La nostra Anna

Dove eravamo rimasti?

Su cosa dovrebbe concentrarsi per primo Anna? Il contenuto della lettera (50%)

Quella sottile lettera gialla

Anna aveva preso con mani tremanti la lettera, l’aveva rigirata tra le mani e ne aveva saggiato il peso, ma non aveva trovato la forza di aprirla. L’aveva gettata in un cassetto sperando che sparisse.

Dove non arrivava la volontà arrivava la necessità, doveva comunque trovare un mezzo di trasporto e velocemente anche.

Per i primi giorni aveva l’auto sostitutiva della carrozzeria ma non potevano lasciargliela per molto.

Le avevano dato una cifra per riparare l’auto che l’assicurazione non avrebbe mai coperto e comunque dovevano aspettare che passassero i periti.

Non le avevano saputo dare neanche una tempistica, aveva le mani legate, sicuramente non valeva la pena riparare l’auto, ma non aveva molte altre opzioni.

Matilda era rimasta scioccata, aveva paura anche solo di salire in auto.

Anna aveva fatto tutto quanto poteva per opporsi, ma Matilda aveva insistito per prendere l’autobus almeno per un periodo. 

Anna non era riuscita a fare niente. 

Non aveva energie anche per questo.

Qualche giorno dopo, Anna venne convocata nei piani alti dell’azienda, avevano saputo quanto era successo con la sua auto e le proposero di noleggiare un’auto aziendale, di quelle che usano i venditori, con delle tariffe interessanti.

Intanto poteva tirare avanti così.

La gioia di aver risolto la situazione del trasporto le viene subito meno. 

Ora doveva aprire la lettera.

“Una denuncia” disse una voce piatta dall’altro lato del telefono

“Si, esattamente, vorrei capire cos..” provò a dire Anna, ma venne interrotta 

“Non c’è molto da dire. Lei viene citata in giudizio dal querelante perchè non la ritiene in grado di badare a sua figlia”

“Ma, siamo già stati in tribunale e abbiamo superato vari gradi di giudizio!”

“Se vuole le ripeto quanto ho già detto. Venga qui in studio che vediamo il da farsi. Probabilmente lei vincerà la causa ma al telefono non posso dirle altro.”

Il suo avvocato le passò la segretaria per fissare una data. Un’altra spesa.

Anna lasciò scivolare il telefono sul tavolo e sprofondò sul divano, sollevando della polvere che la fece starnutire. 

Sentiva freddo. Prese la coperta rossa che aveva a lato e ci si appallotolò dentro, chiudendo gli occhi.

L’avvocato parlò con Anna senza mai smettere di scrivere su un foglio, le disse che non c’erano problemi, probabilmente non aveva prove contro di lei ma che doveva seguire i canali imposti dalla legge.

Doveva provare prima a mediare.

Anna sbiancò, doveva stare in una stanza con lui? L’avvocato le rispose che era comunque il padre della bambina e che l’aveva tenuto fuori dalla vita di Matilda finora e ciò doveva considerarlo un successo.

Lui rideva.

Quando il suo avvocato diceva che ora voleva essere partecipe della vita di Matilda.

Rideva.

Rideva anche quando l’avvocato spiegava che volevano annullare la sentenza precedente e avere l’affidamento parziale della bambina.

Anna non era riuscita neanche a guardarlo in faccia.

Quando lo aveva conosciuto lui era suadente, affascinante e carismatico, lei era caduta subito ai suoi piedi.

Ma subito lui aveva rivelato di che pasta fosse fatto, quando aveva ottenuto quello che cercava.

Si era sfilato il preservativo durante l’atto, lei se ne era accorta dopo e lui le aveva detto che era meglio così, che lo preferiva, lei aveva iniziato ad insultarlo, aveva provato ad aggredirlo, lui se n’era fregato. 

Era rimasta incinta e non voleva interrompere la gravidanza.

Lui aveva continuato a dimostrarsi il verme che è.

L’aveva piantata in asso, o meglio ci aveva provato ma lei lo aveva costretto a prendersi le sue responsabilità, ce l’aveva fatta fino ad un certo punto, aveva ottenuto a malapena la casa, non che a lui mancassero le possibilità economiche…

Erano probabilmente anni che pensava a vendicarsi, per cosa poi? Si era sentito attaccato nella sua virilità e aveva tentato di combattere per ogni cosa, già una volta aveva provato a prenderle Matilda.

Lei era un angelo, non aveva preso niente dal padre o almeno così sperava Anna.

Ora era riuscito a toglierle la casa e stava provando a ferirla, non pensava a Matilda però.

Anna non avrebbe mollato. Mai.

INTERMEZZO n.2 - Il punto di vista di Matilda. Cosa vuoi leggere dal punto di vista della bambina?

  • Cosa vuole fare da grande, sogni, aspirazioni, eccetera... (40%)
    40
  • L'incidente della madre, cosa ne pensa e cosa vuole fare adesso (40%)
    40
  • Una giornata qualcunque, come è cambiata la sua vita dal primo intermezzo (20%)
    20
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37 Commenti

  • Povera Anna, sempre peggio! Tu invece sempre meglio.C’è una cosa che mi ha colpito che in un primo momento non mi è piaciuta poi andando avanti mi è sembrata invece aggiungere ogni volta una nota di sofferenza in più, come una goccia cinese, uno schiaffo. Mi riferisco al nome di Anna ripetuto ad ogni passaggio. Forse mi sbaglio ma questa è l’impressione che ho avuta.
    Qui forse, invece : “Lui rideva.

