I LIKE YOUR BABY

Dove eravamo rimasti?

Nel finale: le ultime rivelazioni (dipende dalla scelta, se con flashback o meno) e… Almeno un vero cattivo tra i personaggi “noti” (67%)

Benvenuti nel parco divertimenti!

«Pensavamo di fare oggi la denuncia, ma l’ufficio era già chiuso.»

Erika rialza lo sguardo su Susanna. «Ora capisco la tua agitazione per quello stupido di Jonathan.» le dice a voce bassa, dispiaciuta di cogliere un tremolio di lacrime nel gelido azzurro che la accusa.

«Vedi di sputare il rospo!» sbotta Manuela. Indica il pc: «Tutto ciò ha implicazioni penali.»

«See!» minimizza la sedicenne, riattivandolo per scorrere le varie reazioni ottenute in pochissimo tempo. «Toh!» le indica un commento condito di cuori.

Susanna sbircia alle loro spalle.

«O quest’altra, che chiede se c’è un catalogo cartaceo!» continua con disprezzo. «La maggior parte sono entusiasti che non hanno letto né capito un cazzo del nostro messaggio!»

«Comprendo la tua delusione.» ammette Manuela. Il senso di colpa rende acquoso il verde dei suoi occhi. «Ma avete hackerato un sacco di profili, ho consigliato io stessa a Daria di bloccarvi e segnalarvi!»

Erika è distratta dalla lettura di un messaggio direct: una sedicente giornalista si complimenta con il gruppo di artisti e propone un’intervista.

La ragazza scoppia a ridere e torna con fierezza al mosaico di post che ritrae la sua squadra. «Staranno dalla nostra parte, come nella Casa de papel.»

«La vita non è una serie tv.» le ricorda Manuela.

«E Instagram? Facebook? Rispondono alle leggi della vita reale? Anche tutti questi genitori dovrebbero assumersi le proprie responsabilità.»

«Ho messo io mio figlio in questa situazione, ma ti prego, dimmi chi di voi è Topolino.» la supplica Susanna senza più trattenere le lacrime.

«Ma io che ne so!? Magari uno degli amici, un collega…»

Manuela torna con la mente alla serata di Carnevale con Clara e Daria:

“Io speravo di ammirare il barman solito, ma c’è l’altro.”

«Nico…» le sfugge, e gli sguardi cadono sulla “N” dei “JOLLY NERO”: sovrappeso.

«Quanto al tuo sticker…», concede infine Erika a Susanna, «Quello, te l’ho attaccato io.»

Due paia d’occhi si spalancano.

«Ma non a Carnevale, il giorno prima. Sempre lì al parchetto, ricordi? Ti ho chiesto se potevo provare con te il saggio.»

Susanna la ascolta confusa. Manuela tace, di colpo invecchiata.

«Non ci siamo beccate per caso: avevi fatto un post di te e Leo, con tanto di geolocalizzazione. Ho pensato di dimostrarti quanto fosse facile trovare il tuo bambino, ma non te ne sei manco accorta quel giorno! Troppo impegnata a fare stories come con Topolino?»

«Hai ragione, ma perché non me lo hai detto quando ti ho parlato del commento di Jonathan?»

«Non potevo sputtanare il nostro piano appena avviato. J non doveva scriverti con il suo vero nome, ma ho sbagliato io per prima, ad espormi con quello scherzo cretino.

«Di cattivo gusto.» puntualizza Susanna.

Erika annuisce. «Ma non sono quel mostro di Topolino.»

«E gli altri sticker, allora?» interviene Manuela.

«Non sono opera mia, lo giuro

Quell’ultima parola sputata dalla sorella, la spiazza. Manuela si rivolge a Susanna. «Dice la verità.»

«Nemmeno opera di Topolino.» riflette questa.

«Qualcun altro li sta usando, ma nessuno che io conos…» Erika si blocca colpita da una serie di flash:

Ottavio molla lo scooter, le viene incontro, allunga una mano per toccarle i capelli.

