Dove eravamo rimasti?
Dietro l’apparente governo siede un governo invisibile che non ha alcuna fedeltà e non riconosce alcuna responsabilità verso il popolo. (Theodore Roosevelt) prima parte.
«Quasi tutti ci riescono.»
«Io, invece, più le ragnatele del rimorso immobilizzavano l’anima più spargevano fiele in tormentosi sogni notturni ripresentandomi quei bambini denutriti. Poi, al risveglio le spine del rimorso mi esortavano a non dilapidare un altro giorno di una vita così breve, indegna, sciupata e questa è una cosa bella.»
Malinconico osservo il cielo là dove è calato il sole divenire sempre più buio e in quel abbuiarsi dell’universo disperdervi in modo definitivo il ricordo dell’insopportabile fardello del passato.
Ritorno a sedermi a tavola e riempio il bicchiere mentre tutti mi guardano sorpresi per il mio viso tormentato.
Mi incoraggiano però a proseguire.
«Con un esempio capirete meglio cosa intendo per rimorso. Durante un viaggio d’affari con la mia Mercedes, accompagnato dalla mia segretaria, dovetti attraversare un villaggio sui monti Balcani, un villaggio di poveri affamati e disperati che mi osservavano rabbiosi. Mi chiesi se, uno di loro avesse fatto saltare con una bomba la macchina con noi dentro, sarebbe stato giusto o sbagliato.»
Mi interrompe il giovane incuriosito «Mi ricordo di aver letto che i ricchi non possono vivere in un’isola circondata da un oceano di povertà, ma continua.»
«Una domanda a cui non seppi rispondere, non per la mia vita che forse era colpevole ma per quella della mia segretaria che invece non aveva nessuna colpa. Continuai a chiedermi se a quell’attentatore, oltre alla disperazione di non poter alimentarsi, qualcuno gli avesse bombardato la casa con dentro moglie e figli senza saperne il motivo. Questa sarebbe stata una ragione ancor più valida per un gesto così mortalmente vendicativo? E cosa potevo fare io per evitare il sorgere di quello spirito vendicativo? Quel senso di colpa mi turbò talmente lo spirito che non mi abbandonò più facendomi sentire colpevole per l’avidità che tutto vuole per sé e questa è una cosa bella.»
«I sensi di colpa sono i veri sabotatori della nostra esistenza.» dice il nonno conoscendone l’efficacia.
Per evitare di scottarmi con parole roventi tiro un lungo respiro e continuo «Vero. Infatti, quando il rimorso ha iniziato ad aggiungere nei miei sogni alcuni spezzoni strazianti per l’umanità del film Il pianeta delle scimmie…» mi interrompe Adrian dicendo che gli è piaciuto molto il film e continuo «fu proprio il discorso interiore del rimorso a suscitare la speranza di una nuova vita. Per questo lo considero la cosa più bella. Inoltre, aprendomi gli occhi ho scoperto i motivi di questo capitalismo così ingiusto e disumano che nel film ha portato alla supremazie delle scimmie.»
«E cosa hai scoperto?»
«Pare ci sia una mano invisibile di alcuni straricchi e strapotenti che decidono il destino dell’umanità con insaziabile cupidigia. Agiscono occultamente per accumulare enormi ricchezza impoverendo l’ignara popolazione mondiale che considerano popolo da macello.»
«Quando uno diventa troppo ricco, molti diventano molto poveri.» dice il nonno ed Adrian mi chiede «Vuoi dire che la povertà del mondo è pianificata da questa mano invisibile?»
«Dato che non è possibile avere sette miliardi di persone ricche su questo piccolo pianeta, i poveri sono indispensabili ai ricchi.»
«Vuoi dire che esistono i ricchi poiché esistono i poveri.»
«Certo, agli albori dell’umanità eravamo tutti uguali come la Natura vuole. Poi l’uomo nella sua evoluzione ha iniziato a creare le disuguaglianze sfruttando altri esseri umani. Gli umani si amerebbero come fratelli se i vizi del mondo, incarnati dalla mano invisibile, non lo impedissero.»
«I lupi dominano, non le pecore.» sentenzia la nonna.
«E come ci sfruttano?» mi chiede Alain molto interessato all’argomento.
«Denaro. Non potete minimamente sospettare le potenzialità del denaro quale strumento per schiavizzarci al servizio della mano invisibile.»
Alain mi chiede «Mi puoi approfondire questo argomento in quanto nella mia tesi di laurea ho affrontato il problema delle crisi economiche senza però giungere alla causa della loro origine.»
«Seguimi nel ragionamento. Partiamo dalle banche che iniziano a dare prestiti facili ai privati ed alle imprese dando avvio al così detto boom economico dove circola molto denaro che aumenta la domanda di prodotti.»
«Così una famiglia può acquistare una casa con il mutuo, acquistare una nuova vettura, arredare la casa o fare un viaggio esotico.» interviene lui.
«Esatto. Di conseguenza anche le imprese, prendendo a prestito il denaro facilmente, acquistano nuovi macchinari per produrre i maggiori beni richiesti.»
«Aumentando l’occupazione.» aggiunge con sicurezza.
«Esatto. Con l’aumento dell’occupazione la gente diventa fiduciosa nel futuro e spende, indebitandosi sempre più anche vivendo al di sopra delle proprie possibilità. Compra anche quei beni superflui che in realtà non servono.»
«E questo è buono perché fa vivere meglio.» dice Adrian.
«Vero, ma c’è il risvolto della medaglia.»
«Quale è?» chiede il nonno guardandomi.
Continua sabato prossimo
la domanda alla fine della seconda parte
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17/04/2021 at 10:35
Salve, questo capitolo mi ha fatto riflettere parecchio, la seguo!
24/04/2021 at 10:38
Buongiorno, sai che la storia inizia con “il futuro è delle donne” 1 e 2 e continuerà a lungo. Così se la leggi dall’inizio potrai aiutarmi a migliorarla per arrivare all’utopia del governo femminile dell’umanità che è l’obiettivo nascosto nella storia.
01/05/2021 at 11:29
No guardi, governo delle donne proprio no. NON SONO MASCHILISTA, assolutamente, SONO PER LA PARITÀ DEI SESSI, e proprio in virtù di questo, penso che un governo incentrato sul potere femminile accentui in maniera esacerbata il potere delle femministe, spostando così l’ago della bilancia completamente sulla donna. E questo, appunto, sarebbe sbagliato al pari di un ago spostato completamente sull’uomo. Il mio motto è: PARITÀ DEI SESSI, e quindi, come ogni cosa dovrebbe essere: EQUILIBRIO.
08/05/2021 at 10:54
Buongiorno Se riuscirai ad arrivare alla fine del manoscritto, il che è difficile, sono certo cambierai idea.
08/05/2021 at 17:16
Il fatto è che secondo me è sbagliata proprio l’idea alla base del tutto, quindi anche se riuscissi ad arrivare alla fine del manoscritto non sarei comunque d’accordo. Per carità è solo una mia opinione, non voglio criticare.