CASINÒ

Dove eravamo rimasti?

Come agisce I per trovare delle risposte? Tenta di rubare la palla (67%)

Non si fa niente per niente

Quel sogno perso tra ricordi ora era lì, imprigionato in una sfera che brillava davanti ai suoi occhi. “Dovrei andarmene. V mi ha detto che tutti gli Spiriti fanno sogni del genere e tutti col tempo li dimenticano. Non hanno alcun significato”ma il corpo era più veloce dei pensieri ed il braccio già proteso verso lo scaffale. “Però lui non mi ha mai parlato di palle che racchiudono quei sogni”schiuse le dita“E io voglio sapere. Voglio ricordare cos’ho visto ”e strinse a sé la gelida sfera.

Sensazioni sconnesse iniziarono a susseguirsi nella mente di I, troppo veloci per riuscire a coglierle totalmente. Odore acre di sigarette inzuppava l’aria. Buio perforato da fasci di luce colorata. Una folla eccitata grida e si spinge a vicenda. Il rumore di chiavi che cadono sull’asfalto. La testa leggera, gli occhi pesanti. La morbida pelle del volante contro le mani, una strada senza fine che sfreccia sotto le ruote. Il battito di un ciglio ed un rumore assordante che la risveglia, mostrandole la strada infinita occupata da due abbaglianti che le corrono incontro. Le dita si stringono attorno allo sterzo, ruotandolo invano verso destra. Dopo lo scontro perde la presa ed il controllo dell’auto, sente la testa sbattere contro il vetro e sangue caldo scivolare sugli occhi. Oltre il velo rosso vede il dirupo avanzare, la carreggiata sfondarsi per l’impatto, le onde ai piedi degli scogli accoglierla nell’oceano. La luce della luna si fa più fioca man mano che sprofonda, mentre l’acqua salata invade i polmoni. Il vetro davanti a lei è spezzato: forse riuscirebbe ad abbatterlo, uscire dalla macchina e nuotare fino alla superficie, ma il suo corpo si limita a galleggiare passivo davanti a lei. Non sente più nulla: né il gelo sulla pelle né il bruciore delle ferite o il bisogno di aria. In lontananza nota un piccolo pesce brillare ed un senso di quiete riesce a farsi largo tra la paura. Poi ogni cosa viene inghiottita dall’oscurità, abbandonando I all’interno di uno scantinato ancora attonita per ciò che aveva visto. Non un sogno ma un ricordo, proveniente da un’altra vita. Era la sua vita prima di giungere in quel luogo,ne era certa. 

Il rumore di passi in avvicinamento la riportò alla realtà, facendole quasi sfuggire la pesante sfera dalle mani. La nascose in una tasca della logora vestaglia che stava indossando, appena un attimo prima che il viso di L facesse capolino dalle scale «Cosa cazzo ci fai quaggiù?!». Immagini e sensazioni rimbombavano ancora nella sua mente, assieme al desiderio di ottenere spiegazioni, ma decise che per il momento sarebbe stato più sicuro tenere per sé quella scoperta «Volevo solo farmi un’idea di chi fossi, non credevo avessi qualcosa da nascondere»

«Vuoi farmi credere che vedendo una porta nascosta da un tappeto non hai colto il sottinteso “non entrare”?»

«Era spostato e non ci ho fatto caso» Mentì. Il viso di L continuava a passare dalla paura alla rabbia fino all’incertezza. I riuscì ad intuirne i pensieri: stava decidendo cosa fare di lei «So che tenersi le palle è vietato, ma puoi stare tranquilla. Sarà come se non avessi visto nulla, hai la mia parola»

«La tua parola non vale un cazzo. Questo segreto potrebbe rovinare me e anche il tuo amico V. Mi serve una garanzia»

«Cosa c’entra V con questo?»

«È un affare che portiamo avanti insieme. Lui mi fa avere le palle che mando in buca, e io continuo a sostenere quanto le sue mazze siano indispensabili per le mie vittorie. Non avrai davvero creduto che abbia dato popolarità ad un Artigiano qualunque solo per cortesia? O forse per la sua eterna gratitudine? Non si fa niente per niente».

I incassò lo schiaffo di amara realtà, sforzandosi di rimanere lucida «Ma se sono vite che hai già ottenuto perché rischiare tanto per tenere le palle?» 

«Per imparare dalle anime che ottengo come funziona la morte, soprattutto per gli umani. Sai che la viscosità del tavolo cambia in base a come agiscono gli esseri viventi, rendendo alle palle più o meno facile scorrervi sopra. In quel mutamento risiede il libero arbitrio dei Sonnambuli. Col tempo ho imparato che vivere i loro ultimi istanti mi aiuta a prevedere i mutamenti del tavolo e sfruttarli a mio vantaggio per mandare la palle in buca. E questo segreto dovrà continuare a rimanere tale». 

Avvertì lacrime cariche di rabbia bruciarle gli occhi. V e L l’avevano portata lì, condannandola a quel mondo di maschere bugiarde. Era colpa loro e avrebbero pagato per la vita che le avevano rubato. 

  • «Capisco perché tu non voglia fidarti, ma vedila dal mio punto di vista: indirettamente anche io godo della vostra fama e non ho alcun interesse per vecchie palle. A tradirvi ho solo da perderci, perché mai dovrei farlo?» Forse L avrebbe creduto a quelle parole, ma prima del verdetto i punti che tenevano la tasca nella tunica cedettero al peso della palla, facendola cadere. L la osservò in silenzio mentre andava a schiantarsi sul marmo del pavimento, per poi rivolgere a I uno sguardo carico di disprezzo «Davvero un pessimo tempismo».

Come reagisce I?

  • Le racconta che l'aveva in mano mentre L è comparsa, che le è venuto istintivo nasconderla e che ha continuato a farlo per la vergogna (0%)
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  • Giustifica il furto come l'esito di un insana curiosità, e che glielo avrebbe detto non appena si fosse sentita al sicuro con L (50%)
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  • Raccoglie la palla da terra, spinge via L e fugge dallo scantinato (50%)
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17 Commenti

  • Oddio hai ragione sul tempo verbale: rileggendolo mi suona malissimo anche a me.. Cogliona io che non ci ho fatto caso ieri 😩 comunque grazie tante per i complimenti, mentre per gli spazi interni realtà li tolgo perché 5000 battiture sono pochissime e già così mi sembra di andar troppo lenta e rimanere troppo generale, non sapevo proprio che pezzi togliere 😅 comunque nei prossimi capitoli cercherò di regolarmi perché stranisce troppo anche me scrivere così

  • Ciao, bell’esercizio di fantasia il tuo, soprattutto nelle descrizioni, mentre in quanto all’impianto gerarchico del mondo dei giocatori ci vedo molto del nostro mondo.
    Oltre ai complimenti che ti faccio, sinceri, vorrei chiederti: tu sai scrivere bene, perché ometti lo spazio dopo la virgola, il punto, eccetera? E poi ti segnalo un verbo che non funziona, secondo me, “V le aveva spiegato che affinché il CASINÒ (continui) a sopravvivere tutte le sue parti” . Ho scelto tristezza perché chi lascia questo nostro bistrattato mondo e la sua vita, ci puoi giurare che è triste. Ciao 🙋

    • Oddio hai ragione sul tempo verbale: rileggendolo mi suona malissimo anche a me.. Cogliona io che non ci ho fatto caso ieri 😩 comunque grazie tante per i complimenti, mentre per gli spazi interni realtà li tolgo perché 5000 battiture sono pochissime e già così mi sembra di andar troppo lenta e rimanere troppo generale, non sapevo proprio che pezzi togliere 😅 comunque nei prossimi capitoli cercherò di regolarmi perché stranisce troppo anche me scrivere così

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