Vent’anni dopo

Dove eravamo rimasti?

NEL prossimo capitolo avrà inizio un gioco; quale? Tutti avrebbero dovuto rivelare un proprio segreto riguardante gli anni del liceo (100%)

Tutti i nodi vengono al pettine

Una volta qualcuno disse che quando avremmo smesso di fissare continuamente l’orologio, quel giorno ci saremmo resi conto di trovarci esattamente nel luogo che non avremmo più smesso d’amare per il resto della nostra vita; quale citazione sarebbe stata in grado di spiegare brevemente lo stato d’animo di quasi tutti durante quella rimpatriata? 

Probabilmente alcuni stavano ancora tentando di tornare ragazzi e sfuggire dal gelido mondo degli adulti -chi non sarebbe felice di far ciò anche solo per una sera?-, ma se è la maggioranza a dettare le regole, allora si può affermare che tutto, nonostante degli attimi di tensione iniziali, stesse prendendo la piega che tutti speravano potesse prendere.

Ma tutto ciò sarebbe durato o qualcosa avrebbe rotto quell’atmosfera così idilliaca? E se la risposta alla seconda domanda risultasse essere affermativa, dei segreti nascosti per tanto -tropo- tempo avrebbe potuto rappresentare quel “qualcosa”?

Sarebbe molto bello se la vita reale fosse simile a quella virtuale: hai mandato un messaggio alla persona sbagliata? Hai scritto qualcosa della quale ti sei subito pentito? Hai commesso un errore e vuoi rimediare il più presto possibile?  Semplice: basta pigiare il “tasto con la freccina” sulla tastiera del cellulare e tutto viene magicamente risolto; nella vita reale, invece. non è così, nella vita reale se sbagli non ti è più concessa la possibilità di tornare indietro e mettere una pietra sopra il passato.

Probabilmente Vanni non ha minimamente pensato alle conseguenze che la sua proposta avrebbe potuto avere, ma ciò può essere una giustificazione?

-Posso proporre qualcosa di divertente?- chiese infatti poco dopo che tutti finirono di cenare

-Inizio già a preoccuparmi- lo schernì subito Edoardo, suo storico compagno di banco dal primo al quinto anno; ancora non poteva saperlo, ma a breve ci sarebbe stato  molto di cui preoccuparsi.

-Avete tutti presente “Perfetti Sconosciuti”, il film di Paolo Genovese dove i protagonisti leggevano ad alta voce ogni messaggio che arrivava loro sul cellulare?- domandò mentre tutto lo ascoltavano con interesse -Perchè non fare una cosa simile, ma senza utilizzare i nostri smartphone?-

-Anche perché io non avrei mai accettato: il mio cellulare è tipo troppo importante per me, non lo avrei mai dato a nessuno- intervenne prontamente Dalila, che dal terzo anno di  liceo non aveva più smesso di inserire la parola “tipo” all’interno di ogni singola frase.

Notando l’espressione di perplessità che tutti avevano sul volto, Vanni continuò a spiegare quella che successivamente definì “grandissima idea” -Chi di noi non ha un segreto inerente al liceo? Quale serata meglio di questa per tirarlo finalmente fuori!-

I presenti si guardarono tra loro ancora più perplessi: “Ma se è un segreto perché mai dovrei rivelarlo?” si domandavano, ma bastò il consenso delle prime due o tre persone affinché anche i restanti accettassero di partecipare al “gioco”, nonostante questo rappresenti il termine meno adatto per indicare ciò che si stava verificando, in quanto non è mai una bella idea mettere gli altri al corrente dei propri pensieri.

-Allora, chi rompe il ghiaccio?- chiese nuovamente Vanni, ma questa volta nessuno diede il proprio consenso

-Mi offro come volontario- rispose Edoardo alzandosi in piedi, esattamente come a scuola quando un professore annunciava di voler interrogare -Parto da qualcosa di leggero- continuò dopo aver schiarito la voce -Ricordate quando suonó l’allarme antincendio? Bhe, è stata colpa mia-

-Lo sapevo!- esclamò Marco puntandogli contro l’indice -L’ho sempre saputo!-

-Io volevo solo fumare una sigaretta in tranquillità, non di certo creare un allarmismo generale- so giustificò Edoardo tra le risate degli altri ex compagni e quelle di Cristina, la donna che lo avrebbe sposato tra pochi mesi.

