Vent’anni dopo

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio: Vivremo la quotidianità di Licia e Vanni (60%)

Licia e Vanni

L’ultimo messaggio che fece illuminare lo schermo del cellulare di Licia fu quello inviatole da Mattia, ragazzo all’epoca sempre con la testa tra le nuvole -o almeno ciò era quello che i professori affermavano durante i vari colloqui con i genitori-.

Seduta sul divano del salotto in compagnia di Floky, un pastore maremmano abruzzese di quasi tre anni che ella stessa era riuscita a salvare dalla strada quando questo aveva ancora pochi mesi di vita, Licia pensava che, forse, la sua idea non fosse stata propriamente delle migliori: all’inizio ne aveva considerato solo gli aspetti positivi, ma cosa sarebbe accaduto se disgraziatamente fossero tornati a galla quei vecchi rancori giovanili non ancora del tutto cicatrizzati?

La maggior parte degli adulti, infatti, dimenticando di essere stati anche degli adolescenti, ritiene che i problemi e le considerazioni di questi ultimi vengano ingigantiti proprio a causa delle loro giovane età, ma se non fosse esattamente così?

Dopotutto, essendo le esperienze adolescenziali quelle che aiutano a maturare e a sviluppare la propria personalità, chi potrebbe garantire che le ferite causate da queste non provochino più alcun tipo di dolore?

Fu l’apertura della porta d’ingresso a distrarla da tutti quei pensieri venuti a trovarla senza nessun preavviso: Vanni era tornato a casa al termine della propria giornata lavorativa.

Ormai da anni, la loro quotidianità era rappresentata dalla stessa monotonia: si svegliavano, facevano colazione insieme parlando dei rispettivi impegni lavorativi -anzi, l’unico a parlare era Vanni, dal momento che Licia aveva già da tempo preferito occuparsi della loro casa e di quel matrimonio che aveva alimentato in lei moltissime speranze, si salutavano e stop, nessuno dei due avrebbe avuto contatti con l’altro fino al ritorno in casa dell’uomo.

Licia si chiedeva spesso se ne valesse realmente la pena: lei, che era da sempre un’inguaribile romantica, fin dalla giovane età aveva sognato di dividere il proprio futuro con quel celebre principe azzurro del quale tanto si sente parlare, invece si trovava all’interno di una gigantesca bolla che le impediva di esprimere al mondo esterno tutti quei sentimenti negativi che provava nell’animo, senza la possibilità di avere un dialogo concreto con l’uomo che, anni addietro,  aveva deciso di sposare.

Avevano anche provato a mettere al mondo un figlio, un piccolo pargoletto che avrebbe potuto risaldare quel legame ormai quasi del tutto inesistente, ma era stata negata loro anche questa gioia; forse è stato meglio così: non sarebbe da egoisti affidare le sorti di un matrimonio in crisi ad un bambino? Probabilmente entrambi pensavano che fosse vero, ma come avrebbero potuto astenersi dal salvare il salvabile?

-Com’è andata oggi?- domandò impossibilmente Vanni mentre richiudeva la porta d’ingresso alle sue spalle; Licia impiegò un po’ prima di capire che si stesse effettivamente rivolgendo a lei (dopotutto il loro cane, sebbene fosse molto intelligente, non era ancora riuscito ad acquisire la facoltà di parola): era la prima volta che accadeva dopo un lungo periodo di tempo, ma la cosa non le dispiaceva affatto.

Entrambi avevano capito che quel legame, nato durante l’eta adolescenziale e rafforzatosi successivamente, meritasse una seconda possibilità e, nonostante non fossero in grado di predire il futuro, volevano provarci.

E se l’occasione fortuita fosse rappresentata proprio da quella rimpatriata attorno alla quale erano già nati molti dubbi?

Dopotutto avrebbero obbligatoriamente dovuto fingere che tutto andasse per il verso giusto -che figura avrebbero fatto altrimenti?-, dunque non è difficile credere che, cercando di far tabula rasa di tutti quei problemi arrivati così improvvisamente, anche loro potessero credere alla finzione che avrebbero messo in scena.

Dunque tutti stavano iniziando a vedere quella cena come un’occasione di rivincita, e nessuna di sarebbe tirato indietro.

