A quelli che (alosque)

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Manuel? Le scriverà (50%)

Cara Francesca

Rimasi immobile con il telefono in mano.

Riuscivo a vedere chiari i suoi gesti sotto un cielo che non era sicuramente diverso dal mio, il vento che le alzava piano i capelli, il suo sguardo assente, il gesto lascivo per abbandonare il telefono.

Temporeggiai a lungo, scrissi molte, troppe parole ma non riuscii a premere invio e neanche a cercare il numero per chiamare. Sentivo una voce che la richiamava nei meandri della mia testa  e mi ripeteva che ci sarebbe stata sempre per me.

Passarono alcuni giorni, mi sembrava di vederla nei posti meno opportuni a compiere innumerevoli gesti.

“nessuno ti ha mai raccontato che io vivo inondato” era partita la canzone che piaceva a entrambi, ricordai una sera a cantarla entrambi, lei nel suo spagnolo arrangiato.

Cara Francesca,

io sono stanco, vivo annegato in una vita di cui non sono mai riuscito a innamorarmi. I miei effimeri amori sono sempre stati altri, se era quello che la gente comune chiama amore.

Quando ci siamo conosciuti sembrava che tu sapessi già tutto, che conoscessi perfino i miei segreti. La sera quegli abbracci erano conversazioni infinite di un cuore folle a uno fragile. Sono stato lo stesso folle di allora, non tornerai nel mio letto, né io nella tua vita.

Hai sempre tentato invano di costruire la cosa giusta in un posto sbagliato: me.

Ti sei illusa, pensavi fosse la felicità ma eri solo tu che vedevi le cose con i tuoi occhi. Gli stessi occhi che continuo a non dimenticare.

Alcuni pensano che questo naufragio sia una cosa di quattro giorni, che venga e passi come un fruscio di vento. Sto naufragando da sempre e posso dirti con certezza che i naufraghi hanno paura della terra, di quella terra dove sono certo che tu sei arrivata. Non tuffarti ancora, non cercare di fare del bene ancora facendoti solo altro male.

Francesca io sto naufragando ma ti ricorderò come il cielo stellato del mio navigare notturno, ricorderò te nuda con gli spiragli di luce che ti illuminavano paino e ti facevano diventare un cielo stellato nel mio letto, una mappa utile per ogni naufrago. Il cielo più luminoso che avessi mai visto.

Accartocciai di getto tutto, poi ripresi il foglio, lo piegai e passai la giornata a trovare un modo per fargli arrivare quelle parole.

Ero sicuro che sapeva bene ognuna delle parole che avevo scritto, sapeva leggermi nei pensieri, c’era anche se non la vedevo e sapeva raggiungermi anche al centro degli uragani. Ma io l’avevo lasciata in uno di quei turbinii di emozioni e lei non voleva vederlo.

Speravo che non avrebbe richiamato, speravo che leggesse per poi prendere la sua strada ma il timore che mi potesse raggiungere a piedi anche in poco tempo, anche senza sapere dove fossi, era esagerato.

Più aspettavo, più la ricordavo, più andavo alla deriva. Ma ogni notte cercavo con gli occhi un cielo stellato che le assomigliasse.

Non confondete questo con l’amore, le stelle sono solo ricordi.

Arriverà la lettera?

  • No.. (0%)
    0
  • Sì, ma non arriverà risposta (0%)
    0
  • Sì, lei la leggerà e risponderà (100%)
    100
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32 Commenti

  • Ciao, scusa se non ho commentato prima, ma quando si scrive l’ultimo episodio si è messi in una specie di limbo…
    La storia mi è piaciuta e anche se a tratti è stata un po’ caotica. In fin dei conti rappresenta bene i tempi d’oggi così caotici e fluidi nonostante la pandemia o magari proprio per colpa della pandemia. La protagonista sembra averne tratto un buon insegnamento per il futuro. E mi piace la tua scrittura.
    Ieri ho cominciato una nuova storia, se vuoi puoi passare e darmi qualche dritta sei la benvenuta (ho già fatto un errore sul titolo dell’episodio: filibustieri!!!). Ah, sempre che ti piacciano le storie di pirati. Alla tua prossima!!!

  • Buongiorno Fra
    Racconto introspettivo, dove le tue parole si muovono in uno sfondo di autenticità.
    Forse è mancata organicità, ma, dedicandoci un po’ di attenzione, potrai perfezionare questo punto nella prossima storia.
    Mi è piaciuta, in particolare,la frase:
    Perché alla fine avrei dato il cuore anche a gente così, anche se non lo ammettevo, a quelli che compaiono un giorno, che sanno incastrarsi in quei momenti della vita in una maniera inspiegabile.
    Al prossimo.

  • Riesci sempre a rendere bene le immagini e i sentimenti, in un modo a dir poco poetico. Ma poi cadi in qualche errorino che intoppa la lettura, tipo la prima riga (come fenderman ha ben detto): “non riuscivano che non” (ti suggerisco di sostituire “che” con un “a”). Se non ci fossero il testo scorrerebbe con la dolcezza di una bella canzone.
    A conti fatti, però, complimenti. Voto per il numero sconosciuto per darti più possibilità di scelta.