«Solo lui sapeva del mio scherzo.»

«Chi!?» vogliono sapere le altre.

Ottavio alza il proprio boccale per fare cincin.

Qualcosa stona.

«Di nuovo la destra… Eppure è mancino!»

«Eri?» Manuela le posa una mano sulla spalla, sconcertata dall’improvviso vaneggiamento; ma per Erika non esiste nessun altro:

Ottavio le sorride.

«Sembri diverso. Cioè, dal nerd super fedele che ricordavo. Sei suo fratello?» scherza lei.

«Ho un fratello, in effetti. Il preferito dei miei, lo odio.»

«Genio dell’informatica quanto te?»

Sorride di nuovo, beffardo. «Io sono più bravo.»

Erika corre in bagno a vomitare.

***

«Il gemello di Ottavio!?»

Erika, seduta sul bidè, annuisce con la testa tra le mani alla sorella accucciata di fronte a lei. «Si è infiltrato e ci ha tradito.»

Susanna si mantiene salda al lavandino, trema. «E lo sticker…»

«Un modo per far ricadere la colpa sul gruppo di hacker del fratello.» ipotizza Manuela, serrando le mascelle.

Erika solleva il viso ricolorito da un’illuminazione. «Non sceglie le sue vittime, ma i suoi potenziali clienti.»

Lo squillo del telefono le raggiunge come una lama.

Manuela va a rispondere.

Una voce maschile si qualifica e aggiunge: «Desideriamo parlare con la tutrice di Galli Erika.»

Manuela si gira verso le altre, a cui è giunta ovattata la richiesta: sua sorella ora sembra una bambina stretta nell’abbraccio dell’insegnante. Susanna annuisce, infondendole coraggio.

Deglutisce. «Sono io.»

***

Il retro dello sticker ospita un QR Code. Le dita nodose afferrano l’iPhone per inquadrarlo: si apre la home di un sito, per accedervi è richiesta la password. Il codice alfanumerico è sul lato anteriore: “I L1KE y0ur BABY!”. Una gallery.

Sogghigna: l’anteprima è di suo gradimento, accetta di pagare per ricevere altri contenuti.

«Benvenuti nel parco divertimenti!» si congratula, imitando la vocina di Mickey Mouse.

Categorie

Lascia un commento

193 Commenti

  • Rieccomi, Tinarica.
    Finale piuttosto agghiacciante, purtroppo fa paura perché è molto realistico. Direi che è un finale sospeso… su un baratro di orrori.
    La crociata di Erika ha almeno ottenuto il risultato di far rinsavire Susanna, ma potrebbe pagare caro il suo maldestro coraggio. Di certo, tu come autrice sei stata molto più efficace di lei e, te lo confesso, in quanto genitore, mi sono sentito giustamente bacchettato anch’io 🙁
    Pazienza, ormai c’ho figli in età da patente, vorrà dire che starò più attento con i nipoti 😉
    Grazie e brava!
    Ciao, ti auguro ottimi giorni

  • Una volta l’uomo nero veniva di notte ed era nero. Lo vedevi, potevi in qualche modo evitarlo.
    Oggi, dietro profili veri, falsi o verosimili si può celare un uomo nero senza volto, senza voce, capace di manipolare, dati, fatti, emozioni, panni stesi ad un sole che ha il riverbero di un monitor.
    Chi ci sta ascoltando mentre chattiamo? Chi ci sta osservando quando condividiamo foto, filmati, che mostrano la nostra vita privata?
    Questo, Tinarica, credo sia il messaggio.
    A parte il contenuto del racconto, devo congratularmi per la qualità della scrittura. Brava, sei davvero brava e spero di ritrovarti presto sulla piattaforma. a presto.

