Vent’anni dopo

Dove eravamo rimasti?

Sembra che tutto sia stato risolto, ma delle divergenze tra gli ospiti sembrano non promettere bene. Parliamo di... Luca e Marco, che avevano giurato di non parlarsi mai più dopo un incidente avvenuto durante una partita di calcetto (100%)

I primi malintesi

Dopo i primi attimi durante i quali la timidezza regnò sovrana, tutti sono riusciti a rilassarsi: il desiderio di tornare -anche solo per una sera- ragazzini, infatti, era grande.

Ma quando delle persone si incontrano dopo anni di totale silenzio, è sicuramente immancabile iniziare a tartassarsi a vicenda con domande inerenti la vita condotta da quella determinata persona durante tutti quelli anni di assenza; la stanza che accoglie i giovani, dunque, ben presto si riempie di interrogativi che pretendono di essere soddisfatti. Tutti sembrano felici di rispondere, ma Tina ha già iniziato a pensarla diversamente: era arrivata credendo che si sarebbe trovata davanti quei ragazzini immaturi che non davano troppo peso al futuro, ma non aveva tenuto il considerazione il fatto che tutti fossero ormai cresciuti; si sente davvero con le spalle al muro: inizialmente aveva in mente di far credere a tutto che fosse riuscita a realizzare tutti i propri obiettivi, ma a cosa sarebbe valso tutto ciò?

Qualcuno avrebbe mai provato invidia nell’ascoltare la storia che aveva inventato durante il tragitto?

Lei sarebbe riuscita ad ottenere quella rivincita alla quale tanto ambiva? Se prima aveva creduto che ciò potesse accadere, adesso è del parere opposto: a cosa sarebbe servito ridicolizzarsi davanti a tutte quelle persone?

Ormai ha capito che quasi nessuno sia riuscito a rendere concreti quei desideri e quelle speranze alle quali tanto si aggrappava con tutte le proprie forze quando l’intero universo sembrava volerlo schiacciare, dunque perché far credere di essere una persona che non era?

Intento Licia e Vanni, che cercano in tutti i modi di non far trasparire all’esterno quell’infelicità che da giorni ha iniziato a divorarli, vorrebbero solo andare via: tutto li ricorda di loro, della coppia che erano, dei progetti che non avrebbero mai più potuto realizzare, delle promesse infrante; sanno benissimo, però, di non poterlo fare: non avrebbero potuto di certo abbandonare tutti dopo aver tanto insistito affinché tutto ciò avvenisse.

Un gruppo di ex compagni di classe è felice di trovarsi lì e non ha mai pensato di fingere: si tratta degli “S.K.S”, acronimo di “Solo Kose Serie”, all’epoca un gruppetto formato da cinque ragazzi per definizione “svogliati”, i soliti che, come certamente tutti avranno avuto modo di sentire, avrebbero tutte le carte in regola per ambire al massimo ma, nonostante ciò, ci accontentano del minimo indispensabile; la capo gruppo, colei che teneva -in un certo senso- le redini di tutto era Maya, una ragazza sempre sorridente e pronta a dare una mano a chiunque si trovasse in difficoltà, trasferitasi durante il secondo quadrimestre del terzo anno scolastico.

Seduta un po’ in disparte, Julia non smette di staccare gli occhi dalla coppia formata da Francesco a Paola: iniziava ad odiare quella donna che, almeno a suo viso, le aveva portato via l’uomo, ma cosa avrebbe potuto fare?

Non erano più fidanzati e avevano perso i contatti danni, dunque entrambi erano liberi di iniziare una relazione con chiunque avessero voluto

-Tutto bene?- le chiede Maya sedendole accanto, e Julia non può fare a meno di notare che il catetere di quest’ultima non sia per nulla mutato

-Sì, sono solo un po’ stanca a causa del viaggio- tenta di giustificarsi Julia, ma Maya non è un tipo al quale si può mentire facilmente; è infatti sul punto di ribattere quando una voce annuncia l’impiattamento della cena.

Dopo dei secondi di leggero imbarazzo nei quali ognuno tentò di sedersi vicino la persona che preferiva maggiormente avere al fianco, tutti si accomodano a tavola; ma Luca e Marco, che si erano giurati odio eterno dopo un piccolo incidente verificatosi durante una partita di calcetto,  devono aver fatto male i loro calcoli, dal momento che si trovano seduti vicini.

-Ragazzi, che ne dite di scattare una foto per ricordare questa giornata?- propone Marco, da sempre amante di ciò

-Peccato non aver fatto delle foto durante la partita del 6 Maggio- interviene Luca -Magari avresti capito il tuo errore-

Sophia alza immediatamente gli occhi al cielo: sa quanto possano essere lagnosi gli uomini durante le discussioni calcistiche.