  • Ciao Fra_S, ho letto questa lettera e mi sono riconosciuto, giovane diciottenne, o giù di lì, quando come il tuo eroe scrivevo, scrivevo e spesso non spedivo dandomi dell’idiota prima per aver scritto e subito dopo per non aver, appunto, spedito. Chissà quante di quelle lettere giacciono ancora in qualche cassetto dimenticato e tu me le hai ricordate. Mi sembra un motivo sufficiente per ringraziarti e augurarmi che almeno la tua lettera arrivi a destinazione, perché in amore non si deve aver paura di sembrare stupidi. Se succede vuol dire che la persona destinataria della lettera e del sentimento non era quella giusta. Quindi grazie e buon lavoro. ciao 🙂

  • Ciao, molto romantico, bello, un poco difficile per me capire cosa veramente ci sia stato fra i due. Sono stati insieme mi pare ma poi questa frase: ” Mesi dopo, quando le incognite avevano sostituito molte lettere di quella storia a… ” vuol dire che è finita?
    Un’ultima piccola cosa quando dici del professore e delle fratture forse intendevi le “peggiori” e non le “migliori.”
    Alla prossima. Ciao🌻🙋

    • Diciamo che la storia ha avuto un po’ di ricorsi.
      Per il discorso rotture, non é sbagliato. In generale per molti materiali e in modo particolare quelli da costruzione si evitano rotture “fragili” dei materiali perché non hanno un margine cautelativo rispetto quelle duttili. Quindi si può dire che “le rotture migliori che possiamo avere non sono sicuramente quelle fragili”

    • Sono contenta sia piaciuto il passaggio sulla fotografia. In realtà mi sta molto a cuore perchè non vengo propriamente da un mondo di parole ma più di immagini quindi vorrei riportare quelle sensazioni e modi di fare tipici di cose più legate alla sfera visiva (foto, disegni ecc…) in un racconto.

  • Ciao. Toglimi una curiosità, ma vai così a mille anche nella vita?
    Sai cosa mi piacerebbe per la tua protagonista? Che le capitasse un qualcosa di rivoluzionario, che magari naufragasse in un’isola deserta (anche immaginaria) e per qualche ora dovesse confrontarsi solo con se stessa.
    Pensaci… voto per la telefonata.

  • Ciao, ti dico subito che questa non l’ho capita : ”
    -Dai ali sicuramente lo ricordi tu, quello con cui mi ci sono viste poche settimane ma mi è riuscito comunque a spezzare il cuore.- …….
    Per il resto sono, devo dire affascinato, mi tramortisci con un ritmo inusuale da commedia leggera fatto di strane immagini di persone che non stanno mai ferme e parole che volano di qua e di là….
    Insomma mi piace molto, c’è solo un po’ di confusione ma non ti preoccupare, ci abitueremo. Ciao Buona Pasqua

    • Ancora non faccio pace con il fatto che non posso editare dopo. Penso che sia perché c’è un errore (viste al posto di vista) …poi sono davvero terribile quando rileggo e correggo quello che scrivo. La confusione é anche un po’ voluta, come quando chiacchieri tra amici e capisci metà di quello che si dice.

  • Ciao.
    Leggendo ho avuto la sensazione… di trovarmi dentro una canzone, almeno per il ritmo, o forse per il testo. Ho letto due episodi insieme e devo ammettere che mi è mancato un po’ il fiato, per il prossimo ti posso dare un consiglio? Fa respirare la protagonista con un imprevisto che le scombini i pensieri ossessivi, un po’ di pepe alla giornata serve sempre!!!

  • ho riletto due volte l’episodio. Direi che “Solite frasi criptiche” descriva bene quello che percepito. C’è un che di complicato, implicito che non riesco a dipanare. Tutto questo, comunque non inficia il senso generale del discorso e il tuo scritto mi sembra un modo elegantemente complicato per rendere concetti semplici. Allora adesso devi scegliere se schiarire i concetti o restare sul concettuale-astratto. In tutti e due i casi te e sarò grato; nel primo caso perché la lettura mi sarà più semplice e nel secondo perché comunque rimarrai davvero originale.

    • Ammetto che sono piacevolmente colpita dai commenti. So bene che ho un modo di scrivere complicato, infatti è stato sempre un vero trauma scrivere documenti e discorsi ufficiali. Ho notato anche alcuni errori che penso rendano ancora più complesse le cose ma cercherò ovviamente di migliorare.

  • Ciao Fra
    Ho letto il tuo incipit e penso che ci siano gli elementi buoni per una storia nel genere “rosa”.
    A mio avviso, il testo andrebbe un po’ alleggerito, ci hai messo dentro troppo. C’ è anche qualche refuso e ripetizione di termini.
    Questa frase, che da un” idea del personaggio, mi è piaciuta:
    Quali ciabatte? Saranno in camera, (i tuoi) le tue erano soluzioni semplici che però richiedevano complicate ricerche.

    • Ciao Louise e grazie in anticipo per il commento. La storia è effettivamente acerba e soprattutto è un vero esperimento, non scrivo questo genere di storie e soprattutto spesso non scrivo neanche prosa. Quindi prenderò ogni opinione per migliorare un pò.

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