H. parte II

Dove eravamo rimasti?

Chi ha assalito Jacob? Lo sconosciuto di prima (50%)

Inseguimenti

Un grosso bastone da passeggio londinese spingeva contro il suo petto e la persona che lo impugnava indossava una camicia bianca, pantaloni grigi e scarpe nere lucide italiane. Sembrava uscito da qualche fumetto. I suoi capelli erano una grossa nuvola grigia per non parlare degli occhi. Di un verde accecante. Dalla bocca usciva un grosso sigaro e le mani erano tutte raggrinzite come se avessero passato l’intera vita a lavare piatti nell’acqua gelida. Jacob sentì un dolore acuto alla guancia sinistra e alla tempia destra. Qualcuno lo aveva gettato per terra e per un attimo il fiato lì si era mozzato quando con il corpo aveva toccato l’asfalto. Ora Pat e il cucciolo senza nome fissavano intimoriti quel gigante che torreggiava sopra di loro. 

“Jacob Fraser, dove te ne vai così dì fretta a quest’ora del giorno?” 

Jacob avrebbe tanto voluto rispondere ma la punta del bastone che spingeva contro il suo petto lì impedì di replicare. 

“Un ragazzo come te dovrebbe stare a casa e no a correre come se avesse il diavolo alle calcagna per la strada, potresti farti molto male.” disse marcando ogni singola parola.  

“La mamma non ti ha insegnato nulla?” continuò “A quanto pare no. Dicono che proveniamo dalle scimmie ma io e te non siamo uguali giovanotto. Io sono un uomo mentre tu sei qualcosa di inferiore…anche delle scimmie stesse. Tu e i tuoi simili dovreste stare chini a raccogliere il cotone e invece parlate, pensate, ridete, piangete, provate emozioni…sei così nero che potresti essere uscito dalle fauci dell’inferno. Sei una creatura del diavolo, Jacob Fraser?” disse sputando saliva ovunque. 

“Lui no, ma io si.” disse una voce alle sue spalle. 

 

*** 

Era una di quelle perfette giornate estive impossibili da dimenticare. Un venticello tranquillo teneva lontano il grosso delle zanzare e delle mosche. Il cielo era di un fulgido, nitido azzurro. La temperatura era appena superiore ai venti gradi. Gli uccelli cantavano e svolazzavano ovunque. Impegnati nelle loro cose non badavano per niente a noi umani. Sembrava che tutto andasse nel verso giusto. Fino a quando non lì vidi. Lui disteso per terra e l’altro in piedi con il bastone da passeggio che spingeva nel petto del ragazzo. Visti così sembravano la ricostruzione di qualche tragedia greca. L’eroe con il culo per terra e il mostro sopra di lui nel momento clou dell’opera. Ma sì sa ogni eroe che si rispetta ha sempre una spalla. E sì dal caso che la spalla in questo caso ero io.  

Il pugno arrivò così di fretta che il mostro non ebbe il tempo di accorgersi quello che stava accadendo. Volò via dall’eroe che mi fissò grato.  

“Tirati su”  

Jacob si rimise in piedi e raccolse la bicicletta finita contro il marciapiede. Non era messo molto bene. Quando camminava barcollava. Mi voltai verso il mostro a pochi passi da me. Presi il suo bastone da passeggio da terra e per due secondi mi venne una grande voglia di picchiarlo a sangue con quello ma poi lo gettai via. Presi l’uomo per il bavero e lo guardai come si guarda un figlio di puttana. 

Puzzava terribilmente di sudore. Aveva il volto sudato e gli occhi brillavano di malignità. La Bestia dentro di me mi suggerì di morderlo al collo e di colorare il quartiere con le sue budella. Per la fortuna di tutti entrò a gamba tesa la mia parte razionale e cancellò ogni mio pensiero impuro e rimise ogni cosa a loro posto. Anche lei. 

Fraser! È un onore conoscerla!” 

“Lei mi fa schifo.” 

“Oh beh.” 

“Sto iniziando a stancarmi di tutto questo e qualcosa mi dice che siamo solo all’inizio.” 

“Solo all’inizio eh?” 

“Cosa vuole da mio nipote?” 

“Lei sa bene cosa vogliamo da voi e da vostro nipote.” 

“La risposta è no e sarà sempre no.” 

“Beh allora se la mette così…” 

“Si la metto così e d’ora in poi se vi avvicinate alla nostra casa, vi sparo.” 

“Ci spara?  

 E con quale scusa?” 

“Con la scusa che avete svegliato il can che dorme.” 

 

“Lei crede di venire qui e fare come vuole? Ci sono delle regole Frase, antiche regole da rispettare…” 

Lo spintonai e lui finii con il culo per terra. La Bestia dentro di me ritornò a sussurrarmi paroline dolci come miele all’orecchio. Voleva uscire allo scoperto e caricava il mio corpo come un ariete che vuole per forza distruggere la staccionata in cui è stato messo. Respirai profondamente e dissi: “ Fanculo le vostre regole razziste da due soldi”

Presi per braccio Jacob e lo spinsi via da quella merda.  Ne avevo fin sopra i capelli.

  

Che cos'è la bestia?

  • Nulla, sono l'animo un po' in tempesta (0%)
    0
  • doppia personalità (0%)
    0
  • entità oscura che risiede nel corpo di Febus (100%)
    100
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