-Forse ti confondi: sei stato tu ad aver sbagliato, non io- lo corregge Marco sorridendo

-Perché giustamente se tu ti butti a terra quando io ti passo accanto è necessario assegnarti un rigore- continuo Luca marcando ironicamente la secondo parola

-Fortunatamente queste cose vengono decise da un arbitro, non dai giocatori- rispose Marco estraendo dalla tasca della giacca il suo smartphone, ma Luca non vuole ancora terminare la discussione sempre prima avere la meglio

-Luca, stai parlando di una partita giocata quasi diciotto anni fa- interviene esasperata Sophia -Dimostrate di essere maturi-

-Ha iniziato lui!- esclamano in coro i diretti interessati, e nessuno riesce a trattenersi dal ridere: l’età anagrafica sarà aumentata, ma loro sono comunque rimasti gli stessi.

Nel prossimo capitolo si affronterà il tema “docenti”; di chi si parlerà?

  • Dell’accusa di aver falsificato la firma dei propri genitori mossa ad Andrea, oggi noto avvocato, dalla supplente di chimica (100%)
    100
  • Dello scherzo fatto al professore di arte che costò la sospensione a sei ragazzi (0%)
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  • Della professoressa di inglese e di quella volta in cui perse dei compiti in classe (0%)
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28 Commenti

  • Buongiorno Rossella
    i conflitti tra i vari protagonisti e la loro verità cominciano a farsi più chiari.
    Come nei capitoli precedenti, ho notato un uso un po’ eccessivo del “condizionale passato”, secondo me, togli scorrevolezza al testo.
    Qua e là ci sono refusi facilmente eliminabili con una rilettura attenta dell’episodio.
    Luca e Marco

  • Ciao Rossella!
    Voto per la coppia. In generale mi associo nel consigliare per prima cosa la semplicità nei periodi. Rileggere sembra non bastare mai, anche io pubblicando ho trovato errori o imprecisioni. Ti direi di farlo diverse volte, ci si allena ad individuare errori o cacofonie di vario genere.
    Comunque brava, la storia è una bella sfida!
    Ciao!

  • Ciao Rossella
    Ho letto il commento di Fenderman e effettivamente, anche per me, questo capitolo non scorre benissimo. Mi sento di suggerirti la lettura dell’episodio a voce alta, prima di pubblicare. Se ti manca il respiro qualcosa va cambiata 😊
    A titolo di esempio: La frase: “ma lei all’epoca sarebbe stata impossibile da sconfiggere, nonostante adesso la situazione si sia notevolmente invertita- “ si potrebbe alleggerire così: (ma lei) All’epoca sarebbe stato impossibile sconfiggerla, anche se oggi la situazione si è invertita.
    Per il prossimo Licia e Vanni.
    Ti aspetto da me.

  • lo studio era l’unico mezzo che avrebbe potuto utilizzare per andare via da quell’ambiente tossico e malsano all’interno del quale era stata costretta a crescere e le uscite con gli amici l’unico modo affinché la sua mente potesse immortalare quelli avvenimenti e utilizzare quei ricordi per contrastare tutti quei momenti negativi durante i quali credeva che l’unica soluzione sarebbe stata quella di sparire per sempre dalla faccia della terra; se fosse realmente arrivata a tanto, pensiero sul quale si soffermava spesso, a chi avrebbe fatto un torto?—-
    Helena ricorda ancora la sensazione di libertà che provò quando capii che fosse tutto vero, che stesse realmente modificando il proprio destino, e ciò le torna in mente ancora oggi che è riuscita nel suo intento: si è laureata con il massimo dei voti -questa volta lo studio non era stato solo una valvola di sfogo- ed aveva ottenuto un punteggio così alto che trovare un buono lavoro non le fu difficile.
    Oggi mi tocca la parte del cattivo: (scusa lo faccio per te naturalmente). Rileggi questi periodi: sono troppo lunghi e hanno delle incongruenze verbali che non tarderai a riconoscere. Allora: periodi più brevi per una scrittura più moderna e veloce che ben si adatta al tema trattato. In più avventurarsi in periodi complicati e contorti distrae il lettore. Impara a sintetizzare i concetti: come? Riscrittura è la parola magica: rileggi e riscrivi lo stesso capitolo pezzo per pezzo più volte e troverai decine di modi per dire, meglio, la stessa cosa. Finito il pistolotto ti dico che sei brava, ti mando un saluto e ti faccio gli auguri. ciao