Nel prossimo episodio, mente i preparativi per l’atteso evento procedono

  • Spostiamo la nostra attenzione su Helena, all’epoca una delle studentesse più brillanti. (80%)
    80
  • Nasceranno i primi (e ultimi?) dissapori tra gli ex compagni (20%)
    20
  • Continuiamo a focalizzarci su Licia e Vanni (0%)
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28 Commenti

  • Buongiorno Rossella
    i conflitti tra i vari protagonisti e la loro verità cominciano a farsi più chiari.
    Come nei capitoli precedenti, ho notato un uso un po’ eccessivo del “condizionale passato”, secondo me, togli scorrevolezza al testo.
    Qua e là ci sono refusi facilmente eliminabili con una rilettura attenta dell’episodio.
    Luca e Marco

  • Ciao Rossella!
    Voto per la coppia. In generale mi associo nel consigliare per prima cosa la semplicità nei periodi. Rileggere sembra non bastare mai, anche io pubblicando ho trovato errori o imprecisioni. Ti direi di farlo diverse volte, ci si allena ad individuare errori o cacofonie di vario genere.
    Comunque brava, la storia è una bella sfida!
    Ciao!

  • Ciao Rossella
    Ho letto il commento di Fenderman e effettivamente, anche per me, questo capitolo non scorre benissimo. Mi sento di suggerirti la lettura dell’episodio a voce alta, prima di pubblicare. Se ti manca il respiro qualcosa va cambiata 😊
    A titolo di esempio: La frase: “ma lei all’epoca sarebbe stata impossibile da sconfiggere, nonostante adesso la situazione si sia notevolmente invertita- “ si potrebbe alleggerire così: (ma lei) All’epoca sarebbe stato impossibile sconfiggerla, anche se oggi la situazione si è invertita.
    Per il prossimo Licia e Vanni.
    Ti aspetto da me.

  • lo studio era l’unico mezzo che avrebbe potuto utilizzare per andare via da quell’ambiente tossico e malsano all’interno del quale era stata costretta a crescere e le uscite con gli amici l’unico modo affinché la sua mente potesse immortalare quelli avvenimenti e utilizzare quei ricordi per contrastare tutti quei momenti negativi durante i quali credeva che l’unica soluzione sarebbe stata quella di sparire per sempre dalla faccia della terra; se fosse realmente arrivata a tanto, pensiero sul quale si soffermava spesso, a chi avrebbe fatto un torto?—-
    Helena ricorda ancora la sensazione di libertà che provò quando capii che fosse tutto vero, che stesse realmente modificando il proprio destino, e ciò le torna in mente ancora oggi che è riuscita nel suo intento: si è laureata con il massimo dei voti -questa volta lo studio non era stato solo una valvola di sfogo- ed aveva ottenuto un punteggio così alto che trovare un buono lavoro non le fu difficile.
    Oggi mi tocca la parte del cattivo: (scusa lo faccio per te naturalmente). Rileggi questi periodi: sono troppo lunghi e hanno delle incongruenze verbali che non tarderai a riconoscere. Allora: periodi più brevi per una scrittura più moderna e veloce che ben si adatta al tema trattato. In più avventurarsi in periodi complicati e contorti distrae il lettore. Impara a sintetizzare i concetti: come? Riscrittura è la parola magica: rileggi e riscrivi lo stesso capitolo pezzo per pezzo più volte e troverai decine di modi per dire, meglio, la stessa cosa. Finito il pistolotto ti dico che sei brava, ti mando un saluto e ti faccio gli auguri. ciao

  • Ciao Rossella
    Ho letto i due capitoli, sono d’accordo con Anna sul fatto che sei coraggiosa a scrivere su un argomento di cui non hai un vissuto diretto.
    Tuttavia, se sei in grado di osservare e capire empaticamente le esperienze altrui, metà del lavoro è quasi fatto. Se poi aggiungi un contorno di passione per la scrittura e riflessione critica, il binomio è vincente.
    Helena

    • Ciao, grazie per la visita.
      Spero che la storia possa continuare a colpirti come -credo- abbiano fatto i suoi primi due capitoli✨
      Per quanto riguarda il “trattare temi non vissuti” ormai credo di averci fatto un abbonamento, dal momento che la maggior parte delle storie scritte qui abbiano come trama argomenti non vissuti in prima persona (sì, mi piace complicarmi la vita 😂😂)
      Comunque grazie ancora per il commento e la visita, a presto✨

