A quelli che (alosque)

Dove eravamo rimasti?

Ma per quanto tempo eravamo stati "insieme"? poche settimane (100%)

Peperoni scaldati a colazione

-Ah, ma quello dei peperoni!-

Paola sapeva sempre essere inopportuna nella descrizione delle persone.

Eppure, allo stesso tempo la descrizione era fin troppo adatta a lui, uno che la mattina si scalda peperoni per colazione mentre io mi preparo il caffè.

-Ma davvero ti ricordi solo questo?- la guardo tra il divertito e lo stizzito. Io che volevo raccontare la mia grande storia rosa e lei che la sminuisce con un peperone.

-Perché “quello dei peperoni?”- adesso è Linda che parla, ha appena tirato la faccia fuori dal frigo e con lei la solita bottiglia di vino bianco scadente da 1,5l. Racconto di nuovo la storia aggiungendo che è davvero assurdo.

-Devo pur dargli un soprannome no?- è ancora Paola

-A quale dei tanti?- Alice è appena ritornata dal bagno, prende il suo bicchiere e si mette a sedere di fronte a me proprio sul davanzale dell’ampia finestra, Linda è intenta a riempire i bicchieri.

-Dai ali sicuramente lo ricordi tu, quello con cui mi ci sono viste poche settimane ma mi è riuscito comunque a spezzare il cuore.- mentre lo dicevo pensavo che forse questo era ancora più assurdo del peperone, poche settimane bastavano per frantumare una persona per mesi.

Adesso anche Linda è pensierosa e cerca di ricordare con la bottiglia ancora in mano. Io sorrido ancora sconsolata per il peperone e a bassissima voce dico -Il primo.-

Per me era quello il soprannome. La mia “numero uno” dicevo con un sorriso amaro citando paperone. Lui però l’aveva messa in una teca di vetro…io sembravo più Amelia che l’aveva tenuta in mano solo per poco e rincorsa per sempre.

-Perché primo?- lo dicono in coro mentre bevono il vino. Perché era letteralmente stato il primo dopo la tempesta. -Beh, vi ricordate il mio ex?- ovviamente chiedono in coro “quale”, rispondo quello “storico”. Paola  imita ancora la sua voce al citofono e ridiamo. -Beh, comunque il primo dopo lui-

-Ah, quello che si ubriacava sempre- detto da 4 persone che si bevono una bottiglia di vino enorme non so fino a che punto valga, ma Alice continua la descrizione di Linda -Ma quello basso?-

-Tutti complimenti, insomma, fate sempre delle descrizioni ottime dei miei ragazzi- ribatto io tra un po’ scocciata, porto il bicchiere alla bocca per fare una leggera pausa e poi dico -Vabbè diciamolo pure, quello…- completiamo la frase in coro -…RACHITICO!- e poi iniziamo a ridere tutte.

Mesi prima avevo chiesto sulla porta di camera a Paola se avrebbe salvato qualcuno dei miei discutibili ragazzi rachitici, lei ci aveva pensato un attimo anche fin troppo lungo per poi fare un paio di nomi neanche molto convinta. Avevo sempre pessimi gusti a detta loro.

Avevamo quasi smesso di ridere quando alice con una faccia pensierosa dice -Ma davvero peperoni a colazione?-

-Peperonata scaldata nel barattolo- puntualizza Paola aggiungendo particolari che probabilmente neanche erano veri ma calzavano sempre -Ali, sicuramente non sarebbe la colazione adatta a te- ridiamo ancora.

-Vabbè adesso non è che faceva solo quello- peccato che la mia pausa di riflessione sia troppo lunga per darmi modo di sembrare credibile. Linda spezza il silenzio -Ricordo che comunque ti piaceva molto, scaldavi anche tu peperoni per colazione con lui?- non riusciamo a essere serie e questa cosa dei peperoni sta prendendo il sopravvento.

Guardo il vino per capire se sia l’artefice di quelle conversazioni assurde ma poi ricordo che noi siamo sempre così e che loro si fissano sempre sui particolari buffi “sennò che sfizio c’è” mi ripetono.

