TUTTO… PER UNA CANZONE

Dove eravamo rimasti?

È arrivato il tempo per l’assassino di colpire. In quale stanza lo farà? Nel soggiorno (33%)

TUTTA COLPA DEL CAMEMBERT

Alice non riusciva a stare seduta. Svolazzava avanti e indietro per tutto il soggiorno, fermandosi di tanto in tanto a guardare Nick che imbottiva il suo sandwich con uno zelo a dir poco irritante.

«Alice, calmati. Anzi, fermati, mi stai facendo venire il mal di mare» esclamò lui con pigrizia sorniona, sfiorandole le mani in un gesto rassicurante.

«E come posso?» replicò lei stizzosa. «Hai visto cosa diceva la freccia? Preparati, sto arrivando».

Nick rise di cuore, aggiungendo un’aberrante foglia di lattuga al sandwich. «Alice, guardati intorno. A meno di un bazooka, è impossibile penetrare nel nostro castello. Ci sono poliziotti ovunque».

Lei annuì, per nulla rassicurata dal buonumore di Nick.

«Dai, non cadere nella sua trappola. Ci vuole innervosire, tutto qui».

Alice sbuffò indispettita. «Ma cos’è ‘sto odore? È nauseante».

Nick addentò il sandwich con voluttà. «Camembert, ne vuoi un po’?»

Una smorfia disgustata attraversò il viso contratto di Alice. «No, grazie. Ma come fai a mangiare in un momento simile?»

«Ognuno scarica la tensione come può. Tu consumi il pavimento a forza di andare avanti e indietro e io mangio» le spiegò tossicchiando e schiarendosi la gola.

Gli era andato di traverso il boccone, sì? Che c’era da stupirsi?

«Ma sei sicuro che non sia andato a male? Il formaggio, intendo. Puzza come mio fratello dopo un campo scout».

Nick tossì di nuovo, ma questa volta con più decisione, grattandosi le mani e la gola. Era sbiancato all’improvviso, perché?

«In effetti… non ha il solito sapore».

«Sputalo e sciacquati la bocca».

Nick stava sudando come un maiale allo spiedo, il respiro corto e affannoso interrotto da una tosse stizzosa.

«Ma chi diavolo ti ha portato il camembert? Ieri in frigo non c’era» biascicò Alice con inquietudine.

Nick si bloccò sulla porta, appoggiando una mano sullo stipite. «Viola».

Alice allibì. Il colorito di Nick era diventato bluastro e non riusciva più a respirare.

«Oh mio Dio, arachidi, anafilassi».

Alice si precipitò in bagno e spalancò l’armadietto dei medicinali. Cominciò a rovistare tra le scatolette e i flaconi, infischiandosene se cadevano a terra. Niente, non c’era traccia della siringa d’eparina.

Corse in camera di Nick e frugò in tutti i cassetti, mettendo a soqquadro la stanza. Nulla nemmeno lì. Maledetta Viola.

Tornò in corridoio e trovò Nick disteso a terra, privo di sensi e in preda alle convulsioni.

Oh mio Dio, non c’era più tempo da perdere. Nick sarebbe morto a breve per asfissia, ipossia grave o arresto cardiocircolatorio.

Alice urlò in cerca d’aiuto. Sentendola, i poliziotti sarebbero accorsi in un baleno.

«Alice, basta. Non farti prendere dal panico» s’impose digrignando i denti.

Per il bene di Nick, doveva entrare in modalità automa. Niente sentimenti, niente distrazioni, quello steso a terra era solo un paziente.

Messolo in posizione antishock, corse in camera da letto. Spalancò le ante dell’armadio e aperto il doppiofondo, recuperò il kit d’emergenza.

Si precipitò di nuovo da Nick e gli piantò la siringa auto iniettante nella coscia. Sentito il classico clic, massaggiò la parte interessata per dieci secondi.

Se l’adrenalina non avesse fatto effetto entro cinque/quindici minuti, sarebbe passata alla seconda dose. Strinse il polso del paziente tra le dita, cercando di percepirne il battito cardiaco.

«Maledetto Nick Valenti» sbottò astiosa, perdendo di colpo tutto il sangue freddo. «Te l’avevo detto, stai attento ma tu nulla, sbruffone come sempre».

Tirò su con il naso e si asciugò le lacrime con il dorso della mano. «Te lo giuro, Nick Valenti, se osi lasciarmi sola verrò tutte le notti a ballare nuda sulla tua tomba. E addio sonno eterno».

Il corpo di Nick fu scosso da un lungo fremito, come se stesse… ridendo.

Alice lo guardò in viso. Nick stava ridendo, a fatica, ma stava ridendo.