  • Ciao Rossella
    Ho letto i due capitoli, sono d’accordo con Anna sul fatto che sei coraggiosa a scrivere su un argomento di cui non hai un vissuto diretto.
    Tuttavia, se sei in grado di osservare e capire empaticamente le esperienze altrui, metà del lavoro è quasi fatto. Se poi aggiungi un contorno di passione per la scrittura e riflessione critica, il binomio è vincente.
    Helena

    • Ciao, grazie per la visita.
      Spero che la storia possa continuare a colpirti come -credo- abbiano fatto i suoi primi due capitoli✨
      Per quanto riguarda il “trattare temi non vissuti” ormai credo di averci fatto un abbonamento, dal momento che la maggior parte delle storie scritte qui abbiano come trama argomenti non vissuti in prima persona (sì, mi piace complicarmi la vita 😂😂)
      Comunque grazie ancora per il commento e la visita, a presto✨

  • Ciao Rossella, inutile insistere sui consigli, gli altri lettori hanno puntualizzato e focalizzato benissimo, e io ripeterei le loro stesse cose. Allora voglio semplicemente farti i complimenti per questa passione arrivata così presto a soli sedici anni. Coltivala e non ti arrendere. Insieme alla lettura sicuramente un’altra delle tue passioni è la lettura: ecco leggi molto, solo leggendo si imparano tante cose. Auguri, e vediamo com’è Helena. Ciao

    • Ciao, ti ringrazio moltissimo per i complimenti🥰 (come i consigli, anche quelli fanno molto piacere)
      Effettivamente la passione per la scrittura c’è sempre stata, ma solo in questi ultimi anni sto facendo in modo di coltivarla sempre più, e mentirei se dicessi che non mi stia dando moltissime soddisfazioni (tra le quali un sogno che, presto, potrebbe diventare realtà…)
      The Incipit è un’ottima palestra, e devo veramente tanto sia al sito in sè sia -e soprattutto- a tutti coloro che, come te, mi spronano a migliorare e a dare sempre il massimo.
      Ancora grazie per la visita e il commento; a presto ✨

  • Ciao, Rossella.
    Questo racconto ha un sapore nostalgico, più adatto a una quarantenne che a una ragazza di sedici anni (o diciassette?), è strano che ti sia venuto in mente di scriverlo, ma questo mi dà lo spunto per una riflessione: non sempre “giovinezza non conosce giovinezza” e se si capisce quanto bello e prezioso sia essere giovani come, a quanto pare, stai facendo tu, gli anni più belli (anche se ogni età ha il suo lato positivo) possono essere vissuti appieno e io te lo auguro davvero. 🙂
    Il tuo racconto mi fa anche venire in mente un bellissimo film che pare stupido ma è, a parer mio, molto intelligente che tratta proprio il ritrovarsi con i compagni del liceo, la necessità di ognuno di mostrare che si è attenuto dalla vita quel che si desiderava, le menzogne e le debolezze che tutti, anche la reginetta della scuola e il suo atletico quarterback, hanno da affrontare con l’età adulta. SI intitola ROMY E MICHELLE, è vecchiotto ma, forse, in rete lo trovi.
    I consigli te li hanno già dati, aggiungo solo che a volte irrompi nel racconto come narratore, interagendo con il lettore, non sempre è buona cosa 😉
    Molte frasi si possono alleggerire, prova a rileggere a voce alta. Attenzione anche ai tempi verbali, cambiano senza motivo qua e là.
    Bene, detto questo, voto per Helena e vediamo dove ci porti. Sono curiosa di vedere come gestisci i sentimenti di adulti alle prese con i rimpianti e le gioie dell’adolescenza.

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie mille per la lettura e il commento.
      A dire la verità La stesura di quest’opera mi è venuta in mente proprio pensando a come potrebbe essere la vita mia e dei miei amici tra… una decina d’anni?
      Tutti noi, come è giusto che sia, abbiamo i nostri sogni e le nostre ambizioni, ma riusciremo effettivamente a portale a compimento?
      Grazie per la dritta sul film, ne stavo proprio cercando uno da poter guardare durante le pause studio.
      Alla prossima ✨
      (Ps:sono diciassette, quasi diciotto a dirla tutta, ma non sono ancora riuscita a modificare la bio del profilo.)

  • Ciao Rossella!
    Ho votato per Helena, così la conosciamo…
    Capitolo che introduce la coppia, un po’ scoppiata ma forse non del tutto. Il punto di vista è quello di Licia, le riflessioni sono articolate, iinteressanti, e alternano momenti di rassegnazione e di speranza. Brava! A volte ho fatto fatica a cogliere la conclusione, ad esempio quando parli di salvare il salvabile, o proprio nella frase che chiude l’episodio.
    Sono solo le mie impressioni, vediamo come procede la storia.
    Ciao!

    • Ciao, grazie per essere passato e aver votato.
      Mi dispiace che qualcosa sia risultata essere poco chiara, ma ho dovuto eliminare molte parti per poter rientrare all’interno del limite massimo richiesto dal sito, ma sono qui per ogni delucidazione☺️
      Ancora grazie; a presto✨

  • Rieccomi, Rossella.
    Un incipit che ha le premesse per creare una storia interessante.
    Non ripeto le osservazioni degli altri commentatori (con i quali sono d’accordo) e i loro ottimi consigli. Aggiungerei che acune “cacofonie” ostacolano la scorrevolezza della lettura:
    vedeva più da più…
    La ripetizione ravvicinata dei più disturba un po’.

    più faticosa -e contemporaneamente emozionante- della…
    Qui l’inciso (ente… ante) mi suona male, ma l’intero periodo è un po’ lungo e contorto.
    I miei umili suggerimenti sono due: privilegia i periodi semplici e non troppo lunghi e rileggi più volte quanto scritto, cercando ripetizioni e cacofonie di cui inevitabilmente, a una prima (e per quanto mi riguarda anche a una seconda e a una terza 🤣 ) lettura non ti accorgi.
    Per il resto, sei giovanissima e già brava, è evidente quanto ti piaccia scrivere e questo è il carburante più potente per andare lontano.
    Ciao, ti auguro un fine settimana… truoppu beddu!

  • Ciao Rossella, doveroso passaggio per farti gli auguri all’inizio di un lavoro impegnativo. I tanti personaggi il passato e il presente ì, la difficoltà di narrazione mantenendo originalità con una vicenda che già grandi autori hanno affrontato.( il tema dei vecchi compagni che si ritrovano è un classico in letteratura e nel cinema). Il consiglio che ti do e di mantenerti su una linea di racconto semplice. Non incasinarti con giri di verbi difficile da portare avanti e lascia che i personaggi parlino il linguaggio di tutti i giorni. Rileggi sempre ad alta voce e le stonature che sentirai ti aiuteranno a migliorare il testo. Forse non hai bisogno di tanti consigli ma io te li do lo stesso sicuro che hai intenzione di migliorarti, poi però fai come il tuo intuito ti detta. – Brava, alla prossima.

    • Ciao, grazie per essere passata e aver commentato.
      Sono conscia della complessità del tema trattato, ma certamente il mio intento è quello di non “cadere nel banale” e cercare di dar vita ad una storia che, seppur con una trama “vista e rivista”, possa avere una sua punta di originalità.
      Per quanto riguardo la semplicità dell’opera cercherò di mantenerla, ma non garantisco nulla😂 (ormai credo di essere una calamita per la complessità😅)
      Scherzi a parte, ti ringrazio anche per i consigli: se non ci fossero non potrei migliorare, e a me piace scrivere su TI proprio per questo fine.
      Spero che la storia possa continuare a piacerti.
      A presto✨

  • Ciao Rossella, doveroso passaggio per farti gli auguri all’inizio di un lavoro impegnativo. I tanti personaggi il passato e il presente ì, la difficoltà di narrazione mantenendo originalità con una vicenda che già grandi autori hanno affrontato.( il tema dei vecchi compagni che si ritrovano è un classico in letteratura e nel cinema). Il consiglio che ti do e di mantenerti su una linea di racconto semplice. Non incasinarti con giri di verbi difficile da portare avanti e lascia che i personaggi parlino il linguaggio di tutti i giorni. Rileggi sempre ad alta voce e le stonature che sentirai ti aiuteranno a migliorare il testo. Forse non hai bisogno di tanti consigli ma io te li do lo stesso sicuro che hai intenzione di migliorarti, poi però fai come il tuo intuito ti detta. – Brava, alla prossima.

  • Ciao Rossella!
    Bell’incipit, anche ambizioso, perché i personaggi sono tanti! Comunque mi sembri ben determinata. Ho votato Licia e Vanni. Attenta all’utilizzo dei verbi, non sempre la consecutio è rispettata: “gli ex studenti si sarebbero incontrati, nonostante molti siano ancora titubanti” fossero è preferibile a siano.
    Spero di non sembrarti troppo “professore”, coraggio perché come ho scritto la storia pare interessante e ricca di spunti.
    Ciao!

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