TUTTO… PER UNA CANZONE

Dove eravamo rimasti?

Comincia la convivenza forzata tra Nick e Alice. Come reagirà lei alle sue provocazioni? Gli farà una rivelazione spiazzante (67%)

LE NOSTRE PRIGIONI

Nick smontò con un movimento elegante dalla macchina sportiva, la solita apparizione teatrale da bello e dannato.

Sospirando, si bloccò nel mezzo del cortile e osservò la casa attraverso le spesse lenti degli occhiali.

«Allora?» chiese Alice, la voce incrinata dall’ansia. «Cosa ne pensi?»

Nick si mordicchiò il labbro inferiore, sorpreso e inquieto.

Cosa dire? Era una vecchia torre d’avvistamento trasformata in abitazione, stavolta Viola non aveva esagerato.

L’edificio aveva una base tozza e squadrata, con due aperture laterali che immettevano in un enorme stanzone, forse una rimessa per le barche dove si erano appostati i primi due agenti.

Una piccola porta sul davanti, indipendente dalla cantina, celava la ripida scala che conduceva alla casa vera e propria, costruita sulla sommità della torre. L’unica via che l’assassino potesse percorrere.

«Che devi essere molto ricca per permetterti un simile baraccone».

L’unica cosa che Alice non avrebbe mai voluto sentire? Ecco, Nick l’aveva appena detta.

Nella sua voce, però, c’era stato un qualcosa di strano. Una specie di velato disprezzo, un moto d’accusa? No, si era trattato di pura e semplice cupidigia, la stessa nauseabonda avidità che aveva visto per anni negli occhi dell’innominabile.

«Ricca? Non io. I miei genitori lo sono, non è mai stato un segreto».

Nick annuì silenzioso.

«Comunque, se proprio vuoi saperlo… sì, questa casa è mia. Me l’ha lasciata mia nonna».

«Viveva qui da sola, davvero? Deve essere stata un bel tipo, tua nonna».

Alice si voltò verso il mare, gli occhi appannati per la commozione. «Sì, lo era».

«Allora devi aver preso da lei».

«Cosa…?»

Alice tornò a fissare il volto di Nick ancora sfregiato per l’incidente, e si perse nei suoi occhi di ghiaccio.

Lui sospirò di nuovo, togliendosi gli occhiali.

«Pronta per la messinscena? I paparazzi sono schierati».

Alice sussultò spaventata, mentre Nick si avvicinava a lei con lentezza esasperante.

«Rilassati, via il dente, via il dolore» le sussurrò prendendole il capo tra le mani e posandole i pollici sulle guance infuocate. «Tu non devi fare nulla, devi solo seguirmi».

Alice fu avvolta dal profumo speziato di Nick e chiudendo gli occhi, si lasciò inebriare dalla fragranza delicata.

«Ti amo, siamo innamorati persi» le sussurrò lui sulle labbra. «Per questo non riusciamo a staccare le mani l’uno dall’altro».

Dominata da quel sogno assurdo ma reale, Alice gli accarezzò la schiena, infilandogli le mani sotto la maglietta sdrucita.

«Brava… continua così».

Alice aveva svuotato la mente da ogni maledetto pensiero e si era concentrata sulle ferite ancora fresche di Nick, sfiorandole a una a una con la punta delle dita.

Nick s’irrigidì e Alice sobbalzò all’indietro.

«Oh mio Dio, ti ho fatto male?»

«No, continua così».

Nick la strinse più forte a sé, baciandola sul collo. Poi fece scivolare le labbra verso la guancia, e seguendo il contorno della mandibola, giunse finalmente alla sua bocca.

Alice sentiva il suo respiro sulla pelle accaldata.

«Sei tutto ciò che voglio» mormorò piano Nick, la voce stranamente arrochita.

Poi le sfiorò la bocca, assaggiando il suo respiro, le sue labbra tremanti.

Una raffica di flash illuminò la costa come i bagliori effimeri di mille lucciole, spezzando l’incanto del momento.

Nick si allontanò da lei e le sorrise, l’aria di uno che la sa lunga sul mondo.

«Wow, complimenti. Hai mai pensato di fare l’attrice? Per poco non ci sono cascato».

Alice deglutì a vuoto, grattandosi la gola. Nick era riuscito a ferirla, di nuovo.

«Andiamo? Se vogliono uccidermi, ora sanno dove trovarmi».

Nick allungo una mano verso di lei, ma Alice rimase immobile a fissarla. Si sentiva una stupida ragazzina, una piccola liceale insicura respinta dal suo grande amore.

«E da come mi stai guardando ora, non ne saresti così addolorata».

«Cosa…?»

«Mi hai sempre odiato, non è vero? Fin dai tempi del liceo…» Nick lasciò ricadere il braccio lungo il corpo. «Perché?»