  • Ciao Tinarica!

    mi spiace un sacco essermi perso le le ultime battute di questo racconto che, avevo seguito con molto interesse perché stavi affrontando un argomento spinoso ed eri riuscita a tenere la tensione sempre alta. Il finale a cui sei arrivata è forte, acido, corrosivo, e porta la storia sotto una luce tutta nuova. Se da una parte c’è “la lezione”, dall’altra c’è lo sgomento per l’idea che il Lupo Cattivo esista eccome.
    Leggendo gli altri commenti ho visto che in molti vorrebbero un sequel, ma il mio consiglio personale è quello di lasciare la storia esattamente così perché il plot twist ti è venuto bene e sei riuscita a dare un finale pur lasciando tante domande al lettore.
    Per me i finali devono lasciare domande, devono far riflettere, e credo che tu abbia fatto centro.

    Spero di leggere presto una tua nuova storia, ma #ilikeyourbaby funziona talmente bene che lo lascerei così. Ti faccio i miei complimenti per l’agilità con cui ti sei destreggiata con un racconto molto moderno e con un linguaggio molto “colloquiale” che mi ha gettato nella storia come se me la stesse raccontando un’amica.

    Well done!

    • Ciao Sergio! Mi fa davvero piacere questo tuo commento, ti dico “grazie” perché non so cosa aggiungere. Concordo sul lasciarlo così, senza seguito, e sui finali che devono porre domande. Non so se tornerò presto a scrivere su The Incipit, intanto continuerò a palesarmi come lettrice delle storie che seguo, ma mi piacerebbe avere una nuova idea da condividere qui e sviluppare insieme a voi. Permettimi una promozione, consigliandoti di dare un’occhiata in rete al mio romanzo “Gocce di rugiada in un mare di noia”, edito da Planet Book: se ti piace porti domande e i apprezzi i finali “aperti”, potrebbe essere di tuo gusto. Ovviamente senza impegno :). Grazie ancora e arrivederci.

    • Ciao erPirataPeloso, ti ringrazio per aver seguito e per i commenti. Non sei l’unico a sperare in un seguito, tuttavia non penso di farlo: sia perché non avrei sufficienti argomentazioni per “tirare alla lunga”, sia perché fin dall’inizio ho pensato a un finale aperto che vi lasciasse in sospeso con la minaccia incombente di un nemico dall’identità non chiara e “multipla” e “multiforme” qui rappresentato da Topolino (ossia la pedofilia). Non verrà mai preso, purtroppo: si può intervenire su alcuni singoli come farà Erika confessandosi probabilmente alla polizia e rispondendo per la sua banda di hacker e presumibilmente aiutandola a incriminare il gemello di Ottavio che ha tradito gli intenti dei Jolly Nero. Oppure no? Sta a voi arrivare a una conclusione. Io lascio aperto il finale proprio per ricordare di continuare a fare attenzione perché la minaccia resta attiva da qualche parte. Un saluto, se ti va, dai un’occhiata al mio romanzo edito: https://www.amazon.it/Gocce-rugiada-mare-Federica-Colamaria/dp/8831467077. Grazie e a presto.

    • Ciao ilGallo, ti ringrazio per aver seguito e apprezzato questa storia. Mi dispiace deluderti dicendo che non è mia intenzione scrivere un seguito, perché fin dall’inizio ho pensato a un finale aperto che vi lasciasse in sospeso con la minaccia incombente di un nemico dall’identità non chiara qui rappresentato da Topolino (ossia la pedofilia). Mentre sulle altre questioni: dovrei aver qui chiarito che Ottavio dei Jolly Nero in realtà è stato sostituito dal suo gemello che ha tradito i “nobili” intenti del gruppo per procurare materiale ai potenziali pedofili online. Erika, con i suoi compagni, invece subirà probabilmente un qualche procedimento a causa dell’attività di hacker ma potrà anche aiutare la polizia a smascherare questo gemello traditore (tuttavia rimane la minaccia senza volto e senza nome sopra citata). Ho voluto lasciare a voi le interpretazioni, non penso di avere argomentazioni sufficienti per un 2. Tuttavia, se avessi qualche chiarimento tu da chiedermi o una tua riflessione in merito, resto a disposizione per un confronto. Grazie.

