Disattenzioni

Dove eravamo rimasti?

Decimo episodio. Storia finita. 1 (100%)

Fine

IGNORA IL MIO SMS, CARLA. L’HO TENTATO, MA NON HA CEDUTO. PERDONAMI PER AVERGLI DETTO LA VERITÀ SUI REGGISENI.

Carla lo guarda ancora confusa e lui butta il telefono sul letto. «Non ho ceduto, sebbene l’avessi immaginata prima a pecora e poi con la sua bocca darmi piacere fino a farmi esplodere».
Le scosta una ciocca di capelli dietro l’orecchio. «Ma non ho ceduto, mi sono fermato quando le stavo per sganciare il reggiseno».
La fronte di Carla sbatte contro il petto di lui. «Cazzo».
«Che bella tentazione è stata Daniela», afferma lui.
«Già». Alza il viso con aria colpevole. «Ed io non ho resistito».
Lui le prende il viso tra le mani e la bacia dolcemente. «Non è stata la tua debolezza a farmi incazzare, ma il fatto che tu me lo abbia nascosto. Non farlo mai più». La bacia di nuovo mentre lei annuisce.
«Sono stata debole, vero. Ma credimi… mi sono fermata».
«Lo so, me lo ha detto. Eri un palo e faceva quasi tutto lei».
Sente le mani di lui giocherellare con il gancio del reggiseno e sorride. Le bretelle le accarezzano le braccia mentre scivolano via e lei si abbassa, accompagnando il tanga sul pavimento con le mani. Appoggia gli avambracci sulle sue spalle e gli sfiora le labbra con le sue. «Ero un palo perché ero attenta che non arrivassi», scherza lei.
Mentre i suoi pantaloni vanno giù e il suo pene eretto è finalmente libero, le chiede: «Facciamo già ironia?».
Lei ammicca, gli dà le spalle, e si piega in avanti, con le mani strette sul cornicione del letto. Si volta verso Lorenzo e, muovendo il sedere verso l’alto, accentua ancora di più la posizione da lui preferita. «Forse ti perdono l’immaginazione, ma questa roba puoi farla solo con me».
Ammira il marito avvicinarsi a lei mentre tiene in mano il pene ormai pronto. Sente l’estremità bagnata farsi largo dentro di lei, fino a sentirlo completamente. Socchiude gli occhi e sorride, con i capelli che le coprono parzialmente la vista.

Mentre Daniela le dice che è stato un piacere aiutarla, gli occhi di Carla sono posati sulle gambe della ragazza davanti a lei. Con il capo abbassato e leggermente curvo, spinge ulteriormente il telefono sull’orecchio, poiché il treno è più rumoroso della voce di Daniela.
I suoi occhi percorrono la camicia nera della ragazza e si soffermano sull’apertura tra due bottoni che, grazie alla postura della ragazza, lasciano intravedere un pezzetto di ventre. Automaticamente, un ricordo riaffiora nella mente di Carla.              
«Per quanto riguarda quella sera…». Adesso il suo sguardo cade sulla curva del seno della ragazza. «Non dobbiamo parlarne, non serve. Siamo stati deboli entrambe e va bene così».           
«Certo».
«Non finirò mai di ringraziarti per il lavoro. Davvero».  
Nel frattempo, Carla ha spogliato mentalmente la ragazza e adesso la vede quasi nuda, solo la parte inferiore è coperta dall’intimo.       
«Ci sei, Carla?».
«C-certo, sì». Di colpo la ragazza è di nuovo vestita e per mezzo secondo incrocia lo sguardo di Carla. Il treno si ferma e la ragazza si alza. «Devo scendere, ci sentiamo Daniela».             
Si affretta a camminare verso l’uscita della carrozza, ma la porta non è ancora aperta. Ammira le gambe della ragazza davanti a lei: una pelle liscia e lucida, senza cellulite. Questa volta le solleva mentalmente la gonna, realizzando che, in realtà, non porta nulla. La porta si apre e scende dal treno. Per un tratto di strada la ragazza le cammina davanti e, quando svolta un angolo a tre isolati dalla sua abitazione, Carla decide che lo avrebbe detto a Lorenzo.
Trova il marito intento a lavorare, ricurvo sulla grande scrivania. Gli schiocca un bacio sulla guancia e molti di più sul collo. Si sofferma sull’orecchio destro, leccandolo e mordicchiandolo.
«Bentornata».  Le sussurra. «Sei fortunata, perché stavo per fare una pausa proprio adesso».  
Lorenzo si alza mentre continua a baciare Carla e le sue mani prima accarezzano i fianchi di lei, poi tirano giù i leggings.             
«Ci diciamo tutto, vero?».          
Lui fa un cenno affermativo con il capo, mentre lei lo massaggia tra le gambe. Poi, quasi di colpo, si ritrova seduta sul letto. Le mani di Lorenzo si intrufolano nella maglietta di Carla e le massaggiano il seno.             
«Cosa devi dirmi?». Le chiede, facendola ricadere con la schiena sul letto. Con l’indice scosta il tanga di Carla, che sente la lingua accarezzarle le labbra.    
Ansimando, gli dice: «C’era questa ragazza… delle gambe perfette…». Avverte un movimento circolare della lingua, mentre un dito le solletica il clitoride. «E un bel…seno, credo». Muove i fianchi contro la sua bocca, fino a sentire le labbra di lui sfiorare quelle inferiori di lei.           
Lui si distende su un fianco accanto a lei, mentre con due dita continua a stuzzicarla internamente ed esternamente. «La mia Carlotta curiosa».
Lei annuisce ansimando. «Solo con te». Sente l’orgasmo attraversarle tutto il corpo e, tra un urlo e l’altro ripete. «Solo con te».

Decimo episodio. Storia finita.

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58 Commenti

  • Ciao kerma! Bel capitolo, mi piace come riesci a interrompere sul più bello e lasciare la situazione col fiato sospeso…ho votato per il confronto tra Carla e Lorenzo, sono proprio curiosa di vedere cosa succederà. Alla prossima!

  • Ciao, leggo che ti sei impegnata per osare di più ma a mio avviso non basta. Lo leggo troppo statico e scontato. Prova a dare una scossa con qualche colpo di scena. Il sesso sembra quasi di contorno. Lasciati andare.

    • Ciao e grazie per i tuoi consigli.
      La categoria è ‘Eros’ e ci sono tanti modi per creare quest’atmosfera senza entrare nei dettagli sessuali. È una mia scelta quella di non osare troppo con le descrizioni (ma questo episodio in realtà è molto esplicito, cos’altro avrei dovuto scrivere per renderlo più erotico?). Mi piace anche dare importanza ai personaggi e alla trama, altrimenti si tratterebbe di episodi fini a se stessi, con la sola componente del sesso. Ma è un mio parere e apprezzo i tuoi suggerimenti, spero di non deluderti con il finale!

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