Penny Freeman e il Signor Bang. Volume Primo

Dove eravamo rimasti?

La fuga di Penny finirà sul quotidiano Fallen News? Tutti ne parleranno e anche il giornale cittadino (50%)

Solo bambagia

Aaah!” disse Fiona Freeman spengendo il tablet sulle sue ginocchia e lanciandolo sull’altro divano come fosse uno scarafaggio orrendo. 

Saggiamente, sua figlia Lisa non fece commenti e finse di essere concentrata a leggere il suo libro.  

“Dovrebbero vergognarsi! Come si può essere così crudeli?” domandò Fiona. 

Lisa diede un’occhiata al tablet finito in mezzo ai cuscini rosa ricamati a mano da sua nonna. 

“Non lo so mamma. Lascia perdere, sono solo donne annoiate…” 

“Donne annoiate? Dici tu? La fai facile! Non sei tu quella che è stata presa di mira dopo la festa dei diciott’anni! Prendi il tablet e leggi cos’hanno scritto su tua sorella! Mai avrei immaginato leggere parole così oscene e offensive. Oh povera Penny!Povera!” 

“Ne uscirà, vedrai. Penny è una tosta in fin dei conti.” 

Fiona lanciò un’occhiata obliqua alla figlia la quale interpretò lo sguardo della madre come scarsa fiducia nella primogenita Freeman. Tutti parlavano di Penny e della sua fuga dalla festa e Lisa era convinta che ne avrebbero parlato fino a Natale poi le acque si sarebbero calmate e allora tutta l’intera città si sarebbe dimenticata di Penny e la sua fuga dì quella sera. Forse sua sorella ne avrebbe riso più avanti come aveva sempre fatto.  

Fiona sì posò delicatamente una mano sul petto.  

“Dovrei fare qualcosa? Scusarmi per quello che è successo? Inventarmi qualcosa su Penny? Dire a tutti che stava male?” 

“No” disse Lisa. Abbassò gli occhi e si accorse di avere le mani strette a pugno. Le capitava sempre quando si stava per arrabbiare. E in quel momento una scossa elettrica percorse il suo esile corpo. Conosceva molto bene quella sensazione. Scosse la testa come per cacciare via ogni cattivo pensiero verso sua madre. Una vocina maligna dentro alla sua testa le disse che Fiona era preoccupata per la sua reputazione e no per la figlia. Guardò il libro posato sul tavolo e pensò di lasciare stare e tornare a immergersi nella sua lettura. Era arrivata a un bel punto. L’assassino era alle strette e lei voleva sapere come andava a finire. Ma prima doveva pensare a sua madre e mettere fine alle sue stupide preoccupazioni da casalinga americana. 

“Ti preoccupi troppo” incominciò a dire. 

“Davvero?” 

“Penny è scappata dalla festa e allora? Gli attacchi di panico sono comuni nella gente. “ 

“Noi Freeman non abbiamo mai avuto attacchi di panico”  

Lisa alzò gli occhi al cielo e pregò dei e forze a lei sconosciute di darle tutta la pazienza che le serviva. 

“Questo non vuol dire niente. Penny non doveva cantare. Cerchi sempre di metterla in situazioni che non le appartengono” 

Fiona sollevò un sopracciglio 

“Situazioni che non le appartengono?” chiese ironica. 

“La vuoi mettere sempre al centro dell’attenzione e questo le crea ansia.” 

“Oh quindi ora è colpa mia se l’altra sera è fuggita come una pazza dalla casa dei Kent.” 

Lisa si morse forte la lingua. Sapeva molto bene che con sua madre doveva andarci cauta. Un tono diverso dal solito e sarebbe scoppiato il finimondo.  

“No. Dico solo che dovresti smettere di assillare tua figlia, ogni tanto. Tutto qui,mamma.” 

