La Guerra alle Ombre

Dichiarazioni Preliminari

La sala delle confessioni era austera e fredda, con le feritoie sulle pareti di pietra che lasciavano passare l’aria ghiacciata del mattino, oltre alla luce. 

Mylthar seguì con scrupolo tutti i riti che erano parte del giuramento. Si inginocchiò sul marmo, baciò il fazzoletto luminoso che la guardia gli aveva posto, poi si sfregò delicatamente gli occhi e la bocca come per lavarseli. Davanti a Mylthar un tavolo con cinque giudici del Tribunale di Khas, che avrebbero ascoltato la sua dichiarazione preliminare. La dichiarazione definitiva sarebbe stata data dopo un mese, in un evento pubblico nel Titanodromo di Mar al quale avrebbero partecipato i signori di tutto il continente. 

“Bene, Ser Mylthar Von Valth.”

A rompere il silenzio era stato il secondo giudice a destra, l’unica faccia che Mylth aveva riconosciuto: Gydran Deltran. Un uomo di mezza età, con il naso corto e appuntito e gli occhi staccati. Avvolto, come gli altri giudici, in uno scialle minimale di seta rossa. Gydran Deltran aveva la fama di essere una colomba, quei giudici che evitavano il più possibile le condanne per i crimini nella Guerra dell’Ombra. Mylth non aveva idea di chi fossero gli altri. 

Deltran continuò: “I giudici qui presenti Dymos Kamryn, Gydran Deltran, Trystor Lymwyn, Vand Fertan e Jorwy Lomont la ascoltano in merito all’accusa di omicidio e successivi atti di cannibalismo nei confronti del defunto Ser Tywan Khaldron IV, Esarca della Quinto Reggimento, avvenuti durante la missione denominata “Sogno di Cobalto” il dodicesimo del Terzo Solare di quest’anno. Sotto giuramento, la esorto a dire la verità.”

“Grazie vostro onore.” Mylth staccò gli occhi da Gydran Deltran e incominciò a mantenere il contatto visivo con tutti i giudici. “Io e Ser Tywan portammo la carcassa del veldro sacro dalla foresta alla piana vicino al cratere del vulcano. Aveva il corpo di un cavallo ma la testa di un montone, ma il muso era molto corto, la faccia alcune volte dava una sensazione inquietantemente umana. La pelle era piumata di piume talmente sottili che sembravano pelo, un pelo azzurro e morbido. Pesava poco rispetto a quanto ti saresti aspettato, come gli uccelli. Sapevo fosse una creatura sacra ai Klamarin, ma mi faceva un certo ribrezzo, un certo schifo, non so perché. Io la tenevo per le zampe posteriori e Ser Tywan, che aveva muscoli delle braccia grandi quanto meloni, per le zampe anteriori. 

Erano ore che salivamo. Io ad un certo punto non resistetti e girai la testa indietro. Dovevo vedere cosa stava accandendo nella battaglia, in pianura. Vidi una nuvola grande quanto un galeone, di un colore porpora talmente scuro da sembrare nero, e frastagliata come la superficie di un’ostrica, che si stava avvicinando lentamente al fianco sinistro dell’esercito di Lamwyn. La nuvola iniziò a sfiorare gli uomini e proiettare al suo interno dei lampi a forma di scheletri. Questo è importante per indicare quando è successo il fatto: dovrebbe essere stata la sedicesima ora del giorno da voi indicato. 

Mentre guardavo dietro, Ser Tywan scivolò. Il suo mantellone di lana bianca striciò sulla ferita giugulare del veldro assorbendone parte del sangue quasi incrostato. Tywan cadde per colpa mia, ma non imprecò né perse tempo: si limitò a guardarmi con la faccia intenagliata tra il terrore e la stanchezza. 

Dopo una decina di minuti eravano sulla piana vicino alla bocca del vulcano. Una volta gettato il cadavere di quel montone avremmo scongiurato la morte di quattrocentomila esseri umani… o almeno era quello che speravo con tutta la forza della mia anima…”

“Era quello che trentaquattro nazioni di questo continente pregava perché accadesse, Ser Valth.” a parlare con una voce vispa era stato l’ultimo giudice a destra, un vecchio con una faccia oblunga e gli occhi spenti. 

“Se mi fosse stato detto, vostro onore, che avrei potuto evitare quello che è accaduto solo se sarei riuscito a colpire, bendato, un falco in volo, ma mi fosse stato chiesto di vendermi l’anima per avere quest’altra possibilità, adesso il mio corpo senza testa gocciolerebbe sangue cieco, sordo e muto in un’oscurità infuocata. Ma il mondo diventa disobbediente quanto l’inferno se siamo talmente folli da proporgli i nostri desideri con la voce di chi sta morendo di sete, e io quel pomeriggio maledetto, credetemi, non potei fare nulla per cambiare il destino. Asoltate che cosa accadde.

Tywin era allo stremo fisico quando arrivammo alla bocca. Io lo avevo aspettato tutta la mattina al campo, mentre lui aveva cavalcato tutta la notte. Quando si presentò, all’ora di pranzo, ci mettemmo in marcia soli.”

Il giudice Deltran lo interruppe: “Ci è stata mandata una relazione da Aithar sul motivo per cui la missione prevedeva solo lei e Ser Khaldron. Per lei era una ingiustizia il fatto di avere questa enorme responsabilità?”

“Tutt’altro. Io e Tywan venimmo scelti perché eravamo i migliori ufficiali di Mar.”

“Capisco. Continui.”

Salve. Le regole prevedono che abbiate voi il potere di cambiare la storia. Ergo...

  • Viene svelato un segreto del rapporto tra Ser Mylthar e Ser Tywan (40%)
    40
  • Viene svelato quello che accadde (40%)
    40
  • Una bruschissima intrusione e Mylthar combattere (20%)
    20
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