  • Ciao Tinarica,
    devo farti i miei complimenti per come hai affrontato l’argomento del tuo racconto.
    Il messaggio è arrivato forte e chiaro con un bel finale ,a sorpresa come sempre, ma come si conviene al genere.
    Dimostri sempre una tua capacità nel descrivere situazioni, dialoghi , in modo realistico.
    Hai una bella dote( che io ti invidio) e meriteresti di far conoscere anche al di fuori di questa piattaforma i tuoi racconti dovrebbero essere letti anche da altri.
    A presto con un tuo nuovo entusiasmante racconto.
    racconto.
    Ti auguro una serena giornata.?

  • Ciao Tinarica!
    Finale forte e tremendo, come si conviene ad un giallo e ad un argomento come questo. È il secondo racconto che leggo, completamente diverso dal primo; vi vedo la tua capacità di entrare con la penna per descrivere realtà e sentimenti che ne scaturiscono con abilità. Anche stavolta mi viene da dirti: non saprei da dove iniziare per scriverlo io.
    Mi sono trovato ogni tanto in ambascie per capire i riferimenti agli aspetti più tecnologici e social, ma quanto volevi far passare secondo me è arrivato.
    Ancora complimenti ed a presto dunque.
    Ciao!

    • Ciao Minollo, ti ringrazio molto! Sono contenta che si colga il messaggio al di là di qualche difficoltà “tecnologica”. Il finale non poteva essere lieto, la minaccia rimane incombente. Grazie, mi conforta ricevere commenti come questo. Mi piace spaziare tra i generi, a mio modo, e sono contenta che tu abbia letto due racconti completamente diversi e apprezzato entrambi. Scrivo quando ho un’esigenza interiore, poi la storia viene fuori in maniera abbastanza naturale. Arrivederci.

  • Lo sapevo, sapevo che non poteva esserci solo una “dimostrazione” di quanto può accadere, per fare aprire gli occhi occorre qualcosa di più… impattante?
    Brava, Tinarica.
    Mi è piaciuto molto questo finale, hai messo tutto in chiaro e hai dato un ultimo tocco di realtà. Mi fa venire in mente una serie tv, non ricordo quale, dove due adolescenti chattavano con un ragazzo bellissimo, fantastico e dal sorriso smagliante; nella scena successiva si vedeva lo schermo del fantomatico “figo tutto denti” e davanti a esso un uomo calvo, in canottiera e sovrappeso. Non c’entra molto con gli hashtag sbagliati, ma credo renda l’idea su come, molti di noi, non pensino abbastanza al fatto che là fuori, oltre gli schermi dei nostri dispositivi, ci sono tantissimi “topolino” pronti a portarci via anche solo la serenità.
    Hai fatto un buon lavoro, il racconto è interessante, manda un messaggio chiaro ed è corredato da dialoghi efficaci e ben costruiti, qualche frase ha peccato di troppo realismo, non sempre sono riuscita ad afferrarne il senso alla prima (e te l’ho scritto), ma nel complesso non posso che farti i complimenti.
    Aspetto un nuovo racconto, una penna come la tua non può mancare su questa piattaforma 🙂

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica! Ti ringrazio moltissimo, ero preoccupata che non si capisse il finale e almeno una persona lo ha compreso e apprezzato, è già un successo. Purtroppo ci sono diversi mostri in giro, non solo sul web. Ho preferito dare spiegazioni ma lasciare incombente la minaccia rappresentata in maniera simbolica da Topolino. Pure la polizia vera e propria l’ho voluta far immaginare come entità che avrà condotto indagini in parallelo con le ragazze. Ma appunto ho voluto restare realistica e dare una lezione anche a Erika in quanto rappresentante di quegli adolescenti sgamati con le tecnologie e anche di buoni principi ma che sottovalutano altri tipi di comportamenti illeciti per il fatto che tanto si sta su internet e non nel mondo “reale”. Questo, insomma. Come dico spesso, devo avere un’esigenza per scrivere qualcosa di buono. Non escludo un ritorno, ma non so dire se a breve. Grazie per tutti i commenti, buona giornata e arrivederci sicuramente nel tuo racconto in corso.

