Cinico Tv

Dove eravamo rimasti?

scegli un finale: che guardi al futuro dei protagonisti (70%)

il decollo

«Papi…»

«Non mi chiamare papi, non sono tuo padre Guenda, puoi chiamarmi padrone se vuoi. Che c’è, problemi?»

«Betty non ti ha detto niente?»

«Betty? No, ti ti ricordo che è domenica.»

«Ma come? Mi aveva detto… va be’, insomma pare che l’abbia chiamata Cosillo… hai capito?»

«Cosillo… Cosillo? E che vuole, soldi in prestito?»

«Dai, non scherzare. Mi vuole per un provino. Vuole me, capisci?»

«Ah, davvero? Te l’ha detto Bettina?»

«Sì, sì. Che c’è, non ti interessa?…»

«Affatto, la cosa riguarda te e forse lei. Non vedo io cosa…»

«E dai, non fare l’offeso. Aiutami, voglio presentarmi al meglio e tu mi devi aiutare.»

«Io gratis? Uhm… Fammi chiamare da quel Casillo e ne riparliamo.»

«Cosillo si chiama: Cosillo

Povera Guenda disillusa dall’orco che invece gongolava perché desiderava da tempo vedere lei, la sua invenzione, la sua stella, sulla locandina di un film, il film di un maestro, e Cosillo lo era.

In due giorni organizzò per lei un set magico. Se ne stava in studio a confabulare con il suo supertecnico video stellato che cambiava le facce delle dive e il direttore della fotografia che aveva difeso con le unghie quando avevano tentato di spedirlo da un’altra parte. Registrarono una canzone: lei da sola, un fondo color del cielo e una camera mobile a girarle intorno come a una Monnalisa a tre dimensioni. Il tutto per un seducente ritratto animato, da trasmettere nel programma e da spedire poi in copia al regista come presentazione.

Il futuro per la ragazza cominciò un mese dopo quando firmò un contratto da coprotagonista e l’opzione per un secondo film.

La sua nuova carriera cinematografica tuttavia ebbe un freno perché Cosillo, che si rivelò essere l’uomo della sua vita, la sposò, e lei preferì dedicarsi ai figli che il cielo le mandò: una femmina e un maschio bellissimi. Andò a vivere a Napoli e in seguito si laureò in scienze politiche più per tigna che per passione.  

Laura, fortunata anche lei, ebbe invece un futuro da conduttrice in una tv commerciale ereditando un talk show partito male che finì, con lei per ritonificare la fascia pomeridiana del palinsesto di rete.

Ma veniamo al nostro eroe. La sua stagione fortunata non era finita, anzi era in pieno decollo. Le sue intuizioni, le scommesse, il lavoro suo e di tanti con lui lo portarono a creare un format dal successo strepitoso, una nave inaffondabile che attraccò agli anni novanta con un carico di energia e voglia di vivere mai visto prima. Le sue ragazze, giovanissime, vera anima dello show, furono amate e invidiate da tutti gli adolescenti d’Italia e, in alcuni casi, rivelarono in seguito di possedere il talento artistico che lui subito aveva intuito.

Nanni, criticato e discusso da sedicenti benpensanti, si impose una vita riservata, lontano, indifferente, al riparo da scandali da gossip. Era ben conscio di essere seduto su una polveriera e non si fece fregare.

Quando il ciclo del programma si chiuse, per due anni lasciò la tv e si riavvicinò alla musica, sua antica passione. Divenne promotore di nuovi talenti musicali, scrisse canzoni e ingrassò il conto in banca con i conseguenti diritti d’autore.

Tornò a fare televisione quando non seppe dire di no al neodirettore della tv che intendeva lanciare nuovi giovani talenti comici e fece centro ancora una volta. Per due anni e mezzo i suoi ragazzi (e le sue canzoncine) spopolarono.

Quando poi il programma cominciò ad avere l’affanno e gli ascolti calavano, volle arrivare a fine stagione per l’orgoglio che gli impediva di accettare una interruzione anticipata. Più volte il direttore lo andò a trovare per mettere fine al tira e molla, ma lui vinse sempre il confronto snocciolando idee e innovazioni a costo zero che portarono il programma alla meta prevista.

Nel frattempo si innamorò ancora, sempre di più, ma stavolta della donna giusta, quella Elena che ormai definiva “la mia ombra” perché, liberatasi col divorzio dello scomodo ex marito era sempre accanto a lui.

«Elena devi comprarti un vestito, ci dobbiamo sposare.» le disse un giorno mentre gustavano un gelato in centro.

«Cos’è» fece lei indifferente, (aveva imparato molto da lui), «stai morendo e ti serve un’erede?»

«No, è che ho prenotato un ristorante per duecento persone e non mi ricordo più perché… potrei disdire, ma visto che ci siamo.»

«Ma quando cambierai… me lo vuoi dire?»

«Insomma, capito, non vuoi sposarmi: mi tocca trovare un’altra vecchia che ti somiglia.»

«Non fare lo stronzo, non dire vecchia a una donna che sei morto davvero!»

«Va be’, mi hai convinto: morirò senza eredi. Lascerò tutto alle monache. Lancerò un concorso pubblico riservato a tutte le religiose d’Italia, e la mia casa andrà alla gattara di villa Borghese. Ci sarà una gattara a villa Borghese no?»

«Uhm, boh!» disse lei «Facciamo così: io chiamo il ristorante per disdire, e tu chiami un notaio, uno vero, e mi lasci tutto. Facile no?»

«Grazie, mi sei stata molto utile; ne parlerò in convento. Però il gelato lo paghi tu, io non ho spicci: sai, le elemosine…»

Categorie

Lascia un commento

157 Commenti

  • Rieccomi, fenderman.
    Un finale che mi è piaciuto: nella prima parte, ho avvertito un po’ l’effetto “riassunto”, ma la chiusa su Nanni è davvero azzeccata. Ti ringrazio per avermi mostrato questo scorcio così realistico di un mondo che conosco appena, mi è sembrato, mentre leggevo, di stare a curiosare dietro le quinte e nei camerini 😂
    Ho anche apprezzato molto che Nanni, a conti fatti, apparisse come un’ottima persona, un professionista molto capace e serio, a differenza del solito cliché che vuole certi lavoratori dello spettacolo “moralmente discutibili”.
    Il tuo Nanni è un vero cavaliere, se non per impeccabile compostezza e cortesia dei modi (che in effetti non ha 😂), sicuramente “del lavoro”.
    Bravo davvero, ci ri-vediamo presto

  • Ciao, Fenderman.
    Siamo arrivati alla fine, velocissima direi, di questo racconto. Un capitolo via l’altro, in una sequenza di situazioni divertenti, a tratti profonde, ma certamente interessanti e ben rappresentate.
    Sono certa che hai già in mente un‘altra storia e io sono qui ad aspettarla.
    Bravo, hai fatto centro un’altra volta.
    Buon fine settimana e alla prossima!

  • Ciao Fenderman!
    Il finale atteso! Con Elena, Guenda, Laura che riparte alla grande. E Nanni (che ai miei occhi ha sempre più le fattezze di Gianni B.) che vola dove merita il suo talento e la sua capacità di governare il mare in tempesta. Storia governata con grande sicurezza, bravissimo; mi hai fatto divertire con la frenesia di una commedia americana ma con diversi rimandi anche a qualcosa di più nostrano, come mi è capitato di dire in qualche commento precedente.
    Beh, alla prossima!
    Ah, forse ho un appunto da farti: a volte secondo me pubblichi troppo in fretta. Non mi sembra che la storia perda qualità, ma magari un potenziale lettore non fa in tempo a leggerti. Ciao!!

  • Recuperato. ho votato per un finale che guardi alla vicenda come al passato. Mi sembrava la conclusione più adeguata. Ma la maggioranza vuole altro. Bella la battuta del cane, cioè quella di indicare il cane vero al posto del cantante improvvisato. 😀 E sempre bella la vita “sconclusionata” di Nanni.

  • Ciao Fenderman!
    Scelgo il futuro, forse il classico finale che ci mostra i protagonisti vent’anni dopo. Nanni è l’istrione della storia, geniale nelle intuizioni, narciso, vittima alla fine dei conti dell’ingranaggio, delle logiche ferree del mondo in cui vive. Quello che gli è successo è l’incidente di percorso che magari supera, col tempo, o che ne decreta l’uscita di scena. Spero si riprenda perché ho empatizzato con lui, in ogni caso davvero tutto descritto, una volta di più, con penna assai sicura. Bravo!
    Ciao!

    • Buon giorno Anna, anche io come te sono per i buoni sentimenti, peccato che Nanni sia impastato i modo diverso, vedremo quale futuro riuscirà a fare breccia nel suo cuore apparentemente di plastica. Consoliamoci pensando che in fondo i cinici per essere così rigidamente attaccati al ruolo che si sono disegnato finiscono per essere spesso vittime di se stessi e diventano divertenti, quasi comici. E poi lui tante volte ci fa e non ci è, può anche essere che la commedia sia la sua vera passione. vedremo come va…. Grazie, ciao.

  • Ciao, Fenderman.
    Scelgo il finale che non c’è, nella speranza che questo significhi che la storia andrà avanti.
    Credevo che Nanni dovesse cadere preda di un innamoramento per le due gemelle non di un tentativo di seduzione! 😉
    Anche questo episodio ha fatto il suo lavoro, raccontandoci un altro po’ di quel mondo che in molti abbiamo immaginato, ma che in pochi conoscono.
    Sempre molto bravo.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, Nanni non solo si è innamorato ma ha perso letteralmente la testa tanto da
      farsi trascinare in un’avventura rischiando di buttare il futuro alle ortiche. Meno male che l’istinto di sopravvivenza ha prevalso, come spesso accade nella savana dove la zebra ormai mezza morta sfugge chissà come alle iene. In quanto al finale, devo dire che non mi piace continuare perché un racconto da venti pagine se lo vuoi prolungare lo devi sapere da prima ancora di cominciare e adeguare lo stile. (E poi un nuovo racconto è un po’ come un nuovo giorno, come andare in vacanza, e non si vede l’ora di cominciare).
      Grazie ancora ciao🙋🌻

  • Non so dirti bene il perché ma ho scelto il passato. Forse perché ricordi gli anni d’oro della TV? Non so. Bello il limbo, bello il rapporto tra Nanni e Elena. Mi ha fatto sorridere parecchio Alba e Chiara: è voluto il riferimento alla canzone di Vasco? Al finale.

    • Ciao Tinarica, nel testo della canzone, nascosto tra le righe, e neanche tanto, affiora il nesso tra le due finte ingenue e la ragazza di Vasco, portata naturalmente come tutti alla tentazione. Questo riferimento, come quello allo sguardo “volpino” sintesi di tenera animalesca ingenuità e furbizia, sono un tentativo, non so quanto riuscito di esprimere il turbamento, anzi il terremoto scatenato in Nanni che al fascino “immaturo” non sa resistere figuriamo se aumentato dal mistero del “doppio”. Elena è il contraltare, la maturità e la consapevolezza, la ragione e il sentimento vero, forse trascurato eppure inossidabile. Vedremo come finirà la storia di Nanni, ne sentirò la mancanza. ciao 🙂

  • Finale che guardi al futuro dei protagonisti!

    Te la sei cavato meravigliosamente! Ottima la cosa che le gemelle se lo “volevano portare a letto”, che lui prima ci cade, poi rinsavisce, poi crolla e poi si riprende. Sotto quella scorza di cinismo, si nasconde un uomo che ha le idee chiare e la cui Morale non la vuole comunque buttare nel cesso.
    E come si dice: “Avanti verso il Gran Finale!” 😀

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, Nanni è esattamente così: uno con la scorza è vero, ma anche uno che s’innamora, uno pavido a volte, che si chiude a riccio. E’ anche uno che ha una sua riserva intima di morale, una personale forma di onestà e rigore difficili da difendere, certo, da certe aggressioni, ma viva e reale. Io vorrei dire che una persona che si occupa, in modo creativo, di una qualsiasi forma d’arte, debba essere compresa e rispettata perché comunque si dona, si offre e si apre al giudizio degli altri. ciao, grazie.

  • Rieccomi, fenderman. Ho votato Elena, incerto perché temevo di farti pareggiare, ma onestamente la preferivo alle gemelle 😂
    Di certo, dopo questa lettura, guarderò con occhio diverso i programmi televisivi. Tipo, quando qualche ospite si prende troppo spazio, starò attento a cosa combina la regia 😉
    Laura e la sua entrata in scena col tutore mi ha ricordato Maura… no, Mara… e a essere onesti, per dire quanto hai reso coerente e credibile il tuo racconto, mi hai fatto venire il dubbio che il ginocchio rotto della Venier fosse una scusa 😂
    Bravissimo davvero!
    Ciao, ti auguro un’ottima domenica!

    • Ciao Erri, grazie.
      Ti rispondo dopo avere pubblicato il seguito e come vedi ho rispettato la maggioranza anche se ho dato il giusto spazio e il rilievo che giustamente meritava il rapporto che c’è tra Elena e Nanni.
      Quel mondo lì, inutile dire è fatto di tante invenzioni, costruzioni, idee e fregature varie. Ogni cosa che ho raccontato finora è sicuramente, qualche volta successa, anche se i protagonisti sono stati diversi. Ma è anche vero che almeno in quegli anni quando ancora non c’era la tv dell’opinionismo rissoso oggi tanto dei moda, le idee. e il divertimento a cui erano finalizzate erano davvero benvenute e hanno permesso di scoprire tanti talenti poi trasmigrati anche nel cinema…. parlo troppo…. ciao grazie. 🙂

  • Ciao Fenderman!
    Voto per due gemelle; avrei votato Elena, ma voglio vedere cosa combina Nanni stavolta! Che vita dura la sua, l’incontro con il guappo è splendido “io non ci sono sempre eh!” 😂😂. Davvero divertente, a volte tristemente. Bocconi amari per uno pur capace di disimpegnarsi con i rompiscatole. Bello stile, sembra un documentario in azione (si potrà dire?). Bravissimo.
    Ciao!

  • Ciao, Fenderman.
    Sì innamora di due gemelle contemporaneamente. In un racconto così, ci sta proprio come il fatidico cacio sui maccheroni 😉
    Riesci sempre a mettere in scena pièce divertenti, che però fanno anche riflettere e rievocare anni diversi da oggi.
    Non sapevo che la Mercedes SEL avesse un codice di sblocco, non si finisce mai di imparare. bene, sempre.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, la Mercedes non so ma l’antifurto elettronico che Nanni si era fatto montare e di cui aveva subito dimenticato la combinazione sì😏. Grazie per l’apprezzamento, io credo che certe “umane disgrazie” , la prepotenza, la vigliaccheria, debbano essere raccontate facendole affogare nel ridicolo. I nostri grandi maestri del cinema da Petrolini in qua ce l’hanno insegnato. Grazie ancora, ciao.

  • Secondo me starebbe meglio con Elena (anche le c’è sempre la questione figlio), ma le due gemelle mi sembrano un bel “colpo di scena” 😉

    Peccato: speravo in un qualche “colpo di genio” del nostro Nanni nei confronti del bietolone ma forse aveva le spalle troppo coperte. La conclusione è stata molto carina 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Anna grazie. Verità e fantasia si rincorrono, a volte prevale l’una, a volte l’altra. Comunque il seme lo mette sempre la verità e la fantasia poi fiorisce, diciamo così. Quegli elementi là, i mafiosetti condizionano tanti aspetti della nostra vita e la tv non fa eccezione davvero. In quanto ad Elena vedremo deciderete voi. A presto! ciao.

  • Ciao, in fondo il “cinico” può’ essere visto come un sentimentale che non vede amore possibile intorno a sé.
    Se poi l’amore spunta finisce per invertire i colori dell’iride ai suoi occhi e allora comincia un’altra storia.
    Se la tua scelta prevarrà vedremo quindi un uomo diverso, sinceramente non so che augurarmi: vedremo. grazie per adesso. Ciao.

  • Ciao Fenderman, direi di Elena. Più che altro scarto la ragazzina perché così la tratta e non me lo ci vedo. Le gemelle può anche essere, ma starei sui personaggi già noti e mi sembra un classico quello di portarsi a letto un’amica e poi capire che è la donna della tua vita (o simile). Mi è piaciuto in particolare il finale, appunto, dove si intravede l’animo sotto la superficie.

    • Ciao, e non è finita, vedrai … Come puoi leggere negli altri commenti vorrei solo ribadire che la tv di quegli anni era quella in cui la cultura e il bello erano strangolati dalla corsa agli ascolti. Molti protagonisti di quella tv inventarono un genere proprio cavalcando il problema e lui (Nanni) era uno di loro, uno a cui, nei limiti della decenza si potrebbe attribuire il titolo di genio della tv, di quella tv almeno. Ciao, a presto.🌻🙋

  • Ciao, Fenderman.
    Ehi, tu, delusa… mi viene in mente una colonna sonora per questo episodio e poi “quel Buonamici lì, secondo me…”
    bene, benissimo. La ripresa vorticante su tutto tranne che sul cantante ribelle, a parte la chierica che ammazza il personaggio, è diretta magistralmente. Hai fatto un bel lavoro, come è tua abitudine in fondo 😉.
    Bravo, dunque. Voto il personaggio pericoloso.

    Alla prossima!

    • Ciao, so che pensi come Minollo. In quella tv i cinici più o meno finti che però avevano le loro regole ferree asservite solo agli indici di ascolto riuscivano ad emergere. Lui ( Nanni) come pochi altri era un uomo di grande cultura musicale che conosceva le regole del successo e seppe imporre alla grande.Ci sarebbe tanto da dire ma limitiamoci a leggere fra le righe quello che i nostri gusti in fatto di intrattenimento ci suggeriscono.
      Il mio resta un omaggio a persone che attraversavano una giungla e alcuni di loro che la fecero, creando oltretutto nuovi personaggi e scoprendo nuovi talenti che ancora oggi vanno alla grande. Ciao, grazie🙋🌻

  • Ciao Fenderman!
    Voto per ragazze e provini, visto come stai disvelando il dietro le quinte frenetico della diretta. La sequenza dell’ospite è da morire, resa crudamente divertente dalla presenza degli animali, persino loro preferiti ad una inquadratura del cantante improvvisato. Grande Nanni che si disimpegna quando viene messo alle strette dal dirigente. Se penso ad un parallelo con un nome il primo che mi viene in mente è Gianni Boncompagni.
    Bravo, la storia prosegue in mani salde.
    Ciao!

  • Ciao fenderman, complimenti anche per questo capitolo e in particolare per “Tanti complimenti da Ragusa e Voghera”. Vorrei sapere di più sulla vita privata, credo in contrasto con quella pubblica, e più a tema racconto rispetto alle altre opzioni. Buona serata.

  • Ciao, Fenderman.
    Voto per “come ti sistemo l’ospite che si allarga”.
    Ottimo, sempre credibile e scorrevole; uno spaccato divertente, ma veritiero su quel che è stata la tv privata agli esordi e non solo. I personaggi sono vivi e interessanti, i dialoghi spumeggianti immergono nelle scene, molto bene.
    Ti segnalo un refusino ne: “un sfinge” e nella terza opzione: “casto” 🙂

    Buon fine settimana e alla prossima!

    • Ciao, ho una piccola scorta di refusi da smaltire e finché non finiscono… meno male che almeno tu li noti perché certi non li vedrei nemmeno alla centesima rilettura.
      Grazie per i complimenti, vorrei rimanere su un registro leggero e ironico, divertente se possibile tanto per dare la giusta consistenza ad un tema che in quegli anni era diventato invece pesante, e ha condizionato la vita e la carriera di tanti bravi artisti. Siamo contenti che in fondo qualcosa ne è poi venuto fuori, qualche faccia nuova, anche se a prezzo dello scadimento della qualità generale e dell’asservimento alla logica del consenso da telecomando. Grazie, ciaooo 🙂

  • Ciao Fenderman!
    ho votato l’ospite che si allarga, ma mi andavano bene tutte e tre. tutte potenzialmente divertenti; Nanni spopola, anche stavolta il ritmo è altissimo e tutti i dialoghi sono credibili, resa molto bene l’adrenalina che deve attraversare i protagonisti. Complimenti, sembra di essere negli studi TV.
    Ciao!

  • Ciao Tinarica, grazie del commento.
    Il mio è il racconto di un passaggio se vogliamo suo modo storico del costume Italiano negli anni in cui l’avvento ormai consolidato delle tv private costringeva tutti gli operatori del settore a cambiare la propria mentalità ed affrontare il nuovo sperimentando forme espressive diverse. Alcuni personaggi chiave seppero muoversi con maestria nella palude delle idee confuse di quei tempi e arrivarono, sparigliando le consuetudini, ad inventare addirittura un genere e a guadagnare soldi e fama riuscendo a cavalcare l’onda magica del nuovo . L’idea di mostrarli nel dietro le quinte è funzionale a far capire certi meccanismi che sembrano scontati ma non lo sono e a rendere giustizia a chi in quel settore spesso si trovava e si trova ad affrontare momenti difficili. Insomma umanizzare quella nebulosa catodica che sta dietro il vetro della tv, far sorridere perché ci sta, (stiamo parlando di intrattenimento e nessuno si fa male). Il tutto cercando di mantenere una certa aderenza alla realtà pur se i personaggi sono inventati. grazie ancora, ciaooo

  • Ciao!!! La pace prima della tempesta, l’elettricità va pian piano accumulandosi? Ero indecisa, alla fine voto per l’ospite che si allarga per aggiungere altra elettricità, per i contrasti tra donne c’è sempre tempo e le scintille hanno bisogno di essere alimentate per esplodere.

  • Ciao Fenderman, tutto molto convincente, compresi stereotipi e quanto poco importi realmente delle persone. Voto “contrasti” perché al 7° ci stano e perché a parte l’interesse per il mondo televisivo e alcune situazioni che strappano un sorriso, fatico a capire dove vuoi condurci con questi personaggi (forse a finalmente il cast completo sul finale?). Non so se mi sia persa io qualche dettaglio, provo a spiegare ciò che intendo: ci sono “spettacoli” che sono al servizio di un racconto e altri che sono il racconto stesso e probabilmente il tuo rientra in quest’ultima categoria e allora tutto ok, si tratta di pura preferenza personale. In ogni caso, bravo per come scrivi e come crei i personaggi. Al prossimo.

  • Ciao, è vero, hai colto un particolare non da poco. Una diretta Tv quando deve partire deve farlo e basta, non ci possono essere ritardi, non ci sono scuse. L’orologio è un tiranno che non concede deroghe. Molti in quel mondo si ammalano di ulcera, altri, tanti, litigano coi compagni e/o coniugi e va a finire male. Poi però ci sono quelli coi piedi per terra che sanno cosa stanno facendo e che direzione prendere, sempre, in ogni caso. E’ una specie di scuola, come fare il militare, a modo suo insegna a vivere e a gestire l’adrenalina. Ciao, alla prossima e grazie.

  • Dico Excalibur!
    Ciao Fenderman!
    Puntata pazzesca, non so perché ma dopo quanto letto non invidio le star del piccolo schermo. Ovviamente ci sono tante soddisfazioni, ma l’adrenalina in certi momenti è a mille. E poi ci sono i dati d’ascolto…
    Tutto bene davvero, soprattutto il ritmo che hai saputo trasferire negli ordini di Nanni.
    Ciao e buona serata!

  • Ciao, grazie.
    La conduttrice che ti molla alla prima puntata non è una emergenza, è una tragedia ma non può diventare un tracollo e quell’esperienza è servita a lei per riportarla sulla Terra e a Nanni per dare corpo ad una sua malcelata convinzione, che la tv i divi li autogenera: mandi un onda una ragazzina, o un vecchietto sveglio (è lo stesso) e quello, almeno negli anni ’80, ti porta a casa il programma. Chissà se aveva ragione… Ciao alla prossima 🌻🙋

  • Ciao Fenderman,
    in questo capitolo hai reso l’idea di cosa potrebbe succedere in uno studio televisivo durante un’emergenza. Sei riuscito a trascinarmi dentro il tuo mondo e mi è piaciuto.
    Nanni ha sangue freddo, sa fare il suo lavoro. E’ un tipo tosto, un tipo in gamba.
    Da amante dei gatti, scelgo proprio questa opzione e vedremo se Laura riuscirà a calmarsi.
    A presto,
    Ilaria

  • Ciao, è vero che tanti, Boris soprattutto, hanno provato a buttare un’ occhio dietro le quinte della tv. Tuttavia quella di quegli anni era un’ esperienza diversa da vivere. Si combatteva a suon di trovate e furbate per vincere la nascente guerra degli ascolti. Ci volevano soldi e idee. Nanni era uno di quelli che guadagnava quello che voleva ma aveva capito tutto e la barra la sapeva tenere ben dritta. Grazie, alla prossima🙋🌻

  • Ciao, Fenderman.
    Si vede che hai dimestichezza con l’ambiente: i modi di dire, le dinamiche e tutta la parte tecnica sono resi molto bene, segno che sai quel che scrivi. Hai trovato il giusto compromesso tra dialoghi e parlato, ora tutto risulta più scorrevole.
    Ho votato il 🐈‍⬛ gatto e aspetto di conoscere altro su questo nuovo programma che somiglia tanto a molti dei programmi di allora, ma a nessuno in particolare.
    Riguardo al commento precedente, a proposito della mia domanda sull’anno di “messa in onda”, perdonami, avevo frainteso: pensavo che palinsesto 1986 fosse il nome del palinsesto e non l’anno… colpa mia che sono stordita. 😀

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie, è vero che erano anni in cui la tv esplodeva letteralmente nelle case di tutti la prima volta per 24 ore al giorno, (facendo anche danni) e arrivando ad intaccare pesantemente perfino la politica. E allora: tutti ad improvvisarsi autori di improbabili programmi tutti simili. Questo mio è un piccolo omaggio a un grande che idee ne aveva davvero e che seppe inventare un genere che permise a tanti di campare per anni con le sue idee copiate o rivisitate che fossero. Grazie per esserci sempre ciao🙋🌻

  • Ciao Fenderman!
    Non sarebbe male vederle interpretate certe scene, anche di questo episodio. Giovanna Mezzogiorno o Paola Cortellesi per Betty, mentre Laura ancora non saprei…
    Complimenti per come sai rendere anche qui con asciuttezza documentaristica l’atmosfera che secondo me si respira in quel mondo, che non conosco personalmente.
    Ho votato per Laura che si rompe, mi diverte l’eventualità.
    A presto!

  • Ciao Erri grazie per il commento e i complimenti. Nanni è e rimane il protagonista, questa è la sua storia. Inutile negare che avventurarsi in un mondo così particolare e complesso non si può se non lo si conosce. Siccome non sono Salgari confesso di conoscere la tv molto da vicino e i mio sforzo sarà quello di rendere tutto, tecniche e linguaggio, facilmente digeribile a chi ne è estraneo. Poi magari riprenderemo questo discorso ma voglio farlo solo alla conclusione della storia capirai perché. Grazie ancora ciaoooo.

  • Rieccomi, fenderman. Ho votato Guendalina, bisogna sempre avere un piano B, quindi, mettiamolo alla prova! 😂
    Incipit molto bello, chissà perché mi ha ricordato le letture radiofoniche di Jack Folla. Per questo sono rimasto un po’ male quando hai abbandonato il punto di vista su Nanni. Ma in effetti è inevitabile, se vuoi mostrare un mondo complesso e interessante come quello delle produzioni cinematografiche.
    Da profano della materia, ho la sensazione di scoprire un ecosistema, voglio dire, dialoghi, linguaggio usato, situazioni, ruoli dei protagonisti… è tutto perfettamente coerente e credibile, tanto che, a causa della mia indole provincialotta, ti confesso che ho sospettato che tu non fossi estraneo a questi ambienti, visto che riesci a mostrarceli in modo tanto efficace.
    In realtà credo che tu sia semplicemente bravo. Davvero bravo.
    Ciao, ti auguro un ottimo weekend

  • Recuperato. E ho votato per Guenda e il piano B, curiosa di scoprire in che cosa consista. La storia fino a qui mi è piaciuta. In certi momenti Nanni ha fatto simpatia per come si “muove” nel mondo dello spettacolo, sembra sconclusionato ma al tempo stesso sa anche il fatto suo. Ti seguo.

  • Ciao, Fenderman.
    Passiamo al piano B con Guebdalina.
    Capitolo meno dialogico e, a parer mio, più scorrevole del precedente. Posso chiederti un che anni siamo? Si cominciano a utilizzare le fotocopiatrici… in Italia potrebbe trattarsi di fine anni ‘80?
    Ti segnalo un refuso nella frase: “ Questo è il mio numero, c’è UN segreteria sempre accesa”

    Avanti così, il racconto funziona. 😉

    Alla prossima!

  • Ciao, Fenderman.
    Sbaglio o con questo racconto pubblichi più velocemente? Quando è capitato a me, di pubblicare anche due capitoli a settimana, è stato perché mi piaceva molto il racconto del momento, è così anche per te? Questo racconto ti piace più di altri?
    A questo capitolo ho fatto amicizia con i dialoghi serrati e poco didascalici, ho preso confidenza con questo ritmo e ho apprezzato di più rispetto al precedente. Ti segnalo un refuso nella frase: “Betty! Ha… sei Betty. Scusa …il sole negli occhi.” non capivo chi avesse cosa, poi mi sono accorta dello scambio.
    Ho votato per la partenza, sono impaziente di conoscere il nuovo successo televisivo. 😉

    Alla prossima!