Alice voltò la testa verso il mare, concentrandosi sul fragore delle onde. «Perché Nick labbra di fuoco prima t’illude e poi ti spezza il cuore, così, per puro divertimento».

«E allora, perché mi stai aiutando?»

«Perché ho bisogno della tua esperienza con le donne».

Nick la fissò con quei suoi meravigliosi occhi d’acciaio, sforzandosi di capire cosa diavolo le stesse passando per la testa. «Cioè?»

«Trasformami in una cattiva ragazza».

Un vento furioso salì dal mare e scompigliò i capelli di Nick, oscurandogli lo sguardo.

«E perché vorresti diventare una cattiva ragazza

«Non voglio più soffrire, soprattutto per gli uomini come te».

Nessuno dei due si mosse, due statue di marmo piantate l’una di fronte all’altra. Sul volto di Alice una smorfia di dolore, su quello di Nick un’aria di sufficienza, come se labbra di fuoco Valenti avesse di fronte a sé un mostro a cinque teste.

Non resistendo più alla scure della tensione, Alice sbottò: «So della scommessa che hai fatto con Tom ai tempi del liceo, me lo devi».

Come reagisce Nick alla proposta/ricatto di Alice?

  • Accetta ma a una condizione… (67%)
    67
  • Rifiuta alterato (0%)
    0
  • Se ne va in casa senza dire nulla (33%)
    33
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51 Commenti

  • Ciao Isabella!
    E così Nick ha ceduto; c’era da sperarlo, bisognava vedere come. La commistione con il giallo dell’attentato è stata godibile ed azzeccata, il lieto fine è giusto e premia Quasimodo 😁. Brava, ben portata a termine, credo tu debba essere soddisfatta, bella scrittura e lettura piacevole.
    Alla prossima storia dunque.
    Ciao!

  • Ciao, a parte l’accostamento fortuito tra arachidi e Aracnidi molto simpatico, sono rimasto molto sorpreso da quella freccia. Ma come: una volta che tutto sembra andar bene, adesso mi chiedi dove è che devono ammazzare qualcuno? Bah, diciamo bagno tanto per dire, peccato però: io già vedevo un finale da storia rosa…. ciao e buon lavoro.

  • Direi che darà giù di matto.
    Ciao Isabella!
    Bene bene, cominciano i tormenti della star. Trovo tuo stile molto leggibile, i dialoghi tra le amiche efficaci, con la Gio’ dotata di divertita autoironia. Un rosa dalle tonalità non troppo accese, con spazi per momenti di divertimento (Quasimodo che rivela a poco a poco la sua identità mi è piaciuto molto).
    Ti direi di continuare così… Brava!
    Ciao!

  • Ho vota che si chiude perché allora lei lo cercherà.
    Solo un dettaglio mi sconcerta: quanto era luminosa e fulminante la donna per superare la barriera di luce che impedisce di fatto a chi sta in scena di vedere le facce del pubblico? Io una così la vorrei conoscere, sicuramente mi farebbe lo stesso effetto. Bel dramma che incrocia dramma, fantasia e un poco di pazzia sempre bella da leggere. al prossimo, ciao

  • Darà giù di matto😁
    Hai reso bene il duello di sguardi tra i due protagonisti.
    Vorrei conoscere le contraddizioni di questo belloccio, super atletico e scoprire il suo lato narcisista.
    Intanto, risponde all’amico ( mi sa che l’uva è proprio verde) con uno stereotipo:“Guardala, è più altera e fredda di un cubetto di ghiaccio. Quella là, credi a me, è una scassa palle. Una di quelle intellettualoidi spappola cervello, frigida e mai contenta»
    Ciao e buon we

  • Ciao Isabella!
    Dico che cadrà, momento imbarazzante per un supersicuro di sé come lui. Belle frasi, attenzione alle descrizioni, immagini efficaci “I pensieri liberi di vagare tra le aiuole fiorite del parco, api laboriose immerse nella fragranza inebriante dei petali di rosa.” Trovo sia una lettura davvero piacevole, pur in un genere che non seguo tanto. Avanti così allora.
    Ciao!

  • Magnetismo, non si sfugge. Certe strane attrazioni sono inspiegabili.
    “Si era seduta con molle abbandono sulla sedia di plastica scura, le gambe accavallate in una posa sofisticata ed elegante” questa cosa complicata me la devi spiegare,
    “…giocare con le parole, inseparabili compagne di viaggio carta e penna…” questa invece non c’è bisogno: si capisce benissimo quanto ti piace. bravissima ti seguo con piacere ciao
    .

  • Buon giorno Isabella. Atmosfera teatrale molto potente grazie, credo, soprattutto alla prosa ricca di aggettivi che delineano e impreziosiscono un intarsio barocco di parole. Molto efficace, ma hai fatto bene sul dialogo successivo a tornare al crudo realismo e a riportare il protagonista sulla terra, là dove deve stare.
    Voto la sconosciuta, buon lavoro. ciao 😉

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