«Attenta, Alice Lopiscopo» biascicò a stento. «L’idea di vederti nuda, be’…»

«Nick Valenti, piantala di scherzare. La morte è una cosa seria».

«Anche l’amore lo è…»

In quel mentre l’ispettore Scarpa fece irruzione nella stanza. «L’ambulanza sarà qui a momenti, avevate ragione su Viola, è stata lei ad architettare tutto».

Nick cercò di tirarsi su a fatica, appoggiando la schiena allo stipite della porta. «Viola… cosa significa?»

Il suo viso si era irrigidito e un’ombra gli aveva velato lo sguardo.

«Accidenti, sapevate tutto e avete lasciato che m’ammazzasse?»

La domanda echeggiò nella stanza come il rombo di un tuono.

«Allora?»

Alice guardò verso l’ispettore, supplicandolo di darle una mano.

«Non ne eravamo sicuri, avevamo bisogno di prove concrete». L’uomo si schiarì la gola prima di proseguire. «Comunque era tenuta sotto stretta sorveglianza, non poteva farle del male».

«Alice, vattene».

La voce di Nick fu come una sferzata. «Io ti ho aperto il cuore e tu? Ti sei presa gioco di me. Vattene e non farti più rivedere».

Il cuore di Alice si ruppe in mille schegge di cristallo. «Nick, ti prego, no. Lasciami spiegare, io…»

«Vattene».

In che colore finirà la storia?

  • In giallo (50%)
    50
  • In rosso (0%)
    0
  • In bianco (50%)
    50
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

49 Commenti

  • Ciao, a parte l’accostamento fortuito tra arachidi e Aracnidi molto simpatico, sono rimasto molto sorpreso da quella freccia. Ma come: una volta che tutto sembra andar bene, adesso mi chiedi dove è che devono ammazzare qualcuno? Bah, diciamo bagno tanto per dire, peccato però: io già vedevo un finale da storia rosa…. ciao e buon lavoro.

  • Direi che darà giù di matto.
    Ciao Isabella!
    Bene bene, cominciano i tormenti della star. Trovo tuo stile molto leggibile, i dialoghi tra le amiche efficaci, con la Gio’ dotata di divertita autoironia. Un rosa dalle tonalità non troppo accese, con spazi per momenti di divertimento (Quasimodo che rivela a poco a poco la sua identità mi è piaciuto molto).
    Ti direi di continuare così… Brava!
    Ciao!

  • Ho vota che si chiude perché allora lei lo cercherà.
    Solo un dettaglio mi sconcerta: quanto era luminosa e fulminante la donna per superare la barriera di luce che impedisce di fatto a chi sta in scena di vedere le facce del pubblico? Io una così la vorrei conoscere, sicuramente mi farebbe lo stesso effetto. Bel dramma che incrocia dramma, fantasia e un poco di pazzia sempre bella da leggere. al prossimo, ciao

  • Darà giù di matto😁
    Hai reso bene il duello di sguardi tra i due protagonisti.
    Vorrei conoscere le contraddizioni di questo belloccio, super atletico e scoprire il suo lato narcisista.
    Intanto, risponde all’amico ( mi sa che l’uva è proprio verde) con uno stereotipo:“Guardala, è più altera e fredda di un cubetto di ghiaccio. Quella là, credi a me, è una scassa palle. Una di quelle intellettualoidi spappola cervello, frigida e mai contenta»
    Ciao e buon we

  • Ciao Isabella!
    Dico che cadrà, momento imbarazzante per un supersicuro di sé come lui. Belle frasi, attenzione alle descrizioni, immagini efficaci “I pensieri liberi di vagare tra le aiuole fiorite del parco, api laboriose immerse nella fragranza inebriante dei petali di rosa.” Trovo sia una lettura davvero piacevole, pur in un genere che non seguo tanto. Avanti così allora.
    Ciao!

  • Magnetismo, non si sfugge. Certe strane attrazioni sono inspiegabili.
    “Si era seduta con molle abbandono sulla sedia di plastica scura, le gambe accavallate in una posa sofisticata ed elegante” questa cosa complicata me la devi spiegare,
    “…giocare con le parole, inseparabili compagne di viaggio carta e penna…” questa invece non c’è bisogno: si capisce benissimo quanto ti piace. bravissima ti seguo con piacere ciao
    .

  • Buon giorno Isabella. Atmosfera teatrale molto potente grazie, credo, soprattutto alla prosa ricca di aggettivi che delineano e impreziosiscono un intarsio barocco di parole. Molto efficace, ma hai fatto bene sul dialogo successivo a tornare al crudo realismo e a riportare il protagonista sulla terra, là dove deve stare.
    Voto la sconosciuta, buon lavoro. ciao 😉

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi