Penny Freeman e il Signor Bang. Volume Primo

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo arriva un nuovo vicino, chi è ? Signor Bang (75%)

Bang

Aprile passò in un battibaleno. E la famiglia Freeman non se la passava molto bene. L’estate era alle porte e Penny era sempre impegnata a studiare a casa di qualcuno, a farsi scarrozzare, a restare a dormire fuori e Fiona doveva preparare la festa di fine anno scolastico e non sapeva più dove guardare. Lisa immersa nei suoi studi si chiuse in sé stessa e usciva solo per il pranzo e la cena. Mentre il resto della famiglia Freeman era impegnata nella sua routine ecco che una macchina rossa con una riga nera al centro del cofano parcheggiò di fronte a loro. La casa dei Robinson rimasta vuota per più di un anno era stata finalmente acquistata da qualcuno. La prima ad accorgersene fu Fiona. China sui suoi fiori vide la macchina e poi vide il grosso camion che si fermava davanti alla casa. Un uomo alto, snello e di bella presenza scese dall’autovettura e si diresse verso l’entrata, tirò fuori un mazzo di chiave e ne inserì una dentro alla serratura. Girò due volte ed entrò dentro seguito da altri tre ragazzi grossi come armadi. 

Nel giro di dieci minuti la casa che un tempo era appartenuta ai Robinson venne presa d’assalto da tre giovanotti che facevano avanti e indietro portando mobili di ogni genere e grandezza. Fiona finse di controllare i petali di una margherita mentre il nuovo proprietario passeggiava sorridente sul marciapiede e si guardava intorno felice.  

“Buongiorno!” 

Una voce a lei sconosciuta la fece sollevare il capo troppo in fretta e questo le causò un breve giramento alla testa. Fiona strinse i denti e sorrise allo sconosciuto che le aveva dato il buongiorno. 

“Sono il nuovo vicino.” 

“Oh buongiorno e ben arrivato a Fallen! Io sono Fiona Freeman” 

Fallen!Che nome meraviglioso non crede? È da molto tempo che viaggio e mi creda quando le dico che non avevo mai visto una città così!” 

Fiona pensò che stesse immaginando ma non volle offendere il suo ottimismo e disse: “Si fermerà molto?” 

“Per tutta la vita” disse il nuovo arrivato e scoppiò a ridere. 

Sulla maglietta che indossava portava una spilla rotonda. Una faccina sorrideva felice come l’uomo che la portava. Fiona fissò quei due puntini neri che erano gli occhi e pensò che fosse inquietante poi ritornò a guardare il nuovo vicino che nel frattempo aveva smesso di ridere e ora la fissava intensamente.  

“Mi accorgo solo ora che non mi sono presentato. Mi perdoni, sono Amos Bang.” 

“Oh, Fiona Freeman” 

“Lo so. Me l’ha detto prima.” 

Fiona lo guardò spaesato ma poi sorrise 

“Ha ragione! Che sbadata che sono! Posso offrirle una tazza di tè?” 

“Mi sembra un’ottima idea, Fiona! Fammi strada!” 

Fiona pensò alla cucina in disordine e ai letti ancora da fare. Cosa avrebbe pensato Bang vedendo tutto quel disordine in casa sua? Sembrava così una persona ordinata. Scosse la testa come un cane che si scrolla dopo un bagno e fece strada.  

Non c’era nessuno in casa. Erano tutti fuori e questo forse era un bene. Fiona andò dritta in cucina e mise il bollitore sul fuoco. Poi prese le tazze e i biscotti. Mise tutto su un vassoio e raggiunse il Signor Bang in soggiorno. Lo trovò in piedi rivolto verso la finestra intento a guardare il grosso cipresso nel loro giardino che puntava a ovest. La luce del sole illuminava i suoi tratti perfetti, sembrava che avesse la pelle bianca come l’avorio. Fiona posò delicatamente il vassoio sul tavolino e iniziò a versare il tè nelle tazze, stava per tagliare il limone quando Bang le disse: “Cosa desideri di più al mondo, Fiona?” 

“Cosa?” 

“Dimmi il tuo desiderio.” 

Bang le prese la mano. Quando si era avvicinato? Le sue mani erano sottili e i suoi polpastrelli erano morbidi come quelli di un bambino. La sua voce era delicata e allo stesso tempo spaventosa. I suoi occhi chiari erano zaffiri e le sue labbra erano rosse come ciliegie appena raccolte. La sua pelle e i suoi vestiti profumavano di gelsomino. Bang passò dolcemente le dita nei capelli di Fiona che ritornò a respirare quando sentì il suo tocco su di lei.  

“Raccontami il tuo desiderio più nascosto della tua anima”  

Ora i suoi occhi erano neri come una notte senza stelle e le sue labbra chiamarono il suo nome e no una volta ma tante volte tutte insieme. Fiona si alzò sulle punte e allungò il collo. Tutto il suo corpo desiderava Bang. Non voleva altro che lui. Sospirò di piacere quando le sue mani strinsero delicatamente i suoi fianchi e le cosce presero fuoco. Ora o mai più pensò Fiona nell’intento di posare le sue labbra alle sue. Bang brillava come un cazzo di diamante grezzo. 

“Mamma?” 

Un’esplosione di luce che durò pochi secondi poi tutto prese il colore di prima. Penny era in piedi vicino alla televisione con la gomma da masticare in bocca e lo zaino che pendeva da una spalla.  

“Penny…” mormorò tutta rossa, Fiona. 

E ora? Cosa sucede?

  • Bang fugge (33%)
    33
  • Bang fa la stessa domanda a Penny (67%)
    67
  • Nulla (0%)
    0
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17 Commenti

  • Ciao Giulia!
    Finora ci sono stati drammi in fin dei conti di poca importanza trasformati in mezze tragedie di ordinaria esistenza. Ma ora il signor Bang deve muovere un po’ le acque…
    Voto per la stessa domanda a Penny, può aprire molte strade. Ah, attenta ai refusi qua e là. Complimenti per il susseguirsi degli episodi.

  • Una famiglia. In questa storia “americana” , per me quello è, ci sta bene. Quale che sia l’obiettivo che ti sei prefissata, a parte qualche refuso stai marciando bene: sembra di leggere un soggetto pronto per una sceneggiatura alla Netflix quindi ottimo se ti piace il genere. Ciao, buon lavoro

  • Rieccomi, Giulia. Ho votato per il signor Bang.
    Ho letto ora i quattro capitoli: povera Penny, addirittura metterla sul giornale per un attimo di defaillance!
    La storia è abbastanza scorrevole, anche se ci sono alcuni refusi che ogni tanto inceppano la lettura 🙁 . Soprattutto nei primi capitoli, i pochi capoversi e la punteggiatura diradata mi danno un effetto “muro di parole”, ma direi che da questo punto di vista sono molto migliori gli ultimi due.
    Per il resto, da vecchio lettore (eh, sì, la foto dei mio avatar è di qualche anno fa 😀 ), dico che Penny non dovrebbe dare troppa importanza alla piccola figuraccia (e non capisco perché la giornalista la debba perseguitare 🙂 ).
    Concludo con uno dei miei soliti consigli non richiesti: tieni a mente i caratteri che ti rimangono, far stare un Giallo in dieci capitoli non è facile e tu sei quasi a metà strada 😉
    Ciao, ti auguro una fantastica settimana

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