Poco dopo fu il turno di Licia, e per Vanni non fu semplice incassare il colpo

-Al primo anno ho avuto una cotta per te- rivelò infatti la ragazza a Ivan, al quale quasi andò di traverso il sorso d’acqua che stava bevendo.

L’imbarazzo generale venne rotto da Sofia, abilissima nel far ciò 

-Guarda il lato positivo: saresti rimasto per sempre qui se fosse nata una storia tra voi- disse infatti rivolgendosi all’uomo, oggi noto giudici penalista che aveva sempre sognato di andare via dal proprio paese; alcuni risero alla battuta, ma tutti sapevano che nulla sarebbe più stata come prima, primo tra tutti lo stesso promotore del “gioco”.

-Anche io ho qualcosa da dire- intervenne Luca -Sono stato io a realizzare quel graffito sul muro della scuola il giorno prima degli esami di maturità-

Maya, unica a saper già tutto, annuiva con la testa -Devo ancora capire da dove abbia preso il coraggio per far ciò proprio la notte prima degli esami-

-Volevo lasciare una mia impronta- spiegò -E poi da giovani non si pensa più di tanto alle conseguenze-

Ha ragione Edoardo: da giovani non si pensa alle conseguenze delle proprie azioni, ma da grandi cosa accade?

Nel prossimo capitolo si parlerà di scherzi ai danni di un insegnante. Chi?

  • Il supplente di greco (50%)
    50
  • Il professore di religione (50%)
    50
  • La professoressa di italiano (0%)
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33 Commenti

  • Ciao a tutti, scusate per il piccolo spam.
    Volevo solo rendervi partecipi di un avvenimento davvero molto importante per me: proprio ieri, infatti, è uscito il mio primo libro “Le scelte della vita”, disponibile sia sulle piattaforme online (già online) che nelle librerie❤️
    TI e voi mi avete dato moltissimo, dunque mi sentivo in dovere di dirvelo; grazie mille per tutti i consigli che mi avete dato❤️
    Grazie in anticipo se lo comprerete.
    A presto ❤️

  • Ciao Rossella!
    Scelgo il supplente di greco, che ricordo non avesse mai vita facile 😀.
    Mi piace molto la citazione iniziale, durante la narrazione fai delle riflessioni tue, che ci stanno; non di rado finisci con una domanda, per esempio nel finale dell’episodio. A mio modo di vedere forse una volta di troppo, mi sembra dia eccessiva enfasi alle cose dette. Mia impressione ovviamente.
    Occhio a “la donna che lo avrebbe sposato tra pochi mesi”: in una frase al passato andrebbe meglio “entro” o “dopo”.
    A presto!

  • Ciao Rossella!
    Voto per il segreto, le altre due le vedo fuori tempo o rischiose…
    Direi che nell’episodio fai delle considerazioni interessanti sullo stato d’animo dei protagonisti, che però rischiano di togliere ritmo alla narrazione. Io le asciugherei un pochino, pur mantenendole. Carini i dialoghi, forse ci vedrei anche del botta e risposta più salace. Però è il mio punto di vista, io cerco di spingere sul ritmo ma non è detto che sia la miglior cosa.
    Ben rientrata e vediamo come continua.
    Ciao!

    • Ciao, grazie per la lettura e il voto.
      L’intento dell’episodio era quello di “allontanare” un po’ la narrazione per attenzionare maggiormente proprio lo stato d’animo dei protagonisti; spero di esserci riuscita🤞
      Grazie mille anche per i consiglio: ne terrò conto!❣️
      A presto✨

  • Buongiorno Rossella
    i conflitti tra i vari protagonisti e la loro verità cominciano a farsi più chiari.
    Come nei capitoli precedenti, ho notato un uso un po’ eccessivo del “condizionale passato”, secondo me, togli scorrevolezza al testo.
    Qua e là ci sono refusi facilmente eliminabili con una rilettura attenta dell’episodio.
    Luca e Marco

  • Ciao Rossella!
    Voto per la coppia. In generale mi associo nel consigliare per prima cosa la semplicità nei periodi. Rileggere sembra non bastare mai, anche io pubblicando ho trovato errori o imprecisioni. Ti direi di farlo diverse volte, ci si allena ad individuare errori o cacofonie di vario genere.
    Comunque brava, la storia è una bella sfida!
    Ciao!

  • Ciao Rossella
    Ho letto il commento di Fenderman e effettivamente, anche per me, questo capitolo non scorre benissimo. Mi sento di suggerirti la lettura dell’episodio a voce alta, prima di pubblicare. Se ti manca il respiro qualcosa va cambiata 😊
    A titolo di esempio: La frase: “ma lei all’epoca sarebbe stata impossibile da sconfiggere, nonostante adesso la situazione si sia notevolmente invertita- “ si potrebbe alleggerire così: (ma lei) All’epoca sarebbe stato impossibile sconfiggerla, anche se oggi la situazione si è invertita.
    Per il prossimo Licia e Vanni.
    Ti aspetto da me.

  • lo studio era l’unico mezzo che avrebbe potuto utilizzare per andare via da quell’ambiente tossico e malsano all’interno del quale era stata costretta a crescere e le uscite con gli amici l’unico modo affinché la sua mente potesse immortalare quelli avvenimenti e utilizzare quei ricordi per contrastare tutti quei momenti negativi durante i quali credeva che l’unica soluzione sarebbe stata quella di sparire per sempre dalla faccia della terra; se fosse realmente arrivata a tanto, pensiero sul quale si soffermava spesso, a chi avrebbe fatto un torto?—-
    Helena ricorda ancora la sensazione di libertà che provò quando capii che fosse tutto vero, che stesse realmente modificando il proprio destino, e ciò le torna in mente ancora oggi che è riuscita nel suo intento: si è laureata con il massimo dei voti -questa volta lo studio non era stato solo una valvola di sfogo- ed aveva ottenuto un punteggio così alto che trovare un buono lavoro non le fu difficile.
    Oggi mi tocca la parte del cattivo: (scusa lo faccio per te naturalmente). Rileggi questi periodi: sono troppo lunghi e hanno delle incongruenze verbali che non tarderai a riconoscere. Allora: periodi più brevi per una scrittura più moderna e veloce che ben si adatta al tema trattato. In più avventurarsi in periodi complicati e contorti distrae il lettore. Impara a sintetizzare i concetti: come? Riscrittura è la parola magica: rileggi e riscrivi lo stesso capitolo pezzo per pezzo più volte e troverai decine di modi per dire, meglio, la stessa cosa. Finito il pistolotto ti dico che sei brava, ti mando un saluto e ti faccio gli auguri. ciao

  • Ciao Rossella
    Ho letto i due capitoli, sono d’accordo con Anna sul fatto che sei coraggiosa a scrivere su un argomento di cui non hai un vissuto diretto.
    Tuttavia, se sei in grado di osservare e capire empaticamente le esperienze altrui, metà del lavoro è quasi fatto. Se poi aggiungi un contorno di passione per la scrittura e riflessione critica, il binomio è vincente.
    Helena

    • Ciao, grazie per la visita.
      Spero che la storia possa continuare a colpirti come -credo- abbiano fatto i suoi primi due capitoli✨
      Per quanto riguarda il “trattare temi non vissuti” ormai credo di averci fatto un abbonamento, dal momento che la maggior parte delle storie scritte qui abbiano come trama argomenti non vissuti in prima persona (sì, mi piace complicarmi la vita 😂😂)
      Comunque grazie ancora per il commento e la visita, a presto✨

  • Ciao Rossella, inutile insistere sui consigli, gli altri lettori hanno puntualizzato e focalizzato benissimo, e io ripeterei le loro stesse cose. Allora voglio semplicemente farti i complimenti per questa passione arrivata così presto a soli sedici anni. Coltivala e non ti arrendere. Insieme alla lettura sicuramente un’altra delle tue passioni è la lettura: ecco leggi molto, solo leggendo si imparano tante cose. Auguri, e vediamo com’è Helena. Ciao

    • Ciao, ti ringrazio moltissimo per i complimenti🥰 (come i consigli, anche quelli fanno molto piacere)
      Effettivamente la passione per la scrittura c’è sempre stata, ma solo in questi ultimi anni sto facendo in modo di coltivarla sempre più, e mentirei se dicessi che non mi stia dando moltissime soddisfazioni (tra le quali un sogno che, presto, potrebbe diventare realtà…)
      The Incipit è un’ottima palestra, e devo veramente tanto sia al sito in sè sia -e soprattutto- a tutti coloro che, come te, mi spronano a migliorare e a dare sempre il massimo.
      Ancora grazie per la visita e il commento; a presto ✨

  • Ciao, Rossella.
    Questo racconto ha un sapore nostalgico, più adatto a una quarantenne che a una ragazza di sedici anni (o diciassette?), è strano che ti sia venuto in mente di scriverlo, ma questo mi dà lo spunto per una riflessione: non sempre “giovinezza non conosce giovinezza” e se si capisce quanto bello e prezioso sia essere giovani come, a quanto pare, stai facendo tu, gli anni più belli (anche se ogni età ha il suo lato positivo) possono essere vissuti appieno e io te lo auguro davvero. 🙂
    Il tuo racconto mi fa anche venire in mente un bellissimo film che pare stupido ma è, a parer mio, molto intelligente che tratta proprio il ritrovarsi con i compagni del liceo, la necessità di ognuno di mostrare che si è attenuto dalla vita quel che si desiderava, le menzogne e le debolezze che tutti, anche la reginetta della scuola e il suo atletico quarterback, hanno da affrontare con l’età adulta. SI intitola ROMY E MICHELLE, è vecchiotto ma, forse, in rete lo trovi.
    I consigli te li hanno già dati, aggiungo solo che a volte irrompi nel racconto come narratore, interagendo con il lettore, non sempre è buona cosa 😉
    Molte frasi si possono alleggerire, prova a rileggere a voce alta. Attenzione anche ai tempi verbali, cambiano senza motivo qua e là.
    Bene, detto questo, voto per Helena e vediamo dove ci porti. Sono curiosa di vedere come gestisci i sentimenti di adulti alle prese con i rimpianti e le gioie dell’adolescenza.

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie mille per la lettura e il commento.
      A dire la verità La stesura di quest’opera mi è venuta in mente proprio pensando a come potrebbe essere la vita mia e dei miei amici tra… una decina d’anni?
      Tutti noi, come è giusto che sia, abbiamo i nostri sogni e le nostre ambizioni, ma riusciremo effettivamente a portale a compimento?
      Grazie per la dritta sul film, ne stavo proprio cercando uno da poter guardare durante le pause studio.
      Alla prossima ✨
      (Ps:sono diciassette, quasi diciotto a dirla tutta, ma non sono ancora riuscita a modificare la bio del profilo.)

  • Ciao Rossella!
    Ho votato per Helena, così la conosciamo…
    Capitolo che introduce la coppia, un po’ scoppiata ma forse non del tutto. Il punto di vista è quello di Licia, le riflessioni sono articolate, iinteressanti, e alternano momenti di rassegnazione e di speranza. Brava! A volte ho fatto fatica a cogliere la conclusione, ad esempio quando parli di salvare il salvabile, o proprio nella frase che chiude l’episodio.
    Sono solo le mie impressioni, vediamo come procede la storia.
    Ciao!

    • Ciao, grazie per essere passato e aver votato.
      Mi dispiace che qualcosa sia risultata essere poco chiara, ma ho dovuto eliminare molte parti per poter rientrare all’interno del limite massimo richiesto dal sito, ma sono qui per ogni delucidazione☺️
      Ancora grazie; a presto✨

  • Rieccomi, Rossella.
    Un incipit che ha le premesse per creare una storia interessante.
    Non ripeto le osservazioni degli altri commentatori (con i quali sono d’accordo) e i loro ottimi consigli. Aggiungerei che acune “cacofonie” ostacolano la scorrevolezza della lettura:
    vedeva più da più…
    La ripetizione ravvicinata dei più disturba un po’.

    più faticosa -e contemporaneamente emozionante- della…
    Qui l’inciso (ente… ante) mi suona male, ma l’intero periodo è un po’ lungo e contorto.
    I miei umili suggerimenti sono due: privilegia i periodi semplici e non troppo lunghi e rileggi più volte quanto scritto, cercando ripetizioni e cacofonie di cui inevitabilmente, a una prima (e per quanto mi riguarda anche a una seconda e a una terza 🤣 ) lettura non ti accorgi.
    Per il resto, sei giovanissima e già brava, è evidente quanto ti piaccia scrivere e questo è il carburante più potente per andare lontano.
    Ciao, ti auguro un fine settimana… truoppu beddu!

  • Ciao Rossella, doveroso passaggio per farti gli auguri all’inizio di un lavoro impegnativo. I tanti personaggi il passato e il presente ì, la difficoltà di narrazione mantenendo originalità con una vicenda che già grandi autori hanno affrontato.( il tema dei vecchi compagni che si ritrovano è un classico in letteratura e nel cinema). Il consiglio che ti do e di mantenerti su una linea di racconto semplice. Non incasinarti con giri di verbi difficile da portare avanti e lascia che i personaggi parlino il linguaggio di tutti i giorni. Rileggi sempre ad alta voce e le stonature che sentirai ti aiuteranno a migliorare il testo. Forse non hai bisogno di tanti consigli ma io te li do lo stesso sicuro che hai intenzione di migliorarti, poi però fai come il tuo intuito ti detta. – Brava, alla prossima.

    • Ciao, grazie per essere passata e aver commentato.
      Sono conscia della complessità del tema trattato, ma certamente il mio intento è quello di non “cadere nel banale” e cercare di dar vita ad una storia che, seppur con una trama “vista e rivista”, possa avere una sua punta di originalità.
      Per quanto riguardo la semplicità dell’opera cercherò di mantenerla, ma non garantisco nulla😂 (ormai credo di essere una calamita per la complessità😅)
      Scherzi a parte, ti ringrazio anche per i consigli: se non ci fossero non potrei migliorare, e a me piace scrivere su TI proprio per questo fine.
      Spero che la storia possa continuare a piacerti.
      A presto✨

  • Ciao Rossella, doveroso passaggio per farti gli auguri all’inizio di un lavoro impegnativo. I tanti personaggi il passato e il presente ì, la difficoltà di narrazione mantenendo originalità con una vicenda che già grandi autori hanno affrontato.( il tema dei vecchi compagni che si ritrovano è un classico in letteratura e nel cinema). Il consiglio che ti do e di mantenerti su una linea di racconto semplice. Non incasinarti con giri di verbi difficile da portare avanti e lascia che i personaggi parlino il linguaggio di tutti i giorni. Rileggi sempre ad alta voce e le stonature che sentirai ti aiuteranno a migliorare il testo. Forse non hai bisogno di tanti consigli ma io te li do lo stesso sicuro che hai intenzione di migliorarti, poi però fai come il tuo intuito ti detta. – Brava, alla prossima.

  • Ciao Rossella!
    Bell’incipit, anche ambizioso, perché i personaggi sono tanti! Comunque mi sembri ben determinata. Ho votato Licia e Vanni. Attenta all’utilizzo dei verbi, non sempre la consecutio è rispettata: “gli ex studenti si sarebbero incontrati, nonostante molti siano ancora titubanti” fossero è preferibile a siano.
    Spero di non sembrarti troppo “professore”, coraggio perché come ho scritto la storia pare interessante e ricca di spunti.
    Ciao!

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