Tutto quel che so finora

Non è un animale intelligente

“Brunilde,” disse lui.

“Brunilde,” confermò lei. 

“Scomparsa,” fece lui, in tono sepolcrale. 

“Scomparsa.” 

“Ora…” Non ce l’aveva più fatta, Flavio, e aveva cominciato a dondolarsi sulle gambe posteriori della sedia. “Siamo tutti d’accordo che sembra una gran presa per il culo, sì?” 

Anche Fabiola si era spinta indietro sulla sedia, ma trattandosi di una comoda sedia da ufficio il meccanismo basculante aveva fatto sì che il movimento risultasse molto più sicuro e di una certa eleganza. La qual cosa, dal momento che il commento di suo fratello l’aveva decisamente punta sul vivo, non era un elemento trascurabile. “Questo offre il convento,” replicò cercando di non mostrarsi troppo irritata.  “Ed è comunque un caso in più di quelli che ci hai portato tu, mi pare.”

“Una gallina, Fabi. Una. Cazzo. Di. Gallina.”

“Brunilde,” lo corresse lei senza battere ciglio. “Se fosse un cane la chiameresti per nome, no? E comunque si fa prima a chiamarla per nome che a dire ogni volta La gallina da competizione del sindaco.” 

“Ma sei sicura che si chiami Brunilde? Voglio dire, da lui m’aspettavo più… Boh, Svetlana? Lyiudmila, toh. Ma poi, scusa, in che cosa competono, le galline?”

Fabiola si strinse nelle spalle. “Ah, boh.”

“Voglio dire, non me le vedo in una gara di canottaggio.” 

“Una regata, magari. Una regata avicola. Sarebbe un lampo di genio, se ci pensi – proteste animaliste a parte, ovvio.” 

“Sono abbastanza certo che avrebbero ragione gli animalisti, in questo caso, però sì, la scena avrebbe il suo perché.” 

“Comunque sia, dopo pranzo passa il sindaco. Così parla con tutti e due, non solo con me, e preferirei che se hai altre battute cretine da fare tu le facessi prima di vederlo.” 

“Non ho fatto battute cretine, ho solo chiesto in cosa compete una gallina – e visto che tu non lo sai, lo chiederò a lui.”

“Possibilità di riuscire a evitare figure di merda?”

“Zero.”

I problemi che Flavio Diamanti aveva con quel lavoro erano molti, e non avevano a che fare se non in minima parte con l’appartenenza di Brunilde al genere animale. In primo luogo, detestava quel posto: tremila persone sparse su una superficie così estesa davano l’impressione di stare in Mongolia più che sugli Appennini, e per la verità dubitava che in Mongolia avessero frazioni dai nomi affascinanti come Pian del Morto e Fosso della Vedova (che per insondabili ragioni, oltretutto, non sembravano neppure essere collegati a livello ideale: era proprio questione di cattivo gusto, punto e basta). Come se il fascino locale non fosse abbastanza, poi, detestava l’idea che aprire l’agenzia proprio lì fosse stata l’unica alternativa percorribile, dal momento che con tutti i posti interessanti che c’erano al mondo proprio lì il loro nonno aveva deciso di comprare un magazzino. E poi, sì, ovvio che il fatto che si stesse parlando di una gallina rendeva tutto più ridicolo, ma il problema grosso – molto grosso – di quella faccenda era l’identità del loro cliente. 

Perché Flavio non lo sopportava, il sindaco Magron. E non lo sopportava per ragioni che esulavano anni luce dall’appartenenza politica vera, presunta o critica dell’uno e dell’altro. Perché se in senso assoluto si poteva dire che stessero dalla stessa parte, in senso relativo – relativamente l’uno all’altro, nello specifico – avevano lo stesso grado di compatibilità di acqua e olio. 

Magron considerava Flavio un fighetto pieno di sé. Flavio vedeva Magron come una caricatura, la parodia incarnata di tutto ciò che decenni di DC avevano inculcato nell’immaginario collettivo di quelli che adesso erano “i vecchi”. Magron e le sue sciarpe rosse a base di petrolio puro. Magron e gli occhiali aggiustati con la supercolla. Magron e la Fiat Uno che doveva ormai andare a kerosene. Magron e la sua incompetenza spacciata per teoria della rivoluzione. Magron e il berretto da tramviere e la sua irraggiungibile, insuperabile sciatteria. 

“Finiscila, Flavio, dai.”

“Cosa?”

“Stavi pensando al signor sindaco, si vedeva dalla faccia.”

“Onestamente, Fabi – perché mi fai questo? Perché non ci parli da sola?” Fabiola scosse la testa con una smorfia.