    Quando il suo avvocato diceva che ora voleva essere partecipe della vita di Matilda.

    Rideva.
    Io avrei scritto: Lui rideva: rideva quando … di Matilda lui rideva.”
    Ecco qua, bravo.
    Se vuoi leggere il mio nuovo racconto si chiama Cinico tv ed è già on line il primo capitolo. Ciaooo🙋

  • Un po’ di fortuna e poi la solita jella che morde. Siamo tutti così chi più chi meno. Anna c’è la farà, e in quella busta… Qualche piccolo refuso in giro ma stai andando bene. Purtroppo la rilettura non è mai abbastanza. Prova una volta scritto e corretto a rileggere un paio di giorni dopo, oppure a farlo leggere a qualcun altro: qualcosa scappa sempre. Ciao, alla prossima 🙋

  • Ciao, Anna si è buttata in un’avventura difficile. Beato te che invece hai solo qualche problemino di punteggiatura da risolvere. Attento vedrai che hai la tendenza ad omettere il punto a fine frase e quando inserisci i puntini di sospensione devono essere sempre tre e dopo ci vuole lo spazio, anche un accento manca e mi pare abbastanza per tediarti un po’ coi miei “consigli” . Insomma c’è la sostanza ma anche la forma va curata perché lo scritto rimane. In fondo di tratta solo di rileggere bene, tutti ci cascano a volte. Bravo, buon lavoro, alla prossima.
    Voto per il vecchio lavoro, per adesso. Nn mi sembra il momento di buttarsi in avventure, poi forse. Ciaooo

  • Ciao Zack
    No, non era affatto facile scrivere il tema di una bambina ( quanti anni avrà ?), si vede che ti sei impegnato e cercato di immedesimarti 🙂
    Due osservazioni: “Descrivi una tua giornata tipo.Cosa succede? evita la cronistoria”, questa frase mi sembra poco chiara come consegna per il tema di una bimba: quante bambine ( e… mettiamo dentro ank alcuni adulti) sanno cos’è la “cronistoria”?
    “si sa mai cosa pensa lei, maestra, che mi legge”, avrei preferito semplicemente “… cosa pensa la maestra.”
    Chiede i soldi alla sorella

    • Ciao Louise,
      Ti ringrazio del commento e delle osservazioni 🙂
      Casualmente il tema precedente che avevano fatto a scuola era:
      “Descrivi la tua giornata come cronistoria” e li la maestra glielo aveva spiegato:-P
      Capisco quello che mi dici sulla semplificazione, volevo dare un’impronta leggermente più diretta.
      Alla prossima

  • Ciao, se cose mi hanno colpito: , “non voglio dire altro che non si sa mai cosa pensa lei, maestra, che mi legge.” E poi quella cosa bella del dizionario con le foto. La bambina in effetti non per fortuna ancora ben chiaro stia succedendo, vuol dire che la madre tutto sommato ci sa fare e oltretutto le sta dando l’ opportunità di scoprire un mondo diverso. Molto bene, ti seguo. Ciao🙋

  • Ciao Zack!
    Voto per l’intermezzo, mettiamoci dal punto di vista di Matilda. La storia cattura l’attenzione; ti segnalo che il periodo che comincia con “il giorno dopo” mi risulta un poco ostico. Mi sembra di capire che il lavoro di manager non le piacesse tanto, stipendio a parte: giusto? Inoltre mi appare “piatto“, troppo scandito da sole virgole. Insomma, soffre di mancanza di ritmo.
    Ovviamente è il mio punto di vista, vedi tu.
    Alla prossima!

    • Ciao Minollo,
      rileggendo la parte che mi indichi capisco quello che intendi, hai colto il messaggio ma capisco la difficoltà che hai riscontrato.
      Grazie anche del commento sul ritmo, non è molto che scrivo e ogni cosa mi serve per migliorare.
      Ci vediamo alla prossima.

  • Ciao, le donne hanno bisogno di una casa e la cercheranno subito.
    caso strano anche io to scrivendo di una Anna donna di oggi con tanti problemi, la mia fa la poliziotta e indaga con passione nonostante la famiglia sulle spalle, se hai tempo e ti va leggilo. Trovo il tuo lavoro molto interessante, il tema come detto è d’attualità e certo troverai tanti lettori interessati al tema. Buon lavoro e alla prossima. ciao 😉

  • Ciao Zack

    Ho votato intermezzo, sono convinta sia l’opzione più difficile da gestire, se non si vuole cadere in cose scontate 🙂
    “Era sicuramente colpa del suo ex” è una frase che mi fa desiderare di conoscere il papà di Matilde; diamogli il diritto di contraddittorio 👨‍👧
    A proposito di feedback, ti aspetto da me, se credi…

  • Ciao Zack
    La “nostra Anna” mi ha messo addosso malinconia perché, nella realtà, ci sono tante donne single
    Che si sono trovate o si trovano in una situazione simile.
    Il capitolo scorre nonostante la ripetizione di alcuni termini (per es. avevo, aveva ecc). Sarebbe meglio trovare alternative.
    Cerca casa…
    Vediamo dove ci vuoi portare.

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