  • Ciao Rossella, inutile insistere sui consigli, gli altri lettori hanno puntualizzato e focalizzato benissimo, e io ripeterei le loro stesse cose. Allora voglio semplicemente farti i complimenti per questa passione arrivata così presto a soli sedici anni. Coltivala e non ti arrendere. Insieme alla lettura sicuramente un’altra delle tue passioni è la lettura: ecco leggi molto, solo leggendo si imparano tante cose. Auguri, e vediamo com’è Helena. Ciao

    • Ciao, ti ringrazio moltissimo per i complimenti🥰 (come i consigli, anche quelli fanno molto piacere)
      Effettivamente la passione per la scrittura c’è sempre stata, ma solo in questi ultimi anni sto facendo in modo di coltivarla sempre più, e mentirei se dicessi che non mi stia dando moltissime soddisfazioni (tra le quali un sogno che, presto, potrebbe diventare realtà…)
      The Incipit è un’ottima palestra, e devo veramente tanto sia al sito in sè sia -e soprattutto- a tutti coloro che, come te, mi spronano a migliorare e a dare sempre il massimo.
      Ancora grazie per la visita e il commento; a presto ✨

  • Ciao, Rossella.
    Questo racconto ha un sapore nostalgico, più adatto a una quarantenne che a una ragazza di sedici anni (o diciassette?), è strano che ti sia venuto in mente di scriverlo, ma questo mi dà lo spunto per una riflessione: non sempre “giovinezza non conosce giovinezza” e se si capisce quanto bello e prezioso sia essere giovani come, a quanto pare, stai facendo tu, gli anni più belli (anche se ogni età ha il suo lato positivo) possono essere vissuti appieno e io te lo auguro davvero. 🙂
    Il tuo racconto mi fa anche venire in mente un bellissimo film che pare stupido ma è, a parer mio, molto intelligente che tratta proprio il ritrovarsi con i compagni del liceo, la necessità di ognuno di mostrare che si è attenuto dalla vita quel che si desiderava, le menzogne e le debolezze che tutti, anche la reginetta della scuola e il suo atletico quarterback, hanno da affrontare con l’età adulta. SI intitola ROMY E MICHELLE, è vecchiotto ma, forse, in rete lo trovi.
    I consigli te li hanno già dati, aggiungo solo che a volte irrompi nel racconto come narratore, interagendo con il lettore, non sempre è buona cosa 😉
    Molte frasi si possono alleggerire, prova a rileggere a voce alta. Attenzione anche ai tempi verbali, cambiano senza motivo qua e là.
    Bene, detto questo, voto per Helena e vediamo dove ci porti. Sono curiosa di vedere come gestisci i sentimenti di adulti alle prese con i rimpianti e le gioie dell’adolescenza.

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie mille per la lettura e il commento.
      A dire la verità La stesura di quest’opera mi è venuta in mente proprio pensando a come potrebbe essere la vita mia e dei miei amici tra… una decina d’anni?
      Tutti noi, come è giusto che sia, abbiamo i nostri sogni e le nostre ambizioni, ma riusciremo effettivamente a portale a compimento?
      Grazie per la dritta sul film, ne stavo proprio cercando uno da poter guardare durante le pause studio.
      Alla prossima ✨
      (Ps:sono diciassette, quasi diciotto a dirla tutta, ma non sono ancora riuscita a modificare la bio del profilo.)

  • Ciao Rossella!
    Ho votato per Helena, così la conosciamo…
    Capitolo che introduce la coppia, un po’ scoppiata ma forse non del tutto. Il punto di vista è quello di Licia, le riflessioni sono articolate, iinteressanti, e alternano momenti di rassegnazione e di speranza. Brava! A volte ho fatto fatica a cogliere la conclusione, ad esempio quando parli di salvare il salvabile, o proprio nella frase che chiude l’episodio.
    Sono solo le mie impressioni, vediamo come procede la storia.
    Ciao!

    • Ciao, grazie per essere passato e aver votato.
      Mi dispiace che qualcosa sia risultata essere poco chiara, ma ho dovuto eliminare molte parti per poter rientrare all’interno del limite massimo richiesto dal sito, ma sono qui per ogni delucidazione☺️
      Ancora grazie; a presto✨

  • Rieccomi, Rossella.
    Un incipit che ha le premesse per creare una storia interessante.
    Non ripeto le osservazioni degli altri commentatori (con i quali sono d’accordo) e i loro ottimi consigli. Aggiungerei che acune “cacofonie” ostacolano la scorrevolezza della lettura:
    vedeva più da più…
    La ripetizione ravvicinata dei più disturba un po’.

    più faticosa -e contemporaneamente emozionante- della…
    Qui l’inciso (ente… ante) mi suona male, ma l’intero periodo è un po’ lungo e contorto.
    I miei umili suggerimenti sono due: privilegia i periodi semplici e non troppo lunghi e rileggi più volte quanto scritto, cercando ripetizioni e cacofonie di cui inevitabilmente, a una prima (e per quanto mi riguarda anche a una seconda e a una terza 🤣 ) lettura non ti accorgi.
    Per il resto, sei giovanissima e già brava, è evidente quanto ti piaccia scrivere e questo è il carburante più potente per andare lontano.
    Ciao, ti auguro un fine settimana… truoppu beddu!

  • Ciao Rossella, doveroso passaggio per farti gli auguri all’inizio di un lavoro impegnativo. I tanti personaggi il passato e il presente ì, la difficoltà di narrazione mantenendo originalità con una vicenda che già grandi autori hanno affrontato.( il tema dei vecchi compagni che si ritrovano è un classico in letteratura e nel cinema). Il consiglio che ti do e di mantenerti su una linea di racconto semplice. Non incasinarti con giri di verbi difficile da portare avanti e lascia che i personaggi parlino il linguaggio di tutti i giorni. Rileggi sempre ad alta voce e le stonature che sentirai ti aiuteranno a migliorare il testo. Forse non hai bisogno di tanti consigli ma io te li do lo stesso sicuro che hai intenzione di migliorarti, poi però fai come il tuo intuito ti detta. – Brava, alla prossima.

    • Ciao, grazie per essere passata e aver commentato.
      Sono conscia della complessità del tema trattato, ma certamente il mio intento è quello di non “cadere nel banale” e cercare di dar vita ad una storia che, seppur con una trama “vista e rivista”, possa avere una sua punta di originalità.
      Per quanto riguardo la semplicità dell’opera cercherò di mantenerla, ma non garantisco nulla😂 (ormai credo di essere una calamita per la complessità😅)
      Scherzi a parte, ti ringrazio anche per i consigli: se non ci fossero non potrei migliorare, e a me piace scrivere su TI proprio per questo fine.
      Spero che la storia possa continuare a piacerti.
      A presto✨

  • Ciao Rossella, doveroso passaggio per farti gli auguri all’inizio di un lavoro impegnativo. I tanti personaggi il passato e il presente ì, la difficoltà di narrazione mantenendo originalità con una vicenda che già grandi autori hanno affrontato.( il tema dei vecchi compagni che si ritrovano è un classico in letteratura e nel cinema). Il consiglio che ti do e di mantenerti su una linea di racconto semplice. Non incasinarti con giri di verbi difficile da portare avanti e lascia che i personaggi parlino il linguaggio di tutti i giorni. Rileggi sempre ad alta voce e le stonature che sentirai ti aiuteranno a migliorare il testo. Forse non hai bisogno di tanti consigli ma io te li do lo stesso sicuro che hai intenzione di migliorarti, poi però fai come il tuo intuito ti detta. – Brava, alla prossima.

  • Ciao Rossella!
    Bell’incipit, anche ambizioso, perché i personaggi sono tanti! Comunque mi sembri ben determinata. Ho votato Licia e Vanni. Attenta all’utilizzo dei verbi, non sempre la consecutio è rispettata: “gli ex studenti si sarebbero incontrati, nonostante molti siano ancora titubanti” fossero è preferibile a siano.
    Spero di non sembrarti troppo “professore”, coraggio perché come ho scritto la storia pare interessante e ricca di spunti.
    Ciao!

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