La nostra Anna

Dove eravamo rimasti?

Money, money, money...Solito problema, come può fare Anna? Come farebbe una persona coscienziosa, budgeting, lentamente, e sicuramente arrivare ad una condizione migliore, tagliando dove possibile.. (50%)

PROGRESSI

Anna si era lasciata convincere da una pubblicità online a prendere un libro che prometteva di aiutarla, l’aveva trovato nella pila dei libri usati in una libreria poco distante casa e aveva iniziato a leggerlo la sera stessa.

Questo le diceva che tutto dipendeva da lei, che poteva cambiare le cose volendole con ardore. Lei ci provò ma da solo non successe niente.

Per fortuna oltre a questo aveva anche iniziato a monitorare più da vicino le sue spese. Aveva notato che le capitava di fare la spesa anche più volte a settimana, appena le mancava qualcosa andava subito a prenderla e spesso tornava a casa con acquisti non pertinenti. Spesso, troppe volte.

Sicuramente aveva bisogno anche di leggerezza, era già difficile lo stesso, se si toglieva anche questo… ma erano troppi soldi.

Come primo passo mise un tetto massimo di spesa per sè stessa, il suo “Fondo coccole – personale”.

Poi iniziò a controllare le bollette e prese un quaderno dove segnò tutto. Il lavoro le impiegò almeno due ore ma erano delle fondamenta. Per la prima volta dopo tanto tempo non era trascinata della vita ma era nell’occhio del ciclone, tutto era calmo.

Per Matila, questa serenità di Anna si traduceva in lunghe conversazioni.

Passavano anche ore, prima di dormire a parlare di tutto e di niente. Si erano sincronizzate, avevano affinato le loro battute, i loro giochi e mai come allora madre e figlia erano così unite.

Anna era appena tornata dalla sua passeggiata quotidiana quando prese il telefono e chiamò il suo vecchio capo.

“Ciao Alfredo, ti ricordi di me?”

“Anna, che piacere, pensavo a te ieri… se fossi ancora qui le cose andrebbero meglio”

“A questo proposito.. c’è ancora un posto per me?”

“Così mi fai felice! Però non posso assumerti direttamente… posso farti fare un colloquio, potrebbe essere un’idea?”

“Assolutamente, ti devo raccontare un sacco di cose!”

Continuarono a parlare per parecchio.

Per raccogliere coraggio, aveva passato la passeggiata togliendo la ruggine a tutto quanto sapeva di management, aveva dettato vari metodi di amministrazione aziendale come note vocali ed era piacevolmente colpita da sé stessa. 

Il giorno del colloquio, Matilda le aveva preparato la colazione: pane tostato, marmellata e caffè.

Anna fece il possibile per apprezzare, nonostante la marmellata coprisse appena il pane bruciato e avesse dovuto mettere lo zucchero nel caffè, per la prima volta in anni.

Si era messa un tailleur beige e aveva oltrepassato le porte del grande edificio fingendo una sicurezza che non aveva.

Non conosceva il ragazzo che gli faceva il colloquio, era giovane, portava un completo blu con una cravatta rossa, le sneaker che portava ai piedi non incontravano i gusti di Anna, ma si rendeva conto che concetto di professionalità si era evoluto.

“Benvenuta signora,” disse il ragazzo

Anna pensò – Oh, povera me…

Lui continuò

“Sono a conoscenza della sua storia in azienda e Alfredo l’ha incensata a dovere, direi che possiamo fare un periodo di prova”

Anna rispose

“Purtroppo nel caso sono costretta a rifiutare, vede, ho una figlia da mantenere. Non mi è concesso una situazione incerta”

“Questo lo capisco. In questo momento avremo bisogno di una figura come la sua. Possiamo venirci incontro?”

“In che senso?”

“Le offro un contratto indeterminato ma inizialmente la paga sarà più bassa,” scrive dei numeri su un foglio “poi nel tempo, potremo avere questi scatti. Fino ad arrivare a questo… “

Anna rimase pensierosa per qualche secondo, proprio prima di partire aveva dato un’occhiata al suo budget. Inizialmente sarebbe stata abbastanza dura.

“Accetto” disse infine.

Quando diede la notizia a Matilda questa era contentissima, non solo per la pizza con cui festeggiarono.

Con il tfr del lavoro vecchio avrebbe tirato avanti quanto possibile.

Stava tornando a casa dopo la prima settimana di lavoro, era un venerdì piovoso ma il suo umore era ottimo, si sentiva finalmente padrona del suo destino.

Non si ricorda bene come sia successo, probabilmente non l’aveva vista o vai te a capire che cosa succede in strada.

Anna sentì un suono sordo che le rimbombò nella testa per giorni. Un range rover le prese in pieno la fiancata della punto, non è ancora sicura cosa sia successo dopo. Stava bene, non aveva neanche un graffio. La macchina non partiva più, qualcuno aveva chiamato un carro attrezzi. Si ricorda di aver chiamato Sara che si era occupata della constatazione amichevole e del resto. Non era colpa sua. 

Non era colpa sua.

Era tornata nel ciclone, la sua macchina era inservibile e Matilda era a casa che la aspettava, chissà come stava?

Si appoggiò la mano sul cuore, Ascoltare il battito le bastava per tranquillizarsi.

Appena arrivò a casa abbracciò Matilda e chiese a Sara di restare un pò con loro, guardarono un film strappalacrime e non parlarono molto.

Quando Sara se ne andò, Anna trovò una lettera nella cassetta, busta gialla, nessun logo e il nome di lui.

Cosa c’era adesso?   

Su cosa dovrebbe concentrarsi per primo Anna?