Fiona guardò la figlia e pensò che forse avesse ragione. Ultimamente aveva chiesto troppo a Penny. Forse doveva mollare un po’ la corda. Andò verso il divano e riprese il tablet in mano. Aspettò che si accese e poi riguardò l’articolo che aveva scritto Shona Ramandes su Fallen News. Era solo bambagia, come era solito dire sua madre quando leggeva qualcosa di stupido da qualche parte. Pensò a sua figlia, distesa nel letto al buio. Doveva forse andare a vedere come stava? O lasciarla in pace come le era stato suggerito dal marito, quella mattina stessa? Sì sentiva tormentata. Da una parte voleva essere una madre che si prendeva cura dei suoi cuccioli dall’altra parte invece voleva solo correre da Shona e dirgliele quattro come ai vecchi tempi quando era una ragazza qualunque. Chiuse per la seconda volta il tablet e sospirò. Lisa era ancora lì quando si alzò e uscì dalla stanza.  

 

*** 

Una brava ragazza non si nasconde nel buio della sua camera ne fugge dalle feste mondane. Una vera ragazza passeggia a testa alta in mezzo alla gente e affronta i problemi della vita. Così recitava il libro di Ginny O’Hole, scrittrice molto famosa in tutti i circoli letterari dagli anni ottanta ad oggi. Anche sua madre aveva tale libro e ogni tanto le recitava qualche passo. Penny odiava nel profondo del suo cuore quel libro dalla copertina rosa scintillante e le pagine che profumavano di fiori appena sbocciati. Sembrava che Ginny O’Hole sapesse tutto sul mondo femminile. Soprattutto a pagina trenta dove l’autrice narrava le meraviglie delle donne in dolce attesa e consigliava a tutte le donne, incluso lei, soprattutto a lei, di non aspettare troppo a fare un figlio o sarebbe venuto fuori una creatura viziata e dal carattere amaro. Baggianate! Gridò Penny mentre si rotolava nel suo letto e trovava così una comoda posizione che vedeva il volto sul cuscino e la schiena che puntava verso il soffitto.

Prossime vicissitudine in casa Freeman?

  • Penny esce dalla stanza e affronta la famiglia (0%)
    0
  • Fiona darà un pugno a Shona R. (50%)
    50
  • Fiona chiederà scusa all'intera cittadina per il comportamento di sua figlia (50%)
    50
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17 Commenti

  • Ciao Giulia!
    Finora ci sono stati drammi in fin dei conti di poca importanza trasformati in mezze tragedie di ordinaria esistenza. Ma ora il signor Bang deve muovere un po’ le acque…
    Voto per la stessa domanda a Penny, può aprire molte strade. Ah, attenta ai refusi qua e là. Complimenti per il susseguirsi degli episodi.

  • Una famiglia. In questa storia “americana” , per me quello è, ci sta bene. Quale che sia l’obiettivo che ti sei prefissata, a parte qualche refuso stai marciando bene: sembra di leggere un soggetto pronto per una sceneggiatura alla Netflix quindi ottimo se ti piace il genere. Ciao, buon lavoro

  • Rieccomi, Giulia. Ho votato per il signor Bang.
    Ho letto ora i quattro capitoli: povera Penny, addirittura metterla sul giornale per un attimo di defaillance!
    La storia è abbastanza scorrevole, anche se ci sono alcuni refusi che ogni tanto inceppano la lettura 🙁 . Soprattutto nei primi capitoli, i pochi capoversi e la punteggiatura diradata mi danno un effetto “muro di parole”, ma direi che da questo punto di vista sono molto migliori gli ultimi due.
    Per il resto, da vecchio lettore (eh, sì, la foto dei mio avatar è di qualche anno fa 😀 ), dico che Penny non dovrebbe dare troppa importanza alla piccola figuraccia (e non capisco perché la giornalista la debba perseguitare 🙂 ).
    Concludo con uno dei miei soliti consigli non richiesti: tieni a mente i caratteri che ti rimangono, far stare un Giallo in dieci capitoli non è facile e tu sei quasi a metà strada 😉
    Ciao, ti auguro una fantastica settimana

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