“Perché sei cretino. Se la smetti di pensare al fatto che tra un po’ sarà qui come a una maledizione, magari potresti accorgerti che per venire proprio da noi dev’essere proprio nella merda. Potresti realizzare quanto dev’essergli costato bussare alla nostra porta. Quanto sicuramente gli pesa doverci pagare. Se la pianti per un attimo di pensare che l’ho fatto per farti dispetto, forse riesci anche ad accorgerti che gli ho chiesto di tornare per darti soddisfazione.”

Il ragazzo guardò sua sorella a bocca aperta, sicuro di dover stare offrendo uno spettacolo a dir poco imbarazzante ma incapace di impedirselo. “Ma…”

Ma, cosa?” domandò lei, prendendo quell’aria angelica che aveva solo nei suoi momenti più diabolici.

“Ma sei una stronza mondiale!”

“E in che modo questo ti sorprende?”

Lui si sedette di peso sulla sedia dietro la scrivania, con la grazia di un sacco di patate. “No, è che – giuro – sono ammirato.”

Allora, questa gallina?

  • Il sindaco non si presenta (0%)
    0
  • È sparita proprio in quanto gallina - da competizione, eh! (11%)
    11
  • È uno specchietto per le allodole e sotto c'è dell'altro che il sindaco non vuole dire (89%)
    89
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18 Commenti

  • Rieccomi, ladyedith. Ho votato entrambi, mi sembrano una coppia molto affiatata 😂
    Ah ah, esilaranti, i tuoi fratelli investigatori. Sappi che mi sono segnato la Uno a cherosene e prima o poi la riciclerò 😂. Anche questa “era passata dalla noia di base alla noia da severa istitutrice ottocentesca”, non è male 😂. E comunque la ragazza vuole davvero un gran bene al fratello, se gli confeziona soddisfazioni simili.
    È davvero una storia divertente, scorrevolissima, originale e narrata molto bene. Ti segnalo solo un repentino cambiamento di punto di vista un questo secondo capitolo, quando saltiamo dalla testa del ragazzo a sua sorella (“In un mondo normale, rifletté Fabiola”), ma diciamo che è una questione di puro gusto personale, che non toglie niente a una storia molto ben scritta.
    Ciao, ti auguro un’ottima sera di Pasquetta e una fantastica settimana a seguire.

  • Ciao! La cosa che mi ha colpito più di tutto nella tua storia è la naturalezza del linguaggio nei dialoghi, sei riuscita a trasporre in modo super corretto e composto la parlata quotidiana della gente, cioè quella “alla buona”. Wow!! Anche i personaggi mi sono sembrati già in carne ed ossa. Buon lavoro per i prossimi capitoli! 🙂

  • Non sono il primo però sono ancora in tempo per incitarti ad andare avanti con la stessa fantasia e verve del primo episodio. L’ambientazione casereccia fa un po’ western all’italiana e prelude a sviluppi che possono essere orizzontali, vedi gallina, o verticali, con morti veri. Mi piace l’ironia che col giallo si sposa benissimo e ti faccio i miei auguri, bene al prossimo episodio. Ciao

    • Grazie di avere letto e commentato! Il periodo centrale è lunghino, lo so, ma temo di essere ancora saldamente nelle grinfie della mia prof di italiano della scuola media: se l’argomento è più o meno lo stesso, ad andare a capo mi viene un’ansia allucinante (ora che ci penso mi sa che ho ancora paura di vedermela spuntare da dietro lo schermo del pc!)

  • Ciao Ladyedith,
    l’incipit della tua storia è interessante, sono curiosa di sapere se davvero è una gallina che è scomparsa. Ho votato per la terza ipotesi. Il capitolo è ben scritto, scorrevole e accattivante. Brava. Mi farebbe piacere avere un tuo commento sulla mia storia. Sto per terminarla e un consiglio mi sarebbe utile per il gran finale. Alla prossima , ti seguo.

  • Ciao, Ladyedith.
    Sono felice di essere la prima a commentare questo incipit, che ho trovato divertente e ben scritto.
    La storia promette davvero bene, non ho appunti da fare, mi è piaciuto tutto: la presentazione dei personaggi, sappiamo il necessario, ci sarà tempo per approfondire (ma va bene anche così), i riferimenti ai luoghi (decisamente più mostrati che raccontati) e l’idea: la gallina scomparsa, che probabilmente cela altro (ho votato così 🙂 )
    Brava, davvero. Aspetto il secondo episodio e ti seguo.

    Alla prossima!

    • Ciao, keziarica!
      Sono davvero contenta che ti sia piaciuto, anche perché io non ero sicurissima dell’idea ed è stata un po’ un salto nel vuoto… Quindi mi fa molto piacere che tu l’abbia apprezzata, e ancor di più che abbia speso un po’ del tuo tempo per commentarla. Grazie, grazie, grazie!

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