Bevo l’ultimo sorso nel bicchiere e mentre ridono ancora dico tutto in un fiato -Mi ha proposto del sesso occasionale- momento di fermo -Così dal nulla?- Alice ha la faccia sbigottita, Paola si gira un po’ sul divano e poi dice -Tipico- Linda intanto è pensierosa.

-Ma ha anche detto che in questi giorni ci sentiremo, poi sì cioè sapete che le proposte indecenti le fanno spesso a me- c’è ancora silenzio.

-Come quella volta che…- Paola ha cominciato a raccontare divertita le mie esperienze sotto la sua lente, sono simpatiche quando le racconta lei, ad un tratto non sembra più che si parli di esperienze anche discutibili ma sembrano tutte e solo macchiette e ne rido anche io. Mi rilasso a pensare che forse devo vederla in modo leggero a volte, respirare, ridere.

Appena svuotata la bottiglia e finiti gli aneddoti Paola e le altre si voltano eloquenti -Ma quindi tu cosa hai risposto?-

-Sì-

Silenzio

-Sì che ci sentiamo-

Silenzio ancora. Si guardano.

-Non so- conclude Paola e le altre si accodano alla sua affermazione sospesa.

Cosa pensano le amiche della sua scelta?

  • Linda pensa che una telefonata sia la cosa giusta. E forse con alcune persone mangerebbe anche peperoni a colazione. (100%)
    100
  • Alice pensa che forse sarebbe meglio evitare tutto, peperoni compresi. Non solo a colazione. (0%)
    0
  • Paola pensa che tanto valeva andare a letto subito ma evitare che lui scaldi un'altra delle sue colazioni (0%)
    0
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32 Commenti

  • Ciao, scusa se non ho commentato prima, ma quando si scrive l’ultimo episodio si è messi in una specie di limbo…
    La storia mi è piaciuta e anche se a tratti è stata un po’ caotica. In fin dei conti rappresenta bene i tempi d’oggi così caotici e fluidi nonostante la pandemia o magari proprio per colpa della pandemia. La protagonista sembra averne tratto un buon insegnamento per il futuro. E mi piace la tua scrittura.
    Ieri ho cominciato una nuova storia, se vuoi puoi passare e darmi qualche dritta sei la benvenuta (ho già fatto un errore sul titolo dell’episodio: filibustieri!!!). Ah, sempre che ti piacciano le storie di pirati. Alla tua prossima!!!

  • Buongiorno Fra
    Racconto introspettivo, dove le tue parole si muovono in uno sfondo di autenticità.
    Forse è mancata organicità, ma, dedicandoci un po’ di attenzione, potrai perfezionare questo punto nella prossima storia.
    Mi è piaciuta, in particolare,la frase:
    Perché alla fine avrei dato il cuore anche a gente così, anche se non lo ammettevo, a quelli che compaiono un giorno, che sanno incastrarsi in quei momenti della vita in una maniera inspiegabile.
    Al prossimo.

  • Riesci sempre a rendere bene le immagini e i sentimenti, in un modo a dir poco poetico. Ma poi cadi in qualche errorino che intoppa la lettura, tipo la prima riga (come fenderman ha ben detto): “non riuscivano che non” (ti suggerisco di sostituire “che” con un “a”). Se non ci fossero il testo scorrerebbe con la dolcezza di una bella canzone.
    A conti fatti, però, complimenti. Voto per il numero sconosciuto per darti più possibilità di scelta.

  • Ciao Fra_S, ho letto questa lettera e mi sono riconosciuto, giovane diciottenne, o giù di lì, quando come il tuo eroe scrivevo, scrivevo e spesso non spedivo dandomi dell’idiota prima per aver scritto e subito dopo per non aver, appunto, spedito. Chissà quante di quelle lettere giacciono ancora in qualche cassetto dimenticato e tu me le hai ricordate. Mi sembra un motivo sufficiente per ringraziarti e augurarmi che almeno la tua lettera arrivi a destinazione, perché in amore non si deve aver paura di sembrare stupidi. Se succede vuol dire che la persona destinataria della lettera e del sentimento non era quella giusta. Quindi grazie e buon lavoro. ciao 🙂

  • Ciao, molto romantico, bello, un poco difficile per me capire cosa veramente ci sia stato fra i due. Sono stati insieme mi pare ma poi questa frase: ” Mesi dopo, quando le incognite avevano sostituito molte lettere di quella storia a… ” vuol dire che è finita?
    Un’ultima piccola cosa quando dici del professore e delle fratture forse intendevi le “peggiori” e non le “migliori.”
    Alla prossima. Ciao🌻🙋

    • Diciamo che la storia ha avuto un po’ di ricorsi.
      Per il discorso rotture, non é sbagliato. In generale per molti materiali e in modo particolare quelli da costruzione si evitano rotture “fragili” dei materiali perché non hanno un margine cautelativo rispetto quelle duttili. Quindi si può dire che “le rotture migliori che possiamo avere non sono sicuramente quelle fragili”

    • Sono contenta sia piaciuto il passaggio sulla fotografia. In realtà mi sta molto a cuore perchè non vengo propriamente da un mondo di parole ma più di immagini quindi vorrei riportare quelle sensazioni e modi di fare tipici di cose più legate alla sfera visiva (foto, disegni ecc…) in un racconto.

  • Ciao. Toglimi una curiosità, ma vai così a mille anche nella vita?
    Sai cosa mi piacerebbe per la tua protagonista? Che le capitasse un qualcosa di rivoluzionario, che magari naufragasse in un’isola deserta (anche immaginaria) e per qualche ora dovesse confrontarsi solo con se stessa.
    Pensaci… voto per la telefonata.

  • Ciao, ti dico subito che questa non l’ho capita : ”
    -Dai ali sicuramente lo ricordi tu, quello con cui mi ci sono viste poche settimane ma mi è riuscito comunque a spezzare il cuore.- …….
    Per il resto sono, devo dire affascinato, mi tramortisci con un ritmo inusuale da commedia leggera fatto di strane immagini di persone che non stanno mai ferme e parole che volano di qua e di là….
    Insomma mi piace molto, c’è solo un po’ di confusione ma non ti preoccupare, ci abitueremo. Ciao Buona Pasqua

    • Ancora non faccio pace con il fatto che non posso editare dopo. Penso che sia perché c’è un errore (viste al posto di vista) …poi sono davvero terribile quando rileggo e correggo quello che scrivo. La confusione é anche un po’ voluta, come quando chiacchieri tra amici e capisci metà di quello che si dice.

  • Ciao.
    Leggendo ho avuto la sensazione… di trovarmi dentro una canzone, almeno per il ritmo, o forse per il testo. Ho letto due episodi insieme e devo ammettere che mi è mancato un po’ il fiato, per il prossimo ti posso dare un consiglio? Fa respirare la protagonista con un imprevisto che le scombini i pensieri ossessivi, un po’ di pepe alla giornata serve sempre!!!

  • ho riletto due volte l’episodio. Direi che “Solite frasi criptiche” descriva bene quello che percepito. C’è un che di complicato, implicito che non riesco a dipanare. Tutto questo, comunque non inficia il senso generale del discorso e il tuo scritto mi sembra un modo elegantemente complicato per rendere concetti semplici. Allora adesso devi scegliere se schiarire i concetti o restare sul concettuale-astratto. In tutti e due i casi te e sarò grato; nel primo caso perché la lettura mi sarà più semplice e nel secondo perché comunque rimarrai davvero originale.

    • Ammetto che sono piacevolmente colpita dai commenti. So bene che ho un modo di scrivere complicato, infatti è stato sempre un vero trauma scrivere documenti e discorsi ufficiali. Ho notato anche alcuni errori che penso rendano ancora più complesse le cose ma cercherò ovviamente di migliorare.

  • Ciao Fra
    Ho letto il tuo incipit e penso che ci siano gli elementi buoni per una storia nel genere “rosa”.
    A mio avviso, il testo andrebbe un po’ alleggerito, ci hai messo dentro troppo. C’ è anche qualche refuso e ripetizione di termini.
    Questa frase, che da un” idea del personaggio, mi è piaciuta:
    Quali ciabatte? Saranno in camera, (i tuoi) le tue erano soluzioni semplici che però richiedevano complicate ricerche.

    • Ciao Louise e grazie in anticipo per il commento. La storia è effettivamente acerba e soprattutto è un vero esperimento, non scrivo questo genere di storie e soprattutto spesso non scrivo neanche prosa. Quindi prenderò ogni opinione per migliorare un pò.

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