  • Un attimo….
    mi sono persa…. Nanni o Vanni?… scusami Fenderman!
    Ad un certo punto non ho capito più chi parlava e chi rispondeva…..
    In questo capitolo, probabilmente per un mio limite, non sono riuscita a seguire il filo del discorso.
    Dovrò rileggerlo. I tanti nomi menzionati mi hanno confusa. Sono consapevole di entrare, in determinate circostanze, in fase down, perciò abbi pazienza per la mia ottusità 🙂
    ciao a presto,
    Ilaria

    • Hai perfettamente ragione, scuami, lui si chiama , anzi lo chiamano Nanni, Laura è sua moglie separata, Betty la sua collaboratrice preziosa, Guendalina è una prossima stellina della tv ed Elena è il produttore esecutivo del programma. C’è una ragione al mio errore con Vanni perché Vanni è un blasonato locale romano frequentato dai vip della tv. Scusa e grazie per la pazienza. Facciamo che Vanni e Nanni sono la stessa persona e così sia. Grazie, ciao!🙋🌻

  • Ciao, Fenderman.
    Dovrà difendersi dalle alleanze di genere. Le donne sono terribili da sole, ma in gruppo sono catastrofiche 😂.
    Un episodio quasi solo dialogico, forse un po’ troppo densò in alcuni punti, ma va bene, ricalca quella che, probabilmente, sarebbe una discussione nell’ambiente televisivo.
    Ti segnalo un refuso nella frase: “ lo schermo del televisore 29 pollici Nordmende che aveva affianco.“
    Il tutto funziona, cinico al punto giusto e godibile, come sempre.

    Alla prossima!

    • Grazie Keziarica, il mondo della tv visto da dentro è una specie di amplificatore dei difetti e dei pregi delle persone chiamate ad svolgere un lavoro di squadra. Inevitabili, anche se cercherò di limitarli sono certi dettagli tecnici che servono a definire i ruoli. Nanni con la sua mentalità, il suo metodo, è un po’ una mina vagante e tutte le donne di cui si circonda sono il vero propulsore che dà corpo alle sue idee… Vedremo chi, come e soprattutto con quali esiti. Grazie per avermi segnalato l’orribile refuso e buona Giornata,:-)

  • Ciao Fenderman!
    Scusa sono rimasto indietro e parto ora con questo titolo che riecheggia Cipri’ e Maresco. Ricordo di aver letto in un commento che l’ambiente della TV ti riguarda da vicino; mi sembra tu non faccia sconti al contenitore dei sogni, dove qualità e contenuti spesso latitano. Bella partenza!
    Dico che alla fine sceglierà quello che vorranno.Seguo!
    Ciao!

  • Ciao, Fenderman.
    Un rientro in grande stile, ma non avevo dubbi: ci hai abituati a racconti ben scritti e questo incipit non è certo da meno. Mi piace lo spaccato sul mondo dello spettacolo, che poi è quello che molti sospettano, alcuni ignorano e a cui altri preferiscono non pensare. La tv è fatta così, nasce per intrattenere, e la triste verità è che da tempo ha solo lo scopo di farlo con poca originalità.
    Ciò detto, il personaggio principale, Nanni, è ben delineato, pare di sentirlo parlare; i personaggi satellite che lo circondano hanno già preso una forma riconoscibile e attendono di essere rivelati del tutto. Io voto per sapere di più sulla pepita e questa volta ho cliccato SEGUI STORIA, così non perderò nessun episodio 🙂

    Alla prossima!

    p.s. sono andata a sbirciare il tuo profilo; complimenti, vedo che non sei prolifico solo su TI

    • Ciao, eccoci di nuovo, lo so, forse esagero ma quando mi prende non riesco a smettere di scrivere e anche, per fortuna di leggere ( sto leggendo, tra l’altro, in anteprima l’ultimo romanzo di Alessandra Star che tu conosci e che uscirà presto ed è una vera bomba…). In quanto alla tv vorrei far emergere aneddoti, fatti e personaggi a volte davvero originali che si barcamenano su acque scure dove rischiano di affogare o di essere mangiate dai pesci. Un mondo però dove anche a volte affiora “il genio” mascherato magari da buffone … Ci proviamo. Grazie ancora. Ciao buona giornata.🙋🌻

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi