Tutto quel che so finora

Dove eravamo rimasti?

Allora, questa gallina? È uno specchietto per le allodole e sotto c'è dell'altro che il sindaco non vuole dire (89%)

Lo si capisce da come guarda la gente

Una sfinge, né più né meno che una sfinge: Fabiola Diamanti ascoltava il racconto di Giuseppe Magron con tutta la mobilità che avrebbe avuto una sfinge. E più o meno la stessa partecipazione emotiva.

“Sì, d’accordo, questioni politiche, ok, abbiamo capito il concetto, grazie,” lo interruppe, “ma al netto di tutto questo… intenso resoconto, continua a mancare il punto centrale,” disse, in tono soave quanto una lapide funeraria e con l’espressione annoiata delle Grandi Occasioni. Suo fratello, in un profluvio di onestà intellettuale, corresse la sua impressione iniziale. Meno partecipazione di quella che ci avrebbe messo una sfinge. E una faccia ben più da stronza. Se non ci fosse stato Magron, dall’altra parte di quell’atteggiamento, gli sarebbe dispiaciuto per il malcapitato, ma trattandosi di Magron… Flavio pensò che ci sarebbero stati bene dei popcorn. “E il punto centrale è: chi glielo dice, che Brunilde è stata sequestrata? Le galline saranno notoriamente bestie poco furbe, ma ad infilare una porta aperta ci arrivano anche loro.”

“Be’, ma – ma se ho detto che me l’hanno portata via, avrò le mie ragioni! So cosa dico, cosa credi.”

Fabio dovette stringere fra i denti il labbro inferiore per impedirsi di ridergli in faccia: l’espressione di sua sorella era passata dalla noia di base alla noia da severa istitutrice ottocentesca. “Indipendentemente dalla conoscenza che possiamo avere fuori da quella porta, questo è un contesto professionale. E se io le ho dato del lei, mi aspetto che lei faccia altrettanto.”

Il violento color porpora sbucò dal colletto della camicia a quadri di Magron e si diffuse con rapidità a tutto il viso. Uno a zero, contò Flavio. Tra le tante cose che non sopportava del sindaco, il fatto che fosse tanto bravo ad arrossire di rabbia ma allo stesso tempo così patologicamente incapace di provare vergogna per le sue molteplici incompetenze stava piuttosto in alto nella classifica. E che sua sorella si stesse così palesemente divertendo a comportarsi in modo più che irritante rendeva la situazione perfetta.

“Quindi?” la sentì incalzare. “Su che base dovremmo escludere che Brunilde non abbia semplicemente deciso di evadere?”

“Ma è chiaro,” intervenne l’uomo che aveva taciuto fino a quel momento. Alto e sottile, e con un’espressione di appiccicosa cordialità stampata nel gran sorriso di origine odontotecnica, il vicesindaco aveva infine deciso che fosse giunto il suo momento. Gli occhi dei due Diamanti si spostarono su di lui in perfetta sincronia.

“Ah, sì?” domandò Flavio.

“Ci siamo fatti dei nemici, con questa storia della spazzatura. Lo sanno tutti.”

In un mondo normale, rifletté Fabiola appoggiandosi lentamente allo schienale, una frase del genere avrebbe evocato coraggiose battaglie contro la lunga mano dell’illegalità nella gestione dei rifiuti. Nel mondo in cui vivevano loro, la storia era molto, molto più deprimente, e come prevedibile suo fratello stavolta non riuscì a trattenersi.

“Quattro multe, eh. Di numero,” sottolineò a mezza voce.

“Cos’hai detto?” reagì Magron, saltando sulla sedia in uno dei suoi caratteristici scatti d’ira. Fabio lo guardò fisso, emanando imperturbabilità e anche una certa inconfondibile dose di disgusto.

“Ho detto, signor sindaco, che parliamo di quattro – numericamente quattro – multe. Torna difficile interpretarlo come un caso di portata internazionale.”

“Lascia perdere, Giuseppe. Lo sapevi che andava così, con loro, te l’ho detto.”

Fabiola sospirò vistosamente, e se le due autorità cittadine potevano aver pensato che si trattasse di un modo per riportare l’attenzione sul motivo della loro presenza c’erano ben poche possibilità che suo fratello fraintendesse. C’era una distinta inclinazione grammaticale, in quel sospiro.

“E su questo requiem per la consecutio, torniamo al punto di partenza. Noi siamo più che disposti ad accettare il caso, gliel’ho già detto, ma bisognerebbe che il caso ci fosse. E finora non è stato in grado di dirci nulla che…”

“E va bene!” tuonò Magron, tirando fuori dalla tasca destra della giacca un foglio piegato in quattro e sbattendolo sulla scrivania della ragazza. Con un’occhiata gelida ai due uomini seduti di fronte a lei e una molto più seria a beneficio di suo fratello, Fabiola prese dal portapenne una matita – ce n’erano dodici, tutte perfettamente appuntite e minacciose – e si avvicinò il foglio, strisciandolo sul piano con il fondo della matita. Lo dispiegò senza toccarlo.

Se vuoi rivedere la tua gallina, sai cosa fare.

“E lo sa?” domandò quindi.

“Non sarei venuto da voi,” rispose Magron infiammandosi di nuovo. Quattro a zero, contò Flavio.

“Benissimo. Ci dia una settimana.”

Giuseppe Magron e il suo vice se ne andarono qualche minuto più tardi, impettiti e con la sensazione che coinvolgere proprio i Diamanti in quella storia non era stata la migliore delle idee possibili.

“Mentono,” disse Flavio chiudendo la porta.

“Ovvio,” replicò sua sorella con un’alzata di spalle. “Ma, per dimostrarlo, dobbiamo trovare la gallina.”

Chi è il cervello pensante dietro la menzogna che i nostri investigatori sospettano?

  • Entrambi (e quindi in compagnia) (60%)
    60
  • Il vicesindaco, tutto da solo (40%)
    40
  • Il sindaco, tutto da solo (0%)
    0
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18 Commenti

  • Rieccomi, ladyedith. Ho votato entrambi, mi sembrano una coppia molto affiatata 😂
    Ah ah, esilaranti, i tuoi fratelli investigatori. Sappi che mi sono segnato la Uno a cherosene e prima o poi la riciclerò 😂. Anche questa “era passata dalla noia di base alla noia da severa istitutrice ottocentesca”, non è male 😂. E comunque la ragazza vuole davvero un gran bene al fratello, se gli confeziona soddisfazioni simili.
    È davvero una storia divertente, scorrevolissima, originale e narrata molto bene. Ti segnalo solo un repentino cambiamento di punto di vista un questo secondo capitolo, quando saltiamo dalla testa del ragazzo a sua sorella (“In un mondo normale, rifletté Fabiola”), ma diciamo che è una questione di puro gusto personale, che non toglie niente a una storia molto ben scritta.
    Ciao, ti auguro un’ottima sera di Pasquetta e una fantastica settimana a seguire.

  • Ciao! La cosa che mi ha colpito più di tutto nella tua storia è la naturalezza del linguaggio nei dialoghi, sei riuscita a trasporre in modo super corretto e composto la parlata quotidiana della gente, cioè quella “alla buona”. Wow!! Anche i personaggi mi sono sembrati già in carne ed ossa. Buon lavoro per i prossimi capitoli! 🙂

  • Non sono il primo però sono ancora in tempo per incitarti ad andare avanti con la stessa fantasia e verve del primo episodio. L’ambientazione casereccia fa un po’ western all’italiana e prelude a sviluppi che possono essere orizzontali, vedi gallina, o verticali, con morti veri. Mi piace l’ironia che col giallo si sposa benissimo e ti faccio i miei auguri, bene al prossimo episodio. Ciao

    • Grazie di avere letto e commentato! Il periodo centrale è lunghino, lo so, ma temo di essere ancora saldamente nelle grinfie della mia prof di italiano della scuola media: se l’argomento è più o meno lo stesso, ad andare a capo mi viene un’ansia allucinante (ora che ci penso mi sa che ho ancora paura di vedermela spuntare da dietro lo schermo del pc!)

  • Ciao Ladyedith,
    l’incipit della tua storia è interessante, sono curiosa di sapere se davvero è una gallina che è scomparsa. Ho votato per la terza ipotesi. Il capitolo è ben scritto, scorrevole e accattivante. Brava. Mi farebbe piacere avere un tuo commento sulla mia storia. Sto per terminarla e un consiglio mi sarebbe utile per il gran finale. Alla prossima , ti seguo.

  • Ciao, Ladyedith.
    Sono felice di essere la prima a commentare questo incipit, che ho trovato divertente e ben scritto.
    La storia promette davvero bene, non ho appunti da fare, mi è piaciuto tutto: la presentazione dei personaggi, sappiamo il necessario, ci sarà tempo per approfondire (ma va bene anche così), i riferimenti ai luoghi (decisamente più mostrati che raccontati) e l’idea: la gallina scomparsa, che probabilmente cela altro (ho votato così 🙂 )
    Brava, davvero. Aspetto il secondo episodio e ti seguo.

    Alla prossima!

    • Ciao, keziarica!
      Sono davvero contenta che ti sia piaciuto, anche perché io non ero sicurissima dell’idea ed è stata un po’ un salto nel vuoto… Quindi mi fa molto piacere che tu l’abbia apprezzata, e ancor di più che abbia speso un po’ del tuo tempo per commentarla. Grazie, grazie, grazie!

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