complimenti🥰 (come i consigli, anche quelli fanno molto piacere)
      Effettivamente la passione per la scrittura c’è sempre stata, ma solo in questi ultimi anni sto facendo in modo di coltivarla sempre più, e mentirei se dicessi che non mi stia dando moltissime soddisfazioni (tra le quali un sogno che, presto, potrebbe diventare realtà…)
      The Incipit è un’ottima palestra, e devo veramente tanto sia al sito in sè sia -e soprattutto- a tutti coloro che, come te, mi spronano a migliorare e a dare sempre il massimo.
      Ancora grazie per la visita e il commento; a presto ✨

  • Ciao, Rossella.
    Questo racconto ha un sapore nostalgico, più adatto a una quarantenne che a una ragazza di sedici anni (o diciassette?), è strano che ti sia venuto in mente di scriverlo, ma questo mi dà lo spunto per una riflessione: non sempre “giovinezza non conosce giovinezza” e se si capisce quanto bello e prezioso sia essere giovani come, a quanto pare, stai facendo tu, gli anni più belli (anche se ogni età ha il suo lato positivo) possono essere vissuti appieno e io te lo auguro davvero. 🙂
    Il tuo racconto mi fa anche venire in mente un bellissimo film che pare stupido ma è, a parer mio, molto intelligente che tratta proprio il ritrovarsi con i compagni del liceo, la necessità di ognuno di mostrare che si è attenuto dalla vita quel che si desiderava, le menzogne e le debolezze che tutti, anche la reginetta della scuola e il suo atletico quarterback, hanno da affrontare con l’età adulta. SI intitola ROMY E MICHELLE, è vecchiotto ma, forse, in rete lo trovi.
    I consigli te li hanno già dati, aggiungo solo che a volte irrompi nel racconto come narratore, interagendo con il lettore, non sempre è buona cosa 😉
    Molte frasi si possono alleggerire, prova a rileggere a voce alta. Attenzione anche ai tempi verbali, cambiano senza motivo qua e là.
    Bene, detto questo, voto per Helena e vediamo dove ci porti. Sono curiosa di vedere come gestisci i sentimenti di adulti alle prese con i rimpianti e le gioie dell’adolescenza.

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie mille per la lettura e il commento.
      A dire la verità La stesura di quest’opera mi è venuta in mente proprio pensando a come potrebbe essere la vita mia e dei miei amici tra… una decina d’anni?
      Tutti noi, come è giusto che sia, abbiamo i nostri sogni e le nostre ambizioni, ma riusciremo effettivamente a portale a compimento?
      Grazie per la dritta sul film, ne stavo proprio cercando uno da poter guardare durante le pause studio.
      Alla prossima ✨
      (Ps:sono diciassette, quasi diciotto a dirla tutta, ma non sono ancora riuscita a modificare la bio del profilo.)

  • Ciao Rossella!
    Ho votato per Helena, così la conosciamo…
    Capitolo che introduce la coppia, un po’ scoppiata ma forse non del tutto. Il punto di vista è quello di Licia, le riflessioni sono articolate, iinteressanti, e alternano momenti di rassegnazione e di speranza. Brava! A volte ho fatto fatica a cogliere la conclusione, ad esempio quando parli di salvare il salvabile, o proprio nella frase che chiude l’episodio.
    Sono solo le mie impressioni, vediamo come procede la storia.
    Ciao!

    • Ciao, grazie per essere passato e aver votato.
      Mi dispiace che qualcosa sia risultata essere poco chiara, ma ho dovuto eliminare molte parti per poter rientrare all’interno del limite massimo richiesto dal sito, ma sono qui per ogni delucidazione☺️
      Ancora grazie; a presto✨

  • Rieccomi, Rossella.
    Un incipit che ha le premesse per creare una storia interessante.
    Non ripeto le osservazioni degli altri commentatori (con i quali sono d’accordo) e i loro ottimi consigli. Aggiungerei che acune “cacofonie” ostacolano la scorrevolezza della lettura:
    vedeva più da più…
    La ripetizione ravvicinata dei più disturba un po’.

    più faticosa -e contemporaneamente emozionante- della…
    Qui l’inciso (ente… ante) mi suona male, ma l’intero periodo è un po’ lungo e contorto.
    I miei umili suggerimenti sono due: privilegia i periodi semplici e non troppo lunghi e rileggi più volte quanto scritto, cercando ripetizioni e cacofonie di cui inevitabilmente, a una prima (e per quanto mi riguarda anche a una seconda e a una terza 🤣 ) lettura non ti accorgi.
    Per il resto, sei giovanissima e già brava, è evidente quanto ti piaccia scrivere e questo è il carburante più potente per andare lontano.
    Ciao, ti auguro un fine settimana… truoppu beddu!

    • Ciao, ti rispondo adesso poiché non mi era arrivata la notifica del tuo commento (spero possa perdonarmi😂)
      Grazie mille per le osservazioni e i consigli, li terrò sicuro a mente (come ho già scritto nei precedenti commenti, sono così si cresce) per la stesura dei prossimi capitoli.
      E poi i complimenti sono sempre molto ben accetti😂
      Ps: il “trouppu beddu” è riuscito a strapparmi un sorriso🥰

  • Ciao Rossella, doveroso passaggio per farti gli auguri all’inizio di un lavoro impegnativo. I tanti personaggi il passato e il presente ì, la difficoltà di narrazione mantenendo originalità con una vicenda che già grandi autori hanno affrontato.( il tema dei vecchi compagni che si ritrovano è un classico in letteratura e nel cinema). Il consiglio che ti do e di mantenerti su una linea di racconto semplice. Non incasinarti con giri di verbi difficile da portare avanti e lascia che i personaggi parlino il linguaggio di tutti i giorni. Rileggi sempre ad alta voce e le stonature che sentirai ti aiuteranno a migliorare il testo. Forse non hai bisogno di tanti consigli ma io te li do lo stesso sicuro che hai intenzione di migliorarti, poi però fai come il tuo intuito ti detta. – Brava, alla prossima.

    • Ciao, grazie per essere passata e aver commentato.
      Sono conscia della complessità del tema trattato, ma certamente il mio intento è quello di non “cadere nel banale” e cercare di dar vita ad una storia che, seppur con una trama “vista e rivista”, possa avere una sua punta di originalità.
      Per quanto riguardo la semplicità dell’opera cercherò di mantenerla, ma non garantisco nulla😂 (ormai credo di essere una calamita per la complessità😅)
      Scherzi a parte, ti ringrazio anche per i consigli: se non ci fossero non potrei migliorare, e a me piace scrivere su TI proprio per questo fine.
      Spero che la storia possa continuare a piacerti.
      A presto✨

  • Ciao Rossella, doveroso passaggio per farti gli auguri all’inizio di un lavoro impegnativo. I tanti personaggi il passato e il presente ì, la difficoltà di narrazione mantenendo originalità con una vicenda che già grandi autori hanno affrontato.( il tema dei vecchi compagni che si ritrovano è un classico in letteratura e nel cinema). Il consiglio che ti do e di mantenerti su una linea di racconto semplice. Non incasinarti con giri di verbi difficile da portare avanti e lascia che i personaggi parlino il linguaggio di tutti i giorni. Rileggi sempre ad alta voce e le stonature che sentirai ti aiuteranno a migliorare il testo. Forse non hai bisogno di tanti consigli ma io te li do lo stesso sicuro che hai intenzione di migliorarti, poi però fai come il tuo intuito ti detta. – Brava, alla prossima.

  • Ciao Rossella!
    Bell’incipit, anche ambizioso, perché i personaggi sono tanti! Comunque mi sembri ben determinata. Ho votato Licia e Vanni. Attenta all’utilizzo dei verbi, non sempre la consecutio è rispettata: “gli ex studenti si sarebbero incontrati, nonostante molti siano ancora titubanti” fossero è preferibile a siano.
    Spero di non sembrarti troppo “professore”, coraggio perché come ho scritto la storia pare interessante e ricca di spunti.
    Ciao!

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