  • Trovare un mezzo di trasporto per tirare avanti (50%)
    50
  • Acquistare un auto nuova prima possibile (0%)
    0
  • Il contenuto della lettera (50%)
    50
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37 Commenti

  • Povera Anna, sempre peggio! Tu invece sempre meglio.C’è una cosa che mi ha colpito che in un primo momento non mi è piaciuta poi andando avanti mi è sembrata invece aggiungere ogni volta una nota di sofferenza in più, come una goccia cinese, uno schiaffo. Mi riferisco al nome di Anna ripetuto ad ogni passaggio. Forse mi sbaglio ma questa è l’impressione che ho avuta.
    Qui forse, invece : “Lui rideva.

    Quando il suo avvocato diceva che ora voleva essere partecipe della vita di Matilda.

    Rideva.
    Io avrei scritto: Lui rideva: rideva quando … di Matilda lui rideva.”
    Ecco qua, bravo.
    Se vuoi leggere il mio nuovo racconto si chiama Cinico tv ed è già on line il primo capitolo. Ciaooo🙋

  • Un po’ di fortuna e poi la solita jella che morde. Siamo tutti così chi più chi meno. Anna c’è la farà, e in quella busta… Qualche piccolo refuso in giro ma stai andando bene. Purtroppo la rilettura non è mai abbastanza. Prova una volta scritto e corretto a rileggere un paio di giorni dopo, oppure a farlo leggere a qualcun altro: qualcosa scappa sempre. Ciao, alla prossima 🙋

  • Ciao, Anna si è buttata in un’avventura difficile. Beato te che invece hai solo qualche problemino di punteggiatura da risolvere. Attento vedrai che hai la tendenza ad omettere il punto a fine frase e quando inserisci i puntini di sospensione devono essere sempre tre e dopo ci vuole lo spazio, anche un accento manca e mi pare abbastanza per tediarti un po’ coi miei “consigli” . Insomma c’è la sostanza ma anche la forma va curata perché lo scritto rimane. In fondo di tratta solo di rileggere bene, tutti ci cascano a volte. Bravo, buon lavoro, alla prossima.
    Voto per il vecchio lavoro, per adesso. Nn mi sembra il momento di buttarsi in avventure, poi forse. Ciaooo

  • Ciao Zack
    No, non era affatto facile scrivere il tema di una bambina ( quanti anni avrà ?), si vede che ti sei impegnato e cercato di immedesimarti 🙂
    Due osservazioni: “Descrivi una tua giornata tipo.Cosa succede? evita la cronistoria”, questa frase mi sembra poco chiara come consegna per il tema di una bimba: quante bambine ( e… mettiamo dentro ank alcuni adulti) sanno cos’è la “cronistoria”?
    “si sa mai cosa pensa lei, maestra, che mi legge”, avrei preferito semplicemente “… cosa pensa la maestra.”
    Chiede i soldi alla sorella

    • Ciao Louise,
      Ti ringrazio del commento e delle osservazioni 🙂
      Casualmente il tema precedente che avevano fatto a scuola era:
      “Descrivi la tua giornata come cronistoria” e li la maestra glielo aveva spiegato:-P
      Capisco quello che mi dici sulla semplificazione, volevo dare un’impronta leggermente più diretta.
      Alla prossima

  • Ciao, se cose mi hanno colpito: , “non voglio dire altro che non si sa mai cosa pensa lei, maestra, che mi legge.” E poi quella cosa bella del dizionario con le foto. La bambina in effetti non per fortuna ancora ben chiaro stia succedendo, vuol dire che la madre tutto sommato ci sa fare e oltretutto le sta dando l’ opportunità di scoprire un mondo diverso. Molto bene, ti seguo. Ciao🙋

  • Ciao Zack!
    Voto per l’intermezzo, mettiamoci dal punto di vista di Matilda. La storia cattura l’attenzione; ti segnalo che il periodo che comincia con “il giorno dopo” mi risulta un poco ostico. Mi sembra di capire che il lavoro di manager non le piacesse tanto, stipendio a parte: giusto? Inoltre mi appare “piatto“, troppo scandito da sole virgole. Insomma, soffre di mancanza di ritmo.
    Ovviamente è il mio punto di vista, vedi tu.
    Alla prossima!

    • Ciao Minollo,
      rileggendo la parte che mi indichi capisco quello che intendi, hai colto il messaggio ma capisco la difficoltà che hai riscontrato.
      Grazie anche del commento sul ritmo, non è molto che scrivo e ogni cosa mi serve per migliorare.
      Ci vediamo alla prossima.

  • Ciao, le donne hanno bisogno di una casa e la cercheranno subito.
    caso strano anche io to scrivendo di una Anna donna di oggi con tanti problemi, la mia fa la poliziotta e indaga con passione nonostante la famiglia sulle spalle, se hai tempo e ti va leggilo. Trovo il tuo lavoro molto interessante, il tema come detto è d’attualità e certo troverai tanti lettori interessati al tema. Buon lavoro e alla prossima. ciao 😉

  • Ciao Zack

    Ho votato intermezzo, sono convinta sia l’opzione più difficile da gestire, se non si vuole cadere in cose scontate 🙂
    “Era sicuramente colpa del suo ex” è una frase che mi fa desiderare di conoscere il papà di Matilde; diamogli il diritto di contraddittorio 👨‍👧
    A proposito di feedback, ti aspetto da me, se credi…

  • Ciao Zack
    La “nostra Anna” mi ha messo addosso malinconia perché, nella realtà, ci sono tante donne single
    Che si sono trovate o si trovano in una situazione simile.
    Il capitolo scorre nonostante la ripetizione di alcuni termini (per es. avevo, aveva ecc). Sarebbe meglio trovare alternative.
    Cerca casa…
    Vediamo dove ci vuoi portare.

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