  • Rieccomi, Tinarica. La risposta più naturale, almeno per me, è che ci sia almeno un vero cattivo… in fondo è un classico e capita troppo spesso ?
    Lo sapevo, io, che era qualcosa di simile! Posso dire che avevo intuito che il gruppo (almeno la maggior parte di loro, stiamo a vedere cosa sceglie la maggioranza) non aveva cattive intenzioni.
    Molto bene, i dialoghi sono sempre molto naturali, le situazioni realistiche, riesci a giostrare con nonchalance tanti personaggi. Brava.
    Se posso permettermi un’osservazione, che più che altro è una riflessione, è proprio sul realismo dei dialoghi. Questa frase:
    “… se mi sono messa a chiacchierare con lui al bancone, è di quanto tu stimi sua moglie”
    confesso che ho dovuto leggerla più volte, prima di capirne il senso. Eppure, in un dialogo “orale”, sono certo che l’avrei capita immediatamente. E questo mi fa pensare a quanto sia difficile traslare dal linguaggio orale allo scritto, a quante sfumature perdiamo, e mi chiedo se esistano modi efficaci (boh, punteggiatura? Corsivi? Ideogrammi? ?) per recuperarle…
    E comunque mi ripeto: brava!
    Ciao, ti auguro un’ottima domenica ?

    • Ciao Erri, ti ringrazio per i commenti e la riflessione. Sei il secondo, credo, che mi segnala difficoltà per quella frase. Ci rifletterò su cosa esattamente crei la necessità di rileggere perché la trovo molto naturale come altre. Quindi grazie per il tuo punto di vista, sicuramente non è semplice riportare le sfumature del parlato nello scritto e non avrei nemmeno risposte “da manuale” da darti. Ci provo, insomma, a costo di risultare meno “corretta” o (mi spiace) meno chiara. Spero di chiudere bene la storia. A presto e buona domenica.

  • Ciao Tinarica!
    Sono contento del chiarimento che assolve Erika, ma anche io mi aspetto un cattivo nella storia. La chiacchiera tra le tre donne è serrata e concitata il giusto, cosi come lo sono le emozioni delle tre, soprattutto di Manuela che avrà tirato un sospiro di sollievo. Un bel pezzo. Aspetto la decima e ti auguro una buona domenica.
    Ciao a presto!

  • Almeno un cattivo nei personaggi noti… nei gialli come si deve il cattivo è qualcuno di cui non avresti mai sospettato, ma già noto….
    Bel capitolo… lo sapevo che Erica non poteva far parte di un gruppo di pedofili…forse…..Spero che nel finale si risolva al meglio la situazione.. Che ansia!

  • Erika ha sorpreso un po’ tutti. In questo guazzabuglio misterioso che è il mondo dei social si capisce poco, e viene voglia di tirarsene fuori. Via Facebook e tutti gli altri appresso, teniamoci stretti i nostri figli, e se cerchiamo un po’ di sano erotismo facciamolo tra adulti.
    Se poi rimane un poco di spazio per i sentimenti tanto di guadagnato. Ho appena iniziato una nuova storia di questo tema dopo tanto tempo…. Se ne hai voglia dimmi che ne pensi, e complimenti per il delicato spinoso tema scelto. Ciao, voto almeno un cattivo.

  • Ciao Tinarica,
    Bello questo penultimo capitolo :un bel colpo di scena.la rivelazione di Erika ci fa scoprire un nuovo particolare interessante di questa storia: le vere buone intenzioni del gruppo il messaggio che vogliono trasmettere ( che poi è anche il tuo) a tutte le persone le mamme…
    E Topolino ? Fa forse parte del gruppo Jolly nero?che fa il doppio gioco …
    L’importante è che tu abbia centrato il tuo obiettivo .Al gran finale. Brava! Buon pomeriggio?

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi